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martedì 23 aprile 2013

Turchia: da Impero a Repubblica. Seminari di Studi alla Luidd

Lunedi 13 Maggio 2013

Il prossimo incontro  avrà come tema " Il modello Turco" ed il mondo Arabo. La Nuova Turchia Tra Islam e Crescita Economica. Quando Torniamo in Siria? Turchia ed il Blocco di Gaza. La Crisi in Siria ed il Corno d'Africa. La Nuova Turchia e la Nuova Nato. 

Relatori:
 Lucio Caracciolo, Direttore di Limes
Fabio Mini, Generale
Alberto negri, giornalista
Stefano Felician Beccari, Ricercatore
 Stefano Maria Torelli, analista strategico
 Moderatore Federico De Renzi

Per ogni informazione contattare Federico de Renzi, oppure questo blog, oppure utilizzare la email studentie cultori2009@libero.it
 Per ulteriori informazioni vedasi: www.coltrinarimassimo.blogspot.com, oppure consultare www.coltrinariatlanteasia.blogspot.com

venerdì 12 aprile 2013

Aprilia l'ipotesi di un Museo


Progetto
“Aprilia nella prima metà del Novecento
Museo della Città

Lineamenti generali
Il presente progetto raccoglie le esperienze messe in atto negli anni 2010-2012 da Elisa Bonacini volte a raccogliere e dare sistemazione alla collezione di materiali storici in suo possesso da mettere a disposizione della cittadinanza in un contesto di contributo socioculturale volto soprattutto alle giovani  generazioni.
Oggetto del presente progetto è quello di dare una configurazione organica a queste esperienze. Questo si può focalizzare con la individuazione di “capstone”, su cui sviluppare i progetti collegati  

Il progetto è, quindi articolato sui seguenti “capstone”:
  1. Progetto generale della costituzione del Museo.
(Durata quinquennale)
  1. Progetto della Mostra “24 Aprile 2013”
 (Attività del 2013)
  1. Costituzione di un soggetto giuridico (Associazone/Fondazione che presieda al progetto, in grado di colloquiare con i soggetti. (Scuole, Comuni, Autorità , Associazione Combattentistiche

Lineamenti particolari dei singoli “capstone”.

  1. Progetto generale della costituzione del Museo.
(Durata quinquennale)
Il progetto sarà redatto nello sviluppo delle seguenti linee fondamentali
    1. Tema generale del Museo, da cui discende la denominazione
    2. Articolazione temporale. (Linguaggio museale)
Aprilia nella prima metà del 1900
-        La Grande Guerra
-        -Tra le due guerre. La fondazione
-        Aprilia in guerra
-        La battaglia di Aprila ((Primavera 1944)
-        La Ricostruzione
    1. Articolazione strutturale  ( Ripartizione verticale)
Il Museo si articola in
-        Archivio storico documentale
-        Biblioteca, Sala Studio e Organizzazone informatico-virtuale
-        Sale espositive
    1. Attività scientifica e di divulgazione.
Pubblicazione di materiale illustrativo. Pubblicazione di volumi concernenti il tema museale
 Sarà stilato al più presto lo sviluppo primario del progetto  (entro il 20 aprile 2013)

  1. Progetto della Mostra “24 Aprile 2013”
 (Attività del 2013)
Il progettò è redatto sulla base della riunione del 10 Aprile, ed ha queste linee essenziali
    1. Tema della mostra
    2. Tempi di esposizione e luogo
    3. Percorso illustrativo della mostra
    4. Inserimento e scelta della oggettistica
 Nel post precedente  lo sviluppo primario del progetto

  1. Costituzione di un soggetto giuridico (Associazione/Fondazione che presieda al progetto, in grado di colloquiare con i soggetti. (Scuole, Comuni, Autorità , Associazione Combattentistiche
Il progetto consiste nella costituzione di un Soggetto giuridico che abbia come primaria finalità quella di preservare i materiali in possesso della famiglia Bonacini come proprietà, definire le eventuali integrazioni e di chi sono; definire l’uso dei materiali eventualmente messi a disposizione e per quanto tempo (vetrine, ecc); definire l’uso e utilizzazione di locali, e spazi concessi, sia in termini di tempo che di gestione; scambio e prestiti con altre organizzazioni similari; definire “chi fa cosa” nell’ambito delle attività.
Il soggetto giuridico qui indicato deve essere into  grado di stilare convezioni con altri soggetti per l’attività preposta.

Sarà stilato lo sviluppo primario del progetto (entro il 28 maggio 2013)           


Progetto Aprilia Collezione Bonacini



  1. Progetto della Mostra “24 Aprile 2013”
 (Attività del 2013)
Il progettò è redatto sulla base della riunione del 10 Aprile, ed ha queste linee essenziali

1.     Tema della mostra
Occorre dare un tema alla mostra, ovvero:
      . titolo
      . sottotitolo
( il tema è quello dei punti 4 e 5 del linguaggio museale: Aprilia in Guerra e La Battaglia di Aprilia)

2.     Tempi di esposizione e luogo
Il luogo della Mostra è ad Aprilia, Scuola Carlo e Nello Rosselli.
Sarà inaugurata il 24 aprile 2013 e avrà carattere espositivo permanente ( cioè al termine dell’anno scolastico non sarà smontata), ma ha carattere provvisorio in quanto in nuce rappresenta la costituzione embrionale del progetto Museale.

Tempi di esecuzione: Data Limite 24 aprile 2014 ore 11.00
                                   Presente Piano: 10 aprile 2014  8(D-17)

Dal 10 al 16 Aprile: Portare il materiale già indicato per i manichini, vestire i manichini, e predisporli nelle vetrine ( D-13)
Il 17 aprile riunione generale degli allestitori (Ore 09 -16) per la impronta generale della mostra allestita e scelta definitiva del materiale daesporre (D-16)
Giorni successivi:completamento delle attività predispote il 17 aprile
     
3.     Percorso illustrativo della mostra.
Il percorso illustrativo della mostra si segmenta in relazione alle vetrine ed agli spazi espositivi disponibili.
Le vetrine disponibili sono:
1.     Vetrina bianca a colonna A
Tema della vetrina: Aprilia prima della Guerra
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.
Parte iconografica:
fotografie di Aprilia. Della fondazione e prima della guerra

2.     Vetrina Principale
Tema della vetrina. I temi sono due:
                                Aprilia in Guerra  e La battaglia di Aprilia (1944)
 Oggettistica ( composta di base da 19 manichini di tipo A (Intero) B) (1/2 Busto)
       Pareti: Bandiere di Italia, Usa Britannica Germanica
    
       La vetrina vie esposta su tre piani Alto (Manichini A) medio (Mezzi busti) Piano
       Terra.

       1. Primo Segmento: Aprilia in Guerra
       E’ suddiviso in tre riquadri:
            a. Primo Riquadro
       Manichino A1
       Manichino A2
       Mezzo Busto B1
       Mezzo Busto B2
            b Secondo Riquadro
       Manichino A3
       Manichino A4
       Mezzo Busto B3
       Mezzo Busto  B4
          c. Terzo Riquadro (Angolo della vetrina)
           Manichino A5
           Manichino A6
           Manichino A7
           Manichino A8
           Manichino A9
           Manichino A10
           Manichino A18
           Manichino A19
       2. Secondo Segmento  La Battaglia di Aprilia (1944)
       E’ suddiviso in due riquadri

           a. Primo Riquadro
       Manichino A11
       Manichino A12
       Mezzo Busto B5
       Mezzo Busto (non esiste, ma si puo utilizzare un manichino senza braccia) A13

       b Secondo Riquadro
       Manichino A 14
       Manichino A  15
       Mezzo Busto (non esiste, ma si puo utilizzare un manichino senza braccia) A16
       Mezzo Busto (non esiste, ma si puo utilizzare un manichino senza braccia) A17

       La scelta della oggettistica da mettere sul piano terra sarà fatta al momento in
       cui i manichini sono stati tutti vestiti ed i riquadri composti
Parte iconografica:
da decidere

3.     Vetrina bianca a Colonna B
Tema della vetrina: La Battaglia di Aprilia
Oggettistica:
1. Elmetto Statunitense
2. Elmetto Britannico
3. Elmetto tedesco
4. Attrezzi da trincea
5. Materiali
Parte iconografica:
fotografie della Battaglia di Aprilia.
4.     Vetrina bianca orizzontale A
Tema della vetrina
Da decidere (vetrina di riserva da allestire alla fine)
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.
Parte iconografica:
da decidere

5.     Vetrina bianca orizzontale B
Tema della vetrina
La Sanità
Completo di ferri Chirugici dello esercito Statunitenze
Parte iconografica:
da decidere

6.     Vetrina nera verticale Z1
Tema della vetrina
Fanteria
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.
Parte iconografica:
da decidere

7.     Vetrina nera verticale Z2
Tema della Vetrina
Artiglieria
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.
Parte iconografica:
da decidere

8.     Vetrina nera verticale Z3
Tema della vetrina
Cavalleria
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.
Parte iconografica:
da decidere

9.     Vetrina nera verticale Z4
Tema della vetrina
Genio e Trasmissioni
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.
Parte iconografica:
da decidere

10.  Vetrina nera verticale Z5
Tema della vetrina
Servizi (Commissariato, Sanità, Postale, Amministrazione, Chinico )
Oggettistica:
1.
2.
3.
4.
5.

Parte iconografica:
da decidere
Tutta l’oggettistica delle vetrine Z è da decidere in base la mteria via via esaminato dell’inventario

Gi spazi disponibili sono:
      Angolo davanti alla Vetrina principale
      Oggettistica
1.  Teodolite con trepiede
2.  Mitragliatrice con elementi esplicativi ( cassetta munizioni ecc.)
3.
4.
5.
Parte iconografica:
da decidere

4.     Inserimento e scelta della oggettistica
Sarà fatta al momento, dopo la scelta della vestizione dei manichini della vetrina principale.

La parte iconografica 8 fotografia, disegni e mappe sarà fatta dopo la scelta della oggettistica

Per le targhette esplicative, sarà adottato il criterio della “Name Tag”, con sistema applicativo

Per le targhette saranno utilizzate sempre quelle utilizzate; si creeranno al moneto delle nuove con il sistema a cavalletto

Per le schede esplicative, saranno stilate al momento in cui la mostra sarà pronta (D.-3)

Criticità generale:
Il presente piano è perfettibile
Qualora si  inserisse un ulteriore variazione, proposta anche da elementi esterni si deve tenere presente che questo significa l’impiego di ulteriore tempo, con la conseguenza che la mostra non sarà pronta per il 24 aprile
Prima di accettare una qualsiasi variante occorre calcolare i tempi di realizzazione

La presente proposta è in bozza ed è soggetta a modifiche ed integrazioni

Aprilia 10 aprile 2013

martedì 19 marzo 2013

Un debito di riconoscenza per Andrèe Morois ed il suoi "Silenzi"

Come ormai molti di voi hanno sottolineato, si è giunti ad un bivio: continuare a costruire di giorno e poi vedere disfatto tutto il giorno dopo, oppure riservare le energie ad altri più proficui impegni?. La risposta è sotto gli occhi di tutti. Nella riunione di sabato scorso è emerso che non è più possibile attivare alcune forma di collaborazione, mentre la documentazione pervenuta non può meritare risposta in quanto in palese contrasto con la realtà. Siamo alla quarta versione di uno stesso episodio.

Il dato che emerge, però, non è solo quello della incapacità di collaborare; potrebbe essere con molti sforzi superato se si adottassero tecniche di comunicazione basate sulla pazienza e sulla persuasione. Il dato essenziale è la pericolosità di entrare in pantani in cui non si esce fuori che a fatica. Ed il nostro Gruppo non può permettersi di incrinare o rovinare amicizie creatasi tra noi per colpa di chi è ormai molto lontano da noi.

 Con molto ritardo si è compreso quello che c'era dietro le quinte. Un anno intero è stato speso per giungere a questo punto. Ma il mosaico, pezzo a pezzo, si è formato ed ora il quadro è chiaro. 
Tutti i passaggi li abbiamo analizzati momento per momento. Ed abbiamo visto cadere le maschere non per chissà quali azioni, o chissà quali ragionamenti, ma semplicemente sottolineando e rimembrando i silenzi, quei silenzi dirompenti che oggi, visti in sistema, sono quanto mai chiarificatori.

André Morois scrisse un bellissimo libro, proprio sui "Silenzi", letto e riletto mille volte, ove la figura di Aurelle è quanto mai interessante. Siamo grati al Grande Poeta Francese, anche per questo. Per averci fatto capire e dato la chiave di lettura di una situazione chissà perchè sempre in armonia per oltre dieci anni e poi, improvvisamente, entrata in vorticosa turbolenza in meno di pochi mesi.

Non è una bella pagina di chiusura. Non per noi, che abbiamo sempre seguito una linea chiara e retta, e che seguiremo, ma per persone che potevano risparmiarsi tanta fatica  con un parlare chiaro e conciso, anzichè rimanere "silenti".  Il silenzio è d'oro, e mai lo è come in questo caso.

Si continua, come deciso, nelle strade scelte e sicuramente il bel lavoro fatto continuerà a dare i suoi frutti.


lunedì 25 febbraio 2013

Un documento per i Soci della S&C


Pubblichiamo, come documento la relazione che il Direttore responsabile della rivista, in occasione di un Comitato Centrale della Associazione, per contribuire al dibattito sulle procedure in merito alla "Costituenda Sezione"
Relazione sulla Rivista “II Risorgimento”
Direttore responsabile
 Ten. Col. Sergio Pivetta
 2 Febbraio 2012

La Rivista “II Risorgimento d’Italia” rappresenta l’espressione della Associazione, ed è volta, oltre che ai Soci, anche all’esterno, soprattutto ai giovani e, attraverso il Progetto Storia in Laboratorio, alle Scuole. Esce 4 volte all’anno, potrebbe anche uscire 6 volte, ed è composta da 128 pagine + illustrazioni.
     
  1. Linea Gerarchico-Editoriale
Proprietario
La Proprietà della Rivista è del Gen. Luigi Poli, che è il proprietario-editore a fronte della legge sulla Stampa, e Presidente della Associazione .

Direttore Responsabile, Ten. Col. Sergio Pivetta, giornalista, iscritto all’albo dei Giornalisti, medaglia d’Argento.[1] Il Direttore Responsabile si interfaccia con il Gen. Poli, Presidente della Associazione per determinare la linea editoriale. Normalmente ciò si tramuta nell’articolo di fondo /editoriale. La Carica non è elettiva,ma soggetta alla norme sulla Legge della Stampa.

Direttore.
Gen. Dott. Massimo Coltrinari. Ha il Compito di organizzare la Redazione, individuare i Collaboratori, gestire i contributi, predisporre il Menabò pronto per la Tipografia.

Vice Direttore.
Dott. Alberto Marenga. Ha il compito di curare i rapporti con la Tipografia, curare l’Indirizzario, tenere i contatti con i presidenti di Sezione, curare la Rubrica “Vita Associativa”, espressione della vita interna della Associazione. Inoltre può curare rubriche della Rivista (Cronache, Miscellanea, Recensioni)

Redazione
E’ organizzata dal Direttore, aperta a coloro che vogliono dare un contributo scritto alla rivista. Al momento è composta da:
Carmelo Testa, Combattente, “Friulino” Responsabile dei Rapporti con la Scuola della Associazione, Dott. Emanuele Mastrangelo, direttore della Rivista “Storia in Rete”, Dott. Giovanni Cecini, Ricercatore, Collaboratore dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Collaboratori.
Il Collaboratori possono essere stabili o occasionali.
Collaboratori Stabili. Sono quasi tutti i componenti della  Sezione Studenti e Cultori della Materia.[2] Si Possono indicare tra gli “Studenti” più attivi:
-        Dott. Matteo Marconi, Dottorato di Ricerca, Università di Sassari
-        Dott. Stefano Valente, Dottorato di Rcierca, Univesità Sapienza Roma
-        Dott. Francesco De Rienzi, Ricercatore Cemiss
-        Dott. Alesso Fiorentino, anche relatore al convegno di Firenze
-        Dott.ssa, Francesca Fini
-        Magg. Gianluca Bonci,
-        Dott. Federico Levy, anche relatore al Convegno di Firenze
-        Dott.ssa Alessandra Poggi
-        Dott.ssa Ilaria Indraccolo
-        Dott. Gennaro Guerriero, Società Editrice Nuova Cultura
-       
Tra i Cultori ovvero persone che ormai sono affermati e svolgono una professione, tra i più attivi:

-        Prof. Edoardo Boria, Università Sapienza
-        Prof. Paolo Sellari, Università Sapienza
-        Gen. Gianfranco Gasperini
-        Gen. Goffredo Mencagli. Già Vice Comandante Arma dei Carabinieri
-        Dott. Patrizio Colantuono, Direttore Museo di Anzio
-        Prof. Daniela Bravi, coordinatrice Progetto Storia in laboratorio
-        Prof. Maria Teresa Laudenzi, Progetto Storia in laboratorio
-        Ten. Col. Pierivo Facchini
-        Ing. GianCarlo Ramaccia
-        Ten. Col. Francesco Elia
-        Ten. Col. Cacciaguerra
-        Ten. Col. Coccia
(alcuni collaboratori hanno ritirato la loro adesione a fronte della attuale situazione nella Associazione ANC) 
Inoltre speciali contatti sono in essere con il Prof. Antonello Folco Biagini, Prorettore della Sapienza, ed i suoi ricercatori, in special modo il Dott. Battaglia.  con gli esperti Piero Crociani e Stefano Ales. Collaboratori degli uffici Storici di Forza Armata.

I collaboratori occasionali per lo più sono studenti della Triennale o della Specialistica che, nelle ricerche per la loro tesi di Laurea, estrapolano un articolo di interesse per la Rivista, oppure Relatori di Convegni, come ad esempio, quelli svolti a Matino o a Firenze.

La redazione si riuniiva, generalmente, alla vigilia della venuta del gen. Poli a Roma; a cui seguiva l’incontro del Direttore e del Vice Direttore con il gen. Poli per la definizione di ogni questione. A volte, per questioni particolari, il Direttore  si recava a Firenze a conferire con il Gen. Poli.

Considerazione: La Rivista è aperta a tutti, ma è solidamente coperta per ogni forma di collaborazione, essendo questa organizzazione collaudata ed in essere da oltre cinque-sei anni. Ed è in grado di sostenere l’uscita bimestrale ( a 128 pagine) e può anche attivare il “Giornale”, sospeso dal 2002 (32 pagine + foto).

  1. Situazione.
La Rivista esce ogni trimestre, alla fine del terzo mese (30 marzo, 30 giugno 30 settembre, 31 dicembre. Normalmente nel numero 2 dell’anno sono riportate le risultanze della Assemblea associativa annuale, nel n. 4 la Cerimonia di San Paolo e nel n. 1 quella di Montelungo.
 Nel 2012 la Rivista è uscita regolarmente con il n. 1 e con il n. 2. In vista del 70° Anniversario del 1943, con accordi verbali, era stato inteso con il Gen. Poli che si pubblicassero due numeri integrativi nel 2012 dedicati a questi eventi, come nel 2011  Questa decisione era stato ribadita dal gen. Poli il 3 aprile 2012 in un incontro con il Sottoscritto a Firenze.
 Questo  a seguito del programma del 2011, che aveva visto la pubblicazione di 6 Numeri e che nessuno aveva contestato. Peraltro un Consiglio Nazionale aveva, a voce, autorizzato tale linea nel novembre 2011 per il 2012.

Nell’estate successiva, quanto l’impianto per sei numeri/anno era stato predisposto e raccolti tutti i contributi.
L’Intervento del Segretario Generale, volto a sottolineare che il Bilancio preventivo 2012 prevedeva l’uscita di 4 numeri, e presentata questa richiesta il 23 Maggio 2012, il gen. Poli disponeva l’uscita di 4 numeri. Nell’estate successiva un intervento del Segretario Generale presso la Tipografia, svolto senza interpellare  o metterne a conoscenza la Direzione e senza averne titolo, aggravava la situazione e solo a settembre si poteva pagare la Tipografia.[3] Proceduto ad un “merge” del materiale in possesso si è predisposto il n. 3, che è uscito il 20 Gennaio 2013.
Questa situazione è stata spiegata al Presidente f.f. il 28 settembre 2012 durante la visita al gen. Poli dal Direttore della Rivista.

E’ evidente che la somma delle diverse contraddittorie decisioni del gen. Poli, l’abbandono del programma 2011,  l’intervento maldestro del Segretario Generale, hanno prodotto ritardi e scompensi, oltre che perplessità.

La Direzione e tutti i collaboratori ancora si chiedono perché di tutto questo  e perché non si sono editi 6 numeri, anziché 4, nel 2012, in presenza di disponibilità finanziare certe.[4]

A ciò si deve aggiungere che il Calendario 2013, come esposto e presentato ieri, già pronto al visto si stampi il 3 ottobre 2013 in Tipografia, per decisione del Presidente f.f. il 21 novembre 2013 non veniva fatto stampare.
 I 500 Euro disponibili saranno utilizzati, come concordato con il Presidente f.f., a titolo di ripiego con una iniziativa sostituiva (manifesti/poster)
Anche questa decisione appare ai più incomprensibile. Le motivazioni sembrano molto labili.

La risultante di tutto questo è che l’Associazione, pur in presenza di risorse finanziarie certe, addirittura per il Calendario già pagate, ha rinunciato a 2 numeri della Rivista al Calendario 2013 ed ha ritardato di sei mesi l’uscita den n. 3 della Rivista, da sempre uscita in modo regolare.

  1. Situazione Programmatica.
La Direzione intende portare a termine il programma 2012, per impegni già presi ed approvati a suo tempo dal gen. Poli. In conseguenza di ciò la situazione dell’uscita della Rivista è la seguente:

1.     Numero 4/2012 Ottobre Dicembre 2012 Numero Speciale dedicato al gen. Li Gobbi
Accordi con il figlio del gen. Li Gobbi in corso da aprile 2012, hanno permesso di avere materiale sufficiente per dedicare un numero speciale al già Presidente della Associazione. Nel numero saranno presentati atti di Convegni, tra cui quello di Matino ( Soldati Salentini del 2011/12), molto atteso dalla sezione di Matino. Il numero è quasi completo ed uscirà presumibilmente, entro il 30 marzo 2012

2.     Numero 5/2012 – Numero Speciale dedicato al Gen Poli. Indici della Rivista 2001.2012.
Per rendere Omaggio alla figura del gen Poli, in vita come Editore, e promotore di Cultura, è stato predisposto un numero speciale dedicato alla Sua figura di presidente e di Editore, con la pubblicazione degli indici della rivista 2001-2012 ( 40 numero, 80 pagina, comprendete Copertina, e sommario) I Calendari (2001-2012) (Copertina e nota esplicativa ) 20 Pagine Atti dei Convegni di Firenze (Copertina e nota) 10 pagine. Il numero uscirà presumibilmente entro il 30 Giugno.

Numero  di Riserva per Chiusura Rivista
Occorre, per la legge sulla Stampa e per una questione di rispetto per i Collaboratori, tenere sempre pronto in tipografia un numero da dedicare alla Chiusa della Rivista. Questa è stata una decisione del Gen. Poli del 2006, e quindi la Convenzione in essere andava sempre all’anno successivo con un numero già pagato.
Qualora la convenzione con la Tipografia (vedi n.6.7) non dovesse essere rinnovata per il 2013, il numero di Chiusura uscirà il 30 settembre, in occasione dell’8 Settembre con articoli ad esso relativi.

Riassunto Programmazione Rivista
N. 3/2012 Giugno-Settembre 2012. Uscito il 20 Gennaio 2013
N. 4/2012 Ottobre-Dicembre 2013  Speciale Li Gobbi. Uscita 30 marzo 2013
N.  di Chiusura della Rivista

  1. Situazione 2013. Programmazione con Rinnovo Convenzione.
Qualora la Convenzione con la Tipografia fosse rinnovata (Vds punto n.6), come è  scritto nella Mozione Finale della Assemblea di Chianciano il 15 aprile 2012, la programmazione è la seguente:

Premessa. Pagamento della Fattura della Tipografia (10.000 euro anticipati)
N. 1 2013 . Omaggio al gen. Luigi Poli  Uscita entro il 28 Febbraio 2013.
N. 2 2013.  Numero dedicato agli eventi (Primavera) del 1043. Uscita 30 aprile 2013
                  (Ritirata di Russia. Caduta della Libia. Caduta della Tunisia9
N. 3 2013   Numero dedicato agli eventi del 25 Luglio e caduta del Fascismo  Uscita 30             
                  Giugno
                  (Sbarco in Sicilia. Caduta del fascismo. )  
N.4 2013    Numero dedicato a Armistizio e Montelungo Uscita 31 Dicembre 13
                  (Armistizio . Ricostruzione Esercito Montelungo)
N. a disposizione per Chiusura Rivista

  1. Aspetti Finanziario-gestionali
La programmazione di cui al punto 6, come ogni anno, sarà possibile se  la Convenzione con la Tipografia sarà rinnova. Il punto base della Convenzione è che, dando in anticipo annuale il totale della spesa,si spuntano pressi molto buoni che permettono di inserire altre spese che altrimenti sarebbero insostenibili. In nota 4 già esplicati i lineamenti della Convezione 2012. che scade il 30 giugno 2013.
 Quella del 2013 è da scrivere e decidere.

 Base di Convenzione ( da discutere con Dr. Iuppa)
Per ogni numero:
Materiale già su CD per Programma Mechintosch ( a cura della Redazione)[5]
I, II, III Bozza;
Cianografica,
Allestimento  a filo
Etichettatura,
Cellofanatura,
Spedizione  (indirizzario a cura Redazione: Resp. Alberto Marenga),
Ritiro rese
Consegna in sede.
Per Ogni numero, tiratura 1000 costo, di cui 700 spedite e 300 distribuite a mano,  da spuntare 2500 euro a numero..

Per il calendario, pronto ed approvato entro marzo/aprile, stessa procedura
Costo 500 Euro per 1000 Copie.

(Nota per i soci della sezione non in relazione: E' evidente che se si chiedono a diverse tipografie preventivi eliminando i sopradetti punti il prezzo scende. Ad esempio se si usa la carta igienica, e non la carta normale, come  carta da stampa, la rivista costerebbe molto di meno; in più la rivista potrebbe avere un uso che in questo momento non ha. Quindi avrebbe due usi rispetto all'unico attuale. I vantaggi sono evidenti: minor costo per l'Associazione e doppio uso della rivista per il Socio. E' la tesi della Segreteria generale della Associazione la quale sostiene che altre tipografie potrebbero praticare costi inferiori a quello della convenzione, tesi peraltro sostenuta dal Vice Presidente ff (lettera del Direttore responsabile alla S&C del 22 febbraio 2013). Penso che Vice Presidente ff e Segretariato Generale  hanno proprio ragione. Occorre risparmiare. Nota per il dibattito)

  1. Compensi.
L’Associazione non può dare compensi per prestazioni. Ma Solo rimborso spese
 Fino ad oggi l’unica persona che riceva rimborso spese di tutte quelle sopra nominate era il Dr. Alberto Marenga  La spesa maggiore è i muoversi tra l’Abitazione e la Tipografia, situata a Portonaccio. Altre spese. Ufficio, collegamento ad internet, postali, di dattilografi uso dei mezzi e soprattutto telefoniche (cellulare) con i Soci.

Il Direttore Responsabile, il Direttore ed altri componenti la redazione non hanno mai avuto rimborsi spese negli ultimi anni, sostenendo in media dai 100/ai150 euro a numero per: collegamento ad internet, cellulari, stampanti, carta, cancelleria ed altro. Questo aspetto  delle spese minute per la edizione della Rivista dovrà essere riconsiderato.


Conclusioni finali.

Il quadro così delineato potrebbe diventare la base corretta della collaborazione tra i vari componenti e l’Associazione. Ognuno con suo Ruolo, come è sempre stato fato con il Gen. Poli.

Roma 2 Febbraio 2013.
( Il dibattito sulla collaborazione alla rivista è aperto. Note ed indicazioni secondo le note modalità) 

[1] Si attua così il principio che le massime cariche della Rivista sono ricoperte da Combattenti
[2] Gli Studenti collaborano per avere delle Pubblicazioni da inserire nel Curricula. Per questo la Rivista ha la forma di una Rivista Scientifica. Ed è il loro compenso. I Cultori pubblicano le loro ricerche e studi.
[3] La Convenzione in essere 2012 si basa sul fatto del pagamento anticipato dei numeri alla Tipografia. Ciò permette di abbattere i costi, ovvero con la Spesa di 2500 a Numero si hanno: I, II, III Bozza, Cianografica, Allestimento, Etichettatura, cellofanatura, spedizione, ritiro resi, e consegna presso la sede elle riviste non spedite. Ogni 4 numeri stampati, con l’aggiunta di 500 Euro, si aggiunge il Calendario (I, II, III Bozza; Cianografica, Allestimento con tre punti centrali, Etichettatura, Cellofanatura, Spedizione, Ritiro rese consegna in sede). Totale Convenzione 10000. Euro annui anticipati. Preventivi svolti presso altre tipografie, per quanto svolto sono più alti. Questo è possibile per il fatto che con il Dott. Iuppa, proprietario della Tipografia, con cui si collabora da oltre 10 anni, è particolarmente sensibile ai temi della Guerra di Liberazione e molto vicino alle Forze Armate.
[4] Il Costo aggiuntivo era di 5000 euro. Il programma del 2012, peraltro, era sulla base di quello del 2011
[5] Per ottenere questo gli articoli e le note devono essere inviati 75 giorni prima della uscita del numero, per dare la possibilità di inserirli nel programma e renderli atti per la Tipografia. ( A Cura della redazione: in ispecie si occupano di questo lavoro, oltre al Sottoscritto, Alberto Marenga, Osvaldo Biribicchi, Federico De Rienzi, e altri in modo occasionale).

venerdì 22 febbraio 2013

Corso di Storia Militare. 15°, VIII della Serie

Napoleone ed i principi dell’Arte della Guerra[1]

Le conclusioni e lezioni apprese
Luigi Manfredi

 Napoleone fu indubbiamente un grande tattico ma soprattutto fu un grande stratega. Si celebrano le sue battaglie ma si trascura il fatto che a quelle battaglie vinte Napoleone giunse attraverso concezioni strategiche ad amplissimo respiro, soprattutto per allora ([2]). In entrambe le campagne d’Italia non furono solo importanti le singole battaglie ma grandioso e ardito disegno strategico che ne fu la premessa.

Le vicende della prima e della seconda campagna d’Italia ([3]) insegnano che tra i principi dell’arte della guerra sia da aggiungere “saper approfittare della fortuna” e non è un paradosso. Essa ha giocato un ruolo molto importante in queste due campagne e non solo in queste: a Marengo Desaix avverte il rombo del cannone e arriva in tempo mentre a Waterloo Grouschy, inviato da Napoleone fuori dell’area della battaglia, sente il rombo del cannone ma non rientra, ritenendo di dover eseguire il primitivo ordine dell’imperatore. Gli esiti furono ovviamente opposti.

Emblematica, sotto questo profilo, l’operazione Voltri nella prima campagna, voluta dal suo predecessore, da lui non condivisa ma utilizzata per distrarre forze nemiche dalla direttrice di gravitazione dello sforzo ([4]).
Adottò sempre rapidi mutamenti degli schieramenti e delle direzioni d’attacco in funzione dell’evolvere delle situazioni ([5]) ([6]).

Seppe con intelligenza suddividere i reparti sul territorio, mantenerli leggeri per muovere più agevolmente ([7]), per sopravvivere con approvvigionamenti e saccheggi e per confondere il nemico sulla direzione dello sforzo principale, e concentrarli nel momento decisivo per realizzare la massa facendo leva sulla velocità di spostamento delle truppe ([8]).

“L’Imperatore fa la guerra con le nostre gambe” dicevano i “grognard”([9]). I soldati francesi erano in prevalenza contadini di leva, che muovevano solo con l’armamento, il munizionamento e quei pochi viveri che venivano distribuiti, dormivano all’addiaccio al fuoco dei bivacchi quando non trovavano case coloniche dove rifugiarsi ([10]).
Ciò, al contrario degli austriaci, militari di carriera i quali, come scrisse Napoleone a Sant’Elena, non si capiva come facessero a combattere così appesantiti.

Aveva un rapporto privilegiato con i soldati che a Lodi lo soprannominarono “il piccolo caporale” e che chiamava i miei figli, anche se poi non esitava a sacrificarli a migliaia, anziché con i generali che teneva piuttosto a distanza, e visitava i reparti con frequenza (a differenza degli austriaci) ([11]).

Una sua costante preoccupazione fu la ricerca della sorpresa attraverso la scelta di linee d’operazione alternative  e dovunque mantenendo il segreto sulle proprie intenzioni ([12]).

Ebbe l’intuizione e sperimentò l’impiego delle artiglierie a massa anziché disperderle a supporto diretto dei singoli reparti ([13]). Privilegiò anche l’impiego a massa della cavalleria; nell’Armata di riserva la cavalleria era tutta al comando di Murat, mentre gli austriaci, pur avendo reparti di cavalleria ben più efficienti ed equipaggiati dei francesi, non seppero impiegarla a massa, cosa che avrebbe cambiato l’esito della battaglia ([14]).

Napoleone può essere considerato l’inventore delle unità complesse pluriarma (Divisioni e Corpi d’Armata) da utilizzare come pedine autonome, mentre gli austriaci consideravano il reggimento solo come unità organiche e non necessariamente operative, che in combattimento potevano essere scisse per ricostituire altri reparti “ad hoc”.

Per quanto riguarda l’organizzazione di Stato maggiore, è’ noto che Berthier fu il Capo di Stato maggiore per eccellenza di Napoleone, bravo a tavolino, meno quale Comandante. Occorre però precisare che Bonaparte utilizzò gli Stati maggiori quasi esclusivamente come organi per la redazione e la diffusione delle sue direttive verbali, piuttosto che come organo di consulenza in senso moderno.

La consapevolezza della sua superiorità oppure l’urgenza gli faceva spesso scavalcare lo Stato maggiore e colloquiare direttamente con i Comandanti in sottordine. Inoltre, sovrapponeva più canali per far giungere lo stesso ordine, a causa del rischio che i corrieri a cavallo potessero essere intercettati.

La logistica e l’organica non dovevano costituire un ostacolo al perseguimento dei movimenti e delle operazioni: l’armata di riserva che scavalcò le Alpi fu completata e approvvigionata marcia durante e ancora quando era giunta di a sud dei passi alpini.

In sintesi, Bonaparte applicava i principi fondamentali della guerra in modo intuitivo con audacia e grande flessibilità, contro avversari lenti e metodici, che operavano con concezioni mutuate dai loro predecessori ([15]) ([16]). Sostanzialmente nessun nuovo principio ma una determinata pragmatica e realistica applicazione degli stessi. Perseguiva i propri obiettivi con grande determinazione, senza mai darsi per vinto, costi quel che costi anche in vite umane.

Curiosamente ed inspiegabilmente, Napoleone non promosse l’innovazione nei mezzi e nei materiali: il fucile era quello del 1777 ad avancarica e laborioso da impiegare (Mod. Charleville), con una gittata utile di 100 metri, così come le artiglierie che risalivano alle realizzazioni di Gribeauval.

Voglio terminare con un’altra caratteristica di genialità di Bonaparte, la sua capacità di rappresentare gli eventi a proprio uso e consumo, con una maestria nell’arte della comunicazione che aveva già messo in luce nella prima campagna, modificando fatti, tempi e perdite, ad uso della fama delle sue truppe ma soprattutto sua ([17]).  Ciò che non gli riuscì sul campo gli riuscì nella propaganda.

Il resoconto francese della battaglia di Marengo (ma dovrei dire i resoconti perché ne esistono ben quattro, l’ultimo dei quali presentato a Napoleone Imperatore proprio a Marengo nell’anniversario della vittoria) fu via via addomesticato, stravolto e mistificato sin dal primo momento e negli anni successivi; furono redatte quattro relazioni successive francesi, nelle quali si volle dimostrare che l’esito della battaglia non fu dovuto al caso ma a una precisa decisione strategica del Primo Console. Lo scopo era evidente: si trattava di una provvidenziale vittoria che consentiva al Primo Console di consolidare il proprio potere in Francia, anche se non concludeva la guerra contro l’Austria.

Sotto il profilo della mitizzazione del Personaggio, è emblematica la rappresentazione del passaggio del Primo Console sul Gran San Bernardo: il famoso quadro di David con Napoleone su un cavallo bianco. La realtà è ben diversa: lo superò a dorso di mulo e rischiò pure di cadere in un burrone.

( Il Corso di Storia Militare all'ISSMI è iniziato in data odierna. Chi ne è interessato può visionare i materiali al blog www.coltrinarimassimo.blogspot.com) 





[1] Libera trascrizione da appunti dalla Lezione Tenuta dal  Sen. Gen. Luigi Manfredi al 10 Corso ISSMI, Corso di Dottrine Strategiche e Storia Militare
[2] La campagna d’Egitto aveva l’ambizioso obiettivo di colpire La Gran Bretagna nelle Indie.
[3] Gli austriaci le definiscono “campagna 1796-97 in Italia” e “campagna 1800 in Italia”.
[4] La guerre ne se compose que d’accidents. Bien que tenue de se plier à des principes généraux, un chef ne doit jamais perdre de vue tout ce qui pet le mettre à même de profiter de ces accidents. Le vulgaire appellerait cela bonheur, et ce ne serait pourtant que la propriété du génie.
[5] Un plan de campagne doit avoir prévue tout ce que l’ennemi peut faire et contenir en lui-même les moyens de la déjouer. Les plans de campagne se modifient à l’infini, selo les circonstances, le génie des chefs, la nature des troups et la topographie du théâtre de la guerre.
[6] L’on pourra m’accuser de témérité: jamais de lenteur.
[7] Il est cinq choses que ne doit jamais quitter le soldat: son fusil, ses cartouches, son sac, ses vivre pour quatre jours au moins, et son outil de pionnier.
[8] Le secret des grandes batailles consiste à savoir s’étendre et se concentrer à propos …… Ce n’est pas en disséminant le troupes et en les éparpillant q’on arrive à un résultat…. Ce ne sont pas le troupes qui vous manquent, c?est la manière de le réunir et d’agir avec viguer. La vitesse, à la guerre, est la moitié du succès.
[9] Nome gergale degli orgogliosi veterani delle guerre napoleoniche.
[10] Le mellieur soldat n’est pas tant celui qui se bat que celui qui marche…… Chaque soldat a troi paires de souliers: une aux pieds, deux dans le sac.
[11] Un homme qui n’a pas de considération pour les besoins du soldat de devrait jamais le commander.
[12] Il n’y a pas nécessité de dire ce que l’on a l’intention de faire dans le même moment où on le fait.
[13] Le canon, comme toute les autres armes, doit être réunie en masse si l’on veut obtenir un résultat important.
[14] La méthode de mêler  des pelotons d’infanterie avec la cavalerie est vicieuse, elle n’a que d’inconvénients; la cavalerie cesse d’ètre mobile. Elle est gênée dans tous ses mouvements, elle perd son impulsion, et l’infanterie est compromise; au premier mouvement de la cavalerie, elle est sans appuis.

[15] La perte du temps est irréparable à la guerre; les raisons que l’on allègue sont toujour mauvais, car le opérations ne manquent pas que par les retards.
[16] À la guerre, l’audace est le plus beau calcul du génie.
doit la diminuer de la moitié ou d’un tiers; à la guerre tout est moral.
 [17] Rien n’est plus contraire aux regles militaires que de faire connaître la force de son armée ….. lorsqu’on est conduit à parler de se forces, on doit les exagérer à les rendre redoubtable en doubland ou en triplant le nombre; et, au contraire, lorsq’on parle de la force de l’ennemie, on doit la diminuer de la moitié o d’un tiers: à la guerre, tout est moral.