BLOG DI RIFERIMENTO DELLE ATTIVITA' DEL GRUPPO "STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA" CHE SI E'AGGREGATO PER STUDIARE LE TEMATICHE INERENTI I VARI PERCORSI DI FORMAZIONE PERSONALE. IL GRUPPO NASCE NEL 2009 E DOPO L'APRILE 2013 SI E' APERTA ANCHE ALLA RICERCA ED APPROFONDIMENTO UNIVERSITARIO E POST DOTTORALE.SUSSIDIO DIDATTICO AI MASTER ATTIVATI. Spazio esterno del CESVAM per le relazione esterne
(Curatore. Massimo Coltrinari. Info:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
Traduzione
Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.
This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.
ASSEMBLE
ORDINARIA DEI SOCI(Sarnano, 21 giugno 2014)
AGENDA
1)Punto
di Situazione sugli iscritti e sulle relative quote sociali; 2)Composizione
Consiglio Direttivo e Comitato Esecutivo (ricerca di nuovi candidati);
3)Proposte
per prossimo incontro sociale estivo (località e se farlo ancora di sabato o
invece spostarlo alla domenica);
4)Quando
il prossimo incontro operativo (presentazione di Forza Armata, che dovrebbe essere
in casa Aeronautica Militare) in considerazione che abbiamo fatto a febbraio
c.a.quello in casa Marina Militare; 5)Aggiornamento
Banca Dati, del Sito e del Gruppo su Face Book; 6)Proposte
per rivitalizzazione del Club e sulle sue attività; 7)Varie
ed eventuali (tra cui la Tessera di Socio del CUM).
Tecnologie e soluzioni per la salvaguardia dell’ambiente nell’aerospazio e dall’aerospazio
Roma – Casa dell’Aviatore – 9 Ottobre 2014
La conferenza, organizzata dal Centro Studi Militari Aeronautici – CESMA - si propone di evidenziare come le tecnologie legate ai domini aeronautico e spaziale possano contribuire a salvaguardare l’ambiente e a contribuire al suo miglioramento.
L’evento che, come è policy del CESMA, coinvolgerà istituzioni, aziende e mondo accademico in una visione sinergica, sarà articolato su due aeree d’intervento:
l’aerospazio come parte dell’ambiente che va salvaguardato e
l’aerospazio come elemento di supporto per attività tese alla tutela dell’ambiente.
Si parlerà, tra l’altro, di riorganizzazione degli spazi aerei, nuovi propulsori, “space debris”, impiego di satelliti e velivoli, e delle tecnologie associate per la protezione dell’ambiente.
Interverranno: Stato Maggiore Aeronautica, Armaereo, Università di Roma2, ASI, ENAV, e-geos, ESRI Italia, IDS, Thales Alenia Space Italia, Vitrociset.
Per la partecipazione è gradita la registrazione da effettuare sul sito del CESMA www.cesmamil.org
In caso di difficoltà ad utilizzare il formulario si prega di comunicare i propri riferimenti all’indirizzo emailcesma.mil@gmail.com.
Il 23 settembre alle 19:00 presso il Centro russo di scienza e cultura si terrà il concerto di musica da camera “L’Ambasciata della maestria”, organizzato dalla Casa della musica di San Pietroburgo. I vincitori dei numerosi concorsi internazionali Jurij Favorin (pianoforte) e Vitalij Vatulya (sassofono) eseguiranno le musiche di Bach, Glière, Liszt, Prokof'ev, Rachmaninov.
Jurij Favorin è nato a Mosca. Attualmente ricopre il ruolo di ricercatore presso il Conservatorio statale di Mosca "P.I.Čajkovskij" (sotto la guida del professor M.Voskresenskij). Partecipa intensamente all’attività concertistica in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Polonia, Svezia, Ungheria. Ha collaborato con i più grandi maestri tra cui Pierre Boulez, Marin Alsop, Paul Goodwin, Koizumi Kazuhiro.
Vitalij Vatulya è nato a Mosca. Si è laureato con il massimo dei voti ed una menzione speciale all’Accademia Musicale “Gnessin”. Negli anni 2003-2005 ha frequentato come stagista l'Università Europea di Sassofono di Gap (Francia). Ha partecipato ai vari festival tra cui "Eurochestries" in Francia (2005), “Primavera Classica” (2006) e “Renaissance” a Mosca (2007), "Forum Classico" a Mosca (2008), «SaxArte» in Italia (2010).
Концерт «Посольства мастерства» в Российском центре науки и культуры
23 сентября в 19:00 Российский центр науки и культуры приглашает на камерный концерт «Посольства мастерства», организованный Санкт-Петербургским домом музыки, уже неоднократно приезжавшим в «Русский дом». Лауреаты международных конкурсов Юрий Фаворин (фортепиано) и Виталий Ватуля (саксофон) исполнят произведения И.Баха, Р.Глиэра, Ф. Листа, С.Прокофьева, С. Рахманинова.
Юрий Фаворин родился в 1986 году в Москве. В настоящее время является аспирантом Московской государственной консерватории им. П.И. Чайковского (класс профессора М.Воскресенского). Вместе с композитором Алексеем Сысоевым и перкуссионистом Дмитрием Щёлкиным является организатором и участником ансамбля свободной импровизационной музыки «Error 404». Юрий выступал с концертами во многих странах мира, в том числе в Австрии, Бельгии, Венгрии, Германии, Италии, Норвегии, Польше, Франции, Швеции. Сотрудничал с такими дирижерами, как Пьер Булез, Марин Олсоп, Пол Гудвин, Кадзухиро Койдзуми.
Виталий Ватуля родился в 1987 году в Москве. С отличием окончил Музыкальный Колледж при Московском Государственном институте музыки им. Шнитке (класс профессора, Заслуженного артиста РФ Ю.Воронцова), а также Российскую академию музыки им. Гнесиных (класс профессора, Народной артистки России М.Шапошниковой). В 2003-2005 г.г. стажировался в Европейском университете саксофона в Гапе (Франция) у ведущих профессоров (Клод Делянгл, Винсент Давид, Кристиан Вирт, Арно Борнкамп, Фабрицио Манкузо). Участвовал в таких фестивалях как: «Еврооркестрия» во Франции (2005), «Славянская Весна» в Праге (2006), Primavera Classica (2006) и «Возрождение» в Москве (2007), «Форум Классика» в Москве (2008), «SaxArte» в Италии (2010).
l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'invitarvi alla conferenza ZES, logistica ed energia: fattori di sviluppo per il porto di Gioia Tauro, che si terrà mercoledì 8 ottobre 2014, dalle ore 14.15 alle ore 18.15, presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, in Via Poli 19 a Roma. Iniziativa di IsAG e CeFRIS col patrocinio del Comune di Gioia Tauro, di ISFORT e del Ministero degli Esteri, vedrà la partecipazione – tra gli altri – del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, dell’Assessore a Trasporti e Politiche Euromediterranee della Regione Calabria Luigi Fedele, del SenatoreAntonio Stefano Caridi e del deputato On. Fabio Porta.
Il ruolo assunto dallalogistica nel nuovo assetto globale è ormai di rilevanza cruciale: da strumento per muovere l’economia, è ormai divenuta una parte fondamentale della stessa fungendo, in particolari aree geografiche, addirittura da principale volano per la sua crescita e il suo sviluppo. In questo volgere di scenari, il porto di Gioia Tauro, per via della sua ubicazione geografica che lo pone al centro del Mediterraneo, potrebbe giocare un ruolo da protagonista, divenendo una vera e propria piattaforma logistica per l’intera area mediterranea nonché centro nevralgico per gli scambi tra nord e sud. Una maggiore rilevanza strategica potrebbe derivargli dalla costituzione della “Zes” (Zona Economica Speciale) e dalla messa in opera del progetto di un terminal per la rigassificazione e lo stoccaggio di gas liquefatto. Per sviluppare il potenziale che la centralità geografica conferisce naturalmente al porto di Gioia Tauro, non può tuttavia prescindersi dalla messa a punto di un quadro globale di fattori quali l’efficienza, la qualità, il decisionismo e la coerenza politico territoriale, necessari per attribuire all’area la centralità strategica auspicata.
La locandina col programma completo della conferenza è visionabile cliccando qui.
Per prendere parte all'evento è necessario effettuare entro le ore 12 di sabato 4 ottobre 2015 laregistrazione all'indirizzo eventi@istituto-geopolitica.eu, comunicando nome, cognome, indirizzo e-mail di ciascun partecipante. Nei locali della Camera dei Deputati per i signori uomini sono obbligatori la giacca e la cravatta.
Ambasciata America a Berlino. interessanti progetti sono stati avviati in Germania tramite la collaborazione con ogn ed istituti statunitensii. ulteriori possibilità quindi di impiego.
LA REGIONE LAZIO HA CONFERMATO CHE IL PROGETTO "TORNO SUBITO" SARà DI NUOVO PRESENTATO PER IL 2015. INDICAZIONI E DOCUMENTAZIONE SARA' QUANTO PRIMA RESA DISPONIBILE.
DOPO LA PAUSA ESTIVA, RIPRENDERA' L'INSERIMENTO DEI POST SU QUESTO BLOG. A TUTTI I COMPONETI DEL GRUPPO UN AUGURIO DI UNA FELICE RIPRESA DELLE ATTIVITà, CHE SIANO SODDISFACENTI E SERENE
Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso.
Il passaggio del fronte: giugno-luglio 1944
ISBN 978-88-6812-322-2
Nuova Cultura, Roma 2014
pp. 350 - Euro 25,00
Il volume illustra il contributo che il
Corpo Italiano di Liberazione ha dato alla liberazione delle Marche, in
generale, e di Ancona in particolare, nella Battaglia per Ancona, svoltasi dal
1 al 20 luglio 1944.
Inquadrato nel
II Corpo d’Armata Polacco, il Corpo Italiano di Liberazione svolse il ruolo di
coprire il fianco sinistro dei Polacchi, che avanzano lungo la litoranea Adriatica;
in questo ruolo liberarono Ascoli Piceno, Macerata, Tolentino.
Il Comandante
Polacco Anders, occupata Osimo il 6 luglio, predispose un piano di attacco per
la conquista di Ancona che schierava la 3a Divisione Carpatica a destra, con
compiti di fissaggio ed inganno, la 5a Divisione Krescowa al centro, con
compiti di attacco, rottura e sfondamento del fronte tedesco, mediante manovra
di aggiramento, il Corpo Italiano di Liberazione, a sinistra, con compiti di protezione,
sicurezza e copertura del fianco sinistro. L’obiettivo era conquistare Ancona e
annientare la guarnigione tedesca. Questo piano, messo in atto dall’alba del 17
luglio, ebbe un successo parziale: Ancona fu conquistata il 18 luglio, ma la
guarnigione tedesca, nonostante forti perdite, non fu annientata. Di questo
parziale insuccesso, vari comandanti polacchi accusarono il Corpo Italiano di
Liberazione, accusandolo di aver raggiunge i suoi obbiettivi con ritardo,
scoprendo il fianco sinistro delle forze avanzanti polacche, che furono
costrette a fermarsi, e quindi dare tempo a quelle tedesche di salvarsi. Accuse
che si rivelarono infondate, ma che dimostrano, indirettamente, come il Corpo Italiano di Liberazione era parte
integrante delle forze alleate che liberarono Ancona.
Per dimostrare
questo, il volume presenta pagine di storia militare con un linguaggio, a
volte, per specialisti, affrontando anche delicati argomenti come
l’atteggiamento ostile Britannico verso gli Italiani, il ruolo politico delle
forze italiane, l’apporto delle forze della Resistenza ai combattimenti ed
altri. Il linguaggio diviene, però, presto amabile e divulgativo in quanto le
operazioni militari sono anche ricostruite attraverso le testimonianze orali e
documentali coeve a complemento della descrizione tecnico-tattica. Testimonianze
di militari e di civili, da quella di Sergio Pivetta, a quella di Francesca Bonci, che
descrive con il suo Diario il passaggio del fronte ad Osimo, a quelle di sfollati
di Agugliano, Castel’Emilio, Cassero, Camerata Picena e Castelferretti, abitati
sull’asse di avanzata dell’attacco polacco. Emerge in tutti, tra macerie morali
e materiali, il desiderio di sopravvivere e, la speranza di vivere un futuro diverso
e migliore.
Il volume
descrive, quindi, il passaggio del
fronte nell’anconetano, nome con cui si ricorda quei terribili gironi, quei giorni delle oche verdi, oche che
erano dipinte dai contadini con il verderame per mimetizzarle e evitare attacchi
aerei alleati, e del lardo rosso,
come i soldati tedeschi, sempre in cerca di cibo da rubare nelle loro razzie,
chiamavano il prosciutto. Un volume di
ricostruzione storico-militare e testimonianze.
The latest four-day round of talks between and Iran and the P5+1 (the permanent members of the UN Security Council plus Germany) aimed at reaching a substantial deal to supersede the six-month interim Geneva accord signed in November has faced the inevitable challenges of seeking agreement on a specific text. Hence both US and Iranian officials called the talks "difficult". It remains far from clear that an agreement will be reached before the Geneva deal expires in late July, although the accord has the provision for a six-month extension.
The talks in Vienna, including two meetings between EU foreign policy chief, Catherine Ashton, and the Iranian foreign minister, Mohammed Javad Zarif, reflected the continuing desire of political leaders on all sides to reach agreement, but how far they are prepared to compromise remains unclear. The greatest danger may be that the US side seeks to drive a hard bargain, aware that a six-month extension could weaken Hassan Rowhani by increasing domestic pressure on him to deliver economic benefits from diplomatic agreement.
Although opponents of an accord have kept up their criticisms, they appear on the back foot. Binyamin Netanyahu, the Israeli prime minister, has continued his belligerent talk, but there is growing scepticism in Israel of his approach. The former head of the Israel Atomic Energy Commission, Brigadier‑General Uzi Eilam, said in early May that Iran needed ten years to make its nuclear programme "operational", that is, on a weapons footing.
The next round of talks will be in June at the "political director" level, but discussions of the text of an agreement are continuing all the time. In that sense, the process not longer really has discrete rounds.
Geneva being applied
The International Atomic Energy Agency (IAEA) has verified Iran's compliance to date with the terms of Geneva, particularly in diluting uranium enriched to 20%, while Iran has agreed to prepare a document explaining past research with alleged military dimensions. Under a co-operation pact agreed between the IAEA and Iran in November, Iran was to implement seven transparency steps by May 15th: on one of these—providing information about work on detonators that can trigger an atomic explosive device—the agency is seeking further information.
Although the recent senior IAEA visit did not include Parchin, a military site dogged by Western allegations of nuclear-related military work, Iran's new proposal to redesign the Arak heavy-water reactor, until now a sticking point because it opens a potential path to a plutonium-based bomb, has been well received.
Essentially, an agreement would limit Iran's nuclear programme to 5%-enrichment and introduce more intrusive IAEA inspections. Iran is unlikely to close down Fordow, the fortified enrichment site near Qom that the Israelis want mothballed, but the hardest areas for agreement may be the number of centrifuges Iran would retain, the time period the agreement would apply, and the nature and timing of sanctions relief. Another likely bone of contention is whether and how Iran's missile programme, condemned by a UN Security Council resolution in 2010, would be included: among the P5+1, Russia regards the missile programme as a separate matter.
Centrifuges and the duration of any agreement are sticking points
Ali Akbar Salehi, head of Iran's Atomic Energy Organisation, has talked of Iran keeping the current number of 20,000 centrifuges—of which under half are active—for "four or five years", whereas the US is pressing for a lower figure. The Geneva accord stipulated Iran's programme should be "consistent with practical needs" especially in power generation, but there is tension with the US idea that any "break out period"—the time it would take to put the nuclear programme on a weapons footing—should be at least six to 12 months. In line with this, it is thought the US is seeking a reduction in the number of centrifuges to around 4,000.
Iran is also committed to becoming self-sufficient in generating nuclear power and is aware that Russia's supplies for Bushehr, thus far Iran's only reactor producing power, run out in 2021. Iran's need for uranium will increase over time, given plans for up to 16 new nuclear power stations generating up to 20,000 mw, and for other civilian uses, including medical treatment.
On the timescale, Iran has been arguing that Libya's nuclear issue was resolved in five years and Japan's in less than ten, reflecting its concern that the agreement should be of limited duration, following which it should not be subject to stricter terms than any other signatory of the Nuclear Non-Proliferation Treaty.
Lifting sanctions
It is unclear which sanctions would go in return, and how quickly. Iran wants to release funds frozen abroad, and to end the banking and oil sanctions that have halved crude exports to around 1.1m barrels/day since 2012 (although they have been slightly higher in recent months). It is important for Iran, beyond the short term, to end US actions that have curbed its development of gas reserves, which at 33.6trn cu metres are the world's largest. Only the oil majors have the expertise to develop liquefied natural gas, which is preferable to having to rely on more limited exports via pipelines, but these companies are deeply wary of technology transfers in the face of US disapproval.
Presumably, a deal would lift some sanctions immediately and schedule further easing as Iran "behaves", but Iran is sceptical that the interrelated and complex nature of the sanctions regime—and the fear the US has created worldwide over trading with Iran— will curtail any benefits of a partial lifting.
Il semiologo e scrittore scrive al nipotino. Con una riflessione sulla tecnologia e un consiglio per il futuro: mandare a mente 'La vispa Teresa', ma anche la formazione della Roma o i nomi dei domestici dei tre moschettieri. Perché Internet non può sostituirsi alla conoscenza né il computer al nostro cervello
di Umberto Eco
Pinterest
26
Email
Stampa
Caro nipotino mio,
non vorrei che questa lettera natalizia suonasse troppo deamicisiana, ed esibisse consigli circa l’amore per i nostri simili, per la patria, per il mondo, e cose del genere. Non vi daresti ascolto e, al momento di metterla in pratica (tu adulto e io trapassato) il sistema di valori sarà così cambiato che probabilmente le mie raccomandazioni risulterebbero datate.
Quindi vorrei soffermarmi su una sola raccomandazione, che sarai in grado di mettere in pratica anche ora, mentre navighi sul tuo iPad, né commetterò l’errore di sconsigliartelo, non tanto perché sembrerei un nonno barbogio ma perché lo faccio anch’io. Al massimo posso raccomandarti, se per caso capiti sulle centinaia di siti porno che mostrano il rapporto tra due esseri umani, o tra un essere umano e un animale, in mille modi, cerca di non credere che il sesso sia quello, tra l’altro abbastanza monotono, perché si tratta di una messa in scena per costringerti a non uscire di casa e guardare le vere ragazze. Parto dal principio che tu sia eterosessuale, altrimenti adatta le mie raccomandazioni al tuo caso: ma guarda le ragazze, a scuola o dove vai a giocare, perché sono meglio quelle vere che quelle televisive e un giorno ti daranno soddisfazioni maggiori di quelle on line. Credi a chi ha più esperienza di te (e se avessi guardato solo il sesso al computer tuo padre non sarebbe mai nato, e tu chissà dove saresti, anzi non saresti per nulla).
Ma non è di questo che volevo parlarti, bensì di una malattia che ha colpito la tua generazione e persino quella dei ragazzi più grandi di te, che magari vanno già all’università: la perdita della memoria. È vero che se ti viene il desiderio di sapere chi fosse Carlo Magno o dove stia Kuala Lumpur non hai che da premere qualche tasto e Internet te lo dice subito. Fallo quando serve, ma dopo che lo hai fatto cerca di ricordare quanto ti è stato detto per non essere obbligato a cercarlo una seconda volta se per caso te ne venisse il bisogno impellente, magari per una ricerca a scuola. Il rischio è che, siccome pensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa. Sarebbe un poco come se, avendo imparato che per andare da via Tale a via Talaltra, ci sono l’autobus o il metro che ti permettono di spostarti senza fatica (il che è comodissimo e fallo pure ogni volta che hai fretta) tu pensi che così non hai più bisogno di camminare. Ma se non cammini abbastanza diventi poi “diversamente abile”, come si dice oggi per indicare chi è costretto a muoversi in carrozzella. Va bene, lo so che fai dello sport e quindi sai muovere il tuo corpo, ma torniamo al tuo cervello.
La memoria è un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce e tu diventi (dal punto di vista mentale) diversamente abile e cioè (parliamoci chiaro) un idiota. E inoltre, siccome per tutti c’è il rischio che quando si diventa vecchi ci venga l’Alzheimer, uno dei modi di evitare questo spiacevole incidente è di esercitare sempre la memoria.
Quindi ecco la mia dieta. Ogni mattina impara qualche verso, una breve poesia, o come hanno fatto fare a noi, “La Cavallina Storna” o “Il sabato del villaggio”. E magari fai a gara con gli amici per sapere chi ricorda meglio. Se non piace la poesia fallo con le formazioni dei calciatori, ma attento che non devi solo sapere chi sono i giocatori della Roma di oggi, ma anche quelli di altre squadre, e magari di squadre del passato (figurati che io ricordo la formazione del Torino quando il loro aereo si era schiantato a Superga con tutti i giocatori a bordo: Bacigalupo, Ballarin, Maroso eccetera). Fai gare di memoria, magari sui libri che hai letto (chi era a bordo della Hispaniola alla ricerca dell’isola del tesoro? Lord Trelawney, il capitano Smollet, il dottor Livesey, Long John Silver, Jim…) Vedi se i tuoi amici ricorderanno chi erano i domestici dei tre moschettieri e di D’Artagnan (Grimaud, Bazin, Mousqueton e Planchet)… E se non vorrai leggere “I tre moschettieri” (e non sai che cosa avrai perso) fallo, che so, con una delle storie che hai letto.
Sembra un gioco (ed è un gioco) ma vedrai come la tua testa si popolerà di personaggi, storie, ricordi di ogni tipo. Ti sarai chiesto perché i computer si chiamavano un tempo cervelli elettronici: è perché sono stati concepiti sul modello del tuo (del nostro) cervello, ma il nostro cervello ha più connessioni di un computer, è una specie di computer che ti porti dietro e che cresce e s’irrobustisce con l’esercizio, mentre il computer che hai sul tavolo più lo usi e più perde velocità e dopo qualche anno lo devi cambiare. Invece il tuo cervello può oggi durare sino a novant’anni e a novant’anni (se lo avrai tenuto in esercizio) ricorderà più cose di quelle che ricordi adesso. E gratis.
C’è poi la memoria storica, quella che non riguarda i fatti della tua vita o le cose che hai letto, ma quello che è accaduto prima che tu nascessi.
Oggi se vai al cinema devi entrare a un’ora fissa, quando il film incomincia, e appena incomincia qualcuno ti prende per così dire per mano e ti dice cosa succede. Ai miei tempi si poteva entrare al cinema a ogni momento, voglio dire anche a metà dello spettacolo, si arrivava mentre stavano succedendo alcune cose e si cercava di capire che cosa era accaduto prima (poi, quando il film ricominciava dall’inizio, si vedeva se si era capito tutto bene - a parte il fatto che se il film ci era piaciuto si poteva restare e rivedere anche quello che si era già visto). Ecco, la vita è come un film dei tempi miei. Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove.
Ora la scuola (oltre alle tue letture personali) dovrebbe insegnarti a memorizzare quello che è accaduto prima della tua nascita, ma si vede che non lo fa bene, perché varie inchieste ci dicono che i ragazzi di oggi, anche quelli grandi che vanno già all’università, se sono nati per caso nel 1990 non sanno (e forse non vogliono sapere) che cosa era accaduto nel 1980 (e non parliamo di quello che è accaduto cinquant’anni fa). Ci dicono le statistiche che se chiedi ad alcuni chi era Aldo Moro rispondono che era il capo delle Brigate Rosse - e invece è stato ucciso dalle Brigate Rosse.
Non parliamo delle Brigate Rosse, rimangono qualcosa di misterioso per molti, eppure erano il presente poco più di trent’anni fa. Io sono nato nel 1932, dieci anni dopo l’ascesa al potere del fascismo ma sapevo persino chi era il primo ministro ai tempi dalla Marcia su Roma (che cos’è?). Forse la scuola fascista me lo aveva insegnato per spiegarmi come era stupido e cattivo quel ministro (“l’imbelle Facta”) che i fascisti avevano sostituito. Va bene, ma almeno lo sapevo. E poi, scuola a parte, un ragazzo d’oggi non sa chi erano le attrici del cinema di venti anni fa mentre io sapevo chi era Francesca Bertini, che recitava nei film muti venti anni prima della mia nascita. Forse perché sfogliavo vecchie riviste ammassate nello sgabuzzino di casa nostra, ma appunto ti invito a sfogliare anche vecchie riviste perché è un modo di imparare che cosa accadeva prima che tu nascessi.
Ma perché è così importante sapere che cosa è accaduto prima? Perché molte volte quello che è accaduto prima ti spiega perché certe cose accadono oggi e in ogni caso, come per le formazioni dei calciatori, è un modo di arricchire la nostra memoria.
Bada bene che questo non lo puoi fare solo su libri e riviste, lo si fa benissimo anche su Internet. Che è da usare non solo per chattare con i tuoi amici ma anche per chattare (per così dire) con la storia del mondo. Chi erano gli ittiti? E i camisardi? E come si chiamavano le tre caravelle di Colombo? Quando sono scomparsi i dinosauri? L’arca di Noè poteva avere un timone? Come si chiamava l’antenato del bue? Esistevano più tigri cent’anni fa di oggi? Cos’era l’impero del Mali? E chi invece parlava dell’Impero del Male? Chi è stato il secondo papa della storia? Quando è apparso Topolino?
Potrei continuare all’infinito, e sarebbero tutte belle avventure di ricerca. E tutto da ricordare. Verrà il giorno in cui sarai anziano e ti sentirai come se avessi vissuto mille vite, perché sarà come se tu fossi stato presente alla battaglia di Waterloo, avessi assistito all’assassinio di Giulio Cesare e fossi a poca distanza dal luogo in cui Bertoldo il Nero, mescolando sostanze in un mortaio per trovare il modo di fabbricare l’oro, ha scoperto per sbaglio la polvere da sparo, ed è saltato in aria (e ben gli stava). Altri tuoi amici, che non avranno coltivato la loro memoria, avranno vissuto invece una sola vita, la loro, che dovrebbe essere stata assai malinconica e povera di grandi emozioni.
Coltiva la memoria, dunque, e da domani impara a memoria “La Vispa Teresa”.
Caro dott. Mariutti. Grazie per le sue domande che ho trovato interessanti oltreché pertinenti. Sollevandole in sede di presentazione avremo per certo stimolato il dibattito in ambito seminario , che avrebbe tuttavia richiesto , per una trattazione esaustiva qualche ora. veniamo al dunque , partendo da un caveat sui numeri , nel nostro caso costi annui per la stabilità dell'area del Golfo, tema centrale degli interessi USA nel Golfo = Middle East. Mi sembrano a dir poco eccessive , se si considera che il costo gli aiuti internazionali per l'assistenza allo sviluppo dell'Afghanistan e per la Security Assistence (costruzione Forze Armate e di Polizia , circa 400. 000 unità tra forze armate e polizia , ammontano complessivamente a 30 + 243 miliardi di STERLINE (International Affairs 89:4 (2013) pag 845).
Partendo dalla premessa e a mente del mio schema concettuale con cui la Sicurezza viene declinata attraverso con le sue funzioni principali ( l'ho scritto su Appunti di Politica Militare , pamphlet per ISSMI, base per un libro che sto per completare). La Difesa, sulla base delle 4 missioni definite dalla legge 331/2000, assicura la protezione contro la minaccia esterna e contribuisce (funzione concorsuale) all'interno con specifiche capacità di conoscenza (es dispositivo integrato di sorveglianza marittima, di consequence management in settori di nicchia (es Protezione NBCR) , controllo del territorio/ infrastrutture critiche ( attività DIFESA ambito funzione prevenzione ). Un ulteriore contributo della Difesa alla Sicurezza consiste nella Soluzione delle crisi (attraverso l'intervento e la ricostruzione di capacità di sicurezza nazionali dei paesi colpiti da crisi; non più gestione dunque) e nel concorso alla energy security (la sola diversificazione fonti e rotte di approvigionamento non basta pertanto ) sempre attraverso l'intervento in area e la presenza costante negli snodi del traffico marittimo mondiale (lotta alla pirateria nell'Oceano Indiano, Golfo di Aden) per prevenire il formarsi diungoverned spaces .Fin qui nulla di nuovo , anche perché le missioni hanno un taglio securitario come si può vedere e, di conseguenza sono delineate in un quadro di sinergie con altri attori (x governance , economia, crescita socio-culturale, sistema di sicurezza ) sia in ambito nazionale sia multinazionale .
Gli scenari che portano alla definizione delle opzioni\missioni , e quindi alla configurazione degli strumenti miliari (come da me illustrata come risposta al quesito cosa avere e come impiegarlo (per Italia Modello di Strumento di Difesa). Esse(caso NATO,Future Environment) elaborate da apposite strutture (Per NATO , Comando Strategico per la Trasformazione) che si avvalgono di Istituti di ricerca con interscambio tra esperti civili e militari, mondo accademico, i cui elaborati sottoposti al vaglio delle singole nazioni sono approvate al più alto livello politico .
Premesso che, come ammette lo stesso von Clausewitz non ci sono soluzioni esclusivamente militari a problemi strategici, le teorie, cui accenna , sono trasformate in concetti operativi e sottoposte a processi di sperimentazione e validazione attraverso tecniche avanzate di modeling and simulation. le accresciute capacità di data collection e di elaborazione con opportuni metrics possono dare segnali di preavviso su crisi ecc, Ma la tecnologia , come si é visto, non sostituisce i boots on the ground , o staying power che dir si voglia. La violenza non si può che contrastare con la "forza organizzata"e legittima degli stati, Pensi a cosa sarebbe accaduto in Mali nel genn 2013 senza il deciso intervento francese (operazione Serval). Nessuna strategia di sicurezza nazionale , sia occidentale che orientale, esclude le possibiltà di confronto tradizionale . Alla riduzione degli arsenali Occidentali si accompagna peraltro la crescita delle spese militari degli emergenti , In più tutte , ripeto tutte le strategie di Sicurezza non escludono le maggiori possibilità di essere coinvolti in conflitti regionali Indurendo i punti di contatto nel possibile dominio di scontro non basta,i n concetti e sottoposte a valutazione e validazione derivano da proiezioni future ( es citato future Environment), come affermava B. Posen a metà degli anni 80, “finché tecnologia, geografia ed economia consentiranno agli stati di aggredirsi vicendevolmente, fintantoché non vi sarà un’autorità internazionale credibile che protegga quelli soddisfatti con lo status quo e sanzioni i violatoridello stesso, gli stati saranno incoraggiati a continuare a prendere misure per proteggersi[1]”. Da qui il cosiddetto "balancing behaviour" cui vi ho fatto cenno. Certamente la pianificazione ( e la Grande Strategia altri non é che un incrocio di pianificazioni) cerca di pervenire sorprese . L'importante é non essere ingabbiati nelle regole/rituali. Il mio background francese mi porta a considerare A. Malraux, che di guerre e rivoluzioni se ne intendeva. Egli vedeva nella guerra il motore del progresso che, a sua volta genera la deregulation, come si direbbe oggi per cui "vince chi rompe le regole per primo ed é deciso ad andare fino in fondo".
Questo è quanto , e , spero, di essere stato di ausilio. Cordialità
L’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma e il Torino World Affairs Institute (T.wai) presentano il numero 1/2014 di IndiaIndie, la collana di brevi saggi monografici che ha l'ambizione di diffondere in Italia una maggiore conoscenza di questa importante e poco conosciuta realtà.
Il numero, incentrato sul tema dei diritti delle minoranze, si avvale del contributo della studiosa Rochana Bajpai, Senior Lecturer presso il Dipartimento di Politics and International Studies, School of Oriental and African Studies (SOAS), Università di Londra.
La serie di saggi intende fornire alcune chiavi di interpretazione del dibattito in corso in India sugli effetti della globalizzazione per quanto riguarda l'economia, la società e lo sviluppo della democrazia nel subcontinente indiano. Anche questa iniziativa, come OrizzonteCina, è il frutto della cooperazione strategica fra i due istituti e la Compagnia di San Paolo di Torino.