Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

venerdì 30 settembre 2022

INFOCESVAM 4/2022

 


INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO IX, 31/32, N. 4, Luglio - Agosto, 1 settembre 2022

IX/4/576 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 576 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento.

IX/4/577.  Come prassi, il CESVAM osserva la pausa estiva per i mesi di Luglio ed Agosto. Il semestre accademico settembre – 2022, gennaio 2023 inizierà il 1 settembre. Le ricerche in essere proseguono  secondo il calendario adottato dai singoli ricercatori.

IX/4/578 Ricerca per il Centenario. Titolo. “I Presidenti dell’Istituto del Nastro Azzurro” 1923- 2023. Attività e gesta delle presidenze attraverso la documentazione d’archivio. La Ricerca è stata avviata in Ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. La lista dei Presidenti e dei materiali è stata completata. Si procede alla stesura per la I Bozza. Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto storia del Nastro Azzurro.

IX/4/579 Progetto 2016/1 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. Compendio 1945.” Una vittoria amara” Predisposto il Manoscritto 4.  Il Glossario 1945 è nella versione di manoscritto 5. Il volume 8 del Dizionario “Percorsi di Ricerca” è rimasto nella versione di manoscritto 3

IX/4/580. “Non ti scordar di Me”. Il Gruppo Medaglie d’Oro ha lanciato la campagna di sensibilizzazione attraverso l’adozione di un fiordaliso a forma di pin per ricordare i Caduti di Tutte le Guerre. Il Fiordaliso è stato ideato dal gen. C.A. Aloia, MOVM.

IX/4/581. Progetto 2016/1 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. Compendio 1945.” Una vittoria amara”. Punto di situazione in: www.valoremilitare.blogspot.com e su www. laguerradiliberazionelastoria. blogspot.com. Completate le ricerche sulla Divisione Partigiana Italia e Divisione Partigiana “Garibaldi”

IX/4/582. Ricerca per il Centenario. Titolo. “La Presenza in Italia ed all’Estero dell’Istituto del Nastro Azzurro”. Struttura ed analisi iconografica delle Federazioni, Sezioni e Gruppi aperti in Italia all’estero dal 1923 ad oggi. La Ricerca è stata avviata in Ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. Predisposti i materiali. Ulteriori ricerche si impongono in merito alla cause discusse. Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto storia del Nastro Azzurro.

 IX/4/583 La richiesta di tesi per i Master in essere presso la Università degli Studi N. Cusano può essere integrata consultando il blog www.studentiecultori.blogspot.com. Il blog contiene tracce e titoli di tesi collegate a ricerche in essere presso il CESVAM. SI ricorda che il termine per la richiesta scade il pv. 30 settembre 2022.

IX/4/584 IL CESVAM, Centro Studi sul Valore Militare non può annoverare collaboratori  e tanto meno ricercatori che non abbiano nel proprio curriculum i titoli accademici previsti.

IX/4/585 La Collaborazione con Le Associazioni Combattentistiche e d’ Arma ed ASSOARMA prosegue nei termini già note, Informazioni su www.associazionismomilitare.blogspot.com

IX/4/586 La situazione in Europa dopo la crisi in Ucraina è presente sui blog geografici. In particolare su www.coltrinariatlanteeuropa.blogspot,com. Si sconsiglia la richiesta di tesi su questo argomento i quanto è di attualità ed ancora non si dispongono di materiali atti ad una ricostruzione accademica degli eventi, ma solo cronachistica.

IX/4/587 Ricerca per il Centenario. Titolo. “L’Albo d’Oro Nazionale”. Gli annuari dell’Istituto del Nastro Azzurro” editi dal 1923 ad oggi riportati tutti i decorati dal 1833 ad oggi. Raccolta, individuazione e acquisizione delle pubblicazioni ed edizione della Copertina e della nota introduttiva dell’annuario. In pratica si attuerà l’Albo d’Oro Nazionale su carta, integrante e propedeutico all’Albo d’Oro Nazionale digitale ragionato. La Ricerca è stata avviata sia sulle ricerche della Sig.ra Paola Tomasini iniziate nel 2021 e di quelle esposte in ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. Predisposti i lineamenti per la individuazione della realizzazione complementare del programma di ricerca. Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto Ordini Cavallereschi

IX/4/588 Progetto 2020/1 “Le vicende dei Militari Italiani in Russia” Volume II “1942 L’avanzata nella steppa”. Completato il manoscritto 3. Il Volume III “1942. La conquista del Donbass”. Completato il manoscritto 4. Scelti i testi per i volumi n. 4 e n. 5 che sono stati tutti trascritti.

IX/4/589 Progetto Prigionia 2019/1. Il Volume IV dedicato alla Memoria, e nella fase del manoscritto 4. Contatti con la casa Editrice Nuova Cultura per la definizione del format.  Il Vol. VI e VII sono in fase di approntamento con la collaborazione del Dott Giorgio Madeddu e del Dott Salvatore Carta, per la versione in lingua tedesca

IX/4/590 Ricerca per il Centenario. Titolo. “Ettore Viola. Combattente, Politico, Fondatore dell’Istituto del Nastro Azzurro.”. La Ricerca è stata avviata in ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. Consiste nella edizione digitale dei volumi “Vita di Guerra” è “Il Congresso di Assisi”. La edizione integrale della guida al Fondo Ettore Viola presso la Biblioteca del Senato della Repubblica e di una introduzione di Giancarlo Ramaccia sulla figura di Ettore Viola. Tutto il materiale sopra citato è stato acquisti. Si è entrati nella fase di stesura del manoscritto. Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto storia del Nastro Azzurro

IX/4/591 Il programma relativo alle CESVAM PAPERS è aggiornato sul www.storiainlaboratorio.blogspot,com, su www.associazionismomilitare.blogspot.com. Info: ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org

IX/4/592 Ricerca per il Centenario. Titolo. “La Presenza in Italia ed all’Estero dell’Istituto del Nastro Azzurro”. Struttura ed analisi iconografica delle Federazioni, Sezioni e Gruppi aperti in Italia all’estero dal 1923 ad oggi. La Ricerca è stata avviata in Ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. Dati relativi al continente asiatico e sud americano acquisiti. Mancano dati per l’Europa ed il Nord America. Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto storia del Nastro Azzurro

 

IX/4/593 Per l’invio degli articoli e note per la Rivista  QUADERNI si prega di utilizzare la email: quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org. Gli articoli e le note devono essere sottoposti alla visione del Collegio dei Redattori per la eventuale pubblicazione

IX/4/594 La Rivista QUADERNI – Anno LXXXIII, Supplemento XXIII, 2022, n. 3 23° luglio - agosto 2022 è stata pubblicata ed inviata secondo la Main List aggiornata al 1 agosto 2022

IX/4/595. Progetto 2016/1 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. Compendio 1945.”  Si ricerca documentazione su; Divisione Partigiana Garibaldi Rimpatrio. Ragusa 1945. Ipotesi di invio della Divisione a Trieste, in appoggio alle forze alleate. info www. laguerradiliberazionelastoria. blogspot.com

IX/4/596. Ricerca per il Centenario. Titolo. “I Congressi dell’Istituto del Nastro Azzurro” 1923- 2023. Struttura ed analisi iconografica. La Ricerca è stata avviata in Ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. Materiali raccoli per i primi 10 congressi. Iconografia disponibile. Per il mese di settembre ottobre si procederà alla raccolta del materiale per i congressi dal 13 al 22 e seguenti. Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto storia del Nastro Azzurro

IX/4/597. Progetto 2020/2 Ordinamenti. Il Volume dedicato al Quadro di Battaglia del Regio Esercito il 10 giugno 1940 è  stato inviato in tipografia sotto la data del 30 agosto 2022. Pubblicazione prevista per la fine del mese di settembre/metà ottobre

IX/4/598. Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea. La Sessione di Laurea Estiva, è fissata per la prima deca del mese di dicembre 2022 e si terrà, salvo imprevisti dell’ultima ora, in presenza.

IX/4/599. Ricerca per il Centenario. Titolo. “Le Corti d’Onore. Gli Statuti. I Regolamenti dell’Istituto del Nastro Azzurro”. Struttura ed analisi iconografica della componente giurisdizionale dell’Istituto dal 1923 ad oggi. La Ricerca è stata avviata in Ambito CESVAM, sulla base del materiale raccolto a seguito dei Convegni di Studio dell’ottobre 2021 e marzo 2022. Trascritti tutti i regolamenti Aggiornamento su www.istitutodelnastroazzurro.org/ comparto storia del Nastro Azzurro

IX/4/600 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 novembre  2022. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblica su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 29 settembre 2022

Anno Accademico 2022/2023. I Master

 

L’Istituto del Nastro Azzurro, tramite il CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare, ha attivato presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma master di 1° livello e corsi di perfezionamento  colti, nel quadro dei programmi accademici, a diffondere ed approfondire gli studi e le ricerche sul Valore Militare.

1.      Master di 1° Liv. In “Storia Militare Contemporanea. Dal 1796 ad oggi”.  presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico 2018/2019 (per laureati)

Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

Master di 1° Liv. In “ Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico 2020/2021 (per Laureati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

Master di 1° Liv. “Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale”. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico 2021/2022 (per Laureati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

Corso di Aggiornamento e Perfezionamento . “Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma.. Attivato dall’anno Accademico 2021/2022 (per Diplomati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

I Soci del Nastro Azzurro e gli iscritti alle Associazioni Comattentistiche e d'Arma hanno condizioni agevolate di iscrizione che sono riportate sul bando

Ulteriori Indicazioni ed approfondimenti: info  didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org

martedì 20 settembre 2022

Mario Pietrangeli. Il Trenodella Memoria

 

La Memoria: Il Treno del Milite Ignoto 2022

 

Il Treno della Memoria, il Treno Commemorativo del Milite Ignoto 2021 Due novembre 1921 – 2 novembre 2021: l’anno scorso erano trascorsi 100 anni dall’arrivo alla stazione Roma Termini del treno su cui era stata posta la salma del Milite Ignoto. Un viaggio che le FS e il Reggimento Genio Ferrovieri di Castelmaggiore (BO) hanno consentito di rivivere grazie all’allestimento del Treno della Memoria, organizzato dal Ministero della Difesa in collaborazione con il Gruppo FS, che ha ripercorso le principali tappe compiute dal convoglio di un secolo fa. Partito il 29 ottobre del 2021 dai binari di Cervignano Aquileia, è giunto il 2 novembre 2021 a Roma Termini, dove è stato accolto dall’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane e dai Ministri: della Difesa,  delle Politiche Giovanili e della Cultura Dal 5 all'8 novembre è stato poi al binario 1 della stazione Roma San Pietro, ospitando una mostra commemorativa di illustrazioni, pannelli e non solo. L’unità d'Italia divenne reale man mano che il Paese reale veniva collegato. Da quando l’Italia è unita, le ferrovie hanno ricoperto sempre un ruolo attivo nelle grandi disgrazie e nei momenti di Unità Nazionale. Il treno del Milite Ignoto nel 1921 nel suo transito unì tutto il Paese. Una locomotiva a vapore Gr. 740, bagagliaio 1926, Carro K, due carrozze “Centoporte”, una carrozza “Centoporte a salone”, un carro “Carnera”, carrozza prima classe “Az 10.000”, carrozza “Grillo”, una carrozza cuccette tipo "1957 T" e locomotiva diesel, sono questi i materiali del treno storico allestito da Fondazione FS Italiane e dal Reggimento Genio Ferrovieri che ha ripercorso le più importanti tappe (non tutte per motivi di sicurezza) compiute dal convoglio di un secolo fa, ospitando a bordo una mostra commemorativa (allestita da Reggimento Genio Ferrovieri).

 

Itinerario del Treno del Milite Ignoto 2022 (34 giorni di viaggio) Visto il successo della precedente iniziativa che ha visto migliaia di persone riversarsi nelle stazioni per attendere e per salutare con rispetto e con commozione il Treno del Milite Ignoto 2021 il Ministero della Difesa e la Soc FS hanno ritenuto opportuno far ripetere da FS e dal Genio Ferrovieri tale iniziativa seguendo il seguente itinerario (che interesserà gran parte delle regioni italiane comprese la Sardegna e la Sicilia):

 

DATA

Itinerario e Stazione di Sosta

05/10/2022

Invio del Treno dal Poligono ferroviario Militare del Reggimento Genio ferrovieri di Castelmaggiore BO a Trieste

06/10/2022

Sosta a Trieste per essere visitato

07/10/2022

Sosta a Trento per essere visitato

08/10/2022 sabato

Sosta a Milano Stazione FS Porta Garibaldi per essere visitato dalle 930 alle 1800

09/10/2022 domenica

Sosta a Torino Stazione Porta Nuova per essere visitato dalle 900 alle 1800

10/10/2022

Sosta a Aosta per essere visitato dalle 900 alle 1800

11/10/2022

Sosta a Genova Porta Principe per essere visitato dalle 900 alle 1800 e invio via Parma a Ancona

13/10/2022

Sosta a Ancona per essere visitato dalle 900 alle 1800 e invio via Fabriano - Fossato di Vico Gubbio – Gualdo Tadino -Nocera Umbra - Foligno a Perugia

14/10/2022 venerdì’

Sosta a Perugia per essere visitato dalle 900 alle 1800

15/10/2022 sabato

Trasferimento via Foligno - Terni - Rieti – Antrodoco – Cittaducale e Sosta a L’Aquila per essere visitato dalle 900 alle 1800

16/10/2022 domenica

Trasferimento e Sosta a Campobasso

17/10/2022 lunedì

Sosta Campobasso per essere visitato dalle 900 alle 1800

18/10/2022

Trasferimento via Termoli a Bari e Sosta Bari

19/10/2022

Sosta a Bari per essere visitato dalle 900 alle 1800

20/10/2022

Sosta a Potenza per essere visitato dalle 900 alle 1800

21/10/2022

Trasferimento a Catanzaro Lido (via ferrovia FS ionica)

22/10/2022

Sosta a Catanzaro Lido per essere visitato dalle 900 alle 1800 trasferimento via Reggio Calabria a Villa San Giovanni

23/10/2022

Trasferimento con traghetto FS da Villa San Giovanni a Messina

24/10/2022

Trasferimento con nave traghetto FS da Messina a Golfo Aranci Sardegna e successivo trasferimento via Ferrovia a Cagliari

26/10/2022 mercoledì

Sosta a Cagliari per essere visitato dalle 900 alle 1800 nei giorni successivi il treno sarà ritrasportato in Sicilia

31/10/2022 lunedì

Sosta a Palermo per essere visitato dalle 900 alle 1800

03/11/2022

Sosta a Napoli per essere visitato dalle 900 alle 1800

04/11/2022

Arrivo del treno alle 1000 a Roma Termini (presenza della autorità)

05/11/2022

Sosta del treno a Roma San Pietro per essere visitato dalle 900 alle 1800

06/11/2022 domenica

Invio del treno a Museo Pietrarsa e Evento Istituzionale

07/11/2022

Rientro a Castelmaggiore (34 giorni di viaggio)

 

 

lunedì 19 settembre 2022

Temi di tesi di Laurea. La presenza militare italia in Eritrea.

 I dati sono focalizzati al 10 giugno 1940. Quadro di battaglia dell'esercito Italiano al 10 giugno 1940.

 

8.1. Reale Corpo Truppe Coloniali dell’Eritrea

Motto “ non concesso”

Campagne di Guerra:

1887-1888, d’Eritrea

1895-1896, d’Eritrea

1911-1912, Italo Turca

1913-1927, di Libia

!935-1936, Italo-Etiopica.

Ricompense al V.M.:  

. Alla Bandiera del Reale Corpo :

  2 Medaglie d’Oro,

. Ai Battaglioni:

  13 d’Argento, 22 di Bronzo, 21 Croci di Guerra.

. Agli Ufficiali e Truppa:

  32 Medaglie d’Oro, 1891 d’Argento, 4056 di Bronzo, 2415 Croci

  di Guerra.

Perdite in Combattimento:

. Ufficiali: morti 291, feriti 73, dispersi 2

. Truppa:  morti 10426, feriti 3376, dispersi, 41.

Festa: (non è indicata)

 

Le origini del glorioso R. corpo delle truppe coloniali  dell’Eritrea  risalgono alle prime bande locali organizzate dal ten. col Saletta in sussidio delle forze metropolitane del corpo di spedizione del 1885. Una prima organizzazione di ascari eritrei  e le buone prove delle bande nelle operazioni della spedizione di San Marzano  decisero la costituzione dei primi quattro battaglioni ascari, i uno squadrone e di una batteria eritrea. Per la seconda guerra d’Africa i battaglioni eritrei furono portati ad otto. Disciolti dopo la guerra i nuovi quattro costituiti allo scopo, vennero nuovamente portati  ad otto per la guerra di Libia  e, durante  la guerra 1915-1918  per provvedere alla sicurezza dell’Eritrea, altri ancora ne venero creati. Nel 1920 i battaglioni eritrei furono ridotti  a sei; nel 1922 a cinque con cinque batterie, 2 compagnie cannonieri, 1 squadrone, 1 compagnia genio, 1 compagnia costiera, 1 sezione automobilisti. Per la campagna italo-etiopica 1935-1936 il Reale Corpo truppe coloniali dell’Eritrea si mobilitò costituendo un corpo d’armata eritreo  su due divisioni , con 27 battaglioni riuniti in gruppi, 6 gruppi di artiglieria, 2 dei quali autotrainati,1 battaglione mitraglieri, i battaglione costiero, 1 compagnia carri veloci, 1 gruppo squadroni. Le truppe del Reale Corpo parteciparono a tutti i fatti d’arme delle guerre coloniali; alla guerra 1887-1888; ai combattimenti  dal 1888 al 1895 contro i Dervisci e contro i ribelli; alla guerra 1895-1896 brillando di eroico sacrificio  e di alto martirio nella battaglia di Adua; alla guerra italo-turca 1011-1912; alle successive operazioni in Libia e nella Somalia; alla guerra italo-etiopica 1935-1936 dando, in centro cinquanta combattimenti gloriosamente sostenuti al servizio di S.M. il Re e della patria Italiana  e nelle grandi battaglie per la  conquista imperiale dell’anno XVI[1] innumerevoli prove di fulgido eroismo. La bandiera del reale Corpo truppe coloniali dell’Eritrea si fregia di 2 medaglie d’oro. I gagliardetti dei battaglioni di 13 medaglie d’argento, 22 di bronzo e 21 croci di guerra

 



[1] 1936

venerdì 9 settembre 2022

Tracce di Ricerca

 

Allegri Girolamo: il “frate” pilota

di

Osvaldo Biribicchi

 

Il Sottotenente di complemento pilota Girolamo Allegri, asso della giovane aviazione militare italiana, ha avuto un posto d’onore nella produzione letteraria dannunziana con il libro Morte di frate Ginepro. Un frate pilota? Quale relazione lega il libro al valoroso aviatore? Allegri, nato a Venezia il 25 marzo 1893, dopo aver compiuto il servizio militare nel 5o Reggimento Artiglieria viene richiamato, a seguito della mobilitazione, con il grado di sergente d’artiglieria. L’Italia è ormai prossima ad entrare in guerra, Allegri chiede di passare in aviazione e, dopo aver conseguito il brevetto di pilota, inizia i voli di guerra mentre l’esercito italiano, dopo Caporetto, è fermo sul Piave.                Fra Ginepro si mette subito in luce per le sue qualità acrobatiche, per la sua audacia e coraggio. Compie ben 119 voli in undici mesi, celebre è rimasta la cosiddetta beffa di Feltre; il 7 giugno 1918 compare all’improvviso a volo radente sul campo d’aviazione austriaco di Feltre bombardando e mitragliando, fra un looping ed un tonneau, tutto ciò che gli capita a tiro. Così come è comparso sparisce tra lo smarrimento, la paura e la malcelata ammirazione del nemico. Due mesi dopo, in servizio presso la leggendaria 87a Squadriglia “La Serenissima” (costituita in gran parte da piloti veneti), conosce Gabriele d’Annunzio che rimane affascinato dalla figura di questo simpatico pilota veneziano con una lunga barba che lo fa assomigliare più ad un monaco guerriero, da cui il soprannome di Fra Ginepro coniato dal Vate, che ad un freddo pilota da caccia. È con d’Annunzio nello storico volo su Vienna, il 9 agosto 1918, quando sette velivoli della 87a Squadriglia si presentano in perfetta formazione sul cielo della capitale austriaca per lanciare migliaia di volantini propagandistici. L’impresa vale ad Allegri la promozione a sottotenente. Una gioia di breve durata; il pilota veneziano, dopo tanti temerari e rischiosi voli di guerra, muore a soli venticinque anni il 5 ottobre 1918 dopo essere entrato in collisione, poco prima di atterrare sul campo volo di San Pelagio, con l’aereo del compagno di squadriglia Guglielmo Vianini che riesce a salvarsi. Il Poeta, addolorato per la perdita dell’amico e valoroso pilota, scrive in sua memoria lo struggente libro Morte di frate Ginepro.                                                                                                                                                  A Girolamo Allegri, il 19 agosto 1921, è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: Pilota di raro ardire e di virtù eccezionali iniziava, per primo, una serie di bombardamenti e mitragliamenti di grande efficacia, eseguiti tutti a quota bassissima su importanti centri di vita del nemico, alcuni dei quali nelle più remote retrovie avversarie. Non ancora ristabilito da recente malattia, pur di partecipare ad una di queste importantissime azioni sopra scalo ferroviario importante, partiva in volo di propria iniziativa, e con audacia e perizia effettuava il bombardamento riuscito efficacissimo. Al ritorno, per causa accidentale, precipitava al suolo sullo stesso campo di partenza, chiudendo così il servizio di magnifico soldato dell’aria con olocausto della sua valorosa esistenza. Già decorato di tre medaglie d’argento ed una di bronzo al valore militare. Cielo di La Comina - Franzensfeste, Casarsa, Portogruaro, agosto - ottobre 1918.

martedì 30 agosto 2022

Temi di ricerca. La presenza militare italian in Libia.

 Quadro di Battaglia del Regio Esercito al 10 Giugno 1940. Schema di ricerca

8.3. Reale Corpo Truppe Coloniali della Libia

Motto “non concesso”

Campagne di Guerra:

1911-1912, Italo Turca

1913-1927, di Libia

1935-1936, Italo-Etiopica.

Ricompense al V.M.:  

. Alla Bandiera:

  1 Medaglia d’Oro, 2 d’Argento,

. Ai Battaglioni:

  4 d’Argento, 7 di Bronzo, 10 Croci di Guerra.

. Agli Ufficiali e Truppa:

  12 Medaglie d’Oro, 321 d’Argento, 759 di Bronzo, 891 Croci di

  Guerra.

Perdite in Combattimento:

. Ufficiali: morti 123, feriti 287, dispersi 6

. Truppa:  morti 1491, feriti 4539, dispersi, 450.

Festa (non è indicata)

 

Il Reale Corpo truppe coloniali della Libia, costituito dalla fusione dei due Reali Corpi della Tripolitania e della Cirenaica effettuata il 1 aprile 1935 , ha le sue origini nelle prime bande armate  che combatterono a fianco delle nostre truppe e furono incaricate  del servizio di polizia delle oasi durate la campagna italo-turca 1911-1912.  Alle originarie formazioni del Garian . del Sahel, del Tachuna, del febbraio 1912, si aggiunsero presto quelle del Zanzur , di Misurata e di Homs.

Il I battaglione libico ebbe vita nel settembre dello stesso anno e nel 1913 le nostre forze coloniali ascendevano già a 6 battaglioni di fanteria libica . 3 squadroni savari. 1 squadrone di meharisti 1 batteria da montagna, 1 sezione cammellata, 1 corpo degli zaptiè ed 8 bande armate inquadrate da nostri ufficiali. Durante e dopo la grande guerra le forze libiche si accrebbero notevolmente; aggiunsero altre formazioni sahariane ed alcune motorizzate e, completate con reparti CC.NN. e squadriglie di aviazione, crearono un armonico e perfetto strumento di guerra.

Il Reale Corpo truppe coloniali della Libia accoglie e tramanda le tradizioni delle splendide truppe di colore della Tripolitania e della Cirenaica, che si batterono valorosamente stendendo l’occupazione fino ai più lontani centri abitati; sostennero aspri combattimenti nelle vicende del periodo 1015-1918 parteciparono alla rioccupazione di Misurata  nel 1922; alla riconquista di Agedabia, nel 1923 di Giarabub, nel 1926; alle operazioni el su bengasino; alla conquista del Fezzan, nel 1930; alla occupazione di Cufra il 2° gennaio 1931, sostenendo lotte violente fino alla completa pacificazione della Libia.

Decorato con medaglia d’oro al valor militare per le innumerevoli prove del più fulgido eroismo offerto dalle sue truppe durante la guerra italo-etiopica 1935-1936 per la consacrazione dell’Impero, il Reale Corpo truppe coloniali della Libia vanta ancora due medaglie d’argento conferite a ai RR Corpo della Tripolitania e della Cirenaica, sintesi di lealtà e di valore l’uno, che in cento combattimento seppe conquistare, difendere e conservare all’Italia  la maggiore colonia; magnifico strumento di guerra l’altro, che in nove anni di lotta dura, aspra, difficile, tenacissima portò di vittoria in vittoria  il nome e la civiltà di Roma dalla costa fino al cuore  dell’inviolato deserto libico (Cufra)

Il Corpo vanta inoltre 4 medaglie d’argento, 6 medaglie di bronzo e 9 croci al valore, guadagnate dai suoi battaglioni nelle varie vicende della guerra.

sabato 20 agosto 2022

Traccia di Tesi. Populismo, Polarizzazione Postverità

 

 Politica Militare Compara.Traccia di tesi

Populismo Polarizzazione Postverità

Massimo Coltrinari 


Come in tutti i paesi occidentali la realtà politica italiana è caratterizzata da Tre P.: 

Il populismo, caratterizzato da due costanti: dividi ed impera e prometti anche l’impromettibile e vincerai (senza mantenere nulla; promesse che non si riusciranno a realizzare e che imporranno a qualunque prezzo, senza curarsi dei costi e di altri effetti nefasti, vds reddito di cittadinanza, distruzione del “lavoro” come valore, ecc.); 

la polarizzazione, che significa l’uso e l’abuso della discordia, del rancore, che si nutre di identità di gruppo: religione, razza, genere, regione, età, interessi economici ideologie e così via. Ed infine la terza P. 

la Postverità (a chi credere?), il punto massimo raggiunto della disinformazione e disseminazione di messaggi che creano sfiducia, intaccano il concetto d dovere. Oggi noi crediamo di sapere tutto, in realtà sappiano solo quello che è stato deciso da altri di sapere.

Le tre P indeboliscono in modo categorico la democrazia ed in particolare, la democrazia liberale ed atlantica. le istituzioni, le norme e la applicazione delle leggi (vedi il problema della Giustizia oggi in Italia), la corsa agli estremismi, al basso grado di resistenza psichica collettiva ad ogni difficoltà.[1] 

Se questo ha bisogno di conferma, basti leggere le dichiarazioni del noto populista Primo Ministro della Gran Bretagna che ha portato il suo paese fuori dell’Europa, sta provocando l’unione della Eire con l’Irlanda del Nord, la secessione della Scozia, in pratica al dissolvimento del Regno Unito; l’Ucraina deve cedere e chiedere la pace ad ogni costo per ragioni economica generali. Un altro Neville Chamberlain del 1939, ma questa volta la Gran Bretagna pesa negli affari europei, anche grazie a lui, poco.

L’Italia oggi è debole sul fronte partitico e della politica, non in grado di gestire in maniera serena le emergenze come Covid e Guerra in Ucraina e costretta a rieleggere un Presidente della Repubblica che non voleva e a chiamare un esterno a guidare il governo, in piena crisi economica (debito alle stelle e rifiuto di lavorare e dedizione al sacrifico) iperautoconsiderazione ( al resto del mondo non interessano i problemi italiani, mentre noi ci sentiamo al centro del mondo)

Sommando tutto questo e considerando che l’Italia, dall’ottocento in poi, è stata il ventre molle di una qualsiasi coalizione a cui ha partecipato, ed oggi ne da una ennesima conferma, distruggere l’Italia significa iniziare a distruggere l’Europa e quindi avere gioco facile in futuro.  Tutto questo e, insieme a i teorici della guerra ibrida, potrebbe essere materiale per una tesi di verifica e riferimento nell'ambito di Politica Militare Comparata.



[1] Moises Naim, Le vittorie populiste non  aiutano l’America Latina, in La Repubblica, 21 giugno 2022, pag. 17

mercoledì 10 agosto 2022

venerdì 29 luglio 2022

Temi di laurea. Argomenti.

 

Decorazioni al Valor Militare, la spiegazione sociologica

Di

Valentina Trogu

 

Le decorazioni al Valor Militare sono volte all’esaltazione degli atti di eroismo militare, anche compiuti in tempo di pace, a condizione che l'impresa sia strettamente connessa con le finalità per le quali le Forze militari dello Stato sono costituite. Rappresentano un segno distinguibile, un simbolo ricco di significato artefice della trasmissione di una informazione precisa. Il sociologo Ervin Goffman identifica nella società tre tipologie di simboli ossia i simboli di status o simboli di prestigio, i simboli stigma e i simboli distruttori dell’identità. I primi confermano l’informazione sociale associata ai segni di riferimento di un individuo accreditando una pretesa ad una posizione sociale, ad un particolare prestigio o all’onore. In un articolo degli anni 50 Goffman ha distinto i simboli di status indicanti la posizione sociale occupata dalla persona, l’esempio dei distintivi di grado con riferimento alla gerarchia militare è chiarificatore, dai simboli di stima che quantificano il livello di operosità dell’individuo in relazione ai doveri da eseguire in base alla posizione che occupa. Un esempio di simboli di stima sono le decorazioni al Valore Militare assegnate a chi si è distinto tra tanti dimostrando coraggio, spirito di sacrificio, lealtà alla propria patria e abnegazione. La storia insegna che gli uomini che hanno lottato mettendo a rischio la propria vita per seguire un ideale o per tutelare i propri compatrioti non sono accumunati da un unico destino né da una stessa origine. Hanno ricevuto medaglie nobili condottieri, generali e alti ufficiali ma sono stati riconosciuti come eroi nazionali anche giovani soldati privi di preparazione e di consapevolezza del loro atto chiamati a combattere per difendere la nazione da un nemico pericoloso e violento. La Prima Guerra Mondiale è un chiaro esempio della chiamata alle armi di giovani uomini il cui valore riconosciuto sul campo lo hanno dimostrato offrendo la propria vita per uno scopo più elevato, per alcuni forse incomprensibile ma necessario da soddisfare. Dire “sì” all’andata in guerra è stato un atto di responsabilità, un dovere etico da soddisfare che può essere spiegato con riferimento alla teoria filosofica dell’obbligo o della condotta morale volta allo studio dei criteri di identificazione delle azioni giuste con riferimento ai canoni che stabiliscono cos’è moralmente doveroso fare all’interno di una situazione in cui la persona è chiamata ad agire. I contesti in cui un individuo si può trovare a compiere una scelta etica sono innumerevoli e gli aiuti sulla decisione da prendere vengono dalla società in cui si è nati e cresciuti, dalla cultura di riferimento, dai valori appresi fin dalla primissima infanzia e dal senso di responsabilità acquisito non solo verso sé stessi ma anche verso il prossimo. La relazione tra società ed etica è stata studiata a fondo dai sociologi e sebbene negli anni 80 si tendesse a separare la sociologia – scienza positiva che studia nei fatti le relazioni sociali – dall’etica – scienza normativa che valuta l’agire degli individui – oggi si è compresa la necessità di integrare le corrispondenze tra scelte etiche della morale personale e il dovere selettivo stabilito dal sistema sociale.  I principi personali e sociali non possono distaccarsi dalla giustizia e dal bene comune, questa affermazione è alla base della vita civile, dell’appartenenza ad una comunità e di termini quali “patriottismo” e “nazionalismo”. All’etica si rivolge lo sguardo nel momento in cui non si è in grado di dare una risposta ultima e definitiva ad una situazione difficile convinti che, essendo sede del bene, della verità e della giustizia, sia la chiave da utilizzare per aprire la porta sul giusto percorso da intraprendere. Con riferimento al citato senso di appartenenza ad una comunità vogliamo intendere la definizione classica della sociologia data al termine “comunità”, un tipo particolare di relazioni sociali poste alla base di collettività che coinvolgono l’individuo nella sua totalità e lo spronano ad agire in un determinato modo. L’accettazione, l’adesione ai valori, il desiderio di sentirsi parte attiva di un gruppo, il senso di responsabilità più volte menzionato portano un individuo a compiere le scelte che lo fanno sentire parte integrante della comunità stessa mettendo da parte, a volte, l’individualismo in favore della società. L’antropologia, in effetti, definisce la comunità come un endogruppo che marca i confini dell’appartenenza e della distinzione fra ‘loro’ e noi’, collocando di conseguenza ‘gli altri’ fuori di essa, fino ad escluderli. All’interno di questo contesto è semplice comprendere il bisogno di tutelare il noi dal loro, la necessità di richiedere sostegno da parte dei cittadini nel momento in cui si subisce un attacco dall’altro, dal nemico. E in questi momenti di difficoltà si fa leva sull’orgoglio, sul senso di appartenenza, sul patriottismo e sul nazionalismo per incoraggiare i giovani soldati a mostrare il proprio valore davanti all’intera nazione per proteggere i membri della propria comunità dalla violenza e dalla cattiveria di chi appartiene ad un gruppo diverso. La coesione sociale, la volontà di protezione e di difesa sociale sono alla base di un qualsiasi gruppo a partire dalla famiglia, dal vicinato, dagli amici fino ad arrivare ad un insieme di persone più ampio che comprende tutti coloro che condividono le tradizioni, la lingua, la cultura e i valori.

La risposta alla chiamata di difesa del proprio Paese, dunque, nasce da un senso del dovere inteso come un obbligo che dipende da impegni presi in modo più o meno consapevole e legato alla necessità di soddisfare condizionamenti, regolamenti, Leggi o disposizioni precise. È difficile poter associare indiscutibilmente una risposta razionale all’agire per senso di dovere; più volte è stato sottolineato come ragazzi appena maggiorenni siano stati chiamati a combattere una guerra – il riferimento è alla Prima Guerra Mondiale ma è facilmente riscontrabile anche ai giorni nostri – di difficile comprensione senza avere gli strumenti giusti per affrontare attacchi nemici né la preparazione adeguata per affrontare psicologicamente un evento così terribile. Un impegno duro e, troppo spesso, dalle conseguenze tragiche e letali che richiede necessariamente un riconoscimento per tutti coloro che sono stati coinvolti e hanno lottato per difendere la Patria soprattutto quando il numero delle vite umane perse in un conflitto si rileva particolarmente elevato e mette davanti agli occhi di tutti la tragicità di una guerra e le pesanti conseguenze che i sopravvissuti devono affrontare. La morte non può essere il ricordo più grande perché devastante e disegno di una ferita profonda e sanguinante difficilmente rimarginabile se non dovesse essere associata ad un segno che possa non giustificare ma far accettare quanto accaduto riconoscendo il grande sacrificio compiuto da figli, mariti, genitori, le gesta eroiche e il valore dimostrato. Gli eroi sono individui dotati di capacità eccezionali o in grado di sostenere imprese singolari, questa la definizione intrinseca del termine a cui noi aggiungiamo il significato di individui che sanno lottare con eccezionale coraggio e generosità, fino al cosciente sacrificio di sé, per una ragione o un ideale ritenuti validi e giusti. Quest’ultima definizione appare più giusta con riferimento ai combattenti togliendo, però, il termine “eccezionale” dato che i giovani soldati e i decorati al Valore Militare sono, in realtà, persone ordinarie diventate improvvisamente eroi. Il sociologo americano Orrin Edgar Klapp ha dedicato vari articoli all’interpretazione sociologica dell’eroe che ci permettono di capire la figura dell’eroe da una prospettiva differente rispetto quella adottata comunemente. Per Klapp, l’eroe popolare è un tipo sociale a cui viene attribuito spontaneamente un ruolo da parte della società in un determinato luogo e tempo. Comprendere questo tipo sociale significa comprendere un elemento simbolico essenziale della psicologia collettiva a cui le persone reagiscono sollecitamente. Gli eroi popolari emergono principalmente in epoche di instabilità e nascono per riconoscimento e ossequio popolari spontanei; per selezione formale, come nel caso delle onorificenze militari; per lo sviluppo graduale di leggende popolari e come creazione poetica di drammaturghi, cantastorie e scrittori.

La nascita degli eroi è legata all’esistenza di situazioni che suscitano emozione, tensione e coinvolgimento di tutta la nazione e all’agire dell’individuo in queste particolari situazioni di crisi e drammi che proiettano una luce nuova su tutto ciò che fino a poco tempo prima era dato per scontato o considerato poco importante. Una guerra è l’evento per eccellenza in cui possono proliferare gli eroi e non sempre il riconoscimento viene dato a chi è stato realmente un valoroso combattente. Ma quando l’iniziativa di premiare, ricordare e onorare i soldati nasce dal popolo, come accaduto nella Prima Guerra Mondiale, per sottolineare il valore di giovani uomini, difficilmente l’assegnazione della decorazione è sbagliata. Quando si è dinanzi a persone comuni e ordinarie che hanno affrontato con coraggio un evento eccezionale nella sua tragicità è un obbligo per i sopravvissuti onorare le loro gesta e riconoscere l’impresa compiuta con devozione e spirito di sacrificio soddisfacendo un obbligo per senso del dovere e per esprimere l’attaccamento a quei valori militari profondamente radicati nella nostra cultura nel secolo scorso. Il filosofo austriaco Viktor Emil Frankl ha affermato che è possibile scoprire il significato della vita in tre diversi modi, col compiere un proposito, con lo sperimentare un valore e con il soffrire. Parole che rispecchiano l’agire di un combattente per la Patria e che sottolineano con fermezza l’esigenza di ricompensare tale scoperta con una decorazione al Valor Militare.