BLOG DI RIFERIMENTO DELLE ATTIVITA' DEL GRUPPO "STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA" CHE SI E'AGGREGATO PER STUDIARE LE TEMATICHE INERENTI I VARI PERCORSI DI FORMAZIONE PERSONALE. IL GRUPPO NASCE NEL 2009 E DOPO L'APRILE 2013 SI E' APERTA ANCHE ALLA RICERCA ED APPROFONDIMENTO UNIVERSITARIO E POST DOTTORALE.SUSSIDIO DIDATTICO AI MASTER ATTIVATI. Spazio esterno del CESVAM per le relazione esterne (Curatore. Massimo Coltrinari. Info:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
Traduzione
Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.
This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.
martedì 14 luglio 2020
Tesi di Laurea: Le Truppe Coloniali ed il Valore MIlitare
Il Dott. Martino Luigi Moriggi ha discusso, nell'ambito del Mastre di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 - 1960 Anno Accademico 2018-2019 presso la Università degli Studi N. Cusano telematica Roma la sopra indicata tesi di laurea. Copia della tesi è disponibile presso l'Emeroteca dell'Istituto del Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1, (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org) per la consultazione previa autorizzazione scritta dell'Autore
giovedì 2 luglio 2020
HA ANCORA SENSO CAMMINARE INSIEME PER CONDIVIDERE SPAZI DI RIFLESSIONE, IN UN PERIODO COME QUESTO, DOTATO DI SOFISTICATI MEZZI DI COMUNICAZIONE?
Carissimi,
Vi informo che abbiamo organizzato una “ROUTE di MEZZA ESTATE” per venerdì 10 LUGLIO 2020. L’incontro è previsto per le ore 19 a Polverigi, via della Baviera n.12 (consultare planimetrie allegate) dove potremo parcheggiare le nostre auto. Cercate di essere puntuali, come da stile scout, per realizzare bene l’incontro. Dal punto di ritrovo si procederà verso la casa di Mauro Vecchietti, dove affronteremo - nel migliore spirito scout – il tema “E’ in atto un cambiamento radicale della comunicazione, suggerito (imposto?) dalle nuove tecnologie. Riteniamo che abbia ancora senso camminare e dialogare insieme?”. Certo di fare cosa gradita, allego alla presente il pensiero che Antonio Levy ha inteso dedicarci, non potendo essere presente all’evento (ovviamente la sua presenza spirituale è come sempre garantita!). L’incontro sarà allietato da uno spuntino “frugale”: grigliata di salsicce, costarelle e fegatini! Contributo per la cena: offerta libera. Dopo l’incontro riprenderemo “insieme” il cammino sotto le stelle. La route avrà termine intorno alle ore 24. Sarà presente Don Claudio Merli, Parroco di Collemarino. E’ gradito un segno scout: ad esempio il fazzolettone o altro. La partecipazione dovrà essere gentilmente confermata a Paolo Bonfigli al n.349 6715159, al quale potrete rivolgervi per ulteriori chiarimenti logistici. Buona strada Paolo Gigli
HA ANCORA SENSO CAMMINARE INSIEME PER CONDIVIDERE SPAZI DI RIFLESSIONE, IN UN PERIODO COME QUESTO, DOTATO DI SOFISTICATI MEZZI DI COMUNICAZIONE? Il nostro amico Giandomenico mi ha chiesto di partecipare, almeno con un contributo scritto, alla Route di Mezza Estate, non potendo di persona per i motivi di salute a Voi noti; ho accettato di buon grado e spero, con questa breve nota, di rispondere utilmente. Indubbiamente, nel cercare di esprimere il mio punto di vista sull’argomento proposto, mi mancano gli spunti di riflessione derivanti dalle vostre parole, che avrebbero certamente arricchito l’analisi degli argomenti che mi accingo ad affrontare; spero mi scuserete per tutte le parzialità contenute in questo scritto. Nel metodo scout, che conosciamo, soprattutto per la branca Rover, si parla diffusamente dell’esperienza della “strada”, come luogo di incontro e di confronto con gli altri, e come mezzo metaforico di SERVIZIO verso tutti coloro che “incontriamo” lungo la strada della vita. Non a caso ci salutiamo con un “Buona strada”. Tuttavia, ritengo che le occasioni del cammino reale e non metaforico, sia in solitudine che in compagnia, e possibilmente in luoghi poco frequentati e in contatto con la natura, magari nel silenzio e nel buio della notte, permettano di parlare con noi stessi senza quelle interferenze e quelle distrazioni esterne che disturberebbero non solo la concentrazione, ma anche la sincerità dei nostri pensieri. Marciare insieme può costituire, il più delle volte, occasione per scambiarsi risposte alle nostre domande, chiarimenti ai nostri dubbi, argomenti per riflettere sulla necessità di portare correzioni a comportamenti o a convinzioni che nella “confusione” del vivere corrente non abbiamo il tempo né il modo di riconoscerci. Ciò senza sminuire, tuttavia, la ricchezza del cammino solitario, che consente una maggiore introspezione soprattutto nel silenzio notturno, rotto solamente dai rumore dei propri passi. E quando le condizioni lo permettono, la compagnia del manto stellare, nel quale è possibile riconoscere stelle e costellazioni, e misurare il tempo dal loro movimento, aiuta a mettere ordine ai propri pensieri e ai propri ricordi. Personalmente credo che nessuno strumento tecnologico possa intensificare o sostituire le esperienze che si possono vivere in solitudine o in compagnia silenziosa, soprattutto nelle marce notturne, ma anche in quelle di percorsi che consentono la visione del paesaggio o di sentieri boscosi. Inoltre ritengo che non sia secondaria la fatica fisica, che a volte accompagna il cammino, soprattutto su sentieri di montagna; tale fatica, come sappiamo bene, è spesso dura e ci invoglia a desistere o a fermarci per un riposo. Fermo restando che il riposo fa parte del cammino, la fatica è anche una misura della nostra tenacia, che ci porta a dirci “ancora un tratto …; dopo quel dosso …. ; sotto quella pianta …. e così rinviando anche di poco il momento del riposo ci alleniamo a resistere alla fatica, finché possibile, e rinforziamo la nostra tenacia. Inoltre la marcia non solitaria consente di parlare, e di sentire la condivisione della fatica; passare al compagno di cammino la borraccia per un sorso d’acqua è un gesto solo apparentemente di scarsa importanza!! Per questi motivi ritengo che le occasioni di incontro con amici comuni, attraverso il cammino e la fatica fisica siano ancora occasione di personale crescita interiore e di consolidamento delle amicizie. Non a caso, quindi, l’emblema della vita scout in età da rover è “la strada”! BUONA STRADA A TUTTI Antonio Levy, Giugno 2020
Vi informo che abbiamo organizzato una “ROUTE di MEZZA ESTATE” per venerdì 10 LUGLIO 2020. L’incontro è previsto per le ore 19 a Polverigi, via della Baviera n.12 (consultare planimetrie allegate) dove potremo parcheggiare le nostre auto. Cercate di essere puntuali, come da stile scout, per realizzare bene l’incontro. Dal punto di ritrovo si procederà verso la casa di Mauro Vecchietti, dove affronteremo - nel migliore spirito scout – il tema “E’ in atto un cambiamento radicale della comunicazione, suggerito (imposto?) dalle nuove tecnologie. Riteniamo che abbia ancora senso camminare e dialogare insieme?”. Certo di fare cosa gradita, allego alla presente il pensiero che Antonio Levy ha inteso dedicarci, non potendo essere presente all’evento (ovviamente la sua presenza spirituale è come sempre garantita!). L’incontro sarà allietato da uno spuntino “frugale”: grigliata di salsicce, costarelle e fegatini! Contributo per la cena: offerta libera. Dopo l’incontro riprenderemo “insieme” il cammino sotto le stelle. La route avrà termine intorno alle ore 24. Sarà presente Don Claudio Merli, Parroco di Collemarino. E’ gradito un segno scout: ad esempio il fazzolettone o altro. La partecipazione dovrà essere gentilmente confermata a Paolo Bonfigli al n.349 6715159, al quale potrete rivolgervi per ulteriori chiarimenti logistici. Buona strada Paolo Gigli
HA ANCORA SENSO CAMMINARE INSIEME PER CONDIVIDERE SPAZI DI RIFLESSIONE, IN UN PERIODO COME QUESTO, DOTATO DI SOFISTICATI MEZZI DI COMUNICAZIONE? Il nostro amico Giandomenico mi ha chiesto di partecipare, almeno con un contributo scritto, alla Route di Mezza Estate, non potendo di persona per i motivi di salute a Voi noti; ho accettato di buon grado e spero, con questa breve nota, di rispondere utilmente. Indubbiamente, nel cercare di esprimere il mio punto di vista sull’argomento proposto, mi mancano gli spunti di riflessione derivanti dalle vostre parole, che avrebbero certamente arricchito l’analisi degli argomenti che mi accingo ad affrontare; spero mi scuserete per tutte le parzialità contenute in questo scritto. Nel metodo scout, che conosciamo, soprattutto per la branca Rover, si parla diffusamente dell’esperienza della “strada”, come luogo di incontro e di confronto con gli altri, e come mezzo metaforico di SERVIZIO verso tutti coloro che “incontriamo” lungo la strada della vita. Non a caso ci salutiamo con un “Buona strada”. Tuttavia, ritengo che le occasioni del cammino reale e non metaforico, sia in solitudine che in compagnia, e possibilmente in luoghi poco frequentati e in contatto con la natura, magari nel silenzio e nel buio della notte, permettano di parlare con noi stessi senza quelle interferenze e quelle distrazioni esterne che disturberebbero non solo la concentrazione, ma anche la sincerità dei nostri pensieri. Marciare insieme può costituire, il più delle volte, occasione per scambiarsi risposte alle nostre domande, chiarimenti ai nostri dubbi, argomenti per riflettere sulla necessità di portare correzioni a comportamenti o a convinzioni che nella “confusione” del vivere corrente non abbiamo il tempo né il modo di riconoscerci. Ciò senza sminuire, tuttavia, la ricchezza del cammino solitario, che consente una maggiore introspezione soprattutto nel silenzio notturno, rotto solamente dai rumore dei propri passi. E quando le condizioni lo permettono, la compagnia del manto stellare, nel quale è possibile riconoscere stelle e costellazioni, e misurare il tempo dal loro movimento, aiuta a mettere ordine ai propri pensieri e ai propri ricordi. Personalmente credo che nessuno strumento tecnologico possa intensificare o sostituire le esperienze che si possono vivere in solitudine o in compagnia silenziosa, soprattutto nelle marce notturne, ma anche in quelle di percorsi che consentono la visione del paesaggio o di sentieri boscosi. Inoltre ritengo che non sia secondaria la fatica fisica, che a volte accompagna il cammino, soprattutto su sentieri di montagna; tale fatica, come sappiamo bene, è spesso dura e ci invoglia a desistere o a fermarci per un riposo. Fermo restando che il riposo fa parte del cammino, la fatica è anche una misura della nostra tenacia, che ci porta a dirci “ancora un tratto …; dopo quel dosso …. ; sotto quella pianta …. e così rinviando anche di poco il momento del riposo ci alleniamo a resistere alla fatica, finché possibile, e rinforziamo la nostra tenacia. Inoltre la marcia non solitaria consente di parlare, e di sentire la condivisione della fatica; passare al compagno di cammino la borraccia per un sorso d’acqua è un gesto solo apparentemente di scarsa importanza!! Per questi motivi ritengo che le occasioni di incontro con amici comuni, attraverso il cammino e la fatica fisica siano ancora occasione di personale crescita interiore e di consolidamento delle amicizie. Non a caso, quindi, l’emblema della vita scout in età da rover è “la strada”! BUONA STRADA A TUTTI Antonio Levy, Giugno 2020
venerdì 26 giugno 2020
Un volume dedicato all'asso degli assi.
La Grande Guerra di Francesco Baracca
Umanità e bravura: l’Italia che vince Spesso degli eroi si conserva un’immagine su cui si adagia la polvere del tempo. Ne La Grande Guerra di Francesco Baracca scritto da Maria Luisa Suprani Querzoli per i tipi di CartaCanta Editore (marchio del gruppo CAPIRE Edizioni), il passato ritorna a essere presente, vivo nel racconto documentato delle spaventose durezze e delle difficoltà con cui l’Asso dovette confrontarsi, senza mai perdere la propria umanità. Le condizioni proibitive dell’aviazione dei primordi e il verdetto implacabile che concludeva ogni duello aereo non riuscirono a intaccare la sua costanza e la considerazione del valore dell’avversario di cui seppe dare esempi concreti. L’autrice, dopo il racconto della meraviglia e delle diffidenze che circondarono la conquista dell’aria, ripercorre l’esistenza di Baracca dagli inizi della sua passione per il volo, avvalendosi delle lettere inviate alla madre e delle testimonianze di chi gli fu vicino.
Il racconto dalla viva voce dei protagonisti che parteciparono all’esperienza tragica della guerra forse più disumana di sempre, restituisce l’immagine di un clima culturale non così diverso da quello di oggi. L’analisi dei documenti ufficiali austriaci permette poi all’autrice di giungere a un’ipotesi del tutto inedita sulla morte dell’Asso le cui dinamiche sono rimaste sconosciute fino ad ora: il confronto delle deposizioni date nel tempo da colui a cui fu attribuito l’abbattimento dell’Asso italiano rivela una contraddizione che trova conferma in voci ufficiose che circolavano all’epoca in ambiente austriaco, non più riprese dagli studi che si sono susseguiti fino ad oggi. Ne esce un racconto avvincente, confortato dall’attendibilità dei criteri della ricerca storica.
Maria Luisa Suprani Querzoli
La Grande Guerra di Francesco Baracca
CartaCanta Editore pp. 296 18 euro Isbn 97888-85568-730
in libreria dall’11 giugno
Promozione e distribuzione: Messaggerie Libri
Umanità e bravura: l’Italia che vince Spesso degli eroi si conserva un’immagine su cui si adagia la polvere del tempo. Ne La Grande Guerra di Francesco Baracca scritto da Maria Luisa Suprani Querzoli per i tipi di CartaCanta Editore (marchio del gruppo CAPIRE Edizioni), il passato ritorna a essere presente, vivo nel racconto documentato delle spaventose durezze e delle difficoltà con cui l’Asso dovette confrontarsi, senza mai perdere la propria umanità. Le condizioni proibitive dell’aviazione dei primordi e il verdetto implacabile che concludeva ogni duello aereo non riuscirono a intaccare la sua costanza e la considerazione del valore dell’avversario di cui seppe dare esempi concreti. L’autrice, dopo il racconto della meraviglia e delle diffidenze che circondarono la conquista dell’aria, ripercorre l’esistenza di Baracca dagli inizi della sua passione per il volo, avvalendosi delle lettere inviate alla madre e delle testimonianze di chi gli fu vicino.
Il racconto dalla viva voce dei protagonisti che parteciparono all’esperienza tragica della guerra forse più disumana di sempre, restituisce l’immagine di un clima culturale non così diverso da quello di oggi. L’analisi dei documenti ufficiali austriaci permette poi all’autrice di giungere a un’ipotesi del tutto inedita sulla morte dell’Asso le cui dinamiche sono rimaste sconosciute fino ad ora: il confronto delle deposizioni date nel tempo da colui a cui fu attribuito l’abbattimento dell’Asso italiano rivela una contraddizione che trova conferma in voci ufficiose che circolavano all’epoca in ambiente austriaco, non più riprese dagli studi che si sono susseguiti fino ad oggi. Ne esce un racconto avvincente, confortato dall’attendibilità dei criteri della ricerca storica.
Maria Luisa Suprani Querzoli
La Grande Guerra di Francesco Baracca
CartaCanta Editore pp. 296 18 euro Isbn 97888-85568-730
in libreria dall’11 giugno
Promozione e distribuzione: Messaggerie Libri
sabato 20 giugno 2020
Annuncio sessione di laurea
La Sessione di laurea estiva del
Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea
1796 - 1960
si terrà in via telematica
il giorno 2 luglio 2020 alle ore 15
lunedì 15 giugno 2020
30 Giugno 2020 : termine per la attivazione delle tesi di Laurea Sessione autunnale
COMUNICAZIONE
master in storia militare contemporanea 1796 -1960
I signori frequentatori interessati sono pregati di prendere contatto entro il 30 giugno p.v. attraverso la email didattica.cesvam@istitutodel nastroazzurro.org con la Direzione Scientifica del master
Il ricevimento studenti è fissato come noto al Lunedi 9,30-13 16-10
Data la attuale situazione sanitaria si comunica che nei mesi di luglio ed agosto non si osserverà la pausa estiva accademica come prassi; pertanto i mesi a disposizione nonostante questo ne rimangono solamente tre;
qualora questa invito non fosse raccolto la Direzione Didattica si riserva di rinviare il Frequentatore alla sessione invernale di laurea in quanto i tempi per una preparazione di una tesi di master (ovvero tre mesi) non si ritengono sufficienti per un elaborato che abbia una dignità scientifica.
Notizie in merito sono anche sulla piattaforma www.cesvam.org (informazioni cesvam) (www.cesvam.org)
La Direzione Scientifica del Master
venerdì 12 giugno 2020
Tesi di Laurea: Eroi Dimenticati
Il Dott. Giorgio Madeddu ha discusso, nell'ambito del Mastre di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 - 1960 Anno Accademico 2018-2019 presso la Università degli Studi N. Cusano telematica Roma la sopra indicata tesi di laurea. Copia della tesi è disponibile presso l'Emeroteca dell'Istituto del Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1, (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org) per la consultazione previa autorizzazione scritta dell'Autore
venerdì 5 giugno 2020
QUADERNI n. 1 del 2020
La rivista può essere chiesta gratuitamente dai Frequentatori dei Master: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Per info o collaborazione: quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org
giovedì 28 maggio 2020
Giuseppe Bonacini, Volontario Ciclista Automobilista
“Impressioni di guerra”
L'ardore patriottico dei
Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915
Note di
memoria su Giuseppe
Bonacini (Reggio
Emilia 1892-1961) Dopo l'esperienza nei Volontari Ciclisti Automobilisti , si
arruolò a fine 1915 nel Corpo dei Bersaglieri del Regio Esercito. Durante la seconda guerra
mondiale, seppure mutilato di guerra, fu Comandante del Distretto militare di
Reggio Emilia.
Ricordi di
famiglia
La figura di mio nonno Giuseppe, che non ho mai conosciuto, poiché
morì nel 1961, dopo una lunga ed inesorabile malattia quando avevo solo pochi
mesi, mi è stata comunque sempre
familiare, poiché la sua foto e quella di mio zio Dante, amatissimo figlio
morto in prigionia nel 1943
in Russia, hanno troneggiato per decenni su un mobile
della nostra sala da pranzo.
Insieme, entrambi in divisa, entrambi Bersaglieri, entrambi
intrisi di un forte “amor di patria”, tanto
da portare il padre a non interferire sul percorso militare del
primogenito Dante di soli 20 anni disponendone nel ruolo di Comandante del
Distretto Militare di Reggio Emilia la partenza per il temibile fronte russo
nel settembre 1942, da cui non fece più
ritorno.
Non era necessario quindi si parlasse di lui in famiglia, bastava
un'occhiata alla sua foto per immergermi virtualmente in quei contesti di
guerra, in quelle atmosfere epiche, in quelle gesta eroiche che la mia mente
fantasiosa di bambina rendevano quasi tangibili, reali, simili a scene di
alcuni films che vedevo talvolta in televisione od al cinema.
Tanti anni sono trascorsi, la vita è avanzata veloce con giorni
spensierati, ma anche un grande dolore, la fine improvvisa di mio fratello
Ostilio. A lui, bambino di pochi anni, nonno Giuseppe aveva raccontato la sua
esperienza di guerra, immagino con quale minuzia di particolari, cercando di
inculcargli un po' di disciplina e quel rispetto delle regole che per tutta la
vita aveva perseguito.
“Il cassetto della storia”
Solo dopo la morte dei miei
genitori ho potuto aprire il cassetto dei ricordi, quel “cassetto della
storia”, come amo definirlo, per tanti anni celato con quel pudore dei
sentimenti comune a tutta quella generazione.
Ed ecco emergere documenti, fotografie, cartoline, lettere conservate gelosamente e chissà quante volte
lette e rilette, immagino con quale nostalgia....ed infine quelli che considero
i gioielli di famiglia: il “diario di guerra e prigionia” di mio padre
Ernesto, internato militare in Germania e dopo
l'8 settembre 1943 e l'Album di
fotografie di mio nonno Giuseppe, volontario nel mitico Battaglione Lombardo
Volontari Ciclisti Automobilisti (V.C.A.) nel 1915 agli esordi della 1a Guerra
Mondiale, dall'ironico titolo “Impressioni di guerra”: fotografie
eccezionali, straordinariamente
conservate considerando che hanno
attraversato indenni un secolo e ben due guerre mondiali.
Scatti fotografici pieni di ironia e di voluta incoscienza per le
azioni di guerra che da lì a poco i volontari avrebbero intrapreso, una full
immersion nelle località più ridenti del lato orientale del lago Garda nei
primi novecento.
Foto che rappresentano quei momenti storici animati da un
fortissimo ardore patriottico per una Italia libera dall'oppressione austriaca.
Dopo cento anni esatti, ho voluto condividere le mie emozioni con tutti voi.
La testimonianza di Osvaldo,
compagno d'armi nei V.C.A.
Attraverso le parole dell'amico Osvaldo
“compagno d'armi”, che compare pure in alcuni scatti fotografici , tratte da un
articolo da lui scritto nel marzo 1961 su un giornale di Reggio Emilia pochi
giorni dopo la morte ecco la descrizione di Giuseppe Bonacini e
qualche ricordo di quei giorni condivisi negli aspri combattimenti sulle Alpi
Venete.
“Peppino era un emiliano, un
tipo gioviale,un carattere forte, un animo generoso, un fisico robusto, un
cuore semplice e puro.
“La sua caratteristica
essenziale”così mi scrive il caro amico Maurizio da Gualdo Tadino “ era già
indicata nel suo nome: la bontà, e la generosità. Certo ,
io credo il più generoso di quanti conobbi nel battaglione. Mi ricordo quandosi
caricava anche dello zaino dell'eroico, ma fisicamente debole Manfredi, il
mazziniano...”.
Come era premuroso e gentile
verso gli amici, così era fermo e deciso nelle azioni guerresche.
E spingeva in sella i
ritardatari ed aiutava in ogni modo i commilitoni.
E quante premure ebbe sempre
per me!
Ricordo il suo allarmato
accorrere quando, sul Costone dell'Altissimo uno shrapnel scoppiò
proprio sulla mia testa:
Avevo sentito tambureggiare i pallini sulle foglie e sulle rocce, tutto intorno
a me. “Osvaldo, sei ferito?” ansimo'. Io intanto mi tastavo una gamba, dove
avevo sentito la percossa di un botto, nei calzoni avevo un foro: la pallottola
la trovai l'indomani, affondata nella calza di lana.
Un giorno, sempre a Dosso
Casina, noi due eravamo stati distaccati di pattuglia oltre la linea, quando
giunse il primo rifornimento di viveri: il Battaglione ne era privo da un paio
di giorni.
Al nostro rientro, più nulla
era rimasto dei viveri. Noi eravamo morti di fame, fummo autorizzati ad andare
a rifornirci nella lontana seconda linea.
A braccetto, un poco
barcollando, tornammo dal sergente Pagano che, verso Redecol, dirigeva i
servizi : “Date due gamelle di vitto a questi due! “ ordinò Pagano. Che
scorpacciata facemmo!
Infilammo poi alcune
pagnotte in un bastone e tornammo tosto tosto in linea.
Un capitano degli Alpini,
notandoci sulla esposta mulattiera mentre le artiglierie del Brione ci avevano
chiaramente presi di mira, ci aveva raggiunti e rimproverati.
“Ma signor Capitano”, aveva
risposto Peppino, “siamo mezzo morti di fame!”
E quando ci arruolammo per la seconda volta
nei V.C.A., in Piazza S. Angelo (n.d.r. a Reggio Emilia) io e Adami firmammo
l'arruolamento anche a nome di Peppino. E l'indomani, recatici a Reggio,
Peppino lietamente ci ringraziò:” Avrei voluto vedere se eravate capaci di
partire senza di me!”.
In seguito, dopo un breve periodo a Pesaro, fece domanda per
frequentare il corso allievi ufficiali e partì per Laveno, dove lo rividi
qualche mese più tardi, in occasione di una mia licenza.
Non appena nominato Aspirante, Peppino volò a Pesaro per
trascorrere qualche giorno con noi.
Poi andò al fronte. Nel maggio 1917 fu ferito a Castagnevizza, ma
nel mese di giugno raggiungeva il 1° Battaglione Bersaglieri Ciclisti, in zona
di guerra
Nel giugno 1918 fu nuovamente ferito in modo grave da una bomba a
mano in una coscia. (Lo vide trasportare in barella il nostro povero Carletto
Rocca, che era tra i rincalzi). Abbisognò di lunghe cure :si può dire dovesse
ad ogni medicazione subire il raschiamento dell'osso. “E' un santo” disse
allora la suora che l'assisteva.
Nella seconda guerra mondiale, sebbene mutilato, ebbe funzione di
comando del Distretto Militare di Reggio Emilia.
“Durante un intenso bombardamento col suo
contegno calmo e risoluto incitava i propri dipendenti alla resistenza. Rimasto
ferito abbastanza gravemente al viso da schegge di bombe a mano, si allontanava
dalla linea solo dopo ripetuti ordini del Comandante della Compagnia”.
Castagnevizza, 26. 5. 1917 (decima battaglia dell'Isonzo)
“Comandante di un plotone,
lo conduceva al contrattacco, incitando con l'esempio e con la parola. Assaliva
poi d'impeto un gruppo di nemici, affrontando con sprezzo del pericolo, il loro
violento tiro di fucileria e di bombe a mano. Rimasto ferito, continuava ad
incitare alla resistenza i dipendenti”.
Sasson Piave, 20. 6. 1918
(Battaglia del solstizio o Seconda battaglia del Piave)
Il volume propone circa
100 ingrandimenti di fotografie tratte dall'Album “Impressioni di guerra” di
Giuseppe Bonacini
(Reggio Emilia 1892-1961), volontario nel 1915 agli esordi della Prima Guerra
Mondiale nella Terza Compagnia - Ottavo Plotone del Battaglione Lombardo del
Corpo nazionale dei Volontari Ciclisti Automobilisti (V.C.A), un'
organizzazione para-militare costituita da volontari civili, istituita e regolamentata dal Ministero della Guerra del Regno d'Italia per la
difesa della Patria .
Emergono dall'album frammenti di vita
quotidiana in attesa degli scontri di guerra sulle Alpi Venete; scatti
fotografici dove emerge la volontà di documentare ai posteri la mitica impresa
e dove si evidenzia pure una grande ironia e lo spirito
cameratesco del gruppo.
Un documento storico
custodito gelosamente nel cassetti della famiglia Bonacini come un gioiello
prezioso e che dopo cento anni da quei giorni torna alla luce per ricordare
quegli uomini coraggiosi che vollero dare il proprio contributo per liberare
l'Italia dall'oppressione straniera.
Il Battaglione lombardo dei V.C.A. si
formò nell'aprile-maggio 1915. Ne fecero parte circa 500 uomini comandati dal
capitano Carlo Monticelli. Tra loro i
più importanti esponenti del Futurismo, un movimento culturale ed artistico
sviluppatosi nel primo novecento che fu tra i primi a caldeggiare l'intervento
dell'Italia nel primo conflitto mondiale; nel gruppo il fondatore Filippo
Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Anselmo Bucci,
Carlo Erba, Ugo Piatti, Luigi Russolo, Mario Sironi ed altri. Il loro slogan era: “La
guerra, sola igiene del Mondo”
Dopo un periodo di addestramento
militare a Gallarate i Volontari Ciclisti Automobilisti nel luglio 1915 partirono da Milano in sella alle loro
biciclette portandosi sulle sponde orientali del Lago di Garda; nella seconda metà di ottobre, mentre era in corso la terza
battaglia dell'Isonzo, salirono sulle Alpi Venete nella zona del Monte Baldo ed
il 23 ottobre parteciparono alla battaglia
nella quale riuscirono a
conquistare l'importante posizione strategica di Dosso Casina ( M. Altissimo).
Per il successo
dell'azione militare fu determinante anche la partecipazione dei valorosi
Alpini del Battaglione “Verona” e di
soldati del Genio.
Nel dicembre 1915 il
Battaglione lombardo V.C.A. venne sciolto ed i volontari si arruolarono presto
o vennero richiamati nell'Esercito regolare dell'allora Regno d'Italia; molti,
tra cui Giuseppe
Bonacini , entrarono nel Corpo dei Bersaglieri (Fanteria).
Il progetto della
pubblicazione ha ottenuto la concessione del logo ufficiale per le
Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, rilasciato dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione che
accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale
delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli
anniversari di interesse nazionale.
giovedì 21 maggio 2020
Master in Politica Militare Comparata Iscrizioni
Le iscrizioni al Master in Politica Militare Comparata, Strategia, Dottrina, Armamenti dal 1960 a oggi sono aperte. Info:www.unicusano.it/master
giovedì 14 maggio 2020
Master in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960. Sessione di Laurea
La Prima Edizione del Master di 1° Livello in Storia
Militare Contemporanea si è conclusa venerdi 14 febbraio 2020 con la sessione di
Laurea delle tesi dei frequentatori che hanno superato la fase propedeutica del
corso. Di seguito i nomi dei laureati e il titolo della Tesi
1.
Cap.
Dott. Michele Campanale
Prima
guerra mondiale. La 35° Divisione sul fronte macedone. Gli scontri di quota
1050. Febbraio 1917 .ottobre 1918
2.
Dott.
Fulvio Mallardi
Lo
sbarco in Normanda: Analisi dell’operazione anfibia e ruolo strategico della
presa di Cherburg
3.
Dott.
Giorgio Madeddu
Eroi
dimenticati. I decorati al Valor Militare della Prima Guerra Mondiale nella
memoria presente delal collettività iglesiense. Il valore militare nella
battaglia di Monte Lemerle del 15-16 giugno 1916
4.
Dott.
Luca Boldrini
La
repubblica dell’Ossola, un popolo che attuò uno Stato per liberare nn solo la
Patria dallo straniero ma volle anche esprimere un ordine nuovo della società”
simbolo incorruttibile di generosità e riscatto”.
5.
Dott.
Manuel Balducci
La
vittoria pontificia di Mentana e l’entusiasmo garibaldino
6.
Dott.
Alessio Galletti
Il
disinteresse per le armi ma non per la Guerra. Le Forze Armate pontificie tra
il 1848 ed il 1860
7.
Dott.
Matteo Di Renzo
La
campagna nell’agro romano del 1870
8.
Magg.
Dott. Luigi Moriggi
Le
Truppe coloniali ed il valore militare
9.
Dott.
Fabrizio Dassano
La
battaglia di Flondar
10. Andrea Vazzaz
La
battaglia di Monte Stol
11. Alessandro Andò
La
battaglia di Cheren. La battaglia per il controllo del Mar Rosso Africa
Orientale. 1 febbraio 1941 – 27 marzo 1941
12. Amore Gianluca
Il
Rame alla Patria
13. Villari Giovanni
Campagna
Italian di Grecia. Dall’Occupazione dell’Albania al dicembre 1940
I risultati in termini di valutazione
sono più che ottimi. Tutti i Laureandi hanno aderito all’offerta del Istituto
del Nastro Azzurro di continuare studi e ricerche nell’ambito del CESVAM
martedì 5 maggio 2020
QUADERNI n.4 del 2019
La Rivista può essere chiesta gratuitamente per i Frequentatori dei Master a: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Per collaborazione ed info: quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org
giovedì 30 aprile 2020
lunedì 20 aprile 2020
Sessione di Laurea di Giugno 2020
Il Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960, II Edizione terrà la sessione estiva dell'anno accademico in corso fine di giugno inizi di luglio. Al momento la data di metà maggio è quella indicata per presentare la domanda di tesi, Si ricorda che il ricevimento studenti è sempre fissato al Lunedi dalle ore 10.00 alle 13 e dalle 14 alle 16,30 secondo le modalità note. La email per contattare la Cattedra è:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org.
giovedì 16 aprile 2020
Prima Guerra Mondiale. I Generali
Volume Terzo del progetto dedicato alla Riglessioni sulla Grande Guerra. Riporta gli Incarichi di tutti i generali italiani a livello di Armata e Corpo d'Armata e le specifiche attribuzioni. Il volume si apre con due ampi paragrafi dedicati a Luigi Cadorna e ad Armando Diaz. Si può richiedere a Istituto del Nastro Azzurro. segreteriagenerale (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org). Oppure direttamente alla Casa Editrice Edizoni Nuova Cultura (ordini@nuovacultura.Org).
venerdì 10 aprile 2020
Tesi di Laurea Sessione Estiva 2020
Master di Storia Militare Contemporanea 1796 - 1960. II Edizione.
Come noto la attuale situazione sanitari del nostro paese pone delle limitazioni a molte delle attività in essere. Non è possibile frequentare l'Università. Nonostante questo in prospettiva si possono dare delle indicazioni per la prossima sessione di laurea del Master.
Molto probabilmente la sessione avrà, come programmato nella prima settimana di luglio 2020, data non certa ma presumibile, che, come in uso nei piani militari, possiamo indicare come D (Data)
Di conseguenza si può stabilire che la tesi deve essere consegnata in segreteria 30 giorni prima della data di discussione, ovvero D-30, che potrebbe cadere nella prima decade di giugno
Su queste indicazioni si stabilisce nella data del 2 giugno il termine di preparazione delle tesi secondo le modalità in essere. Vi sono oltre due mesi per completare i lavori iniziati.
Chiunque abbia intenzione di laurearsi in questa sessione può avere utilità alle notizie di cui sopra.
Ogni ulteriore informazione può essere chiesta a: didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org
lunedì 6 aprile 2020
QUADERNI n. 2 del 2019
La rivista può essere chiesta a: segreteriagenerle@istitutonastroazzurro.org; per collaborazioni scrivere a_quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org.
Il presente numero porta contributi, tra gli altri di tre frequentatori del Master in Storia Militare Contemporanea brillantemente lauretatisi, Sono il Dott. Fabio Volpi, Il Dott. Flavio La Franca, il Dott. Stefano Chiarle.Come noto la Rivista QUADERNI è a disposizione per attività post master dei frequentatori.
lunedì 30 marzo 2020
Ricevimento Studenti
IORESTOACASA
Ricevimento Studenti.
La epidemia in corso ha portato,come noto, delle restrizioni in merito alla circolazione delle persone, Le disposizioni stabiliscono di rimanere a casa tranne comprovati motivi. Per questa ragione i normali contatti in Università sono venuti meno.
Nonostante questo rimane, adesso per la totalità dei frequentatori, il ricevimento studenti, che prima era sia fisico, di persona che a distanza tramite cellulare. Ora divine solamente a distanza tramite cellulare.
Chiunque sia iscritto al Master, sia di Storia che di Politica Comparata, può usufruire di questo canale di comunicazione.
Il ricevimento studenti quindi è garantito nei seguenti modi
Giorno della Settimana LUNEDI, (tranne il 13 Aprile, Lunedì dell'Angelo) posticipato a Martedi 14
Orario: dalle 9,30 alle 12,30 dalle 15,00 alle 17,00
Per avere il numero di cellulare contattare la Cattedra alla email:
didattica.cesvam@istuttonastroazzurro.org
mercoledì 25 marzo 2020
venerdì 20 marzo 2020
Iscriviti a:
Post (Atom)

















