Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

martedì 29 settembre 2026

La creazione dei gruppi di combattimento. I lineamenti di studio Agosto 1944

 



Il risultato delle conferenze del 23 e del 31 luglio 1944 fu notevole. Era terminato l’atteggiamento ostativo alleato in termini di equipaggiamento ed armamento: finalmente anche gli Alleati avrebbero avuto armi ed equipaggiamenti, come i Polacchi, i Brasiliani, i Greci, e le truppe dell’Impero adeguati alle esigenze della guerra che si stava combattendo, e quindi posti su un piano di eguaglianza; la consistenza del contributo italiano in termini di unità combattenti si triplicò; inoltre si apriva la speranza che questo contributo aumentasse in relazione alla struttura delle divisioni di sicurezza interna, che divennero una sorta di riserva per la costituzione di nuove unità.


Lo SMRE, sulla base delle decisioni prese con gli Alleati si mise subito al lavoro. I lineamenti di studio, come detto, per la creazione dei gruppi di combattimento fu articolato in tre comparti:

- costituzione organica del Gruppo di Combattimento

- tattica conseguente alla costituzione organica

- addestramento


Costituzione organica del Gruppo di Combattimento

Sulla base dello studio approntato già dal febbraio 1944 in merito al riordinamento delle divisioni “Piceno” e “Mantova” fu approntato un progetto organico di base, che risultò come segue:

. comando del Gruppo di combattimento (200 uomini)

. 2 reggimenti di fanteria (6300 uomini) ogni reggimento su 3 battaglioni,1 compagnia mortai ed una compagnia

cannoni da 6 libbre, calibro 57/50, (18 pezzi per reggimento)

. 1 reggimento artiglieria (1400 uomini) su 4 gruppi di cannoni da 4 libbre (calibro 87 mm) -(32 pezzi), 1 gruppo

cannoni controcarro da 17 libbre (calibro 76 mm) – (8 pezzi) 1 gruppo di cannoni contraerei da 40 mm

(12 pezzi)

. 1 battaglione del Genio con 1 compagnia collegamenti (300 uomini) e 2 compagnie artieri (400 uomini)

. 1 Sezione di sanità e 2 ospedali da campo (300 uomini)

. 1 autoreparto per carburanti, sussistenza e artiglieria ( 400 uomini)

. officine meccaniche ed elementi vari ( 200 uomini)

Complessivamente nel gruppo di combattimento si sarebbero avuti 9500 uomini con la seguente dotazione di armamento:

. 4500 fucili

. 2500 moschetti automatici

. 500 mitragliatrici

. mortai: 220 Piat, 30 da 76 mm, 140 da 50 mm

. 32 pezzi da 25 libbre ( calibro 87 mm)

. 8 pezzi controcarro da 17 libbre (cal. 76 mm)

. 36 pezzi controcarro da 6 libbre (cal. 37 mm)

. 12 pezzi contraerei da 40 mm.

La proporzione tra battaglioni di fanteria e gruppi di artiglieria era di 1:1 (6 battaglioni di fanteria: 6 gruppi di artiglieria). Come è stato fatto notare1 nella divisione binaria italiana era di 2:1 (6 battaglioni di fanteria, poi aggiunti 2 battaglioni della Milizia) 3 gruppi di artiglieria. Ovvero il sostegno del fuoco ai Gruppi fu raddoppiato rispetto alla divisione binaria italiana.

Il personale assegnato ebbe una attenzione particolare: si doveva assegnare il personale migliore, scelti fisicamente e ben preparati, sopratutto gli ufficiali subalterni e di inquadramento, che dovevano avere un alto spirito combattivo e resistenza fisica tale da potere, in ogni circostanza, mantenere sempre integra l’attitudine a combattere.


Lineamenti della tattica conseguente alla costituzione organica

Una volta adottato l’organico definitivo del Gruppo di combattimento, su questo si sarebbero basati i relativi procedimenti d’azione. In relazione a questo era prioritario dare il massimo impulso all’addestramento tecnico sull’uso delle nuove armi in dotazione e dell’equipaggiamento. Al riguardo, tra i vari corsi di addestramento svolti dagli Alleati, che vedremo più avanti, qui merita di essere citato il corso informativo tattico, istituito allo scopo di far conoscere la dottrina tattica dell’Esercito inglese sull’impiego e sui procedimenti delle minori unità. A questo corso furono ammessi gli ufficiali superiori italiani che già avevano terminato i nostri corsi di S.M.


Addestramento

Il problema principale da risolvere era quello di addestrare il personale italiano all’uso di armi ed equipaggiamenti di un esercito straniero, che per giunta era stato nemico per oltre quattro anni. Il primo criterio di massima adottato fu quello di inviare un congruo numero di ufficiali italiani presso le scuole inglesi i quali, a loro volta, terminati i corsi, avrebbero provveduti ad istruire gli specialisti ed il personale di minori unità. Di pari passo fu dato il massimo impulso alla traduzione in lingua italiana dei regolamenti, librette e manuali d’uso inglesi e provvedere alla massima diffusione. Altro criterio fu quello di assegnare a ciascun Gruppo di combattimento in costituzione un nucleo di ufficiali inglesi per istruzione e collegamento, allo scopo di eliminare eventuali difficoltà e disguidi. 2

Si diede avvio nel mese di agosto alla istituzione di cari corsi, tra i quali:

. corsi sulle armi di fanteria, sulle armi di plotone e sul mortaio da 3 pollici )da 76 mm), a Benevento

. corsi sul materiale di artiglieria, in pratica sul

.. cannone controcarro da 6 libbre ( cal.57 mm) per ufficiali di fanteria:

.. cannone da 25 libbre ( cal. 87 mm);

.. cannone controcarro da 17 libbre (cal 76 mm)

.. cannone contraerei da 40 mm

. corsi sui mezzi di trasporto in dotazione agli Eserciti alleati

. creazione della scuola italiana dei collegamenti, creata a Nocera Inferiore

. corso informativo tattico, già citato, per la conoscenza e lo studio dei procedimenti tattici dell’Esercito Inglese

Il problema principale era la lingua, in quanto la conoscenza della lingua inglese nel regio Esercito era nulla; si provvide quindi a creare presso tutte le scuole, oltre che presso, come detto, i Gruppi di combattimenti di nuclei di interpreti. L'addestramento, in sintesi, era meramente applicativo, agevolato dalla abbondanza dei mezzi didattici a disposizione. In questo frangente fu utile l’opera di diversi soldati italiani già prigionieri che, rientrati o richiesti dalla prigionia, avevano già una pregressa esperienza sia dell'uso della lingua inglesi sia sui materiali di impiego.


Nella prima decade di agosto 1944 lo SMRE era alacremente al lavoro sotto il profilo organico. Fu stabilito l’ordine di precedenza nell’approntamento dei gruppi di combattimento, che non poteva essere che le divisioni “Cremona” e “Friuli” le meglio organizzate in quel periodo. La località di addestramento dei primi gruppi di combattimento fu individuata nella zona di Lucera, ove erano già in loco vari reparti della “Friuli”. Vi era un poco velato ottimista negli ambienti dello Stato Maggiore, dopo le riunioni ultime con gli alleati; addirittura si lavorava non solo sul presente ma anche in prospettiva, pensando di poter trasformare in unità combattenti le Divisioni di sicurezza. Questo avrebbe portato il numero dei gruppi ad 11, un numero tale che sicuramente, dal punto di vista ordinativo era giocoforza creare almeno una Armata italiana ma portare in linea. Questo ottimismo era basato su quanto aveva mostrato il Comando alleato in varie manifestazioni del suo pensiero, sempre favorevoli ad un ampliamento del contributo operativo degli Italiani. A questo risultato, non di poco conto se si pensa che solo sette mesi prima, nel gennaio del 1944, nei giorni non certo belli del “dopo Monte Lungo” vi era la concreta possibilità che si arrivasse alla totale cancellazione di unità combattenti italiane, si era giunto grazie a:


“a) il frutto della lunga, metodica e silenziosa azione svolta dalle nostre supreme autorità per ottenere il massimo potenziamento dello sforzo bellico dell’Italia al fianco delle Nazioni Unite”

b) il riconoscimento ufficiale da parte alleata del valore del combattente italiano dopo le prove date dai nostri soldati del I Raggruppamento motorizzato e del Corpo Italiano di liberazione”


1 Cfr. I Gruppi di Comnattimento, Nota 1 pagina 12. L’organigramma sopra riportato è tratto da questa pubblicazione

2 Cfr. “I Gruppi di Combattimento”, cir., pag. 13

sabato 19 settembre 2026

Giovanni Riccardo Baldelli Volume. Gli ordinamenti dell'Esercito Italiano nel secondo dopoguerra. Indice

 

Indice Generale

Volume 3

Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra

Dalla nascita della Repubblica alla ristrutturazione del 1975


Presentazione

Prefazione

Ringraziamenti

Nota dell’Autore

Premessa

Introduzione


Tomo I - Dal 2 giugno 1946 al 31 dicembre 1960

Capitolo 1 – Una difficile ricostruzione

1.1. La situazione politica nell’immediato secondo dopoguerra

1.2 I primi studi-progetti sulla struttura del nuovo Esercito Italiano

1.3 Le forze di polizia a statuto militare

1.4 I primi adeguamenti organici

1.5 Le conseguenze del Trattato di pace

1.6 La struttura di vertice delle Forze Armate e dell’Esercito dalla fine

della guerra al Trattato di pace

1.7 Conclusioni


Capitolo 2 –L’ingresso nella NATO e gli anni Cinquanta

2.1. L’adesione al Patto Atlantico

2.2. L’espansione ordinativa

2.3. Gli ordinamenti e gli organici delle Varie Armi, Corpi e Servizi.

Considerazioni.

2.4 Conclusioni


Tomo II. Gli anni Sessanta. Dal 1 gennaio 1961 al 31 dicembre 1969

Capitolo 3 – Gli anni Sessanta

3.1 La situazione politico-militare e dottrinale negli anni Sessanta

3.2. La struttura dell’Esercito Italiano negli anni del boom economico 3.3 Considerazioni sugli ordinamenti e gli organici delle Varie Armi, Corpi e Servizi

3.4.Conclusioni


Tomo III. Gi anni Settanta e la ristrutturazione. Dal 1 gennaio 1970 al 31 dicembre 1975

Capitolo 4 – Gli anni Settanta e la Ristrutturazione

4.1 La situazione politico-militare e dottrinale nei primi anni Settanta

4.2. La struttura dell’Esercito Italiano prima della Ristrutturazione

4.3 La Ristrutturazione

4.4 Considerazioni sugli ordinamenti e gli organici delle Varie Armi,

Corpi e Servizi

4.5 Conclusioni


Tomo IV. Documenti. Dal Documento m. 1 al n.31

Documento 1: Struttura dei Gruppi di Combattimento del Regio Esercito all’atto della loro costituzione.

Documento 2: Ordine di battaglia dell’Esercito Italiano al 2 giugno del 1946

Documento 3: Tabella sinottica con le trasformazioni ordinative adottate dall’Esercito Italiano il 1° luglio 1946

Documento 4: Tabella sinottica con le trasformazioni ordinative adottate dall’Esercito Italiano da gennaio del 1947 (Esercito di Transizione)

Documento 5: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano a marzo del 1945

Documento 6: Tabella riassuntiva degli stanziamenti erogati per l’Esercito Italiano (esclusa l’Arma dei carabinieri) nel decennio 1947-1957

Documento 7: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano nel 1951

Documento 8: Tabella sinottica degli organici degli Ufficiali dell’Esercito Italiano

Documento 9: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano alla fine del 1953

Documento 10: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano a maggio del 1954

Documento 11: Organico di guerra e personale di una Divisione di Fanteria nel 1955

Documento 12: Materiali ed equipaggiamenti di una Divisione di Fanteria nel 1955 secondo l’organico di guerra vigente

Documento 13: Organico di Guerra di una Divisione di Fanteria di “Pianura” nel 1958

Documento 14: Organico di Guerra di una Divisione di Fanteria di “Montagna” nel 1958

Documento 15: Organico di guerra di una Divisione Corazzata nel 1956

Documento 16: Organico di guerra di una Divisione Corazzata nel 1958

Documento 17: Organico di guerra di una Divisione Corazzata nel 1959

Documento 18: Organico di guerra di una Brigata Alpina tra il 1957 e il 1959

Documento 19: Organico di guerra delle Compagnie di Fanteria, Bersaglieri e Alpini tra il 1955 e il 1956

Documento 20: Organico di guerra delle Compagnie Comando e delle altre compagnie Reggimentali di Fanteria, Bersaglieri e Alpini nei primi anni 50

Documento 21: Organico di guerra dei Battaglioni di Fanteria, Bersaglieri e Alpini nel 1955

Documento 22: Organico di guerra alla fine degli anni Cinquanta dei Reggimenti di Fanteria, Bersaglieri, Alpini e Carristi e delle compagnie di supporto organicamente assegnate

Documento 23: Organico di guerra alla fine degli anni Cinquanta dei Battaglioni di Fanteria, Bersaglieri, Alpini e carri

Documento 24: Organico del Raggruppamento Lagunare e delle unità dipendenti

Documento 25: Organici del Reggimento, del Gruppo Squadroni e dello Squadrone di Cavalleria Blindata come da determinazioni del 1954 dello SME Ufficio Ordinamento

Documento 26: Organici del Comando della Brigata di Cavalleria e del Reggimento di Cavalleria Blindata come da determinazioni del 1957 dello SME Ufficio Ordinamento

Documento 27: Tabelle Organiche di guerra previste per le unità di Artiglieria nel quinquennio 1948-1953

Documento 28: Organici delle unità di Artiglieria dopo la ristrutturazione della seconda metà degli anni Cinquanta

Documento 29: Organici dei Battaglioni Genio delle Divisioni e compagnie Genio delle Brigate Alpine come da determinazioni del 1957 dello SME Ufficio Ordinamento

Documento 30: Organico dei Battaglioni Trasmissioni delle Divisioni e delle Compagnie Trasmissioni delle Brigate Alpine

Documento 31: Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano al 1° gennaio 1961



Tomo V. Documenti. Dal Documenti 32 al n. 61

Documento 32: Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano nel 1966

Documento 33: Organico delle Brigate di Fanteria negli anni Sessanta

Documento 34: Organici delle Divisioni di Fanteria di Pianura, Montagna, Meccanizzate e Corazzate anni Sessanta

Documento 35: Organici della Brigata Corazzata delle Divisioni Corazzate nel 1963

Documento 36: Organici della Brigata Meccanizzata delle Divisioni Corazzate nel 1963

Documento 37: Organici delle unità Paracadutisti nel 1967

Documento 38: Organici della Brigata Artiglieria delle Divisioni Corazzate nel 1963

Documento 39: Organici, riferiti al 1963, del Comando dell’XI Brigata Meccanizzata, del Comando Reggimento e dei Battaglioni Carabinieri

Documento 40: Organici dei Battaglioni Carabinieri nel 1969

Documento 41: Ridenominazione e trasformazione dei Battaglioni Esploranti Divisionali (BED) in Gruppi Esploranti Divisionali (GED)

Documento 42: Organici dei Reggimenti Artiglieria Corazzata nel 1968 e dei Gruppi alle loro dirette dipendenze

Documento 43: Organico di guerra del Gruppo Artiglieria Missili nel 1966

Documento 44: Organici di Guerra delle Unità dell’Artiglieria Contraerei nel 1969

Documento 45: Tabella delle razioni viveri ordinarie dal 1861 al 2000

Documento 46: Elenco dei Distretti Militari degli anni Sessanta e relativa dipendenza dai livelli ordinativi superiori

Documento 47: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino attuati nei confronti delle Grandi Unità e dei Comandi di Reggimento all’indomani della Ristrutturazione

Documento 48: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano al 30 giugno 1977 all’indomani della Ristrutturazione

Documento 49: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Battaglioni delle varie specialità di Fanteria dopo la Ristrutturazione

Documento 50: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi delle Compagnie delle varie specialità di Fanteria dopo la Ristrutturazione

Documento 51: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità di Fanteria attuati con la Ristrutturazione

Documento 52: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità di Cavalleria attuati con la Ristrutturazione

Documento 53: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità di Artiglieria attuati con la Ristrutturazione

Documento 54: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Gruppi delle varie specialità di Artiglieria dopo la Ristrutturazione

Documento 55: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Reggimenti delle varie specialità di Artiglieria dopo la Ristrutturazione

Documento 56: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità del Genio attuati con la Ristrutturazione

Documento 57:Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Battaglioni Genio Pionieri e del 3° Battaglione Genio Guastatori “Verbano” dopo la Ristrutturazione

Documento 58: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità delle Trasmissioni attuati con la Ristrutturazione

Documento 59: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Battaglioni Trasmissioni Divisionali dopo la Ristrutturazione

Documento 60: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità dell’ALE attuati con la Ristrutturazione

Documento 61: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino attuati nei confronti dei Reggimenti CAR con la Ristrutturazione


mercoledì 9 settembre 2026

Proposta materia di tesi. La sfera di influenza degli Stati Uniti


Fonte. LIMES Rivista Italiana di geopolitica n. 1 del 2026

La materia di Tesi per Politica Militare Comparata
riguarda la sfera di influenza degli Stati Uniti oggi

Oltre al Caraibe ed alla Groenlandia, gli Stati Uniti considerano "homeland tutto il nord America compreso il Canada e come obiettivi la Groenlandia il Venezuela Cuba e Panama

Indicati i Paesi dell'orbita atlantica degli USA: Unione Europea Nato e Svizzera, con molte riserve 

 Nel Medio oriente, Israele e Qatar, mentre nel Pacifico Giappone e Corea del Sud
Filippine
Australia e Nuova Zelanda

Infine i Paesi  con i quali è necessario negoziare
Turchia Arabia saudita Pakista India Indonesia Marocco Etiopia Egitto

info: didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org