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venerdì 27 febbraio 2026

Il Concetto di conflittualità, dal pensiero classico alla modernità

 

Sergio Benedetto Sabetta

L’uso sempre più estensivo dell’IA in tutti i campi, dal civile al militare, con una economia globale che nella crescita continua sempre più accelerata ha condotto ad una lotta competitiva sulle risorse naturali, a cui si è aggiunta una crescita esponenziale della popolazione fuori dall’area occidentale, con una conseguente instabilità dovuta in parte alle masse giovanili con una maturità in formazione che nella loro ricerca esuberante di affermazione diventano masse da manovrare a fini politico-strategici, inoltre dobbiamo considerare che la conflittualità avviene anche in ambito linguistico, informativo e in ultima analisi di significazione.

Vi è infatti una distinzione tra gli strumenti linguistici che esprimono il pensiero e la realtà in sé, noi esprimiamo la sola impressione che la realtà in noi provoca.

Eraclito distingue tra il testo declamato, logos quale discorso declamato e pensiero di chi declama (noema ), il logos non è che la legge della realtà ma sebbene legge del mondo, pensiero e parola per Eraclito vengono a coincidere vi è una incompatibilità tra linguaggio e realtà, in quanto il linguaggio tende a fermare quello che non può essere fermato essendo la realtà olistica, mentre il parlare è il particolare del momento.

Esiste in natura un continuo mutare (polemos), contrasto fra opposti, dove la creazione sfugge alla razionalizzazione imposta dagli uomini (poieses), così che come il fuoco è il posto della trasformazione di una natura in continuo divenire la guerra quale scontro tra opposti lo è per gli uomini, ma proprio nel limite degli opposti vi è il sacro, tanto che Eraclito nel farneticare dionisiaco vede la vicinanza agli Dei.

Il linguaggio definisce ma al contempo limita fino ai suoi limiti estremi di significazione, oltre il quale il nostro agire e la vita ci appare un tutto insieme fuori dallo spazio e dal tempo, in quanto solo quello che può essere espresso esiste.

Heidegger oppone l’essere in sé, quale concetto definito nella parola, all’essere cosa ma nell’oblio dell’essere quale ente ne definisce la desacralizzazione e pertanto la fine, questo fa sì che l’essere umano quale forza vitale diventi ente elemento della tecnica (ontico), in opposizione all’essere ontologico del rivelamento discorsivo proprio di un pensiero riflessivo, vi è quindi la necessità di porre l’uomo al centro dell’essere in un nuovo umanesimo e non divinizzare la tecnica, infatti gli enti sono nel tempo mentre l’essere è temporalità ovvero avvenimento come la luce permette l’emergere delle cose visibili e il silenzio la ritmicità del suono.

Il linguaggio è utile se apre e non chiude quale gabbia, nella sua fluidità pratica apre a nuove riflessioni o attività, esso è un mezzo e non il fine ultimo che nell’illuminare fa entrare in un labirinto dove la verità viene a sfocare.

Già Severino nel 2016 notava la conflittualità crescente in essere nella terra quale conseguenza ultima della globalizzazione inserita nello sviluppo tecnologico galoppante, che viene a superare le vecchie ideologie sostituite dalla sola tecnica e conduce all’esasperazione dell’individualismo, questo tuttavia non si trasformerà in uno scontro mondiale bensì solo settoriale, perdendo di vista l’insieme nella ricerca del predominio.

Nella contrapposizione tra il divino e gli uomini nasce la volontà, quale superamento del confine nella ricerca di fare diventare altro quello che è ma questo è anche occupare, strappare agli altri ancor più in una dimensione finita quale è la natura contrapposta alla crescita impetuosa della massa umana e della tecnica, della ricerca delle risorse necessarie al suo divenire.

La tecnica è metodo di modifica e adattamento dell’uomo alle varie esigenze, dal nulla all’essere, per Schumpeter il capitalismo non è che una continua distruzione e ricostruzione ma la tecnica in questo ciclo supera il capitalismo diventando autonoma, tuttavia la tecnologia nell’espandersi deve consolidare il potere interno allo Stato fornendo ricchezza, lavoro, influenza all’esterno e controllo interno.

Nella gerarchia dell’essere vi è una contrapposizione tra l’essere umano finito e la verità che può risultare infinita nella sue varie sfaccettature, dal che ne consegue che l’infinito può essere compreso solo come dimensione per approssimazione, ma non nella sostanza.

Sorge qui il problema dell’IA e del suo passaggio dalla logica alla statistica, dalla deduzione alla associazione, dove avendola sovraccaricata essa ha inquinato l’informatica delle banche dati mescolando e rendendo più labile il confine tra realtà e falsità, creando un ulteriore problema al già difficile rapporto con la verità nell’illusione di una dimostrazione matematica.

La connessione dell’IA in tutti e tra tutti gli ambienti nella ricerca di prevedere le necessità dell’io porta a una possibile perdita di capacità critica, favorita tra l’altro dall’impoverimento umanistico nelle scuole con una meritocrazia ideologica non corrispondente al merito e all’incapacità di accettare e valutare i propri errori o limiti, d’altronde l’ambiente sempre più preparato per l’IA pone problemi nel rapporto tra capacità di agire e intelligenza, oltre che nella direzione ossia controllo e governance, richiedendo leadership per una direzione ovvero un progetto chiaro e valori definiti, ossia cosa vuol fare e come farlo.



Bibliografia

  • Heidegger M., Essere e tempo, Mondadori 2017;

  • Heidegger M., Fink E., Eraclito, Laterza 2010;

  • Severino E., Il destino della tecnica, Rizzoli 2009;

  • Severino E., Il tramonto della politica. Considerazioni sul futuro del mondo, Rizzoli 2017;

  • Schumpeter J., Storia dell’analisi economica, Bollati Boringhieri 1990.

giovedì 19 febbraio 2026

Temi di Laurea II Parte. Il I Raggruppamento Motorizzato inquadrato nella 2a Divisione Marocchina

 

Allegato 39

2° DIM. – RAGGRUPPAMENTO NORD

STATO MAGGIORE 3º BUREAU

NOTA FER LA DIFESA DEL RAGGRUPPAMENTO NORD

Segreto. N.27

In seguito ai movimenti di avvicendamento che sono appena terminati, la difesa nel quadro del raggruppamento nord si presenta come segue:


I. Caratteristiche generali.

Difesa su due lati:

  • lato nord, rappresentato dal M. Mare e le sue varie ramificazioni; zona molto nevosa, che non permette nessuna azione di qualche importanza, nè da parte del nemico, nè da parte nostra;

  • lato nord-ovest, costeggiato dal massiccio del S. Croce, parimenti nevoso; poi il corso del Rapido difficilmente attraversabile da elementi di qualche importanza.

Alla cerniera, comandante la spianata di S. Biagio, la Costa S. Pietro, chiave di tutto il sistema difensivo.


II. Nemico

Non sembra disporre, su questo fronte, di effettivi importanti, Ma:

  • dispone di truppe abituate alla montagna ed equipaggiate per vivervi in inverno ( btg. di alta montagna, btg. di cacciatori);

  • beneficio del vantaggio del terreno (osservatori);

  • i suoi piani di fuoco sono perfettamente stabiliti, specie per ciò che si riferisce ai mortai;

  • mantiene strettamente il contatto (pattuglie giornaliere aggressive).

Ha pure la possibilità:

  • di approfittare di ogni nostra debolezza per rioccupare qualche punto importante;

  • di tentare, con azione di sorpresa, di ributtarci dal S. Pietro, partendo dai burroni nord-est di S. Biagio.


III. Intenzioni del comandante del raggruppamento.

Nel quadro del compito ricevuto:

1º - mettere in opera tutti i mezzi possibili per la difesa della costa S. Pietro;

2º - aggrapparsi fermamente a tutti i capisaldi della linea raggiunta, rafforzando la difesa con fili spinati e campi di mine;

3 º - costituire delle riserve;

4º - con intensa attività di pattuglie mantenere stretto contatto col nemico e ricercarne i punti deboli.


IV. Utilizzazione dei mezzi

1° Fanteria

Il 4º rgt. Tir. Mar. è incaricato della difesa del punto di vitale importanza: Costa S. Pietro e i due massicci immediatamente alle sue spalle, Mainarde ad est e S. Croce a sud-Ovest.

E' spalleggiato e protetto ad est dalla brigata italiana, che presidia il complesso di Rotondo-Castelnuovo-Jardini e assicura il collegamento a S. Vincenzo con la divisione carpatica.

E' spalleggiato e protetto a sinistra dai goums del 4º gruppo T.M.

Tutte le unità sono impiegate ad eccezione di un tabor meno un goum.

2º Artiglieria.

Tutta l'artiglieria dislocata nella zona è in grado di concentrare il suo fuoco oltre le difese di Costa S. Pietro.

Inoltre il 1° gruppo da 75 italiano si trova in appoggio diretto della brigata italiana e un gruppo da 105 M. effettua i suoi tiri oltre la parte occidentale del fronte.


V. Possibilità da considerare.


1º - Dal punto di vista offensivo:

Tre azioni offensive possono essere prese in considerazione:

a) In direzione nord, azione ad effettivi ristretti, con obiettivo la conquista dell'insieme Marrone-Mare per privare il nemico di tali importanti osservatori. Possibile sfruttamento successivo verso la Meta.

b) In direzione nord-ovest, azione di maggiore importanza volta a dar respiro alla Costa S. Pietro, impadronendosi dell'altura nord-est di S. Biagio.

c) Sulla direttrice generale S. Pietro-Picinisco, un'azione coordinata con un'offensiva lanciata più ad ovest e volta a conquistare il complesso del massiccio di M. Bianco, Queste varie azioni, che possono essere sia successive che concomitanti, saranno oggetto studi dettagliati nei prossimi giorni.

Esse sono evidentemente in funzione:

  • degli effettivi che vi potranno essere impiegati, sia in fanteria che in mezzi di fuoco (artiglieria e mortai);

  • e soprattutto, data la quantità di neve, dell'equipaggiamento speciale che potrà essere fornito a tali truppe, e che ha fatto oggetto delle mie lettere n. 377 C.G.M-40 del 12 febbraio 1944 e 17/G. N. dell'11 febbraio 1944.


2º. - Dal punto di vista difensivo:

Immediatamente, approfittare dell'arrivo dei nuovi elementi della brigata italiana per estendere verso ovest il fronte di tale brigata e costituire delle riserve, ricuperando in particolare una parte del 4º R.T.M.

Appena possibile, riportare sotto il comando del gen. Com.te i goums marocchini, l’VIII tabor e, successivamente, il 3º G.T.M, la cui presenza permetterà:

  • di avere a disposizione un'importante riserva di pattuglie e colpi di mano;

  • di estendere eventualmente verso ovest, fino alla regione di Valvori, la zona d'azione del raggruppamento nord.

P.C. 13 febbraio 1944

Il generale di brigata: GUILLAUME

Comandante il Raggruppamento Nord

lunedì 9 febbraio 2026

Temi di Laurea. Il I Raggruppamento Motorizzato Italiano integrato nel Corpo di Spedizione Francese Febbraio marzo 1944

 Analizzare i rapporti tra il Comando Francese ed il Comando Italiano nel periodo della cooperazione sul fronte del Volturno. Si riporta un documento relativo alle operazioni del febbraio 1944 (didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org)

Allegato 38

2° D.I.M. GROUPEMENT NORD

ETAT MAJOR - 3º BUREAU

Segreto. N. 341

ORDINE D'OPERAZIONE N. 1.

1° - Il raggruppamento italiano (Stato Maggiore a battaglioni 2 cp. c. c. – 3 gr. d'art.) è messo a disposizione del generale comandante il gruppo nord.


2° - Intenzione del comandante del gruppo: approfittare dell'entrata in linea di questo raggruppamento per:

a) rafforzare al massimo l'occupazione dei monti che si estendono lungo la linea principale di resistenza;

b) schierare in profondità il dispositivo in modo da disporre di elementi suscettibili di rafforzare un punto minacciato o di intraprendere un contrattacco.


3° - A questo scopo il raggruppamento italiano darà il cambio al 4º G.T.M. nel sotto-settore attualmente occupato da questi (sottogruppo est).

Ricognizione da effettuare la mattina dell'8 febbraio.

Mettersi d'accordo per la presa di posizione previ accordi diretti fra il comandante del raggruppamento italiano e il comandante del 4º G.T.M. in modo da liberare:

  • l'11° tabor per le ore 17 del 9 febbraio;

  • il 5° tabor per le ore 18 dell'8 febbraio.

4° - Il compito del raggruppamento italiano è:

a) proteggere la strada d'arroccamento Colli-Scapoli-Cerasuolo sbarrando le pendici est ed ovest del M. Castelnuovo consolidandosi da una parte sul M. Castelnuovo e dall'altra sul Colle Jardini;

b) assicurare il collegamento a Castel S. Vincenzo con la sinistra della divisione polacca.


5° - Una delle compagnie contro carro del raggruppamento italiano sarà tenuta di riserva fino a nuovo ordine a disposizione del Generale comandante il gruppo nord (Regione di Colli).


6° - Artiglieria:


a) i due gruppi da 75/18 del raggruppamento italiano saranno affiancati rispettivamente ai due gruppi da 105 d'appoggio diretto al gruppo nord. Schieramento da regolare previ accordi diretti con l'artiglieria divisionale;

b) l'impiego del gruppo da 105/28 sarà oggetto di ulteriori ordini;

c) il sottogruppo est potrà fare richiesta di fuoco per l'appoggio d'artiglieria:

  • da una parte al gruppo d'appoggio 3/64;

  • dall'altra parte all'artiglieria della divisione polacca.

Accordi diretti da prendere con i diversi elementi dal comandante l'artiglieria del raggruppamento italiano.7° - Il comando del raggruppamento italiano funzionerà a Scapoli a partire dalle ore 12 del giorno 9 corrente.

Assunzione di comando alla stessa ora. Relazione sullo schieramento del raggruppamento da indirizzare al generale comandante il gruppo nord la mattina del 10 febbraio.

Il comandante del sottogruppo est invierà un ufficiale di collegamento al comando del gruppo nord ogni giorno alle ore 9 e alle ore 16.

Inoltre invierà ogni giorno al gruppo nord alle ore 5-10 e 16 un fonogramma con le novità avvenute.



Lí 8 febbraio 1944 ore 8. Il Generale di brigata: GUILLAUME Comandante del Gruppo Nord



Indirizzi:

Al Generale comandante il raggruppamento italiano.

Al Ten. col comandante 4º G.T.M.


e, per conoscenza:

Al 4º R.T.M.

A D. 20

A 2º D.I.M.