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mercoledì 19 gennaio 2022

Traccia di Tesi. L'opposizione di Ettore Viola al Fascismo ea Mussolini

 

COMBATTENTI E MUSSOLINI DOPO IL CONGRESSO DI ASSISI

 

 Chiarimento necessario

 

L'autore di questo scritto, già presidente della Associazione Nazionale Combattenti dal Congresso di Assisi del luglio 1924 al marzo del 1925, e dal 1944 al 1958; Deputato al Parlamento nella 27^ Legislatura fascista  dal 6 aprile 1924 alla primavera del 1929; Consultore Nazionale, poi, nel 1945-1946 e ancora Deputato al Parlamento dal 18 aprile 1948 al 25 maggio 1958; l'autore di questo scritto, si diceva, essendo stato riconosciuto, dagli attuali dirigenti, il più indicato per celebrare il 50° anniversario del Congresso di Assisi (che all'Associazione Nazionale Combattenti diede lustro in un momento difficile, e al Paese una speranza che fu delusa per l'incomprensione di uomini che non meritavano di occupare posti di responsabilità al vertice dello Stato) al recente Congresso di Taranto dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci prese la parola; se non che, avendo avuto a disposizione soltanto mezz'ora di tempo, l'oratore fu costretto a concludere così: “Interrompo la celebrazione del Congresso di Assisi perché è scaduto il tempo che mi era stato assegnato per parlare in questa sede”

Ciononostante fu molto applaudito e anche onorato con una pergamena e una medaglia d'oro.

I congressisti apprezzarono particolarmente la sua obiettività e non furono pochi coloro che gli chiesero di pubblicare quanto aveva detto e avrebbe dovuto ancora dire.

Tuttavia il desiderio dei suoi amici non sarebbe stato forse appagato se alcune settimane dopo non gli fosse stato segnalato un recentissimo libro intitolato La Ventesima Legislatura -L'opposizione in Aula, firmato da un collega, Deputato come lui, nell'epoca caratterizzata dall'assassinio del Deputato Matteotti, dalla presa di posizione dell'Associazione Nazionale Combattenti al Congresso di Assisi e dalla condotta degli oppositori di Mussolini in Aula, libro tutt'altro che obiettivo e rispettoso della verità storica.

Ha perciò sentito il dovere di confutare e deplorare sia gli errori sia le calcolate omissioni dello scrittore in questione.

Quanto all'ultima parte di questo scritto l'autore ha creduto di dover riassumere le responsabilità assunte da Mussolini nell'ultimo periodo della sua vita, dalla conquista fittizia dell'Impero alla rovina irreparabile dell'Italia.

 

                                                                                                                                                       L'AUTORE

 

 

Mussolini accusò ricevuta della mia lunga lettera il 28 marzo 1936, ma solo indirettamente e per  e per mezzo di un telegramma all'Ambasciatore d'Italia a Santiago del Cile firmato Suvich. Segretario di Stato agli Esteri.

Diceva il telegramma: “Pregasi far conoscere atteggiamento attuale dell'ex deputato Viola e se egli                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                pensa di rientrare in Italia. Suvich”

Non conobbi mai la vera risposta dell'ambasciatore, ma seppi successivamente, rientrando in Patria            che nell'aprile del 1944 a guerra finita, quel che si proponeva di fare a mio danno  il dittatore.

Infatti da una “Rubrica segreta delle persone ricercate e sospette” edita a cura della P.S.  (Polizia Frontiera e Trasporti)  1° luglio 1943, pag. 838 si poteva leggere quanto segue:

“Ettore Viola di Pietro, nato a Villafranca in Lunigiana – Min Int. Cas. - ARRESTARLO”.

Detta rubrica segreta me la mostrò un funzionario della Questura di Napoli nella stessa primavera del 1944 allorché gli Alleati, d'accordo col nostro Governo, mi reintegrarono nell'ufficio di dirigente dell'Associazione Nazionale Combattenti.

Per un vero gioco della sorte Mussolini poté fare la sua guerra.

Ho accennato a un gioco della sorte perché sarebbe bastato che l'Inghilterra bloccasse il Canale di Suez con l'affondamento di una nave, per mettere in ginocchio il dittatore.

Invece, ritenendo forse di potersi intendere con un Mussolini contento e soddisfatto per la facile conquista dell'impero del Negus, fu  di altro avviso. Infatti qualche tempo dopo la celebrazione della vittoria fascista, gli inglesi presero l'iniziativa di promuovere con il Duce un incontro chiamato, se non erro, “Convegno di gentiluomini”.

Mussolini vi aderì, ma di malavoglia, convinto, com'era che l'Inghilterra gli avesse lasciato conquistare l'Etiopia perché non aveva i mezzi né forza per impedirglielo; e ora era sicuro che la stessa Inghilterra volesse allearsi con lui per difendersi dall'inquieto e già pericoloso dittatore tedesco.

Gli anni successivi registrarono il grave errore del Duce, ma intanto egli aveva potuto pavoneggiarsi dei risultati ottenuti e veder tanti italiani riconciliarsi con lui per i successi conseguiti.

 

La mia opera intesa ad amalgamare nell'Associazione gli ex combattenti della prima guerra mondiale con quelli della seconda, e a non umiliare i “forzati” volontari della  guerra di Spagna, durò lunghi anni, ma alla fine fu coronata dal successo.

Non è il caso di elencare il successivo immane lavoro svolto da me e dai miei collaboratori. Dirò soltanto che per quattordici anni rimasi inchiodato alla mia poltrona di Piazza Grazioli, come un impiegato qualsiasi e che i miei viaggi per l'Italia avevano come scopo lo sviluppo dell'Associazione degli ex combattenti e non la propaganda per essere riconfermato Deputato.

Infine, non per vantarmene, ma per la verità obiettiva, non sempre gradita ai mie detrattori, dirò che all'Associazione non feci mai spendere per me, neppure una lira perché rinunciai sempre ad ogni indennità nonché al rimborso delle spese vive; e ricorderò agli immemori che durante la mia Presidenza dell'Associazione non fu mai asservita né ai democristiani né ai comunisti, e tanto meno a un condominio tra questi due grandi partiti. Ciononostante i comunisti furono nell'Associazione sempre disciplinati, corretti e amici dello scrivente.

Anche ancorché mi dimisi volontariamente dalla Presidenza dell'Associazione nel 1958, per aver ricevuto dall'armatore Achille Lauro, allora capo di un partito monarchico, un'azione disonesta che mi impedì di essere confermato deputato, i comunisti furono ancora una volta, con me, tra i più corretti e comprensivi.

Infatti in quell'occasione, dissociandosi da coloro che vollero ad ogni costo accettare le mie dimissioni – che peraltro avevo dichiarato irrevocabili – senza seguire la prassi secondo cui, tra le persone educate e civili si usa respingerle “in prima istanza”, i comunisti dimostrarono di essere i “più umani” di tanti altri presenti in Assemblea.

 

A questo punto, per far conoscere meglio i mi miei denigratori presenterò altre prove, forse più convincenti, per dimostrare che il 18 dicembre 1926 non pronunciai alla Camera il discorso che mi si rimprovera per rientrare nelle grazie di Mussolini.

Trascriverò, all'uopo, alcuni documenti del RR.CC. Di quell'epoca:

 

 

1)

“Dalla Tenenza di Fivizzano al Comando dei CC.RR. Di Terrarossa e per conoscenza alla Tenenza di Pontremoli N. 339/10 il 4.1.1938 – IX:

“On.le Ettore Viola

“Si trascrive per opportuna  vigilanza il seguente telegramma:

“R. Questura Massa del 4 andante:

“Ex deputato medaglia d'oro Ettore Viola est rientrato stamane Regno proveniente Nizza proseguendo subito per Villafranca Lunigiana.

                                                                    

                                                                    “Il Maresciallo Maggiore a piedi

                                                                        Comandante Int. La Tenenza

                                                                        Firmato: Nardi Giulio

                                                                 (Timbro della Tenenza di Fivizzano)”.

 

2)

“R. Questura di Massa Carra N. 0209 Gab.

“Massa 19 maggio 1931 – Anno VIII

“Al Comando Stazione CC.RR. - Terrarossa

“Oggetto: Medaglia d'Oro Ettore Viola

“Noto ex deputato Medaglia d'Oro Ettore Viola è stato rintracciato a Roma.

 

                                                                    Il Reggente di Questura

                                                                         (Firma illeggibile)

 

3)

“Legione Territoriale dei Carabinieri Reali di Livorno

“Tenenza di Fivizzano

“N. 339/13 di prot. div. 3^

                                                                      Fivizzano lì 9.1.1931 – IX

 

“Oggetto: Medaglia d'Oro Ettore Viola

“Al Comando della Stazione dei CC.RR. di Terrarossa

“Per disposizioni di vigilanza comunicasi che medaglia d'oro Ettore Viola ha telegrafato da Milano al fratello    Pietro (era invece mio padre) a Terrarossa Scalo che giungerà colà domani sera medesimo treno.

“Pregasi segnalare arrivo.

“Si dispone che le segnalazioni di arrivo e partenza del suddetto siano fatte, d'ora in poi, direttamente da codesto Comando alla R. Questura di Massa a mezzo telegramma cifrato, dandone comunicazione a questa Tenenza con lettera.

 

                                                                   “Il Maresciallo Maggiore

                                                                 Comandante Int. La Tenenza

                                                                        Firmato: Nardi Giulio

                                                           (Timbro della Tenenza di Fivizzano)”

 

 

4)

“Legione Territoriale dei Carabinieri Reali di Livorno

“Tenenza di Fivizzano

“N. 339/7 di prot. div. III -

                                                                     Fivizzano lì, 1.1.1931 - IX

“Oggetto: Medaglia d'Oro Ettore Viola

“Al Comando della Stazione dei CC.RR. Di Terrarossa

“A seguito del foglio N. 339/2 del 28.12.30 si comunica per notizia seguente dispaccio Questore Napoli:

“n. 53090 at 02066 stop noto telegramma diretto On.le Viola fu spedito ieri dal Sacerdote Cileno Lanan Manuel Francesco anni 48 residente Roma che   trovasi Capri Hotel Quisisana dal 25 volgente stop.

“Costui est cugino moglie Viola et favorevolmente conosciuto Capri donde doveva partire oggi ma partenza est stata rimandata.

 

 

                                                                   “Il Maresciallo Maggiore,

                                                                Comandante Int. La Tenenza

                                                                        Firmato: Nardi Giulio

                                                           (Timbro della Tenenza di Fivizzano)”

 

5)

“Legione Territoriale dei Carabinieri Reali di Livorno

“Tenenza di Fivizzano

“N. 339/9/930 di prot. div. III -

                                                                   Fivizzano lì. 3.1.1931 – IX

“Oggetto: Sacerdote Cileno Lanai Manuel.

“Al Comando della Stazione  dei CC.RR. di  Terrarossa

“Si trascrive il seguente telegramma della R. Questura di Massa e si prega disporre di conseguenza riferendo:

“Questore Napoli mi telegrafa ieri sera è partito diretto codesta volta sacerdote cileno Lanai Manuel fu Francesco anni 48 da Capri ove giunse 25 dicembre spedì telegramma On. Viola dandogli appuntamento Spezia Stop Lanai è cugino della moglie dell'On. Viola e favorevolmente conosciuto a Capri.

“Informo per vigilanza e accertamenti riferendo. Analoga comunicazione telegrafica ha fatto il Questore di Spezia

 

                                                                   “Il Maresciallo Maggiore

                                                                Comandante Int. La Tenenza

                                                                        Firmato: Nardi Giulio

                                                            (Timbro della Tenenza di Fivizzano)”

 

Se non dovessero bastare le prove da me offerte per sbugiardare gli uomini in malafede, potrei riferirmi ai documenti ufficiali del primo Governo democratico residente a Salerno nel 1944.

Il filosofo Benedetto Croce, per esempio, Ministro in quel governo, mi scrisse questa lettera:

 

“Carissimo Signor Viola,

la sua posizione politica fu discussa ed esaminata a Salerno nel primo Ministero democratico e concordemente (cioè con il voto dei comunisti, dei socialisti e dei rappresentanti del Partito d'Azione) fu riconosciuto esente da biasimo e come tale confermato quale capo dell'Associazione Nazionale dei Combattenti.

“Con cordiali saluti

                                                                                                 Benedetto Croce”

 

E qualche tempo dopo il Presidente del consiglio dei Ministeri, On.le Ferruccio Parri, mi faceva pervenire quest'altra lettera:

 

“Roma, 31 agosto 1945

“All'On.le Ettore Viola

Commissario per l'associazione Nazionale Combattenti

Roma

“Le comunico che il consiglio dei Ministri, nell'ultima tornata, ha esaminato la di Lei posizione nei riguardi della Consulta Nazionale ed ha considerato come Ella non possa farne parte, quale ex parlamentare, per mancanza dei requisiti di cui all'art. 7 del Decreto Legislativo luogotenenziale 30 aprile 1945, n. 168, in quanto la dichiarazione da Lei fatta alla Camera dei Deputati nella seduta del 18 dicembre 1926, pur avendo l'unico scopo di renderLe possibile l'allontamento dall'Italia, formalmente rompeva la continuità dell'atteggiamento antifascista di fronte al pubblico.

“Debbo tuttavia darLe atto, anche a nome del Consiglio, che ciò non vale disconoscimento di tale atteggiamento, che fu da Lei ripreso all'Estero, e dei suoi meriti di patriota, che furono già oggetto di considerazione da parte del Consiglio dei Ministri quando fu deciso, nello scorso anno, di affidarle la carica di Commissario dell'Associazione Combattenti.

“Tengo in proposito a confermarLe la mia piena fiducia e stima augurandoLe, anche a nome del Governo, che Ella possa continuare a svolgere l'opera iniziata con grande passione e con assoluto disinteresse.

“Cordialmente

                                                                                         Ferruccio Parri”

 

A prescindere dal fatto che in virtù di una seconda “formalità” mi fu ugualmente riconosciuto senza difficoltà il diritto di far parte della Consulta Nazionale, sento di dover esprimere un vivo sentimento di compassione, più che di disprezzo, per chi, dopo aver combattuto nella stessa guerra del 1915-18 e nello stesso settore politico alla Camera dei Deputati in rappresentanza dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, si comporta poi come un irresponsabile qualsiasi nel contesto dei rapporti umani.

 

Ritengo di aver fatto chiaramente intendere che se, invece della via tedesca, Mussolini ne avesse percorsa altra meno satura di ricordi paurosi, tutt'ora vivi nella mente dei combattenti della prima guerra  mondiale, anche lo scrivente avrebbe forse attenuato la propria reazione perché non avrebbe avuto alcun motivo per riscartabbellare i codici delle”inumane teorie teutoniche” destinate a vincere in qualsiasi modo la guerra.

Il Führer ha perduto la guerra, ma ha facilitato ai tedeschi di oggi il compito di ripulire il loro ambiente politico inquinato nei secoli.

Il Duce non ha vinto né perduto la guerra perché era al rimorchio del confratello tedesco, ma ha rovinato l'Italia.

Quanto all'autore delle presenti pagine egli non ha ragione di dolersi per averle scritte. Tutt'altro!

 

domenica 9 gennaio 2022

Traccia di Tesi. La guerra preventiva ipotizzata dall'Austria contro l'Italia 1907- 1913

 

Riflessioni sulla Grande Guerra

Conrad, capo di Stato Maggiore dell’Esercito A.V., nel 1907 sosteneva che, data la debolezza dell’Esercito e della Marina italiana, era necessario muovere una guerra preventiva all’Italia.

Pag. 31 - 37

In un promemoria del 6 aprile 1907 si legge: «Tanto la monarchia quanto l’Italia sono molto in arretrato in fatto di preparazione alla guerra. L'Italia lavora però con ogni mezzo a rimettere il perduto: costruzioni ferroviarie, fortificazioni, armamento d’artiglieria, trasformazione della flotta e indizi molteplici indicano che essa si prepara a questa guerra».

Ed a proposito di una intervista col ministro degli esteri Aehrenthal del dicembre stesso anno, dice: «a riguardo dell’Italia, il ministro sembra in errore perché fa troppo scarso conto delle forze armate dell’Italia, . . . . gli accennai che gli italiani fanno notevoli sforzi in terra e sul mare e ci sorpasseranno presto in fatto di artiglieria e di fortificazioni».

In una lettera del febbraio 1908 al ministro della guerra, ritornando alla sua idea, che sarebbe convenuto all’Austria-Ungheria di muovere guerra all’Italia nel 1907, dice:

«E neppure posso modificare la mia convinzione d’allora, che cioè sarebbe stato opportuno il farlo nello scorso anno, giacchè le probabilità favorevoli diminuiscono d’anno in anno, anzitutto per la crescente preparazione dell’Italia (specie per fortificazioni e flotta) e poi per il rafforzarsi della Russia».

Il 4 giugno 1908 Conrad chiede l’intervento di Sua Maestà per ottenere il raddoppio di binario sui tratti Salzburg-Worgl e Bud-weis-Linz, accennando che «l’Italia costruiva le sue ferrovie di radunata nel Veneto ed era già ora in grado di concentrare, entro il 10° giorno di mobilitazione, 9 divisioni contro il Tirolo e, il 15° giorno, 23 divisioni sulla Livenza; oppure, verso il 10° giorno, 6 divisioni contro il Tirolo e 26 divisioni, il 14° giorno, sull’Adige, oppure, il 19°, sul Tagliamento. . . . 

. . . . Insistetti sul fatto che essa prende visibilmente tutti i provvedimenti per una guerra, e guerra offensiva contro la monarchia: costruzione di navi da guerra, di fortificazioni, di ferrovie, di mezzi di attacco, trasformazione dell’esercito, tutto accenna a ciò; e l’approvazione unanime del grande credito per le spese militari di circa 300 milioni ha dato la prova palpabile che l'Italia lavora per un grande scopo, diretto contro la monarchia. L'attività attuale nel Veneto, trascurando la frontiera francese, ne è chiaro indizio. Ho nuovamente rimpianto che non si sia dato seguito al mio concetto di un anno fa di far guerra all'Italia finché essa non era pronta. Mentre Allora ci saremmo trovati di fronte ad un’Italia non agguerrita, e, per la debolezza della Russia e per l’incompletezza degli accordi anglo-franco-russi, avremmo avuto mano libera verso di essa, in avvenire avremo prevedibilmente situazioni politiche meno favorevoli di fronte ad una Italia cosciente dello scopo e preparata».

Nel 1909 scrive: «La tendenza dei provvedimenti militari dell’Italia contro l’Austria-Ungheria si rileva dagli straordinari crediti militari, nonché dai Mutamenti progettati nell’ordinamento e nella dislocazione dell’esercito, dai progetti di fortificazioni, costruzioni ferroviarie e progetti per la marina da guerra.

«Bilancio militare: l’ordinario dal 1905 al 1908 si mantenne di 270 milioni; pel 1909 fu portato a 275; ed il ministero della guerra chiede ora un credito supplementare di ro milioni. Il resto dei crediti straordinari concessi nel 1907 c 1908, in 28 milioni, ammonta ora a 227; il ministero della guerra ne chiede ora altri 125; talchè avrà a disposizione 352 milioni straordinari, sufficienti fino al 1913, anno di scadenza della Triplice. Scopo di tale aumento delle spese, il compensare lo stato arretrato dell’esercito».

Nel promemoria annuale per il 1909 lancia un grido di allarme: «L'Italia lavora, cosciente dello scopo, ad una guerra contro di noi, per potere — prevedibilmente allo scadere della triplice — minacciare tale guerra e procurarsi con ciò vantaggi essenziali a noi dannosi, oppure per fare guerra nel caso che la monarchia non consentisse tale proprio danneggiamento.

«Si dovrebbe far di tutto per accelerare quanto si può i preparativi bellici. Ciò tanto più perchè, dato il ritmo col quale procede l’Italia, i rapporti di forza si volgerebbero sempre più a suo favore.

«In modo particolare si deve considerare la scadenza del trattato della triplice (1912).

«Tutti gli stati, ed in particolare l’Italia, tendono ad essere pronti alla guerra per quell’epoca, sia a scopo di far guerra, sia a scopo di esercitare pressione decisiva a loro vantaggio. E ciò deve assolutamente fare anche l’Austria-Ungheria».

Trattando delle fortificazioni per il bilancio del 1909, il Conrad, parlando dell’Italia dice: «Per contro in Italia, sebbene essa dovrebbe difendere solo le brevi frontiere terrestri e la costa, dal 1907 al 1909 furono adibiti 279 milioni di bilancio ordinario e 186 milioni di straordinario, soltanto per le fortificazioni. Ciò dimostra la preparazione lungimirante, grandiosa e cosciente dello scopo, dell’Italia, contro di noi, in confronto di quello che noi potevamo fare.

«Il 3 novembre 1910 proposi un accordo con lo stato maggiore tedesco per poter avviare anche i nostri trasporti per Rosen-heim-Kufstein, e fondai la mia proposta, il 3 novembre 1910, sul fatto che gli italiani potevano far affluire contro il Tirolo 36 treni a 100 assi e 69 a 70 assi giornalmente, mentre noi potevamo farne affluire soltanto 40 a 100 assi, di cui 16 sulla linea minacciata del Pusterthal; in conseguenza l’11° giorno di mobilitazione gli italiani potevano agire offensivamente con 9 divisioni contro il Tirolo; mentre noi ne avremmo concentrato solo 3.

«Notevole aumento della forza numerica dell’esercito italiano, aumento dei reparti di alpini e di cavalleria verso il Veneto, estese fortificazioni per terra e per mare; acceleramento delle ferrovie di radunata nel Veneto, notevole aumento del bilancio per l’esercito e marina, ed in particolare dei crediti straordinari; sistemazioni di stazioni torpediniere sulla costa adriatica (e così a Marano nel golfo di Trieste); crescente propaganda irredentistica, vivace attività di spionaggio; ed infine, maneggi ostili all’Austria-Ungheria nei Balcani ».

Nelle udienze del 1° febbraio e 11 maggio 1910, parlando con Sua Maestà della questione italiana: «accennai nuovamente alle spese italiane per l’esercito: il bilancio ordinario di 306 milioni per il 1910-11 conteneva un nuovo credito di 65 milioni, ed infine un altro di 83.750.000. Feci osservare che il notevole aumento del bilancio ordinario (20 milioni di più che nel 1907-08) ed i crediti straordinari di 420 milioni concessi dal 1906 in poi avevano spiccato carattere di armamenti bellici contro l’Austria-Ungheria, di fronte ai quali non dovevamo rimanere ciechi.

«Richiamai nuovamente l’attenzione di Aehrenthal sull’opera cosciente dello scopo, che svolgeva l’Italia per una guerra contro la monarchia ed altresì sul pericolo di essere superati dall’Italia.

«Dei provvedimenti militari concreti, risultanti all’occhio anche dei profani, che sta prendendo l’Italia in modo evidente per una guerra contro la monarchia, fanno parte:

            la costruzione, rapidamente spinta, di un sistema di fortificazioni in grande stile;

            l'aumento delle guarnigioni nel Veneto e, specialmente, nella zona di frontiera, come pure l’intendimento che ne consegue, non soltanto di proteggere in caso di guerra la frontiera, ma ben anche di irrompere, con corpi pronti ad operare, nel territorio della ‘monarchia, per disturbare la nostra radunata;

            lo sviluppo della rete ferroviaria;

            l'annuale spostamento dei reparti alpini dalla frontiera francese alla zona di frontiera colla monarchia;

            l'intensa attività in fatto di manovre; viaggi di istruzione, manovre con i quadri nella zona di radunata contro la monarchia;

            gli incessanti viaggi di ricognizione di navi italiane sulle coste della monarchia;

            il riordinamento generale dell’esercito e della flotta, spinto con celerità, per la primavera del 1912, colla visibile tendenza ad opporre alla monarchia forze per lo meno uguali, possibilmente superiori».

In una lettera all’Imperatore, del 9 settembre 1911, scrive:

«In Italia, invero, la vasta costituzione delle forze armate, la dislocazione di parte delle truppe nella frontiera sud-orientale, la costruzione, non avente pari per estensione e per celerità, di fortificazioni, rivolte soltanto contro di noi, la razionale costruzione delle ferrovie di radunata verso il Veneto, la costituzione oltremodo intensiva della protezione della frontiera e delle formazioni di volontari, come pure l’attivissimo servizio di informazioni procedono di pari passo colla assicurazione più amichevole e colle forme diplomatiche più concilianti.

«Ma, poichè gli scopi e le tendenze positive nel senso di una politica nazionale fanno supporre che l’Italia entri aggressivamente in azione in un momento opportuno, mentre da parte nostra siamo ben lontani, data la tendenza puramente conservatrice della monarchia, da un analogo intendimento, è ovvio che le nostre contro misure militari, le quali come già si è accennato rimangono molto in arretrato rispetto ai provvedimenti dell’Italia, possano essere male interpretate per partito preso».

Nel 1912, quale comandante designato della 3a armata, nel prospettare al capo di stato maggiore proposte operative ed organiche, così esordisce: « le fortificazioni italiane costruite in grande stile sul Tagliamento e nel Friuli settentrionale e meridionale si oppongono ormai alla nostra offensiva col grosso dall’Isonzo, che prima era attuabile in modo relativamente facile e decisivo, difficoltà tanto maggiori in quanto i mezzi d’attacco necessari da parte nostra sono rimasti allo status quo, non ostante i miei sforzi di anni.

«L'Italia, da quell’epoca, ha progredito in elevata misura militarmente, specie in quanto concerne le predisposizioni contro la monarchia; e quest’ultima invece è rimasta arretrata in tutto. Mentre ad esempio nel 1906-7 ed ancora nel 1908 sarebbe stato possibile, con i mezzi d’artiglieria della monarchia, avere ragione delle fortificazioni, ciò non è più possibile; mentre allora potevamo subito radunare alla frontiera grandi forze atte ad agire prontamente, ora le cose sono invertite, per lo sviluppo della rete ferroviaria italiana; l’Italia, grazie all'aumento e al rinforzo essenziale delle sue guarnigioni di frontiera, può entrare in azione con numerose forze, ed eziandio anche di sorpresa all’inizio della guerra. Da parte nostra non si sono effettuati gli aumenti di guarnigioni segnalati come imprescindibili, per non creare difficoltà diplomatiche. Mentre l’Italia nel 1906-7 poteva mettere in campo al massimo 24 divisioni, ora ne può aggiungere 6 che ben inteso diverranno 12 di milizia mobile. . . .

«Nulla si fece nè per far subito guerra all’Italia, nè per prepararci energicamente pel momento in cui tale guerra diverrà necessaria, . . . .

«Italia. E’ innegabile che tale stato, dalla sua unione nazionale, si è ininterrottamente consolidato, ha progredito commercialmente, finanziariamente, politicamente e specialmente poi nel campo militare, ed è entrato nella scena mondiale con tutte le tendenze di una grande potenza. Devesi inoltre far notare che sarebbe errore il commisurare l’esercito italiano alla stessa stregua del secolo scorso, e, quand’anche per l’avvenire si faccia calcolo sulla bravura preponderante delle nazioni della nostra monarchia, l’esercito italiano deve essere considerato molto di più di allora a causa anzitutto del suo ottimo ed ambizioso corpo di ufficiali, delle abbondanti dotazioni tecniche, fra le quali considero anche il sistema munificentemente attuato di fortificazioni, ed infine, dell’entusiasmo nazionale alimentato con tutti i mezzi.

«Agli insuccessi in Tripolitania non si deve dare troppo valore da tal punto di vista; giacchè simili fenomeni si sono verificati anche presso altri eserciti in condizioni analoghe».

I progressi del nostro esercito sembrarono tali al Conrad da fargli deporre l’antica idea della guerra preventiva contro di noi, tanto che, nell’aprile 1913, esaminando la condotta politica più conveniente per l’Austria-Ungheria in seguito alle complicazioni balcaniche, disse: «Ogni nostra azione indipendente desterebbe indubbiamente ora la sfiducia dell’Italia e la spingerebbe nelle braccia della Russia.

«Ed allora avremmo quella guerra su tre fronti cui siamo impari. Dobbiamo mantenerci d'accordo con l’Italia nell’agire e solo quando tutto fallisse seguire coll’Italia la via della resa dei conti...».

 

Tutto il pensiero del Konrad in questi dieci anni prima dello scoppio della Grande Guerra. L’Austria-Ungheria temeva la nostra forza e aveva, per il Konrad opzioni in esame, tenersela amica ad ogni costo nel quadro della Triplice Alleanza oppure, arrivare alla tanto agognata guerra preventiva. Questo per evitare che l'Italia si alleasse con la Russia, costringendo l'Austria ad una eventuale guerra su tre fronti (sviluppare il concetto).

Tutto il pensiero del Konrad è lineare a sostegno delle sue tesi. L’Italia non era così forte come lui la descriveva.

 

giovedì 9 dicembre 2021

INFOCESVAM Anno VIII, 11, N. 1, 1 Dicembre 2021

 

INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO VIII, 11, N. 11, 1 Dicembre 2021

VIII/12/476- La decodificazione di questi numeri è la seguente VIII anno di edizione, 12 il numero progressivo di Infocesvam, 4476 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento.

VIII/12/477 Incontri con L’Autore. Il 17 novembre2021 si è tenuto a Roma il mensile Incontro con L’Autore dedicato alla figura di Padre Giovanni Minozzi Dall’Amm. Caccia, da Chiara Mastrantonio e dal Direttore CESVAM è stato illustrato il volume di Massimo Squillaci, edito nel quadro del progetto Prigionia /

VIII/12/478. Zeliota. Termine in uso al CESVAM per indicare coloro che portano solo le loro parole, propongono programmi faraonici, usano i fondi procurati da altri per i loro progetti, distruggono e denigrano, e scompaiono quando c’è da lavorare. Inoltre hanno sempre tantissimo da fare. Mai presenti ad iniziative. Soluzioni per ogni problema (che altri devono risolvere). Nel momento in cui vi è da prendere allori o meriti, sempre presenti in prima fila a rivendicare merito e benemerenze. (Definizione Provvisoria) In corso studi per la classificazione dei vari Zelioti con cui si ha a che fare. Per il 2022 è bandito il premio ”La Volpe e l’Uva” allo Zeliota che meglio si distinguerà.

VIII/12/479 Valore Militare Oggi Sito dell’Istituto 1. Il CESVAM provvede all’aggiornamento del Banner Valore Militare oggi con interventi giornalieri dalla istituzione ad oggi.  (www.istitutodelnastroazzurro.it)

VIII/12/480  Report 2019-2020. E’ in corso di pubblicazione con il n. 3 della rivista QUADERNI  (luglio – settembre2021). E’ il naturale complemento del Report 2014 – 2019. Questi due report riportano nei quindi punti in cui sono articolati tutta la attività del CESVAM

VIII/12/481 Direttivo CESVAM. Il 17 novembre 2021 si è tenuto una riunione programmatica presso la Sede dell’Istituto presenti i Soci Ordinari ed alcuni Soci Associati appositamente invitati. LO scopo era quello di riversi dopo la lunga parentesi dovuta al COVID

VIII/12/482 Comparto CESVAM. Sito del Nastro Azzurro. Il CESVAM provvede a pubblicare su questo spazio del Sito un articolo di approfondimento sulle tematiche istituzionali e statutarie con pubblicazioni ogni tre giorni. Il comparto, dalla riapertura del sito ad oggi, contiene oltre 300 articoli è quindi rappresenta una fonte interessante da consultare per le ricerche e la documentazione in genere

VIII/12/483 Progetto Russia 2020/2. I volumi di questo progetto saranno stampati, “one schot” presso la Casa editrice ArcheoAres di Viterbo

VIII/12/484 Ordini Cavallereschi. Il CESVAM provvede all’aggiornamento del Banner Valore Militare oggi con interventi ogni cinque dalla istituzione ad oggi.  (www.istitutodelnastroazzurro.it). E’ dedicato di massima allo studio e approfondimento delle Decorazioni, Medaglistica, ed è di riferimento per Albo Digitale dei Decorati istituito dal presidente Zanardi.

VIII/12/485 Incontri con l’Autore. Il 17 dicembre 2021 si terrà a Roma il mensile Incontro con  L’Autore dedicato alla presentazione del Volume “ Riflessioni sulla Grande Guerra. Gli Artefici della Vittoria. I Generali Italiani nella Grande Guerra”. di Massimo Coltrinari Ne parleranno il gen. Luigi Marsibilio e la Sig. Paola Tomasini. Il volume è edito nel quadro del progetto Capire la Grande Guerra.

VIII/12/486 Rivista QUADERNI. Per il 2021, in via eccezionale, il numero dei NUMERI editi saranno cinque, anziché quattro, in virtù del fatto che è stato edito il numero speciale dedicato al Milite Ignoto

VIII/12/487 Organizzazione del lavoro. In merito allo sviluppo dei progetti si è deciso che il Martedi ed il Venerdi si ogni settimana tutti coloro che sono impegnati in questo sviluppo, sotto la guida del responsabile Scientifico, saranno presenti in Sede dalle 13,30 alle 16,30. Questo a partire dal 15 novembre u.si, in via provvisoria e dal 1 dicembre 2021 in via definitiva. Il CESVAM segue il Calendario Accademico: Le vacanze natalizie andranno dal 21 Dicembre 2021 al 7 Gennaio 2022

VIII/12/488 QUADERNI ON LINE. Nel mese di novembre 2021 i contatti per il sito www.valoremilitare.blogspot.com sono stati 1931 a fronte dei 1866 del mese precedente.

VIII/12/489 Storia del Nastro Azzurro. Sito dell’Istituto 2. Il CESVAM provvede all’aggiornamento del Banner Valore Militare oggi con interventi ogni cinque giorni dalla istituzione ad oggi.  (www.istitutodelnastroazzurro.it) Riportate anche notizie relative ad iniziative  del CESVAM

VIII/12/490 Successo .Si era scritto: “E’ stata coniata dall’Istituto del Nastro Azzurro una medaglia, nel solco della tradizione dell’Istituto dedicata al Centenario del Milite Ignoto. Tale medaglia ha avuto un notevole successo per il suo stile e la sua bellezza. Il merito di tutto questo va in maniera chiara al Presidente Nazionale Carlo maria Magnani,

VIII/12/491 BLOG STORICI. I contatti dei blog storici nel mese di novembre sono stati per Storia Militare 982, in calo rispetto ai 1083 del mese di ottobre, per Uniformologia 1460 in aumento rispetto ai 1124 del mese di novembre.

VIII/12/492 Sessione di Laurea. Si terrà il 3 dicembre 2021 la Sessione di Laurea per il Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 e, a seguire, quella per il master  di 1° Liv. in Politica Militare Comparata dal 1960 ad oggi.

VIII/12/493 Direttivo CESVAM Dicembre. E’ stato convocato per il 17 Dicembre 2021 alle ore 16 il Direttivo del CESVAM per la finalizzazione del programma per il Centenario dell’Istituto del Nastro Azzurro, Dibattito, Considerazioni sulla Campagna di Informazione e Divulgazione, Progetti, Eventi.

VIII/12/494. DIBATTITO. In seno al CESVAM è in corso il dibattito sul seguente tema “ Centro Studi, Associazione, Dopolavoro, Centro Anziani: Cosa siamo, dove andiamo, cosa facciamo, cosa desideriamo.” Il dibatto è esteso a tutti fino a livello Collaboratore escluso.

VIII/12/495 Il QUADERNO dedicato al Centenario del Milite Ignoro, stampato in oltre 3500 copie e distribuito in seno alla iniziativa Storia in Laboratorio/ Milite Ignoto ha avuto un grande successo.

VIII/12/496 STORIA IN LABORATORIO. Il Blog www.storia in laboratorio.blogspot.com ha avuto 795 contatti nel mese di novembre, in leggero aumento rispetto ai 724 del mese di ottobre.

VIII/12/497 Campagna di Informazione e Divulgazione. Con il mese di dicembre si dovranno trarre le somme di questa campagna, rivolta a informare i Soci e i Simpatizzanti delle attività del CESVAM, soprattutto editoriali. A fronte di invio medio di oltre 1200 email/mese  non si hanno riscontri della efficacia di questa iniziativa. Per il Comparto Federazioni del Nastro Azzurro, inviate a tutte le 84 federazioni, il riscontro email stato quasi nullo. Una Federazione ha risposto. Non si ha contezza se i contenuti della email siano stati inoltrati ai soci. Da un sondaggio speditivo svolto ad Arezzo a margine del Congresso Nazionale, sulla stragrande. dei Presidenti interrogati in merito, solo uno ha risposto positivamente. Si può dedurre che la campagna sia caduta, almeno a questi dati sommari, nella indifferenza totale.

VIII/12/498 Consiglio Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro si è riunito il 29 novembre 2021 presso la Sede Nazionale a Roma. Il CESVAM è stato invitato ed ha presenziato con il prof. Giancarlo Ramaccia.

VIII/12/499 Con il prossimo post Infocesvam dalla sua fondazione ha pubblicato 500 notizie.

VIII/12/500 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 gennaio 2022. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblica su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.