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venerdì 20 febbraio 2015

Norme Redazionali. Un riferimento

Riportiamole Norme redazionali del Bollettino della Società Geografica Italia al fine di avere un orietnamento su come predisporre eventuali lavori ricerche tesi o simili


NORME REDAZIONALI DEL
«BOLLETTINO DELLA SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA»
REGOLE GENERALI

Ogni articolo proposto in pubblicazione PERVERRÀ ALL’UFFICIO DI REDAZIONE SU CARTA, completo in tutte le sue parti; e IN VERSIONE ELETTRONICA (anche via e-mail), in formato .rtf per quanto riguarda le parti di testo e in formato .tif per quanto riguarda le immagini, parimenti completo. Le note saranno raccolte in un file diverso da quello del testo oppure in calce al file di testo – ma non disposte a piè di pagina. La versione su carta e quella elettronica si corrisponderanno esattamente;
La scelta di corpi, caratteri, partizioni e così via è esclusiva competenza dell’Ufficio di Redazione. In ogni caso, non sono in uso il grassetto (o neretto) né il sottolineato; il carattere di stampa adottato è il «Garamond».
illustrazioni e tabelle DOVRANNO PERVENIRE «PRONTE PER LA STAMPA» per quanto riguarda il disegno, eccetto la cornice e le dimensioni finali, che saranno adattate in sede redazionale;
. anche per le scritte all’interno delle illustrazioni il carattere di stampa adottato è il «Garamond», e gli autori sono invitati a predisporre queste scritte nello stesso carattere;
. per le tabelle, è preferibile che gli autori approntino delle tabelle scheletriche, in nessun caso troppo estese e sovrabbondanti di dati, senza apporre «fili» e altre partizioni grafiche tra righe e colonne della tabella;
. per ciascuna illustrazione o tabella va indicato un titolo (o didascalia) esatto e completo;
. per ciascuna illustrazione o tabella, inoltre, deve essere indicata con precisione – o nel testo corrente o nell’intestazione della figura/tabella o in calce a questa – la fonte o le fonti d’origine dei dati in base ai quali è stata approntata la figura/tabella.

Il «Bollettino»
ADOTTA PROPRI CRITERI DI CITAZIONE BIBLIOGRAFICA, PIÙ AVANTI CHIARITI ED ESEMPLIFICATI.

REGOLE SPECIFICHE

PAROLE STRANIERE
le parole straniere (comprese quelle latine) vanno scritte in corsivo:
􀃖 Esempi:
film, gneiss, humus, ictus, sport ecc. sono considerate parole assimilate nell’italiano: vanno quindi in
tondo (e rimangono invariate); computer, gap, garage, habitat, hardware, holding, input, management, manager, mass media, output, pack, pipeline, software, terminal sono considerate parole straniere: vanno quindi in corsivo (e concordate secondo le regole della lingua straniera). I sostantivi tedeschi vanno riportati sempre con
l’iniziale maiuscola: Umland, Hinterland.
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MAIUSCOLE
. massima parsimonia di lettere maiuscole nel testo corrente, salvo necessità stringenti e specifiche;
Vanno «alte» (maiuscole), per regola, le iniziali dei nomi propri di persona, ente, luogo. In particolare, vanno alte tutte le iniziali dei toponimi in tutte le loro componenti significative, in base alle regole della lingua di origine:
􀃖 Esempi:
«San Fruttuoso», «la basilica dei Santi Apostoli», «Porta Romana», «Via XX Settembre» (e non «via 20
settembre»), «Gardone Val Trompia», «Trezzano sul Naviglio», «Scheggia e Pascelupo», «Sankt Joseph am See», «Sankt Martin in Passeier», «Pont-Saint-Martin», «Aix-en-Provence», «Saint-Jean-Pied-de-Port», «Richmond-upon-Thames», «Bury Saint Edmunds», «Saint Albans [St. Albans]» ecc.
Ovviamente, i toponimi stranieri andranno in tondo, come ogni altro nome proprio (ma i toponimi e in generale i geonimi per i quali esista una forma italiana accreditata e in uso andranno resi in italiano senz’altro);
. vanno alte anche quelle denominazioni entrate nell’uso come coronimi, benché non perfettamente
circoscrivibili, come «America Latina», «Levante», «Medio Oriente», «Estremo Oriente», «Sud-est asiatico»,
«Terzo Mondo»;
. vanno alte le iniziali relative alle «parti del mondo», comprese «America Settentrionale» e America Meridionale»,
intese come parti distinte; ma «Europa meridionale», «Asia orientale» ecc.
. nelle denominazioni di enti e istituzioni (e di giornali e riviste): vanno maiuscole tutte le lettere iniziali di parole significative (generalmente, i sostantivi e gli aggettivi) o, nel caso si adottino le denominazioni sintetiche
(abbreviazioni, sigle, acronimi), tutte le lettere che compongono la denominazione stessa:
􀃖 Esempi:
«Atti e Memorie della Società Romana di Storia Patria»; «Bollettino della Società Geografica Italiana»
(«BSGI»); «Dipartimento di Studi Economici e Statistici»; «Ente Nazionale per l’Energia Elettrica»
(«ENEL»); «Ministero degli Affari Esteri» («MAE», «gli Affari Esteri»); «Ministero per le Attività e i Beni Culturali» («i Beni Culturali»); «Università degli Studi di Firenze» («Università di Firenze»); «Unione Europea» («UE»).
. analogamente, vanno maiuscole le parole significative che compongono le denominazioni o intitolazioni di convegni e simili, università e centri di studio, ditte e aziende, organi governativi, gruppi di lavoro e così via:
􀃖 Esempi:
«Riunione annuale dell’Ordine degli Architetti»; «V Meeting dei Popoli»; «Incontro di studio sul Dissesto
Idrogeologico in Val di Fassa»; «Centro Italiano per gli Studi Storico-geografici»; «Dipartimento di
Filosofia e Scienze Umane»; «Università degli Studi di Bologna»; «Istituto della Enciclopedia Italiana»;
«Ministero della Pubblica Istruzione».
. per consuetudine e chiarezza, vanno inoltre maiuscole quelle poche parole per le quali sia possibile una confusione:
. «Chiesa» nel senso di istituzione (e non solo quella cattolica);
. «Stato» e «Stati» (ma «paese» e «nazione» vanno minuscoli) nel senso di organizzazione politica;
. «Regione», «Provincia», «Comune» nel senso dell’ente di governo (e mai nel senso di ambito territoriale: «le Regioni hanno certe attribuzioni», ma «i comuni della provincia di Sondrio sono 78»), sia individualmente sia collettivamente («la Regione Molise ha stabilito…»; «le Regioni possono stabilire…»; «le dimensioni medie delle regioni italiane»);
. i nomi dei punti cardinali, tecnici («Nord»; «Sud»…) e letterari («Levante»; «Oriente»…), quando indicano una regione, un’area, più o meno determinata, e hanno quindi un valore di coronimo, di nome proprio («il Sud del mondo»; «le città del Nord»; «i paesi del Levante»; «il Nord-est italiano»), ma non quando indicano direzione o posizione («verso nord si incontra»; «a sud-ovest di Milano»; «spostamenti da sud a nord»);

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. le denominazioni antonomastiche di particolari periodi storici (il «Rinascimento», il «Risorgimento», la «Restaurazione») e i nomi «figurati» di alcuni eventi storici («Grande Guerra», «Grande Trek», «Guerra dei Trent’Anni», «Guerra Fredda», ma «battaglia di Waterloo», «prima guerra mondiale»);
. in generale, quei nomi che vengono impiegati per antonomasia nello specifico contesto («la Rivoluzione» per «la rivoluzione francese», «l’Unità» per «l’unità d’Italia», «l’Università» per «l’Università degli Studi di ...» in un contesto inequivocabile);
. per le denominazioni ufficiali di Stato (regno, repubblica) si usa la minuscola; ma la maiuscola se se ne fa uso per antonomasia («per quanto riguarda il governo di Venezia, la Repubblica aveva...»);
. non vanno maiuscole le partizioni storiche canoniche e inequivocabili («preistoria», «medioevo», «età antica»),
ma vanno maiuscole le denominazioni di ere, periodi e relative partizioni di ambito geologico, paleontologico e
paletnologico e simili («Cambriano», «Devoniano», «Eneolitico», «Età del Ferro», «Paleolitico», «Piccola Età
Glaciale», «Optimum Climatico»);
. nei necrologi e articoli biografici e/o commemorativi non si usa la maiuscola di rispetto («Egli», «Suo», «il
Nostro»), che va evitata in ogni altro caso; ad esempio: «sant’Agostino» e non «Sant’Agostino» (ma ovviamente
maiuscolo nel caso ci si riferisca a un toponimo: località, edificio religioso: «la chiesa di Sant’Agostino») e poi:
«cavaliere», «conte», «don», «papa», «re», «dottore», «generale», «padre», «patria», «professore», «università»…
. per gli organi individuali non va impiegata la maiuscola («il presidente della Repubblica», «il presidente del
Consiglio dei Ministri», «il segretario generale della Camera dei Deputati», «il papa», «il sommo pontefice»), ma
neanche per le designazioni ordinarie o generiche di organi collettivi («conclave», «giunta comunale», «governo»,
«parlamento»); ma: «il presidente del Consiglio Comunale di Orvieto», perché si riferisce a uno specifico organo,
ben precisato e nella sua formulazione ufficiale;
. vanno minuscoli i nomi di popoli e culture, con la sola possibile eccezione (articolo per articolo e solo
nell’eventualità di confusione) dei nomi di popolazioni antiche (Greci, Romani ecc.: nomi che avrebbero senso
anche se riferiti a popolazioni odierne); ovviamente, se si adotta la maiuscola per i casi dubbi, nell’ambito dello
stesso articolo per omogeneità andrà adottata anche per quelli che non possono generare dubbi (Egizi, Etruschi,
Galli, Ittiti), ma sempre e soltanto per le popolazioni antiche;
. le popolazioni e culture «esotiche», citate in forme linguistiche parimenti «esotiche», vanno in minuscolo e
corsivo (guaraní, tupinambá, thaï, peuls, fulbe, tuareg, parsi, nenec). Ovviamente, se i nomi hanno forma italiana
andranno in italiano e in tondo («berbero/i», «chirghiso/i», «usbeco/hi», «curdo/i», «dancalo/i»);
. vanno minuscoli i nomi collettivi di appartenenti a ordini religiosi e simili («i cavalieri del Santo Sepolcro», «i
francescani», «i gesuiti», «i lama tibetani»);
. nei titoli di opere in lingua inglese, nei riferimenti bibliografici e dovunque altrove (anche qualora non
figurasse così nell’originale) vanno per convenzione tipografica alte le iniziali di sostantivi, aggettivi, pronomi e
participi sostantivati e/o aggettivati: vale a dire qualsiasi parte del titolo abbia funzione di nome o di aggettivo.
Inoltre, in presenza di sottotitoli, pure se introdotti da due punti ( : ), e quindi non solo nel caso di punto
fermo, l’iniziale della parola che segue i due punti, quale che essa sia (articolo, avverbio ecc.), va alta. Il criterio va
adottato sempre, anche se non si trattasse di titoli di pubblicazioni in senso stretto (ma, ad esempio, di convegni,
di relazioni, di opere d’arte ecc.): purché siano titoli (tali da essere resi in corsivo).
ABBREVIAZIONI, ACRONIMI, SIGLE
. in generale, l’invito è ad impiegare il minimo di abbreviazioni nel testo;
. i simboli delle unità di misura e tutti gli altri simboli scientifici internazionali non richiedono punto (m, km, ha,
km², t e così via); all’occorrenza, possono essere adottati di volta in volta simboli e sigle non internazionali, se
utili; ad es.: «mn» = miglio nautico; «mln» = milione; «mld» = miliardo. La prima occorrenza, in questi casi, andrà
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esplicitamente chiarita. Vanno senza punto, ovviamente, anche i simboli dei punti cardinali: «N», «E», «S», «O»
(da impiegare sempre all’italiana: non «W») e composti (senza trattino: NO, SE);
. nel corpo del testo, «figura» e «tabella», anche se seguite dal numero, non si abbreviano («in figura 3 si nota»;
«dalla tabella 7 si evince»); si abbreviano invece sempre se sono sotto forma di rimando secco, fra parentesi: «i
dati analizzati mostrano (fig. 5, tab. 2) che il fenomeno»; ovviamente, l’iniziale sarà sempre minuscola;
. gli acronimi opportuni o necessari andranno sempre in sigla, in maiuscole e senza punti (es.: «CENSIS»,
«CNR», «ESI», «MIUR», «SGI», «UTET»), dopo aver riportato – nei casi non ovvi – le corrispondenti forme
estese, così da ottenere la massima chiarezza dell’enunciazione;
. nel caso di titoli (cavaliere, professore ecc.) assolutamente non si abbrevia mai; così anche «santo», che non va
mai puntato, né nel caso di riferimento a persona («san Tommaso» e non «S./s. Tommaso») né tanto meno in
riferimento a toponimi («basilica dei Santi Apostoli», e non «dei Ss. Apostoli» o simili);
. le abbreviazioni puntate ordinariamente ammesse (dove necessarie e possibilmente solo fra parentesi o in
nota) sono (l’elenco è suscettibile di aggiornamenti):
􀃖 Esempi:
«abitante/i» = «ab.»; «altitudine» = «alt.»; «busta/e» [archivistico] = «b./bb.»; «capitolo/i» = «cap./
capp.»; «carta/e» [archivistico] = «c./cc.»; «confronta» = «cfr.» [da evitare strettamente]; «citato» = «cit.»
[da evitare quanto possibile]; «fascicolo» [archivistico] = «fasc.»; «figura/e» = «fig./figg.»; «foglio/i» =
«f./ff.»; «Fondo» [archivistico] = «F.»; «latitudine» = «lat.»; «legge» = «l.»; «longitudine» = «long.»;
«numero/i» = «n./nn.» (da evitare comunque) [attenzione: per evitare confusione, la parola «nota» non
va mai abbreviata!]; «opera citata» = «op. cit.» [non in corsivo! e da evitare quanto possibile]; «pagina/e»
= «p./pp.»; «secolo/i» = «sec./secc.»; «seguente/i» =«seg./segg.»; «senza data» = «s.d.»; «senza editore» =
«s.ed.»; «senza luogo di edizione» = «s.l.e.»; «senza note tipografiche» = «s.n.t.»; «sul livello del mare» =
«s.l.m.»; «tabella/e» = «tab./tabb.»; «tavola/e» = «tav./tavv.»; «tomo/i» = «t./tt.»; «volume/i» =
«vol./voll.».
CIFRE E DATE
. si sostituisce quanto più largamente possibile le lettere ai numeri (in ogni caso, le cifre fino a dieci e tutte le
decine saranno rese in lettere); salvo, ovviamente, un contesto in cui si ripetano valori numerici (ad esempio dati
statistici), dove la chiarezza imporrà sempre l’uso dei numeri in luogo delle forme letterali. Inoltre:
. anni Novanta, Ottanta: e non ’90, ’80;
. 1984-1989: e non 1984-89;
. pp. 347-348, e non 347-8;
. Settecento, Ottocento: e non ’700, ’800 («tra Otto- e Novecento», con il trattino);
. tutte le cifre relative a migliaia portano il punto (anche sotto il 10.000, anche nel testo: 3.476, 1.290): e sempre
secondo la convenzione europea continentale (cioè mai con la virgola);
. tutti i numeri frazionari avranno sempre la virgola e non il punto («il valore di π è 3,14»);
. queste indicazioni valgono ovviamente anche per le cifre nelle tabelle;
. le indicazioni orarie vanno invece puntate, e non con la virgola («alle 10.34»; «il treno delle 12.49»);
SEGNI DI INTERPUNZIONE
. si impiega ordinariamente un solo tipo di virgolette (i cosiddetti « caporali »), in primo luogo per racchiudere
parole, frasi, brani citati testualmente da altra opera; i caporali possono essere utilizzati anche, eccezionalmente,
per enfatizzare qualche parola o locuzione dell’autore dello scritto. Si impiegano anche gli apici doppi (“ e ”), ma
solo nel caso in cui è necessario, all’interno di un brano fra caporali, aprire nuovamente delle virgolette. Gli apici
semplici (‘ e ’) non sono impiegati;
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. all’interno dei caporali non si impiega il corsivo, neanche nel caso di parole o locuzioni straniere (salvo il caso di
citazioni che prevedano, nell’originale, il corsivo o il sottolineato);
. prima di «eccetera» non va la virgola;
. le lineette o trattini utilizzati come segni di separazione (dopo i titoli di paragrafo, per gli incisi ecc.) sono
sempre «lunghi» ( – ), con uno spazio prima e uno dopo; quelli usati come segni di congiunzione sono sempre
brevi ( - ) e senza spaziatura.
NOTE E RINVII BIBLIOGRAFICI
. È vivamente consigliata la soluzione dei rinvii bibliografici dal testo («all’americana») e di una bibliografia
finale unica. Solo nel caso in cui i rinvii bibliografici siano pochissimi, potranno essere risolti con note a piè di
pagina, a contenuto bibliografico, nelle quali si riporteranno per esteso i dati bibliografici relativi (N.
COGNOME, Titolo eccetera); in questo caso non si appronterà una bibliografia finale;
. in altri termini, si suggerisce che le note a piè di pagina abbiano esclusivamente o prevalentemente una
funzione di commento, approfondimento, chiarimento, rispetto al testo corrente; come è ovvio, da una nota
siffatta – come dal testo corrente – sarà sempre possibile effettuare anche rinvii bibliografici «all’americana»;
. il rinvio dal testo verrà operato indicando, fra parentesi, il solo cognome dell’autore cui si rinvia, con la sola
iniziale maiuscola, la data di pubblicazione dell’opera cui si rinvia, e l’eventuale numero di pagina o di pagine:
«...in un recente lavoro (Montanari, 1999, p. 34) »;
. nel caso in cui di un medesimo autore si citino più opere edite nel medesimo anno, queste saranno differenziate
tra loro (sia in sede di rinvio, sia in bibliografia finale) da una lettera («a» per l’opera che verrà indicata per prima,
in base all’ordine alfabetico, nella bibliografia finale, «b» per la seconda e così via) posta dopo l’anno di edizione
riportato: i rinvii dal testo saranno, in questo caso, nella forma «(1999b)»; le indicazioni in bibliografia finale nella
forma «1999 (b)»;
. saranno impostati alla stessa maniera («all’americana») anche i rinvii interni alla bibliografia stessa (si veda oltre);
. nel caso di rinvio immediatamente successivo a un autore appena citato, ma ad opera differente, il nome
dell’autore andrà ripetuto;
. nel caso di rinvio immediatamente successivo a un’opera appena citata, si userà la indicazione «ibidem», per
esteso, minuscolo, in corsivo;
. i siti web e le altre locazioni Internet, sia nel testo sia in bibliografia finale, saranno citati nella forma completa e
corretta originaria e in corsivo.
BIBLIOGRAFIE FINALI
. regola base è che la citazione bibliografica riporti tutte le informazioni indispensabili all’esatta individuazione
dell’opera citata:
. l’ordinamento delle opere citate in bibliografia è alfabetico, per nome di autore (del primo autore); le citazioni
di uno stesso autore saranno ordinate per anno di pubblicazione dell’opera citata; le citazioni di opere coeve di
un medesimo autore, come detto, saranno elencate secondo l’ordine alfabetico per titolo e tra loro differenziate
da una lettera;
. NEL CASO DI VOLUMI O OPERE AUTONOME LE INDICAZIONI ESSENZIALI SONO:
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. cognome e nome dell’autore o curatore: in tutte maiuscole, prima il cognome e poi l’iniziale del nome;
. nel caso di più autori o curatori per la medesima opera: se gli autori sono due o tre, vengono tutti
nominativamente ricordati; se sono più di tre, viene citato solo il primo, con l’aggiunta dell’indicazione letterale
«e altri»;
. per gli autori, successivi al primo, che vengano nominativamente ricordati, l’iniziale/i del nome precederà il
cognome;
. quale che sia la lingua originaria, la funzione di curatore, coordinatore, redattore, editor e simili viene sempre
risolta con l’indicazione «(a cura di)».
􀃖 Esempi:
ANDREOTTI G., Alle origini del paesaggio culturale
BARBIERI G. e L. GAMBI, La casa rurale in Italia
FRANCOU B. e altri, Symptoms of Degradation in a Tropical Rock Glacier ...
KING R., P. DE MAS e J. MANSVELT BECK (a cura di), Geography, Environment and Development ...
. nel caso di opera anonima o collettiva senza indicazione di responsabilità personale, in nessun caso si utilizza la
formula «anonimo» oppure «AA. VV.» o equivalenti: l’opera va indicata direttamente sotto il titolo;
. titolo esatto e completo dell’opera: in corsivo; la forma del titolo va rispettata alla lettera;
. per i titoli in lingue straniere, vanno riportati anche tutti i segni diacritici necessari secondo l’ortografia
originaria; nel caso dei titoli in lingua inglese, quale che sia la forma originaria, vige la già ricordata convenzione
relativa alle maiuscole (si veda al paragrafo Maiuscole di queste Norme);
. luogo di pubblicazione: si intende la/le città nella quale ha sede legale l’editore che detiene il copyright dell’opera
o che provvede alla distribuzione dell’opera; può verificarsi il caso di sedi plurime (Roma-Bari per Laterza;
Dordrecht-Boston-Londra per Kluwer Academic Publishers; New York-Cincinnati-Toronto-Londra-Melbourne
per Van Nostrand Reinhold Company), che verranno indicate conformemente nei casi in cui i luoghi siano non
più di tre, oppure facendo riferimento solo al primo dei luoghi di edizione – negli altri casi;
. nel caso in cui non figuri un luogo di stampa, si indicherà «s.l.» (= «senza luogo»), ma se fosse possibile ricavare,
dal colophon o altrove, l’indicazione, la si riporterà comunque tra parentesi quadre: ad esempio «s.l. [ma Venezia]»;
. nel caso di luoghi di edizione stranieri, il nome della città viene riportato nella forma in lingua originale solo se
ne manca una forma italiana («Londra» e non «London», «Barcellona» e non «Barcelona», «L’Aia» e non «Den
Haag» o «s’Gravenhage»);
. denominazione dell’editore: va riportata nella forma indicata sul frontespizio del volume o nel colophon o nel
copyright, salve le semplificazioni possibili senza perdita di chiarezza: ad esempio, «Gius. Laterza & Figli» è la
dizione ufficiale, che sarà però sostituita da «Laterza»; se una indicazione di editore non risulta in alcun modo, si
ometterà o si riporterà l’indicazione «s.e.» (=«senza editore»);
. anno di pubblicazione: si riporta quello indicato nel frontespizio o nel copyright; se assente, si indicherà «s.d.»
(=«senza data»); per le opere recenti è tuttavia quasi sempre possibile ricavare, dall’indicazione della tipografia nel
colophon, l’anno di stampa; in questi casi, all’indicazione «s. d.» si farà seguire, ad esempio, «[ma 1999]»;
. volume cui si riferisce la citazione: per opere in più volumi, può darsi il caso che si intenda citare un singolo
volume, che va quindi specificato, nella forma «I», «IV», senza indicare «vol./volume»;
. se occorre indicare l’eventuale titolo proprio del volume richiamato, allora il numero di volume andrà dopo il
titolo complessivo dell’opera, in tondo, e prima del titolo proprio del volume citato (in corsivo);
􀃖 esempi:
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, I, Planisferi, carte nautiche ed affini dal secolo XIV al XVII
esistenti nella Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944.
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana,
1944-1955.
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana,
1944-1955, 4 voll.
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. NEL CASO DI ARTICOLI CONTENUTI IN PERIODICI LE INDICAZIONI ESSENZIALI SONO:
. cognome e nome (iniziale/i) dell’autore/i, in tutte maiuscole (valgono le indicazioni già fornite);
. titolo preciso e completo dell’articolo, in corsivo (valgono le indicazioni già fornite); dopo il titolo e prima
dell’indicazione della testata va «in» (in tondo);
. denominazione esatta e completa della testata del periodico; la testata va riportata in tondo e fra caporali, senza
abbreviazioni o semplificazioni; è tuttavia possibile – se la testata è citata più volte nel corso della stessa
bibliografia – adottare un acronimo, indicandolo fra parentesi quadre dopo la prima citazione per esteso della
testata (ad esempio: “«Journal of the British Association for the Advancement of the Science» [«JBAAS»]” per la
prima volta, e successivamente sempre «JBAAS»; “«Atti e Memorie della Società Romana di Storia Patria»
[«AMSRSP»]”);
. luogo di edizione del periodico: la città luogo di edizione va indicata sempre; si intende che si tratti della città
in cui ha sede la direzione responsabile e la redazione ufficiale del periodico o, quando questa sia dispersa, incerta
o mutevole, la città in cui ha sede l’editore che cura la pubblicazione del periodico; poiché molti periodici hanno
ormai una struttura redazionale dispersa e, spesso, mancano di una vera e propria sede editoriale (tipico il caso
delle riviste elettroniche), si farà riferimento alla città sede del comitato editoriale o redazionale o del direttore e
simili;
. anno di pubblicazione: in linea generale, per i periodici recenti e/o correnti, sarà sufficiente indicare il solo
anno solare di edizione del numero del periodico dal quale si cita; mentre sarà possibile trascurare l’indicazione
dell’annata progressiva (generalmente riportata, in Italia, con ordinali romani: «XXIV», «VII» e,
internazionalmente, con cifre arabe), come anche si può trascurare l’indicazione della serie, spesso presente nelle
riviste di più antica fondazione
. poiché si dà il caso di periodici con uscite irregolari, o con più serie parallele, o ripartiti in più volumi annui,
l’indicazione di un numero progressivo (di annata, di volume, di fascicolo) può talvolta rivelarsi utile, e può
essere riportata: in ogni caso, vige il principio dell’informazione minima necessaria – che generalmente sarà il
solo anno solare di edizione
. numero del fascicolo o dell’uscita del periodico: strettamente necessario se e solo se la paginazione riprende
da 1 a ogni singola uscita del periodico (caso tipico i quotidiani, settimanali e quindicinali); nel caso dei periodici a
periodicità frequente (ad esempio, quotidiani e settimanali), in luogo del numero si indicherà più utilmente la data
di uscita (ad esempio: «Il Messaggero», Roma, 8 aprile 2001);
. pagine, iniziale e finale, dell’articolo citato: indicazione richiesta tassativamente, può essere omessa solo nel
caso di fascicoli interamente occupati dal testo citato (circostanza di cui si darà chiara indicazione) o nel caso di
articoli tratti da quotidiani.
􀃖 Esempi:
CHUA T.-E., Essential Elements of Integrated Coastal Management, in «Ocean & Coastal Management»,
Londra, 1993, 3, pp. 81-108.
NATELLA P., Fuorni. Saggio di storia microterritoriale, in Ricerche su Salerno (secc. XVI-XIX), I, in «Bollettino
Storico di Salerno e Principato Citra», Salerno, 1994, pp. 7-44 (fascicolo monografico).
OREFICE G., Le case «colone» della fattoria di Montecchio: esempi di edilizia rurale progettata, in «Atti e Memorie
dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze», Arezzo, 1979-1980, 43, pp. 397-416.
VARALDO R. e M. LAZZERONI, La Toscana sviluppa i distretti integrati, in «Il Sole 24Ore», Milano, 14
agosto 1996.
. NEL CASO DI CONTRIBUTI IN VOLUMI COLLETTIVI O MISCELLANEI, O DI INTERVENTI IN CONVEGNI,
RACCOLTE DI ATTI E SIMILI, LE INDICAZIONI ESSENZIALI SONO:
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. cognome e nome dell’autore, titolo esatto e completo del testo citato, «in» (tutto questo, secondo le
indicazioni già fornite);
. indicazione del titolo dell’opera collettiva o degli atti di convegno o simili, in cui è pubblicato il testo che si
cita;
. se si tratta di opera priva di indicazioni di responsabilità personale (curatore e simili), se ne darà semplicemente
il titolo;
. se è presente un’indicazione esplicita di responsabilità, si indicherà dapprima iniziale del nome e cognome del
curatore, seguiti dall’indicazione «(a cura di),», quindi il titolo, in corsivo, dell’opera e le altre indicazioni
bibliografiche già ricordate;
􀃖 Esempi:
MANZI E., Global Change and Sustainable Landscape. The Mediterranean Scapediversity, in S. CONTI e altri (a
cura di), Geographies of Diversity. Italian Perspectives, Roma, SGI-CNR, 2000, pp. 277-287 (collana «Geo-
Italy», 4).
VÁZQUEZ BARQUERO A., Desarrollo local y dinámica regional, las enseñanzas de las experiencias españolas, in
J.M. MELLA (a cura di), Economía y política regional en España ante la Europa del siglo XXI, Madrid,
Edicciones Akal, 1998, pp. 60-72.
VILÁ VALENTÍ J., El concepto de región, in La región y la Geografía Española., Valladolid, Asociación de
Geógrafos Españoles, 1980, pp. 13-51.
. se l’opera collettiva è già citata di per sé nell’ambito della stessa bibliografia, varrà il sistema del rinvio
«all’americana», e non si ripeteranno, per i singoli contributi citati, le indicazioni bibliografiche.
􀃖 Esempio:
CUTLER M.R., U.S. Interests and Cooperative Security, in TUTUNCU (1998), pp. 136-148.
...........[ma solo se nel seguito della bibliografia compare l’indicazione dell’opera completa:]
TUTUNCU M. (a cura di), Caucasus, Harlem, SOTA, 1998.
. nel caso specifico di «atti» di convegni e simili, la citazione del titolo degli «atti» sarà convenzionale, secondo
distinte eventualità:
. se non hanno un titolo proprio: Atti del LVIII Convegno di studi (Roma, 1993);
. se hanno un titolo proprio: «Titolo del convegno». Atti del LVIII Convegno di studi (Roma, 1993); oppure, in caso
inverso: Atti del LVIII Convegno di studi «Titolo del convegno» (Roma, 1993);
. seguiranno, dovunque possibile, indicazione di luogo di stampa, editore, anno di stampa, indicazione delle
pagine estreme;
. il medesimo criterio si applica anche ai convegni geografici periodici, nazionali e internazionali, in quest’ultimo
caso con i necessari adattamenti linguistici.
􀃖 Esempi:
Actes des XIVèmes Journées nationales d’étude «Le paysage littoral», La Grande Motte, Association nationale des
élus du littoral, 1993.
BONNEVILLE M. (a cura di), L’avenir des villes, in Actes du Colloque «Mutations économiques et urbanisation»
du Plan Urbain (Lione, 18-20 settembre 1993), Lione, Programme Rhône-Alpes, Recherches en Sciences
Sociales, 1993, pp. 123-167. [dunque, italianizzando luogo e data, sempre per convenzione]
MANZI E., Stereotipi del paesaggio e del territorio: l’Italia del luogo comune geografico, in A. DI BLASI (a cura di),
«L’Italia che cambia. Il contributo della geografia». Atti del XXV Congresso geografico italiano (Taormina, 1989),
Catania, 1989, II, pp.35-44.
PESENTI E. e altri, Metodologia di studio per la prevenzione del rischio geologico in aree urbanizzate. Il caso di
Genova, in Atti del VII Congresso nazionale dell’Ordine dei Geologi, Roma, 1990, pp. 75-86.
TERRANOVA R., La Baia del Mandraccio per l’Esposizione Colombiana 1992: la più grande trasformazione
morfologica ed ambientale per il recupero del porto antico di Genova nel XX secolo, in C. CERRETI (a cura di),
9
«Genova, Colombo, il mare e l’emigrazione italiana nelle Americhe». Atti del XXVI Congresso geografico italiano
(Genova, 1992), Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1996, I, pp. 540-552.
. vanno pure riportati eventuale volume in cui è contenuto il contributo citato, e pagine estreme del contributo
(secondo le indicazioni già fornite);
. nel caso in cui si intenda indicare specifici testi reperibili in Internet, ci si comporterà come per qualsiasi altra
opera citata, salvo che in luogo delle ordinarie indicazioni bibliografiche se ne darà l’indirizzo Internet, nella
forma necessaria a raggiungere il testo citato (sito web, pagina http eccetera);
􀃖 ESEMPI ULTERIORI DI CITAZIONE BIBLIOGRAFICA
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944-1955, 4
voll.
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, I, Planisferi, carte nautiche ed affini dal secolo XIV al XVII esistenti
nella Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944.
ANDREOTTI G., Alle origini del paesaggio culturale, Milano, UNICOPLI, 1998.
BARBIERI G. e L. GAMBI, La casa rurale in Italia, Firenze, Olschki, 1970 (collana «Ricerche sulle dimore rurali
in Italia», 29).
CLAIR J. (a cura di), Cosmos. Da Goya a de Chirico, da Friedrich a Kiefer. L'arte alla riscoperta dell'infinito, Milano,
Bompiani, 2000 (a).
CLAIR J., Da Humboldt a Hubble, in CLAIR (2000a), (b), pp. 200-212.
DARDEL E., L'Homme et la Terre. Nature della réalité géographique, Parigi, PUF, 1952 (edizione italiana a cura di C.
Copeta, Milano, UNICOPLI, 1986).
EUROPEAN COMMISSION, Towards a European Integrated Coastal Zone Management (ICZM) Strategy: General
Principles and Policy Options. A Reflection Paper, European Commission, 21 maggio 1999 (on line su Internet:
http://europa.eu.int/comm/dg11/iczm/discdoc.htm).
FRANCOU B. e altri, Symptoms of Degradation in a Tropical Rock Glacier (Andes of Bolivia, 21° S), in «Permafrost and
Periglacial Processes», Chichester, 1999, 10, pp. 91-100.
DE GRATET DE DOLOMIEU D.-S.-G.-T., Mémoire sur les isles Ponce et catalogue raisonné des produits de l'Etna, suivis
de la description de l'éruption de l'Etna du mois de juillet 1787, Parigi, s.e., 1788.
VON HUMBOLDT A., La geografia. I viaggi, edizione italiana a cura di M. Milanesi e A. Visconti Viansson,
Milano, F. Angeli, 1975.
KING R., P. DE MAS e J. MANSWELT BECK (a cura di), Geography, Environment and Development in the
Mediterranean, Brighton, Sussex Academic Press, 2001.
MANZI E., Stereotipi del paesaggio e del territorio: l’Italia del luogo comune geografico, in A. DI BLASI (a cura di), «L’Italia
che cambia. Il contributo della geografia». Atti del XXV Congresso geografico italiano (Taormina, 1989), Catania, 1989, II,
pp.35-44.
MANZI E, Global Change and Sustainable Landscape. The Mediterranean Scapediversity, in S. CONTI e altri (a cura di),
Geographies of Diversity. Italian Perspectives, Roma, SGI-CNR, 2000, pp. 277-287 (collana «Geo-Italy», 4).
NATELLA P., Fuorni. Saggio di storia microterritoriale, in Ricerche su Salerno (secc. XVI-XIX), I, in «Bollettino Storico
di Salerno e Principato Citra», Salerno, 1994, pp. 7-44 (fascicolo monografico).
10
OREFICE G., Le case «colone» della fattoria di Montecchio: esempi di edilizia rurale progettata, in «Atti e Memorie
dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze», Arezzo, 1979-1980, 43, pp. 397-416.
PESENTI E. e altri, Metodologia di studio per la prevenzione del rischio geologico in aree urbanizzate. Il caso di Genova, in Atti
del VII Congresso nazionale dell’Ordine dei Geologi, Roma, 1990, pp. 75-86.
La scoperta della Liguria, Milano, Touring Club Italiano, 1991.
STORPER M., Le economie locali come beni relazionali, in «Sviluppo locale», Torino, 1997 (a), 5, pp. 5-42.
STORPER M., The Regional World. Territorial Development in a Global Economy, New York, The Guilford Press, 1997
(b).
TERRANOVA R., La Baia del Mandraccio per l'Esposizione Colombiana 1992: la più grande trasformazione morfologica ed
ambientale per il recupero del porto antico di Genova nel XX secolo, in C. CERRETI (a cura di), «Genova, Colombo, il mare e
l’emigrazione italiana nelle Americhe». Atti del XXVI Congresso geografico italiano (Genova, 1992), Roma, Istituto della
Enciclopedia Italiana, 1996, I, pp. 540-552.
Il territorio di Albenga da Andora alla Caprazoppa. Quattro secoli di cartografia, Bordighera, Istituto Internazionale di
Studi Liguri, 1990.
VAN DEN BREMEN W.J., Spatial Patterns of Trade as Indicators of Regional Unity in the Mediterranean Basin, in
KING, DE MAS e MANSWELT BECK (2001), pp. 61-82.
VARALDO R. e M. LAZZERONI, La Toscana sviluppa i distretti integrati, in «Il Sole 24Ore», Milano, 14 agosto
1996.
VECCHIO B., Risorse storico-culturali e valorizzazione per vie interne. Un esempio toscano

lunedì 9 febbraio 2015

Anzio: chiudere i cerchi e raccogliere qualche frutto. Ipotesi di iniziativa

GRUPPO STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA


PROGETTO GENERALE

VOLUME

LO SBARCO DI ANZIO E NETTUNO
(titolo provvisorio)


1.   Premessa
La partecipazione dal 1996 alle manifestazioni organizzate per ricordare lo sbarco di Anzio e Nettuno hanno permesso di raccogliere sufficiente materiale per poter sostenere il presente progetto. Questo materiale permette di poter ricostruire gli avvenimenti secondo criteri non solo divulgativi ma seguendo i dettami della Storia Militare.

2.   Idea centrale
Adottando il metodo storico, ricostruire gli avvenimenti che si sono svolti nella testa di ponte dal 22 gennaio al 28 maggio, dal punto di vista strettamente militare, anche prevedendo peraltro la citazione di testimoniante e ricordi.

3.   Architettura del volume
Il volume è basato sui cinque punti del metodo storico ed avrà come riferimento di base la pubblicazione dell’Ufficio Storico USA del 1948, ed, per la parte tedesca, il Diario della 14° Armata. Su questa intelaiatura saranno immessi gli elementi ricostruttivi degli avvenimenti tratte dalle altre fonti, sia edite che archivistiche. Dal puto di vista iconografico saranno adottate le carte annesse alla pubblicazione
Il volume sarà corredato, al momento come edizione indipendente, da un Diario Minimo strutturato in cinque parti, in cui saranno esplicati i principali lemmi riferiti agli avvenimenti

4.   Tempi
Considerando il lavoro di gruppo in essere, l’obiettivo  quello di preparare il volume per il gennaio 1917, mentre per il Volume dedicato al Dizionario Minimo per il Gennaio 2016 da presentare all’annuale convegno. Ogni tre mesi a partire da Marzo sarà fatto un punto di situazione con dettagliata la situazione aggiunta a quel momento e le proiezioni abrve termine

5.   Risorse. A. Umane  B. Materiali  C. Finanziarie
a.      Umane
Responsabile del Progetto è il proponente, Massimo Coltrinari che sarà il punto focale di ogni attività ed iniziativa.
Il gruppo che si è aggregato in relazione ai Convegni a cui si è dato vita fornisce le altre persone che daranno il loro contributo. Sulla base del Convegno per il 71° Anniversario, sono Gen. Luigi Marsibilio e Prof. Ing. Giancarlo Ramaccia. Vi sono altre persone con cui si è in contatto che hanno dato la loro disponibilità di massima e si è in attesa di definire modi e modalità di partecipazione.
Riferimenti per il progetto il Vice Sindaco di Anzio, Giorgio Zucchini e Patrizio Colantuono, Direttore del Museo dello Sbarco,
b.     Materiali
La documentazione per la stesura del Volume è quasi tutta disponibile. Sarà tenuto presente anche il materiale al Museo dello Sbarco. Altre fonti saranno esplorare e utilizzate di volta in volta.
c.      Finanziarie
Non è al momento ipotizzabile il totale delle risorse disponibili. Al momento sono disponibili le risorse finanziare per la produzione delle “PreBozza” dei due volumi, che permetterà di individuare i costi, che naturalmente sono in  relazione a quanto si vorrà realizzare.
La Società Editrice Nuova Cultura della Sapienza di Roma ha dato la sua disponibilità a sostenere il progetto. Se non vi sono altre soluzioni o indicazioni i Volumi saranno inseriti nella attuale “Collana Storia in Laboratorio” gestita dal Gruppo Studenti e Cultori:

6.   Obiettivo.

Definito il piano, definiti i mezzi, nel concludere si definisce l’obiettivo finale: produrre un volume “a tutto tondo” di riferimento, su questo avvenimento, nella considerazione che non esiste una ricostruzione minuta dal punto di vista storico, con corollario un Dizionario Minimo volto a far conoscere i principali aspetti dell’avvenimento nei suoi particolari per l’anniversario del 1916, mentre il volume generale per l’anniversario del 2017.


Roma, 1 Febbraio 2015
Il Presidente
Massimo Coltrinari

 (massimo.coltrinari@libero.it)

lunedì 19 gennaio 2015

Sabato 7 Febbraio:2015. Un incontro da non perdere

Organizzato dalla Rivista " La Civiltà Cattolica


CONVERSAZIONI SULL’EURASIA (E OLTRE)
sabato 7 febbraio 2015 ore 18.00 sala Curci

KURDISTAN



introducono
FEDERICO DE RENZI
NIMA BAHELI

intervengono
FLORIANA BULFON
YILMAZ ORKAN

modera
LUCIANO LARIVERA S.I.

La Civiltà Cattolica, via di Porta Pinciana 1, Roma (info: larivera.l@gesuiti.it)

mercoledì 14 gennaio 2015

ISAG: 19 gennaio 2015 Conferenza

'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'invitarvi alla conferenza L'Italia "potenza morbida". Gli strumenti culturali della politica estera italiana, che si svolgerà lunedì 19 gennaio 2015, dalle ore 15 alle ore 18.30, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, Via del Seminario 76, Roma.

La locandina col programma completo è disponibile cliccando qui.
  
Il convegno è organizzato dall'IsAG con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e Società Geografica Italiana (SGI).


Interverranno come relatori: On. Laura Garavini (Camera dei Deputati, Commissione Esteri), Prof. Giorgio Alleva (ISTAT, Presidente), Prof.ssa Monica Barni (Università per Stranieri di Siena, Rettrice), Prof. Roberto Battiston (Agenzia Spaziale Italiana, Presidente), Prof. Antonello Folco Biagini (Università Sapienza di Roma, Prorettore), Dott. Enrico Brugnoli (CNR, Direttore Scienze della Terra e Tecnologie Ambientali), Prof. Alfonso Giordano (Società Geografica Italiana, Responsabile rapporti col MAECI), Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente), Prof. Giovanni Paciullo (Università per Stranieri di Perugia, Rettore).

venerdì 9 gennaio 2015

Articolo 24 comma 3 D.L.201/2011 convertito in legge 214/2011

3. Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011  i  requisiti
di eta'  e  di  anzianita'  contributiva,  previsti  dalla  normativa
vigente, prima della data di entrata in vigore del presente  decreto,
ai fini del diritto all'accesso e  alla  decorrenza  del  trattamento
pensionistico di vecchiaia o di anzianita', consegue il diritto  alla
prestazione pensionistica secondo  tale  normativa  e  puo'  chiedere
all'ente  di  appartenenza  la  certificazione  di  tale  diritto.  A
decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che,  nei
regimi misto e contributivo, maturano i  requisiti  a  partire  dalla
medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di
anzianita' sono sostituite, dalle seguenti prestazioni: a)  «pensione
di vecchiaia », conseguita esclusivamente sulla base dei requisiti di
cui  ai  commi  6  e  7;   b)   «pensione   anticipata»,   conseguita
esclusivamente sulla base dei requisiti di cui  ai  comma  10  e  11,
salvo quanto stabilito ai commi 14, 17 e 18.

Per comunicazione 

Università 5 Castelli. cambio di data

SI COMUNICA 
CHE LA LEZIONE PROSSIMA E' STATA SPOSTATA 

DA GIOVEDI 15 GENNAIO 2015 ORE 17 
A VENERDI 16 GENNAIO STESSA ORA

Master in Geopolitica e Sicurezza Globale. Anno 2015

Sono aperte le iscrizioni all'edizione 2015 del Master in Geopolitica e Sicurezza Globale dell'Università Sapienza di Roma, organizzato in collaborazione con l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG).

Il Master di secondo livello si rivolge a laureati magistrali, vecchio ordinamento o con titoli equipollenti che vogliano acquisire un'alta qualificazione professionale in campo geopolitico, utile ad accedere ai concorsi pubblici, ai centri di ricerca internazionalistici e alle aziende di settore. In particolare, il corso è indicato per neolaureati in scienze politiche, giuridiche, umane o economiche, per professionisti di tutti i settori interessati dalle questioni internazionali, per i dipendenti della pubblica amministrazione, per i componenti delle forze armate e dell'ordine, per i membri delle rappresentanze diplomatiche e consolari in Italia.

Il corso ha durata annuale. La didattica si svolgerà presso Palazzo Marina, in Piazza della Marina 4 a Roma, dal 3 febbraio al 19 novembre 2015, con lezioni il martedì e il giovedì dalle ore 17 alle ore 18.30. Oltre alle lezioni frontali, gli iscritti avranno la possibilità di svolgere uno stage presso enti convenzionati, tra cui IsAG. Il titolo di Master universitario, legalmente riconosciuto, sarà acquisito dopo la discussione di una tesina scritta avendo presenziato ad almeno il 75% delle lezioni. La retta è pari a € 2.500 e pagabile in due rate.

Coloro che desiderino iscriversi, dopo aver verificato il possesso dei requisiti richiesti nel Bando, debbono:
- se non già in possesso di una matricola dell'Ateneo, registrarsi al sistema informatico dell'Università Sapienza;
- pagare la tassa d'accesso, pari a € 61,00, utilizzando il modulo scaricabile dal sistema Infostud;
- entro e non oltre il 29 gennaio 2015, presentare la domanda di ammissione, utilizzando il modulo allegato al Bando, assieme a fotocopie di documento d'identità, codice fiscale, ricevuta di pagamento della tassa d'accesso, autocertificazione del titolo universitario, curriculum vitae, dichiarazione di consenso per il trattamento dei dati personali; il tutto inviato con raccomandata A/R o consegnato a mano a: Direttore del Master Prof. Paolo Sellari presso Università di Roma "La Sapienza", Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Dipartimento di Scienze Politiche, P. Aldo Moro 5, 00185 Roma.


Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione, i contenuti del Master e il calendario delle lezioni, si rimanda a:
- Direzione del Master presso Università di Roma Sapienza, Dipartimento di Scienze Politiche, Piano 3, Stanza 6, Tel. (+39) 06 49910536, E-mail info@mastergeopoliticaesicurezza.it.

ulteriori informazioni scrivendo a studentiecultori2009@libero.it

domenica 21 dicembre 2014



A tutti gli amici, studenti e cultori, 
ed ai lettori di questo blog
auguro un sereno Natale 
e
un Anno Nuovo denso di realizzazioni

Massimo Coltrinari

domenica 14 dicembre 2014

Due progetti da riprendere nel 2015





In occasione di una presentazione di un volume a Palazzo Campana ad Osimo si e' avuto la possibilità' informale di ricordare che esistono in essere due progetti: dei cartelli che illustrano il monumento a Casenove e la creazione del Giardino della Memoria per i Caduti Civili

lunedì 1 dicembre 2014

Roma: 2 Dicembre 2014 Conferenza: Caspio e Caucaso nel XXI Secolo

Da: Gabriele Natalizia <gabriele.natalizia@uniroma1.it>
Date: 27 novembre 2014 19:57
Oggetto: Caspio e Caucaso nel XXI secolo - Roma, 2 dicembre ore 16.00
A:


Carissimi,

vi segnalo una conferenza sull'area del Caucaso organizzata per il pomeriggio di martedì 2 dicembre dall'Associazione Giovani Studiosi dell'Azerbaigian e del Caucaso, in collaborazione con il Cemas di Sapienza, il Dottorato di Storia dell'Europa e Geopolitica.info. 
Vi invio in allegato la locandina e di seguito il link all'evento.

A presto

Gabriele Natalizia

http://www.geopolitica.info/2-dic-2014-caspio-caucaso-nel-xxi-secolo/

--
Gabriele Natalizia
Centro di Ricerca 
Cooperazione con l'Eurasia,
il Mediterraneo e l'Africa Sub-sahariana
Sapienza Università di Roma
P.le Aldo Moro, 5 - 00185 Roma

ISaG: Venerdi 12 Dicembre 2014. Conferenza: Multibilitarismo: le opzioni della politica italiana

l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'invitarvi alla conferenza Multi- e bilateralismo: le opzioni della politica estera italiana, che si terrà venerdì 12 dicembre 2014, dalle ore 15.00 alle ore 19, presso la Sala della Mercede di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, in Via della Mercede 55. L'evento è realizzato col contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e col patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE).


Tradizionalmente, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la politica estera italiana è stata improntata all’enfasi sulla dimensione multilaterale. La NATO dal punto di vista strategico-militare e la CEE/Unione Europea da quello politico-economico sono, da oltre mezzo secolo a questa parte, i suoi punti di riferimento più stabili. A essi si aggiungono altri consessi come l’ONU, il Fondo Monetario Internazionale, il G7/G8 e, più recentemente, il G20. Questa dimensione multilaterale è apparsa la più adatta a promuovere gl’interessi di un paese che si percepisce come “media potenza”.


La dimensione bilaterale, tuttavia, non è mai venuta completamente meno e anzi, nel post-Guerra Fredda, è parsa rafforzarsi. Oltre a quello con gli USA, gli altri rapporti coltivati con particolare attenzione a livello bilaterale sono con la Russia (e prima ancora con l’URSS) e coi paesi extra-europei del Mediterraneo (su tutti Tunisia, Libia, Egitto e, in anni più recenti, Turchia e Israele). La dimensione bilaterale, più difficile da affrontare facendo leva sulle sole risorse italiane, garantisce però la difesa di quei nostri interessi che non risaltano all’interno dei consessi multilaterali perché non in sintonia con quelli dei partner più potenti.


Il presente convegno è volto alla discussione di temi centrali per la nostra politica estera, quali: il rapporto tra posizione nazionale sui temi globali e obiettivi delle relazioni bilaterali; interazione tra nostro ruolo nei fori multilaterali e resto dell’azione diplomatica; punti di forza del sistema-Italia nella competizione internazionale.


La locandina col programma completo è disponibile cliccando qui. Intervengono (in ordine alfabetico): Mario Benotti (Sottosegreteria di Stato Affari Europei, Capo Segreteria Particolare), Raffaele Cadin (Università Sapienza di Roma, Professore di Diritto internazionale), Vincenzo Camporini (Istituto Affari Internazionali, Vice-Presidente), Lucio Caracciolo (Rivista “LiMeS”, Direttore), Alessandro Colombo (Università degli Studi di Milano, Professore di Relazioni internazionali), On. Marta Grande (Camera dei Deputati, Membro Commissione Esteri), Tiberio Graziani (Istituto IsAG, Presidente), Gianfranco Lizza (Università Sapienza di Roma, Professore di Geografia politica), Paolo Magri (Istituto ISPI, Vice-Presidente Esecutivo), Luigi Marras (Ministero Affari Esteri MAECI, Direttore Generale Questioni Globali), Daniele Scalea (Istituto IsAG, Direttore Generale), Giulio Terzi di Sant’Agata (Repubblica Italiana, Ex Ministro degli Esteri).


Per prendere parte all'evento è necessario effettuare entro le ore 12 di martedì 9 dicembre 2014 la registrazione all'indirizzo eventi@istituto-geopolitica.eu oppure eventi@istitutoisag.it comunicando nome, cognome, indirizzo e-mail di ciascun partecipante. Nei locali della Camera dei Deputati per i signori uomini sono obbligatori la giacca e la cravatta.


Distinti saluti,
Daniele Scalea

giovedì 27 novembre 2014

Ipotesi di scelte per master e post dottorali


Da Tensoline riceviamo e mettiamo a disposizione:

"ti segnaliamo le schede dei nuovi corsi che abbiamo pubblicato di recente nell'area dedicata alla formazione post-laurea:

Organizzato da Comunika

Organizzato dal Sole24Ore
Abbiamo inoltre il piacere di informarti che l’INPS Gestione dipendenti pubblici mette a disposizione 24 borse di studio, a copertura totale della quota di iscrizione ai Master dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In particolare le borse sono relative:
  • al Master universitario di II livello in Competenze e servizi giuridici in sanità, che fornisce le conoscenze teorico-pratiche necessarie per affrontare i problemi legati al settore legale, contrattuale, finanziario e delle risorse umane, nelle aziende sanitarie e dell'indotto
  • al Master universitario di II livello in Organizzazione e gestione delle aziende e dei servizi sanitari, che consente di acquisire le competenze professionali necessarie per gestire con successo i processi organizzativi e strategici delle aziende sanitarie e dell'indotto
  • al Master universitario di I livello in Management delle imprese biomediche e biotecnologiche, che assicura la costruzione di un profilo professionale adatto alla gestione dei processi di innovazione nell'ambito delle imprese dell'indotto sanitario.
Maggiori dettagli su questi tre programmi formativi nonché sulle modalità di richiesta delle borse sono disponibili sul sito web dell'Alta Scuola

Ti ricordiamo, infine, che puoi consultare l'elenco completo delle segnalazioni personalizzate di corsi e master attraverso la tua Home personale.

Richiesta contriibuti ed osservazioni. Nuova iniziativa

A tutti gli iscritti
Si prega di voler dare il proprio parere su questa iniziativa già illustrata a voce
risposte entro il 4 dicembre 2014

bozza
CENTRO STUDI sul VALOR MILITARE
STATUTO

 Articolo I

Concetto di Valor Militare

Il Valor Militare si dimostra quando una persona, o un gruppo di persone, anche non militare/i, compie (compiono) un atto che, qualora non fosse stato compiuto egli (essi)  non sarebbe (sarebbero) venuto/i meno al suo (loro) dovere verso la Patria, mettendo a rischio oltre il dovuto la propria incolumità, allo scopo di risolvere una situazione nel corso di un fatto d'arme nell'ambito di una evento bellico.

 Articolo II

Nome


Il nome di questa organizzazione è CENTRO STUDI sul VALOR MILITARE (CESVAM). Istituito dal Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare nell'ambito delle iniziative tese alla diffusione del concetto di "Valor Militare" e dei suoi protagonisti soprattutto tra le giovani generazioni, che l'Istituto del Nastro Azzurro ha tra i suoi scopi istituzionali.


Articolo III

Sede e organizzazione territoriale dell’Istituto


Il CESVAM ha sede a Roma, coubicato nella sede della Presidenza Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro.


 

Articolo IV

Scopo


Lo scopo dell’Istituto Italiano di Navigazione è di promuovere lo sviluppo degli studi sul Valor Militare e sulle sue manifestazioni e di diffonderne la conoscenza.
Tale attività è svolta non a scopo di lucro, ma a solo scopo della diffusione della cultura storiica del Valor Militare. È peraltro ammessa la partecipazione ad attività di natura imprenditoriale, purché strumentale ad una migliore realizzazione delle attività assegnate al Centro.
Il CESVAM, pertanto, potrà svolgere ogni attività patrimoniale, economica e finanziaria che ritenga necessaria e/o utile a tal fine utilizzando fondi che scaturiranno dalle stesse attività da esso poste in essere. Qualora necessario, e qualora ve ne sia disponibilità, la Presidenza Nazionale (o anche una o più Federazioni) dell'Istituto del Nastro Azzurro potranno finanziare in toto o in parte tali attività.
Pertanto, la rendicontazione finanziaria delle attività del CESVAM fa parte del bilancio annuale dell'Istituto del Nastro Azzurro.

 

 

Articolo V

Organi del CESVAM

§1- Struttura. - Gli organi del CENTRO STUDI sul VALOR MILITARE (CESVAM) sono:

a)        il Direttore;
b)        il Vice Direttore;
c)        il Comitato Scientifico;
d)        Il Segretario Generale;

che si avvalgono, per la loro attività della struttura così composta:

a)        Gruppi di Lavoro;
b)        il Tesoriere.

§2 – Composizione e durata. – Ad eccezione del Direttore, che essendo nominato direttamente dal Presidente Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro, ha durata di mandato equivalente a quella del Presidente Nazionale o minore, nel caso che il Presidente Nazionale la revochi anzi tempo, tutti gli altri organi sociali vengono istituiti su mandato del Direttore, secondo quanto per ciascun organo stabilito dal presente Statuto.


Articolo VI
Il Direttore

§1 - Nomina. - Il Direttore è nominato dal Presidente Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro e rimane in carica per lo stesso periodo di carica del Presidente Nazionale, a meno di revoca anticipata del mandato da parte di quest'ultimo.

§2 – Rappresentanza. – Il Direttore rappresenta il CESVAM ed ha i poteri di firma a suo titolo.

§3 - Compiti del Direttore. – Il Direttore sovrintende, coordina, gestisce e controlla tutta l'attività del CESVAM, presiede le riunioni dell'Assemblea del Comitato Scientifico, ne stabilisce l’ordine del giorno e sovrintende ed indirizza i suoi lavori, qualora lo ritenesse necessario, può partecipare alle riunioni dei Gruppi di Lavoro, e  svolge tutte le altre mansioni derivanti da quanto previsto dal presente Statuto in attinenza al suo incarico.


Articolo VII
Il Vice Direttore

Il Direttore nomina altresì il Vice Direttore del quale si avvale nell’espletamento delle sue funzioni. La nomina avviene prendendo in considerazione Soci dell'Istituto del Nastro Azzurro di ben nota cultura storica in modo da assicurare, per quanto possibile, la rappresentanza eminente nel campo di interesse del CESVAM.
Il “Vice Direttore”, in caso di assenza del Direttore, presiederà in sua vece gli organi direttivi del CESVAM e potrà svolgere tutte le altre attività alle quali il Direttore lo avrà delegato.
La durata in carica del Vice Direttore è equivalente a quella del Direttore.


Articolo VIII
Il Comitato Scientifico

§1 - Composizione. - Il Comitato Scientifico è costituito da un massimo cinque membri permanenti: il Direttore del CESVAM, il Vice Direttore, il Segretario Generale e due soci dell'Istituto del Nastro Azzurro esperti di tematiche attinenti alla storia nazionale ed al Valor Militare cooptati dal Direttore. Essi restano in carica per tutta la durata del mandato del Direttore.
Ad essi si aggiungono gli eventuali Coordinatori dei Gruppi di Lavoro, per la durata del loro rispettivo mandato, e altri eventuali esperti invitati in funzione delle attività in essere. Alle riunioni del Comitato Scientifico, se necessario, è invitato a partecipare il Tesoriere.

§2 - Deliberazioni. - Le deliberazioni del Comitato Scientifico per essere valide richiedono la pre­senza di almeno 1/3 dei componenti in carica e debbono essere suf­fragate dalla maggioranza dei voti dei presenti.
A parità di voti prevale quello del Direttore.
Fa fede delle deliberazioni del Comitato Scientifico il “libro delle deliberazioni” firmato dal Direttore e dal Segretario Generale.
In assenza del Segretario Generale, il Direttore sceglie uno dei presenti e lo nomina "Segretario alle deliberazioni del Comitato".

§3 – Convocazione del Comitato Scientifico. - Il Comitato Scientifico è convocato dal Direttore ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno o ne segnalino l’esigenza almeno due membri del Comitato stesso, e comunque almeno una volta ogni quattro mesi.


Articolo IX
Il Segretario Generale

§1 - Nomina. - Il Direttore nomina il Segretario Generale, sentito il parere del Comitato Scientifico.

§2 – Prerogative del Segretario Generale. – È membro permanente del Comitato Scientifico di cui provvede all’esecuzione delle deliberazioni, coordina le attività dei Gruppi di Lavoro, provvede alla verbalizzazione delle deliberazioni del Comitato Scientifico e alla raccolta ed alla custodia dei verbali delle riunioni dei Gruppi di Lavoro e sovrintende a tutte le attività operative e tecniche del CESVAM, secondo le direttive e le indicazioni del Direttore.


Articolo X
I Gruppi di Lavoro

§1 – Istituzione dei Gruppi di Lavoro. – Al fine di pianificare, gestire e condurre a termine attività del CESVAM particolarmente rilevanti, il Direttore istituisce appositi Gruppi di Lavoro, dandone preventiva informazione al Presidente Nazionale dell'Istituto.

§2 – Formazione dei Gruppi di Lavoro. – Il Coordinatore di ciascun Gruppo di Lavoro sarà nominato dal Direttore del CESVAM, sentito il parere del Comitato Scientifico. Per tutta la durata dell’attività del Gruppo di Lavoro, il suo Coordinatore diviene anche membro temporaneo del Comitato Scientifico.
          I membri dei Gruppi di Lavoro saranno nominati dal Direttore del CESVAM su proposta dei rispettivi Coordinatori. La nomina è ratificata alla prima seduta utile del Comitato Scientifico.
          Ogni Gruppo di Lavoro eleggerà il proprio Segretario nell’ambito dei propri membri dandone informazione al Segretario Generale.


Articolo XI
Il Tesoriere

§1 - Nomina. - Il Tesoriere è nominato, su proposta del Direttore del CESVAM, sentito il parere del Comitato Scientifico, dal Presidente Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro.

§2 – Compiti del Tesoriere. – Provvede alle attività contabili, amministrative e logistiche del CESVAM. È responsabile della custodia materiale dei beni del CESVAM e del resoconto economico delle sue attività nei confronti dell'Istituto del Nastro Azzurro. Coordina col Segretario Generale dell'Istituto l'inserimento del rendiconto di tali attività nel bilancio annuale dell'Istituto.


Articolo XII
Entrate e bilancio

§1 – Cespiti di entrata - Le entrate del CESVAM sono costituite:

a) dai contributi dell'Istituto del Nastro Azzurro alle attività storico culturali di interesse;
b) dalle elargizioni, donazioni e lasciti disposti in suo favore;
          c) dal sostegno operativo, scientifico, divulgativo e logistico a progetti nazionali e    internazionali finanziati nel settore degli studi storico culturali sul Valor Militare e dei prodotti derivanti da tali studi (libri, saggi, filmati, conferenze, convegni, studi di settore, ecc ...);
d) da ogni altra entrata derivante dall'attività del CESVAM.

§2 – Gestione economica e finanziaria – Il CESVAM utilizzerà l’intero ammontare dei cespiti di entrata per sostenere le sue attività. L'esercizio finanziario annuale del CESVAM fa parte del Bilancio dell'Istituto del Nastro Azzurro. Gli eventuali avanzi di gestione potranno aggiungersi ai “cespiti di entrata” dell’esercizio finanziario dell’anno successivo previa deliberazione in tal senso da parte del Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro. Qualora vi fossero eventuali deficit gestionali in altri settori delle attività dell'Istituto, il Consiglio Nazionale ha facoltà di deliberare che tali avanzi di gestione possano essere versati nel bilancio come fondi a copertura dei precitati deficit.
          In ogni caso, non sono previste distribuzioni di utili o dividendi, mentre è del tutto normale retribuire attività e forniture di beni e servizi di cui il CESVAM necessita per la propria esistenza o per attività da esso promosse, secondo quanto previsto dai normali rapporti commerciali che ne derivano e/o dai contratti di lavoro nazionali in vigore.


Articolo XIII
Scioglimento del CESVAM

§1 – Procedura per lo scioglimento - La proposta di sciogliere il CESVAM può essere presa in considera­zione solo nei seguenti casi:

a) su domanda presentata al Presidente Nazionale e firmata da almeno 1/3 dei Soci dell'Istituto del Nastro Azzurro;

b)  su proposta del Direttore del CESVAM previo parere del Comitato Scientifico.

          Per deliberare lo scioglimento è necessario il voto favorevole di almeno 3/4 dei membri del Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro nel corso di una riunione nel cui Ordine del Giorno era stato posto tale argomento. In caso contrario la votazione non potrà avere luogo e sarà spostata alla riunione successiva del Consiglio Nazionale.
          Avvenuta la votazione con esito favorevole allo scioglimento del CESVAM, il Consiglio Nazionale, con una votazione a semplice maggioranza dei presenti, nominerà uno o più liquidatori.

§2 – Destinazione delle attività residue in caso di scioglimento del CESVAM - In caso di scioglimento del CESVAM, le attività residue saranno destinate ad opere culturali sul Valor Militare scelte in base a delibera del Consiglio Nazionale.


Articolo XIX
Regolamento

Il CESVAM si doterà di un Regolamento che non sia in contrasto col presente Statuto e con le leggi dello Stato Italiano. Detto regolamento sarà predisposto dal Comitato Scientifico che ha anche facoltà aggiornare successivamente tutte le norme regolamentari che esso riterrà necessarie per l'applicazione del pre­sente Statuto. Il Regolamento sarà approvato dal Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro previo parere favorevole del Presidente Nazionale. Esso conterrà provvedimenti supplementari e potrà essere emendato, secondo le disposizioni in esso contenute, dal Comitato Scientifico.


                                                                     Articolo XX
Modifiche ed emendamenti allo Statuto

Il presente Statuto può essere emendato solo dal Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro nel corso di una riunione nel cui Ordine del Giorno era stato posto tale argomento, purché siano presenti e votanti in Riunione almeno 1/3 dei membri del Consiglio stesso.
          Le proposte emendative devono essere preventivamente approvate o direttamente predisposte dal Comitato Scientifico del CESVAM.

          Le modifiche o gli emendamenti al presente Statuto sono approvati con votazione a maggioranza qualificata di almeno 2/3 dei votanti in Riunione del Consiglio Nazionale. Tale maggioranza si può ridurre a quella semplice del “50% più uno” se alla Riunione del Consiglio Nazionale sono presenti e votanti almeno 2/3 dei membri. 

          e mail: studentiecultori2009@libero.it

e



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mercoledì 26 novembre 2014

Rinnovo adesioni 2015

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Si ricorda a tutti gli studenti e cultori che l'iscrizione e' annuale e decade il 31 dicembre 2014
Chi intende r innovarla e' pregato di comunicarlo secondo le modalità' note a 
Studentiecultori@libero.it

martedì 18 novembre 2014

ISaG. 27 Novembre 2014. Convegno ore 9.00

Le grandi infrastrutture eurasiatiche
Nuova industrializzazione e geopolitica della pace

Giovedì 27 novembre 2014 alle ore 9.00
Sala delle Colonne, Palazzo Marini
Camera dei Deputati, Via Poli 19, Roma


La situazione finanziaria degli ultimi anni ha mostrato la necessità di ripartire
dall’economia reale per superare la crisi. In un contesto geopolitico globale in cui
emergono nuovi poli e si accumulano tensioni internazionali, le infrastrutture
continentali costituiscono un momento essenziale per la ripresa, in grado di
influire sia sui processi di modernizzazione tecnologica sia sulla stabilità in
politica estera. La Russia e l’Europa partecipano della continuità dello spazio
continentale euro-asiatico, ricco di risorse naturali e di potenzialità di sviluppo:
nonostante le difficoltà congiunturali dovute all’attuale regime di sanzioni, la
costruzione di reti di collegamento e di corridoi di trasporto rappresenta un
orizzonte di fondamentale importanza per entrambi gli attori coinvolti. Mai come
nel caso delle infrastrutture continentali, lo sviluppo tecnologico, il rilancio
dell’occupazione e gli investimenti pubblico-privato possono infatti rappresentare
un volano di ripresa tanto per il commercio internazionale quanto per la
costruzione di rapporti pacifici tra i Paesi dell’Unione Europea e la Federazione
Russa

giovedì 6 novembre 2014

Sapienza: Seminario. Il perno geografico della storia a 110 anni dopo.

Mackinder la geopolitica ed i rapporti anglo-russi.

Ne hanno discusso Eugenio DI Renzo, Alessandro Grosseto, Daniele Scalea,Roberto Valle mercoledì 5 novembre alla Sala Lauree. Organizzazione dell'ISaG.



martedì 21 ottobre 2014

Universita 5 Castelli: Prima Lezione 24 ottobre 2014

per contatti:
sui programmi: geografia2013@libero.it
per informazioni: studentiecultori2009@libero.it
L'Agenda di venerdi 24 ottobre 2014 e' la seguente.  In due parti a carattere generale.
 
1. Propedeuticità. Atlante ed Atlante De Agostini
2. presentazione e presentazioni. per conoscerci meglio
3. Siria: la situazione "ad horas"
4. il concetto di medio oriente, mediorientesuperiore, vicino ed estremo oriente
5. Il concetto di mediterraneo e di mediterraneo allargato
6. la polveriera mediorientale
 
II Parte. Metodo ed analisi
1. Il concetto di Stato
2. Il Conceto di SovraStato, organizzazioni sovranazionali globali e regionali
3. Il Sottostato: tribu, famiglie, clan
 
La Ricerca: Il Medoto della analisi parametrale: presentazione 

mercoledì 1 ottobre 2014

Giorgio Zucchetti. Convegno I Guerra Mondiale. 4 novembre 2014

BOZZA DI  PROGRAMMA

Data e ora:     4 novembre 2014; ore 09,15-12,30

Località:         Comando Artiglieria, Caserma Montefinale - Bracciano

Tema:              La Prima Guerra Mondiale, da Sarajevo al Milite Ignoto

Presidente:     Prof. Antonello Biagini


Articolazione della riunione:

- 10’    Comandante Artiglieria: Saluto e apertura lavori;

- 10’    Prof. Antonello Biagini: Introduzione lavori;

- 25’    Proiezione: Filmato riepilogativo sulla Prima Guerra Mondiale; Dall’eccidio di Sarajevo
            al trattato di pace;

- 20’    Dr. Roberto Sciarrone: Dalla Triplice Alleanza all’Intesa, il cambio italiano di
            schieramento;

- 20’    Gen. Prof. Massimo Coltrinari: Da Caporetto a Vittorio Veneto, dal crollo alla vittoria;

- 20’    Intervallo

- 20’    Gen. Prof. Gianfranco Gasperini: Dalla mitragliatrice al carro armato, le nuove armi e i
            nuovi mezzi;

- 20’    Prof.ssa Maria Gabriella Pasqualini: La guerra silenziosa, lo spionaggio nella Prima
            Guerra Mondiale;

- 5’      Dr. Leonardo Tiberi*: Presentazione del documentario “Il Milite Ignoto” ;

- 20’    Proiezione Documentario: “Il Milite Ignoto”;

- 10’    Prof. Antonello Biagini:  Conclusioni.




* Leonardo Tiberi, già S.Ten. presso la Scuola di Artiglieria, autore del filmato