Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

mercoledì 7 dicembre 2011


A tutti i soci della Sezione
Sono in corso delle ricerche riguardanti la presenza italian in Albania dal 19143 al 1945
in Particolare:
 1) Il Ruolo del gen. Ambrosio, Capo delle Forze Armate Italiane nel settembre-ottobre 1943, e il salvataggio della Divisone "Perugia"

2) Gli anni 1945 e 1946 e l'azione del partito Comunista Albanese nei confornti degli Italiani in applicazione degli Accordi Palermo Hcha del 1944



Nota Informativa

Avviso

Per motivi tecnici il blog non è stato aggiornato nei mesi di agosto, settembre, ottobre e novenbre 2011. I relativi post saranno pubblicati appena possibile

lunedì 18 luglio 2011

Corrado Campana in Germania

Una delegazione costituita da 25 Ufficiali frequentatori del 13°Corso ISSMI e da 2 Tutors, guidata dal Capitano di Fregata Corrado Campana, si è recata presso la Führungsakademie der Bundeswehr – l’Istituto di alta formazione degli Ufficiali delle Forze Armate tedesche sito ad Amburgo – per lo svolgimento della esercitazione CJEX (Combined Joint European Exercise 2011), una attività addestrativa svolta congiuntamente dall’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze e dagli omologhi Istituti di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.
Questa esercitazione, che rappresenta il momento culminante del Corso, consiste in una intensa e complessa attività di pianificazione di una operazione militare svolta da JOPGs (Joint Operational Planning Groups) internazionali costituiti da Ufficiali appartenenti alle diverse Forze Armate di tutte le Nazioni partecipanti, secondo uno scenario fittizio ma realistico che include, oltre alle problematiche tipicamente operative di minaccia convenzionale e asimmetrica, aspetti relativi alla gestione dei rapporti con i Media e gli organi di informazione (Public Information), con le Organizzazioni Internazionali e Non Governative (IO/NGO) e di cooperazione Civile-Militare (CIMIC).
Questa attività è finalizzata ad uniformare ed armonizzare le procedure seguite nel processo di pianificazione utilizzate nel contesto europeo, mantenendo e migliorando il livello di coordinamento tra i singoli Paesi, e a questo scopo i frequentatori della delegazione italiana ad Amburgo, insieme alle analoghe rappresentanze di Francia, Spagna e Regno Unito, hanno operato in maniera integrata con i frequentatori appartenenti alle Forze Armate tedesche sotto la guida dei Tutors di ciascuna nazione e dei Senior Mentors della Führungsakademie.
( Dal sito delMinistero della Difesa - Marina)

Vita di Sezione

Avviso a tutti i soci

Con la data odierna riprendono le immissioni di post su questo blog. La causa della interruzione è da collegarsi alle attività procedurali previste dal Regolamento e dallo Statuto della Associaizone a seguito delle elezioni generali. Queste sono state completate e pubblicheremo quanto dovuto al più presto. Intanto iniziamo a inseire post relativi alla attività di ricerca e studi della Sezione, iniziando, come già fatto, riguardo alla vicenda della Probitas affondata nel settembre 1943 davanti a Santi Quaranta emtre erano in corso le operazioni di sostegno alla divisioe "Perugia"

Il Relitto della Probitas

Caro Coltrinari
Non so se è a conoscenza del fatto che a luglio dello scorso anno alcuni sub hanno individuato nella baia di Sarande il relitto della Probitas.
Hanno condotto una esplorazione sulla nave affondata, come è noto, il 25 settembre 1943 a seguito dei ripetuti bombardamenti condotti dagli aerei tedeschi.
Ironia della sorte l’ordine di imbarco prevedeva che ad imbarcarsi per primo doveva essere proprio il II Btg. “Ciclisiti”……
Comunque sono in  contatto con i sub che hanno condotto l’esplorazione ed ho anche le foto.
Particolare interessante è che la nave non si trova nel porto bensì in rada. E questo lo sapevamo. Quello che però che non sapevamo (almeno io non lo sapevo) è che la nave ha le ancore praticamente issate. In altri termini mi spiegava il sub, che è un esperto sottufficiale di Marina, la nave non era ferma ma, probabilmente, era già in condizione di manovrare e stava manovrando.
Da ricerche condotte risulta che la mattina successiva entra in rada il MAS 516 con nuovi ordini per la “Perugia”. Si ma quali erano gli ordini? Ma gi ordini di portarsi a Porto Palermo non erano già stati recapitati con un aereo? Lei ha notizie più precise in merito?
Lo scorso 7 ottobre sono stato a Kuç per celebrare l’anniversario della fucilazione (con me c’era anche Gustavo Lanza nipote dell’omonimo colonnello comandante il 129°) e poi mi sono spinto fino a Sarande dove ho visitato baia Limione. Li non c’è niente che ricordi l’eccidio di Chiminello e dei suoi ufficiali. Peccato. Solo qualche vecchio pescatore ricorda il massacro dei soldati italiani. Eppure quei luoghi sono rimasti immutati. Avevo con me le due foto scattate dai tedeschi durante la fucilazione di Chiminello e Bernardelli. I luoghi sono perfettamente riconoscibili.
Brutta storia quella della “Perugia”: abbandonata oggi come allora!
Nei suoi libri ha sempre con coraggio sostenuto la tesi dell’abbandono della “Perugia”, in ultimo al convegno “Settembre 1943 - La Tragedia della Divisione Acqui a Cefalonia” dove, parlando della “Perugia”,  ha evidenziato che l’argomento è “pericoloso” e può mettere in discussione la carriera o l’interesse di qualche maggiorente, più o meno importante, non esiste ricordo, storia o altro che tenga: l’argomento va evitato, affossato, cancellato”. Potrebbe essere più preciso in merito. In altri termini lei conosce i nomi dei “maggiorenti”?

Spero di poterla risentire presto
Vincenzo Rago

domenica 29 maggio 2011

Elezioni Generali della Sezione Studenti e Cultori della Materia




Il 24 maggio 2011 si sono svolte le elezioni della Sezione Studenti e Cultori della Materia. Le votazioni si sono svolte regolarmente e tutti i risultati saranno pubblicati appena avut l'assenso del Collegio Elettorale e la comunicazione alla Presidenza Nazionale.
E' stato eletto Presidente della Sezione Massimo Coltrinari

venerdì 20 maggio 2011

Immagini dell'Asia

Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia
Divisione Stampa e Affari Culturali
Viale Liegi, 17 – 00198 Roma


L’Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia,
in cooperazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche,
è lieto di invitarvi a partecipare alla conferenza sul tema:
“Taiwan: un’immagine generale”
che si terrà
il giorno 30 maggio 2011 dalle 16:00 alle 18.00
Sala Marconi, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Piazzale Aldo Moro,7 – 00185 Roma

INTERVENTI

Norberto NICOLAI – Introduzione.
HU Fu-chung – Saluti d’apertura.
Stefano VALENTE – Gli equilibri dell’area.
Luigi MARSIBILIO – Il quadro storico.
Matteo MARCONI – Politica e Istituzioni.
Massimo COLTRINARI – Taiwan, un Paese stabile.
Giorgio PRINZI – L’immagine di Taiwan nella stampa e nella comunicazione.
HSU Yung-yi – Cross-Strait Relations, le relazioni nello Stretto di Taiwan.
Luca ALFIERI – Il soft power taiwanese. Conoscere Taiwan.


Si invitano gli interessati a confermare la propria presenza alla Divisione Stampa e Affari Culturali dell’Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia entro il 28 maggio 2011, tramite i seguenti contatti:
Fax: 06 98262804
Tel: 06 98262820

domenica 8 maggio 2011

Fologno 7 Maggio 2011 Plazzo Trinci

Convegno:
I Giorni della Scelta: Gli Uomini delle Forze Armate nel Secondo Risorgimento Italiano”

Il Comune di Foligno, grazie alla iniziativa dell’Assessorato alle Politiche per l’Istruzione, la Pace e La Memoria, ha organizzato nella prestigiosa sede di Palazzo Trinci, Sala delle Conferenze, sabato 7 maggio 2011, il Convegno, dedicato soprattutto ai giovani delle scuole e in divisa, dal tema:”I Giorni della scelta: gli uomini delle Forze Armate nel secondo Risorgimento Italiano”.

Il Convegno ha avuto i saluti del Sindaco di Foligno, Nando Mismetti, quelli del Presidente dell’ANPI di Foligno, e del generale Matte, comandante del Centro di Selezione di Foligno, ubicato nella Caserma Gonzaga del Vodice, che hanno augurato che le relazioni possono essere di utilità ai giovani presenti alla Sala Conferenze.

Presieduto e coordinato dalla dr.ssa Rita Zampolini, assessore alle Politiche per l’Istruzione, la Pace e La Memoria  del Comune di Foligno.

Si sono avute le relazioni del Colonnello medico Paolo Massimo Spagli, Del generale Massimo Coltrinari, della professoressa Luciana Brunelli e con un intervento, tra gli altri, di Maria Rosaria Tra dardi.
Se sottolineare il significato della Giornata, l’Assessore Rita Zampolini, da appuntamento a tutti al 4 Novembre, giorno in cui si celebrerà la Giornate delle Forze Armate.

Il Convegno ha avuto l’appoggio fondamentale e l'apporto per la parte organizzativa e propositiva da parte del Colonnello Mario di Spirito, Capo di Stato Maggiore del Centro di Selezione di Foligno.

Di seguito sono pubblicate le relazioni attualmente disponibili 

P. Massimo Spagni, Massimo Coltrinari, Mario di Spirito, sono soci della Sezione Studenti e Cultori della Materia della Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione.

I Giorni della Scelta


La Relazione della prof.ssa Rita Zampolini, dal titolo “ Combattenti e civili: gli Umbri in Guerra” sarà pubblicata appena disponibile su supporto informatico.

Relazione Gen. Massimo Coltrinari

Il Giorni della Scelta: Gli Uomini delle Forze Armate nel Secondo Risorgimento Italiano”
Come dobbiamo considerare questi fatti:

 Il Ten. Col.  Zignani e il Col. Raucci: fucilati il 17 novembre 1943 ad Elbassan in Albania dai tedeschi, in uniforme con le stellette al bavero, perché a capo di unità combattenti del C.I.T.a.M.
197 Sottotenenti giurano fedeltà al Re ed alla Patria nel campo di concentramento tedesco di Darlan in Polonia il 23 novembre 1943
Le I.S.U. lavorano, nel gen. 1944,  24 ore al giorno con turni di 8 ore al porto di Boston per alimentare il Corpo di Armata Americano che sbarcherà in Normandia
Il gen. Raffaele Cadorna è al comando del Corpo Volontari della Libertà nel Nord Italia riconosciuto da tutte le forze “ribelli” operanti
Il I Raggruppamento Motorizzato attacca sulla stretta di Mignano Montelungo l’8 e il 16 dicembre 1916 inquadrato nella 36 Divisione Texas USA
Mussolini, capo della Repubblica Sociale Italiana, proclama nel 1944 la socializzazione
Il cap. dei carabinieri reali Pezzella a capo della compagnia di Reali Carabinieri  svolge compiti di polizia militare sulla testa di ponte di Anzio dal 22 gennaio al 25 maggio 1944in sostituzione delle Polizie militari britanniche e statunitensi
La Divisione “Garibaldi” composta da unità alpine combatte in Montenegro
(Zavattaro-Ardizi)
La Balkan Air Force composta totalmente da personale militare italiano con basi  nelle Puglie rifornisce le unità jugoslave per conto degli Alleati
 Il fronte militare clandestino di Roma (gen. Bentivegna)
con la sua attività informativa salva dalla distruzione
 la testa di ponte alleata di Anzio
 4000 Italiani in uniforme tedesca (Whermach) difendono Praga nell’aprile 1945
Le Divisioni Friuli e Cremona liberano la Corsica dall’8 al 21 settembre 1943
 e consegnano l’Isola alle forze Francesi sopraggiunte
Hanno oltre 700 morti e 100 feriti
La Divisone Perugia rimane in armi (oltre 10.000 uomini) nell’area di Santi Quaranta fino al 3 ottobre 1943, 8 giorni dopo la resa della Divisone Acqui,
In attesa dell’arrivo dei soccorsi promessi dall’Italia

Tutti questi episodi, della Guerra di liberazione, come li dobbiamo considerare?

La Guerra di Liberazione, una guerra su cinque fronti.
La lotta che il popolo italiano intraprese, all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 con le Nazioni Unite può essere intesa come un tutto uno, ovvero una opposizione armata al nazifascismo ed adesione alla coalizione antihitleriana. Scopo di questa nota è individuare i fronti di questa guerra in cui si combatté in nome di una Italia diversa e democratica.
I  fronti individuati sono i seguenti:
- Quello dell'Italia libera, ove gli Alleati tengono il fronte e permettono al Governo del Re d'Italia di esercitare le sue prerogative, seppure con limitazioni anche naturali per esigenze belliche. Il Governo del Re è il Governo legittimo d'Italia che gli Alleati, compresa l'URSS., riconoscono.
- Quello dell'Italia occupata dai tedeschi. Qui il fronte è clandestino e la lotta politica è condotta dal C.L.N., composti questi dai risorti partiti antifascisti. E' il grande movimento partigiano dei nord Italia.
- Quello della resistenza dei militari italiani all'estero. E' un fronte questo non conosciuto, dimenticato, caduto presto nell'oblio. E' la lotta dei nostri soldati che si sono inseriti nelle formazioni partigiane locali per condurre la lotta ai tedeschi (Jugoslavia, Grecia, Albania).
         -   Quello della Resistenza degli Internati Militari Italiani, che opposero un deciso rifiuto di aderire alla R.S.I., di fatto delegittimandola.
- Quello della  Prigionia Militare Italiana della seconda guerra mondiale.

Se vediamo il singolo militare, il singolo cittadino atto alle armi vediamo che alla guerra parteciparono per varie vie, spesso seguendo scelte le più disparate: chi come rifiuto di consegnarsi ai tedeschi; chi, catturato, finì nei campi di concentramento in Germania e in Polonia; chi entrò nelle file partigiane e prese le armi; chi rientrò in Italia del Sud e nella stragrande maggioranza entrò nelle file dell'Esercito dei Re; chi visse, senza cedere, sui monti in Italia e all'Estero per  non consegnarsi ai ai tedeschi e non collaborare, chi nei campi di Prigionia degli ex-Nemici, ora alleati, accettò di collaborare in nome del contributo che l'Italia doveva dare per un domani migliore.
L'approccio adottato permette di poter sviluppare le ricerche in queste cinque direzioni  al fine di vedere quanti e quali italiani portarono, come dice Luciano Bolis il loro "granello di sabbia", oltre a quella che vide coinvolti quelli che rimasero fedeli alla vecchia Alleanza che ha permesso di riportare alla luce tanti episodi ormai avvolti nel buio, ma deve essere ulteriormente integrato.

Il Primo Fronte: L'Italia del Sud

Qui ricomincia a funzionare il vecchio stato, ma accanto si sviluppa la dialettica dei partiti. Partecipano alla guerra prima il I Raggruppamento Motorizzato, poi il C.I.L., poi i Gruppi di Combattimento. Sono, in nuce, i soldati del futuro esercito italiano, che operano secondo le regole classiche della guerra. E' indubbio che combatto contro i tedeschi, anche se il rapporto con gli Alleati è sempre di sudditanza. Con la liberazione di Roma e l'avanzata nell'Italia centrale  la lotta al nazifascismo non è disgiunta da una appassionata discussione sul futuro politico dell'Italia e sulle prospettive di vero rinnovamento democratico. Le forze partigiane e dei partiti antifascisti coesistono, oltre che con l'organizzazione militare del Regno, anche con la Chiesa Cattolica, fattori entrambi che condizionano in senso moderato l'attività antifascista.

Il Secondo Fronte: L'Italia del Nord

Al momento dell'Armistizio, l'Italia fu tagliata in due. Al nord i tedeschi impongono la Repubblica Sociale. Qui si ha la forma più compiuta di resistenza. Si hanno le formazioni partigiane organizzate dai partiti antifascisti in montagna, mentre nelle pianura e nelle città si organizzano i GAPe le SAP. Oltre a ciò la popolazione civile partecipa alla guerra collaborando con il movimento partigiano in mille forme, e subendo terribili e inumane rappresaglie; inoltre gli operai con i loro scioperi e la loro resistenza passiva contribuiscono a rallentare lo sforzo bellico dell'occupante e a minare anche la propria sicurezza. Si ha il coinvolgimento di ampi strati della popolazione nella guerra al nazifasismo, che si integra con il particolare profilo delle bande in montagna, che non sono solo gruppi di combattenti ma anche luoghi di dibattito e di formazione politica.

Il Terzo Fronte: L'Internamento

                        Nei mesi di settembre ed ottobre l'Esercito tedesco fa prigionieri ed interna in Germania oltre 600.000 militari italiani, dando origine al fenomeno dell'Internamento Militare Italiano nella seconda guerra mondiale. Questi militari non hanno lo statu di prigionieri, ma di internati, ovvero nella scala del mondo concentrazionario tedesco, sono sullo stesso livello dei prigionieri sovietici ( La URSS non aveva firmato la convenzione di Ginevra del 1929) e poco al di sorpra deli ebrei. Ovvero il loro trattamento era durissimo. In queste circostanze per uscire da questo inferno ci si sarebbe aspettato una adesione plebiscitaria alle proposte di collaborazione sia dei Nazisti sia degli esponenti della R.S.I. Invece la quasi totalità degli Internati oppose il rifiuto ad una qualsiasi forma di collaborazione, subendone le più terribili conseguenze. Fu un fronte di resistenza passivo, ma determinato, che nella realtà dei fatti deligittimò sul piano interno ma anche agli occhi dei germanici la Repubblica Sociale. Infatti una decisione in massa degli Internati ai fascisti di Salò avrebbe permesso alla R.S.I. di avvalorare le tesi della propaganda, che era l'unica rappresentate della vera Italia. In realtà questa non adesione, in sistema con la lotta partigiana, isolò Mussolini relegandolo a semplice rappresentate di se stesso e dei suoi accoliti.

          Il Quarto Fronte: La Resistenza dei Militari Italiani all'Estero

Se nel nord italia si sviluppò il movimento partigianoattraverso bande armate, all'estero, i militari italiani sopresi dall'armistizio dlel'8 sottembre e sottrattisi alla cattura tedesca si opposero ai tedeschi in armi, inizialmente, poi dando vita, in armonia con i movimenti di resistenza locali a vere e proprie formazioni armate. Per la resistenza di formazioni organiche sono noti i fatti di Lero e di Cefalonia. Meno noti tanti altri fatti in cui unità militari italiane organiche resistettero ai tedeschi fino al limite della capacità operativa. Un esmepio per tutte: La Divisione "Peruigia", stanziata nel sud dell'Albania  tenne in armi il porto di Santi Quaranta fino al 3 ottobre 1943, in attesa di un aiuto da parte italiana ed alleata. Una divisione di oltre 10.000 uomini, che dominava un area  abbatanza vasta e che avrebbe potuto dare un forte aiuto ad un intervento alleato dall'altra parte dell'Adriatico. 10.000 militari italiani che rimasero compatti per tre settimane oltre l'armistizio, in armi e che pagarono duramente questa loro resistenza. Infatti tutti gli Ufficiali della Perugia furono fucilati, e gli uomini internati in Polonia.
Per le unità che passarono in montagne si unirono ai movimenti partigiani locali, noti sono gli avvenimento della divisione "Venezia" e "Taurinenze", che diedero vita alla Divisione Partigiana Garibaldi; meno note le vicende della divisione "Firenze" ed "Arezzo" in Albania e delle divisioni italiane stanziate in Grecia. Militari Italiani diedero vita alla divisione "Italia" in Jugoslavia. Oltre che nei Balcani, militari italiani parteciparono ai fronti di resistenza locali. Così in Corsica, ove oltre 700 militari caddero per la liberazione di Aiaccio, cosi nella Provenza, in centro Europa la presenza di militari italiani è certa.
Il Quinto Fronte: La Prigionia
Vi erano, al momento dell’Armistizio, circa 600.000 prigionieri nelle mani delle Nazioni Unite. Soldati per lo più caduti nelle mani del nemico a seguito dell’offensiva in Nord Africa (1940-’41) alla resa in Tunisia ed al tracollo del luglio agosto 1943 in Sicilia. Per lo più, tranne i 10-12.000 soldati in mano all’URSS, erano in mano anglo-americana. Questi soldati, questi italiani all’annuncio dell’Armistizio dovettero, come tutti, fare delle scelte. La stragrande maggioranza scelse di cooperare con gli ex-nemici, contribuendo anche loro a costruire un futuro migliore. Una aliquota molto bassa non volle cooperare, non solo perché fedeli alla vecchia alleanza, ma per variegate motivazioni.
Ad esempio a Hereford (USA) vie erano circa 4.000 italiani che gli americani consideravano "tout court" fascisti. In realtà, fra questi non cooperatori vi erano sì fascisti, ed anche prigionieri delle Forze della R.S.I., ma anche monarchici, liberali, moderati, repubblicani, socialisti, comunisti o laici in senso stretto che avevano fatto una scelta personale.
I prigionieri in mano agli Angloamericani furono organizzati in ISU, Italiana Service Units, compagnie di 150 uomini addetti ad un particolare lavoro. Il loro contributo si esplicò negli Stati Uniti e in Gran Bretagna con l'impegno nei grandi arsenali o nelle basi, oppure in Nord Africa e quindi in Italia, parte integrante della organizzazione logistica alleata. Anche loro, con il loro lavoro, portarono il contributo alla vittoria finale. Soprattutto i prigionieri che operarono in Italia nel campo delle comunicazioni, dei trasporti e del genio, confluirono poi nelle unità del nuovo esercito italiano, gestendo il materiale di guerra americano
 Ovvero, anche il prigioniero che, in un contesto particolare, combatte.

A tutti i fronti si accede perchè volontari. Si hanno diverse figure giuridiche, che già descriviamo, come il partigiano, il patriota, il prigioniero, l'internato, l'ostaggio, il deportato, tutte figure che si delineano a seconda del fronte con cui si combatte. UN fronte che rimane unitario, nella volontà ferma di sconfiggere il nazifascismo. E in nome di quets aunità, ricordiamo in questa data unitaria chi, pur nella diversità di grado ma non di natura, diede il suo contributo, il suo granello di sabbia, su fronti diversi, affinchè si realizzasse una Italia migliore. Questo il quadro generale che si propone, in una visione storico-scientifica unitaria, al fine di consegnare alle nuove generazioni un approfondimento, oltre che una conoscenza, di fatti che generarono gli anni della vicenda repubblicana la cui matrice non si può non conoscere se si vogliono affrontare i problemi che abbiamo di fronte.

 Nel concludere: gli esempi che sono stati fatti all'inizio di questa relazione, episodi della guerra di liberazione, possono ora ben essere inquadrati nei cinque fronti che abbiamo indicato della citata guerra di liberazione.


               

Relazione Col. Med. P Massimo Spagli

"I Giorni della Scelta: Gli Uomini delle Forze Armate nel secondo Risorgimento Italiano"

LA FIGURA DEL GENERALE FERRANTE GONZAGA DEL VODICE.

                                  “..se all’annuncio dell’armistizio un capo come il generale Gonzaga si fosse   trovato a Roma, forse la storia d’Italia avrebbe preso un altro corso..”
(Paolo Monelli in “Roma 1943”)


E' stato uno dei primi Militari Italiani ed il primo Ufficiale Generale caduto dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Ufficiale di Artiglieria ed Ingegnere, nato a Torino nel 1886, era l'erede di una delle famiglie che dal 1300 al 1600 aveva svolto un ruolo di primo piano nella storia d'Italia, caratterizzandosi per l'alto numero di condottieri e uomini d'armi nelle sue file.
Suo padre (Maurizio) era stato uno dei Generali del Regio Esercito più decorati e più volte feriti nella prima Guerra mondiale.
Ferrante Gonzaga era giunto al culmine di una brillante carriera militare, in cui aveva ottenuto importanti riconoscimenti e decorazioni al valor militare per il suo comportamento tenuto sia in Libia nel 1912 che per tutto il corso della 1° Guerra Mondiale.
Aveva comandato il prestigioso 1° Reggimento “Cacciatori delle Alpi” di stanza a Foligno dal 1936 al 1938, nella Caserma che dopo la ricostruzione del Dopoguerra, (il 25 marzo 1954) verrà intitolata proprio a lui.
Generale Comandante di una Divisione Costiera disposta a protezione del golfo di Salerno e del Cilento, di fronte alla pretesa degli ex-alleati Tedeschi di cedere le armi e di consegnarsi loro, non volle contravvenire alle regole dell'onore militare, né alle pur scarne disposizioni emanate 2 ore prima dal Capo del Governo Italiano legittimo Maresciallo Badoglio (“Ogni atto contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle Forze Italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno a eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”), per cui si oppose con forza a tale pretesa,  venendo fulminato immediatamente da una scarica di fucile automatico da parte dei militari tedeschi che erano venuti per catturarlo. Per tale sacrificio fu insignito della medaglia d'Oro al V.M.

Attraverso richiami agli antichi fasti militari della famiglia, rinnovati dal padre, alla situazione storica creatasi in quei giorni, ed alle testimonianze di chi partecipò direttamente alla vicenda si rappresenta la figura del Generale Gonzaga come emblematica di  quella condizione in cui tutti gli Italiani ma soprattutto i militari si trovarono in maniera improvvisa e lacerante, dovendo operare nel caso del Gonzaga in pochi minuti, scelte che mettevano in gioco i valori più profondi (morali, caratteriali, etici, politici, religiosi) dei singoli e della comunità, a rischio della vita o di forti privazioni e sofferenze per chi sarebbe stato condotto in prigionia.

In particolare anche chi ne causò in qualche modo la morte, l'ufficiale Tedesco che andò a “catturarlo”, ebbe per il Gonzaga parole di pietas ed ammirazione: “Non ero riuscito a salvare quel cavaliere che era morto per il suo onore“.
Per altro sarebbe riduttivo se richiamassimo il solo “onore militare” come matrice del gesto del generale Gonzaga. In una sua lettera alla sorella del 3 settembre troviamo la chiave più intima e profonda: “Vivo e combatto per i miei bambini (ne aveva 3 dell'età di 5, 3 ed 1 anno), a cui vorrei lasciare qualcosa fatto da me. Resterò al mio posto fino all'ultimo..” .
Il senso della speranza in un futuro migliore per la propria Patria, che sta versando in una situazione francamente disperata, viene dal lascito che solo azioni rette e coraggiose, anche a costo della vita, possono trasmettere alle generazioni future.


Col.Med. P Massimo Spagli                 

Ricordata la figura di Franco Ricchetti

"I Giorni della Scelta: Gli Uomini delle Forze Armate nel secondo Risorgimento Italiano"
Nel dibattito che è seguito Maria Rosaria Tradarti, ha ricordato la figura, Franco Ricchetti (Foligno 1924-1944)
Il 14 marzo 1944 Franco Ricchetti è ospite presso lo sfollato a Colfiorito di Foligno. Ha ricevuto la cartolina precetto per presentarsi di l’ a pochi giorni al servizio militare. Vine a conoscenza che alcuni suoi amici partigiani sulle montagne di Colfiorito, sono in imminente pericolo a causa di un rastrellamento in corso da parte delle truppe tedesche coadiuvate dei fascisti.
Sono le prime ore del mattino. Senza alcun indugio esce di casa e corre verso le montagne per avvisare i compagni. Questi, purtoppo sono già stati catturati.
 Nella disperata corsa viene inseguito e raggiunto da alcuni fascisti armati. Gli viene intimato l’alt e fatto voltare verso di essi con le mani in alto. E’ disarmato. Chie ed ottiene di poter assumere la posizione di riposo. Uno del gruppo dei fascisti riconosce in Franco un suo ex compagno di scuola ed indugia a sparare. Un altro lo incita “Spara… che aspetti?”
Parte un colpo. Franco cade colpito. E’ gravemente ferito. Rimarrà divere ore disteso sulla montagna innevata poiché ogni soccorso gli verrà precluso.
Verrà soccorso da un ufficiale tedesco che ordinerà di trasportarlo a valle su una scala per essere poi consegnato all’ospedale di Foligno dislocato a Belfiore a causa dei bombardamenti.
!5 marzo 1944. Franco Ricchetti muore per setticemia. Avea venti anni.
Maria Rosaria Tradardi 

venerdì 6 maggio 2011

Alberto Li Gobbi ci ha lasciato

Il Presidente Onorario della Associazione Nazionale Combattenti
 è morto.

I Funerali si sono svolti questa mattina alle ore 11 a Milano

Una nota a ricordo è stata pubblicata su

giovedì 5 maggio 2011

Visita al Gianicolo


SEZIONI “STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA”

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IL PRIMO RISORIGMENTO

 ROMA E IL GIANICOLO
 LA REPUBBLICA ROMANA DEL 1949


8 maggio 2011 ore 9,30


PROGRAMMA

Ore 09.00   -  Punto di incontro. Palazzo Salviati. CASD
Ore 09,15   -  In quadra mento generale e descrizione del percoso

1.)    Palazzo Salviati. L Facciata e il’arginazione del Tevre del 1875-1878
2.)    Salita di Sant’Onofrio. Giacomo Leopardi
3.)    Santa Dorotea e Le correnti della DC del dopoguerra
4.)    Sant’Onofrio. Il convento e la Toma di Torquato Tasso
5.)    L’Ordine del Santo Sepolcro. La nascita dell’Ospedale Babino gesù
6.)    La Quercia e l’anfiteatro del Tasso.
1.      Sosta.
2.      Breve inquadramento storico della repubblica Romana del 1849
3.      Armellini, Saffi e Mazzini
     
      7) Il Faro degli Italiani. La questione della immigrazione Italia di inizio sacolo
           D’annunzio e l’italianità nel mondo
       8. Lauro De Bosis e l’opposizione antifascista degli anni ’30. Il volo su Roma
       9. Primo Panorama su Roma . Il quadrante nord ovest
      10.Il Monumento di Annita Garibaldi. Storia e figura femminile del Risorgimento
      11. Le Erme del primo Riquadro. Augusto Elia e le altre figure
      12. Le curiosità di Roma. Il teatro delle Marionette
                II Sosta.
1.      Il Monumento a Giuseppe Garibaldi. I Fasci del 1799 La Massoneria
2.      IL Piazzale
3.      Il simbolo laico del tocco di mezzogiorno. Il Colpo di Cannone Storia
4.      I Figli ed i Nipoti di garibaldi
5.      Le Erme del Piazzale
             
              Secondo Paronama di Roma. Il Quadrante Nord
13.      Il monumento a Righetto. La partecipazione popolare alla difesa della Repubblica 
Romana.
14.      Le Erme del terzo Riquadro. Erme: Colomba Antonietti. Magg. Pagliari
15.      Le altre Erme.  L’Accademia Americana e l’orto Botanico.
16.      Il Fontanone  di Paolo II Farnese. L’Ambasciata di Spagna
17.      San Pietro in Montorio.  Sebastiano del Piombo
18.      Il tempietto del Bramante

Terzo Panorama su Roma. Il quadrante Est e i Colli Romani
19.      La Discesa verso Trastevere. La Via Crici.
20.      Il Bosco degli Arvali. L’Arcadia
21.      La caserma Podgora. Il Rastrellamento dei Carabinieri 7 ottobre 1943
22.      Porta Settimiana. Le Mura di Leone XIV. La forasina
23.      Villa Fornasina e i Dipinti di Raffaello
24.      Villa Corsini
25.      Via della Lungara. La casa della Memoria a San Francesco di sales
26.      Regina Coeli. Il Monastero e le trasformazioni in base alle leggi Siccardi
27.      Palazzo Salviati. Il Rastrellamento degli Ebrei 16 ottobre 1943. Kappler ed il vaticano


Per ogni informazione: risorgimento23@libero.it

Geopolitica delle prossime sfide

De Agostini ha il piacere di invitarLa
alla presentazione del volume a cura di Gianfranco Lizza

GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE
(UTET UNiversità 2011)

VENERDì 27 MAGGIO 2011
ORE 9,30
Sala della Protomoteca - Campidoglio, Roma

Presentano

Gianni Alemanno,
Sindaco di Roma
Milan Bufon,
Docente di Geografia Politica Università di Koper (Capodistria) Slovenia
Alberto Negri,
 Editorialista del Corriete della Sera
Gianluigi Rossi,
Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia,Comunicazione, "Sapienza" Università di Roma
Stefano Silvestri,
Presidente IAI


mercoledì 13 aprile 2011

CONFERENZA AL LIONS DI SPOLETO




Massimo Coltrinari e Mario di Spirito
soci della Sezione
hanno partecipato
alla riunione organizzata dal Lions Club di Spoleto
il 19 marzo scorso dedicata alla data anniversaria dell'Unità 'Italia"
Nell'occasione sono stati distribuiti numeri della Rivista "Il Secondo Risorgimento d'Italia" e sono state donate al Presidente del Club copie di volumi della Collana Storia in Laboratorio.


 Mario di Spirito
ha annunciato che il Comune di Foligno intende organizzare un convegno dedicato alla Guerra di Liberazione per il prossimo 7 maggio a Palazzo Trinchi ed ha inoltrato inviti per tenere  una conferenza a soci della Sezione.




UN INCONTRO DA NON PERDERE

Per tutti i Soci della Sezione

Lunedì 18 aprile 2011, alle ore 16,00. all’Aula XIII della Facoltà di Scienze PoliticHE
 all’Università di Roma Sapienza,, per il Corso Avanzato di Geografia Politica ed Ecomomica, presentato dal prof. Gianfranco Lizza,
l’Ambasciatore d’Italia Gerardo Carante, già ambasciatore d’Italia in Iraq, 
 terra una lezione dal titolo
 “Irak Oggi”
Studenti e Cultori della Sezione sono pregati di intervenire.
Dott. Matteo Marconi

martedì 12 aprile 2011

TAVOLA ROTONDA

Mercoledì 13 aprile 2011, dalle ore 14,00 alle ore 16,00

Nella “Rivista di Studi Politici Internazionali”: responsabilità comuni fra Atlantico e Pacifico

Intervengono
 Generale Vincenzo Camporini
Prof. Antongiulio de Robertis, Università di bari
 Minisitro Consiglire Dmtry Shtodin, Ambasciata della federazione Russa
 Ministro Plenipotenziario Luca Franchetti Pardo, Ministero Affari esteri
Franco Venturini, Corrire della Sera

Moderano
 Prof. Maria Grazia Melchiolnni, La Sapienza Roma
Prof. Luigi Vittorio Ferraris, LUISS Guido Carli

La Tavola Rotonda si terrà al Centro Alti Studi per la Difesa, Piazza dellea Rovere 83, Roma; per info: luisa.apicella85@hotmail.it 


Né con Gheddafi, né con la Nato
Ma cosa sta succedendo in Libia?

La nuova guerra in Libia rappresenta un punto di svolta fondamentale nelle relazioni internazionali. I paesi europei, i paesi arabi, i paesi della Nato, gli Usa, i paesi africani e le potenze emergenti stanno ridisegnando le mappe del potere nel Mediterraneo, non senza frequenti e ripetuti conflitti tra loro e all'interno dei rapporti di forza dentro gli stessi Stati.

L’intervento militare segue interessi che hanno a che fare con la nostra vita quotidiana, dalle politiche energetiche alle politiche migratorie e anche per questo occorre comprenderne fino in fondo le origini e gli effetti.

L'intreccio storico, politico ed economico tra colonialismo vecchio e nuovo, regimi autoritari e aggressioni delle multinazionali, deve essere sviscerato in profondità, per capire cosa sta succedendo in Libia e nel Mediterraneo, quali sono le forze in campo e le relative opzioni politiche e culturali, gli interessi in gioco e i possibili scenari che si aprono sul breve e sul medio periodo.

Ma soprattutto è necessario approfondire il ruolo che in questa fase possono avere i movimenti sociali, che, non riconoscendosi né nelle bombe della Nato, né nel regime di Gheddafi, hanno la possibilità di costruire un ponte di solidarietà verso le vittime della guerra, verso coloro che si ribellano ai regimi e verso coloro che dal Nord Africa si dirigono verso l'Europa.

Vogliamo quindi invitare a un primo momento di confronto tutte le realtà di movimento impegnate contro la guerra, contro le nocività e la devastazione ambientale, per l'accoglienza degli immigrati e l'abbattimento delle frontiere, per capire meglio insieme gli effetti della guerra sulle nostre vite e sulle vite di coloro che la stanno subendo, in Libia, nei paesi confinanti, fino ad arrivare sulle coste italiane.
Un confronto per ricostruire una ferma opposizione sociale alla guerra e che vuole essere un primo appuntamento in vista della manifestazione nazionale contro la guerra in Libia, del 16 aprile, a Napoli, e dell’assemblea nazionale, il 17 aprile, a Napoli.

MERCOLEDì 13 APRILE  ORE 18.00
CASA DEL QUARTIERE - EX-SERONO – VIA DEL PIGNETO, 22

Partecipano:

Biancamaria Scarcia Amoretti (Università La Sapienza)
Ali Moussa (Istituto Internazionale Casa Eritrea)
Fathi Abu Abed (giornalista palestinese)
Fulvio Vassallo Paleologo (giurista – Campagna Welcome)
Stefano Liberti (giornalista – autore di A Sud di Lampedusa)


Promuovono: CSOA eX-Snia - Osservatorio Antirazzista Pigneto Tor Pignattara

sabato 9 aprile 2011

La data anniversaria della fondazione della Sezione


Il 9 aprile 2009 veniva fondata a Chianciano, nel corso del Consiglio Nazionale del 2009, la Sezione Studenti e Cultori della Materia della Associazione Nazionali Combattenti della Guerra di Liberazione.
La data scelta fu quella del 9 aprile, giorno di inizio, nel 1945, dell’offensiva finale degli Alleati, a cui parteciparono tutti i  Gruppi di Combattimento dell’Esercito Italiano, che portò alla fine della guerra in Italia il 25 aprile 1945 e la successiva resa di tutte le truppe tedesche il 2 maggio 1945.
La sezione ben si identifica in questo avvenimento, in quanto risponde allo spirito che la anima. Raccolto il retaggio dei protagonisti della Guerra di Liberazione, ci si attiva per lanciare l’attacco finale all’oblio, alla dimenticanza, alla mistificazione, alla superficialità che inevitabilmente chi tenta di imporre idee autoritarie e di parte alimenta per raggiungere i suoi torbidi fini.
L’augurio che questo terzo anno di attività che si inizia a svolgere sia proficuo come i due precedenti, nel solco di quell’impegno che aiuta a crescere a gratifica il proprio agire, dando un senso compiuto ai nostri valori

venerdì 8 aprile 2011

Consiglio Nazionale

Firenze - 2 e 3 aprile 2011

ORDINE DEL GIORNO


Sabato 2 aprile 2011
1.     ore 16,00       Apertura Consiglio Nazionale (Generale Senatore Luigi POLI);
2.     ore 16,05       Onori al Medagliere (Colonnello Vittorio SCARLINO);
3.     ore 16,15       Appello Soci deceduti anno 2010 e raccoglimento (lettura a cura     
dell’Ing. Giorgio PRINZI);
4.     ore 16,25       Designazione del Presidente protempore dell’Assemblea, su   
                                proposta del Presidente Nazionale;
5. ore 16,30                   Il Presidente dell’Assemblea, al fine della validità della riunione, invita il Segretario Generale a procedere alla verifica del quorum dei Soci presenti o rappresentati per delega dai Presidenti di Sezione o Sottosezione (si verifica che siano presenti tanti Presidenti di Sezione o loro Delegati, il cui totale rappresentato raggiunga il numero della metà più uno dei Soci – Art. 16 dello Statuto);
6.     ore 16,45        Comunicazione all’Assemblea dei risultati della verifica (a cura
del Col. Vittorio SCARLINO);
7.       ore 16,50       Discussione proposte modifiche allo Statuto (a cura del Gen. C.A. Alberto ZIGNANI);
        8. ore 18,00        Riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

 Domenica 3 aprile 2011
  9. ore 07,30  -      Santa Messa;
10. ore 08,00  -      Prima colazione;
11. ore 09,00  -     Ripresa riunione Consiglio Nazionale ed illustrazione delle
Relazioni riguardanti le varie attività dell’Associazione (a cura del Gen. Sen. Luigi POLI);
12. ore 09,20  -               Attività di coordinamento fra le Sezioni e la Presidenza   Nazionale (a cura del Segretario Generale);
13. ore 09,45  -               Attività Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione 1943/1945 (a cura del Contrammiraglio Giuliano   MANZARI);
14. ore 10,20  -               Attività promozionali nelle Scuole Civili e Militari (relatori: Gen. C.A. Alberto ZIGNANI – Amb. Alessandro CORTESE de BOSIS – C.Amm. Giuliano MANZARI – Prof. Carmelo TESTA);
15. ore 10,45     Attività della Rivista “Il Secondo Risorgimento d’Italia” (a cura del Prof. Sergio PIVETTA);
16. ore 10,55 -       Attività  Editoriale a cura del Gen. Dr. Massimo COLTRINARI;
17. ore 11,00  -      BILANCI
-   Illustrazione Bilanci (Consuntivo 2010 e Preventivo 2011
    (a cura del Col. Vittorio SCARLINO);
-       Relazione del Presidente del Collegio dei Sindaci (a cura del Dr. Enzo BARONE);
-       Discussione ed approvazione dei Bilanci (a cura del Presidente dell’Assemblea).
18. ore 11,40  -      Presentazione Mozioni dei Presidenti di Sezione e loro discussione;
19. ore 12,05  -      Relazione  Morale (Presidente Nazionale);
20. ore 12,30  -               Approvazione della Mozione Finale e chiusure dei lavori del Consiglio Nazionale (a cura dell’Amb. Alessandro CORTESE de BOSIS).
21. ore 13,30  -               Consumazione del pranzo sociale e rientro nelle rispettive sedi.

                                                                                     Firmato
                                                                 IL PRESIDENTE NAZIONALE
                                                                           (Gen. Sen. Luigi POLI)