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venerdì 20 marzo 2015

Convegno alla Sapienza: 11 marzo 2015. Nota

Italia e il Mare tra geopolitica, sicurezza nazionale e strategia economica


di 

 Anastasia Latini

Il 15 marzo nell'aula del Rettorato della Sapienza di Roma si è tenuta la conferenza “Italia e il Mare tra geopolitica, sicurezza nazionale e strategia economica” a cui hanno partecipato numerose personalità del mondo politico ed accademico per confrontarsi su un argomento centrale per lo sviluppo del nostro paese, eppure spesso messo ai margini del dibattito pubblico:  il Mediterraneo.
Il mare nostrum è di nuovo salito agli onori della cronaca, da qualche anno, specialmente in relazione ai numerosi sbarchi di emigranti che attraversano la distesa d'acqua che ci separa dalle coste del Nord Africa, spesso con esiti drammatici.
In questo seminario si sono voluti affrontare i vari aspetti e le varie sfaccettature del nostro rapporto con il Mar Mediterraneo perché, come si è spesso ripetuto nel corso delle dissertazioni, l'Italia con i suo quasi ottomila chilometri di coste è uno Stato fondato sul mare, anche se spesso sottovalutiamo questa nostra imprescindibile dimensione marina.
Ad oggi che le coste mediterranee sono scosse da profondi sommovimenti politici, religiosi ed economici è centrale tornare ad analizzare le problematiche che le scuotono, in funzione soprattutto di riproporne in ambito internazionale la centralità e richiamare l'attenzione su cosa accade alla frontiera meridionale d'Europa.
Con il saluto del Magnifico Rettore, del direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Fulco Lanchester, e degli onorevoli Rossi e Velo si sono dunque aperti i lavori sulla prima parte riguardante lo spostamento degli assi geopolitici, ovvero il mare e la sicurezza nazionale.
Sono intervenuti illustri relatori come i senatori Pier Ferdinando Casini e Nicola LaTorre, i quali hanno esposto le maggiori problematiche che ci troviamo ad affrontare: dalla crisi ucraina allo spostamento degli interessi statunitensi verso il Sud-est asiatico, la nota emersa è che le vicissitudini del Medio Oriente, da cui siamo divisi solo da un braccio di mare, riguardano sempre più da vicino l'Europa che deve tornare ad occuparsi da protagonista, non da attore subordinato, del grande scenario mediterraneo.
L'Ammiraglio De Giorgi, capo di Stato Maggiore della Marina, ha ulteriormente chiarificato la situazione evidenziando come diversi fattori abbiano contribuito a creare un clima di instabilità: il cambio del blocco delle alleanze, la globalizzazione, la pressione demografica esercitata dai paesi poco sviluppati accentuata dall'effetto dei cambiamenti climatici che impoverisce ulteriormente il retroterra contadino dal quale molti provengono, e che spinge a grandi esodi verso il nostro continente e attraverso il Mediterraneo.
Come hanno rilevato lui e i relatori che l'hanno seguito c'è uno spostamento degli interessi internazionali verso il mare che, insieme ad internet, è il grande pilastro della globalizzazione mondiale: il 65% della popolazione vive a ridosso delle coste e il 90% delle merci si sposta sull'acqua di cui il 19% nel solo Mediterraneo.
Il professor Gianfranco Lizza ha spiegato l'importanza della costruzione di una sinergia tra le due sponde nella seconda parte, che verteva proprio sulle strategie economiche e le rotte marine, indicando come l'Europa abbia guardato ad est quando sono il Nord Africa e il Medio Oriente, al momento dilaniati da uno scisma religioso tra sunniti e sciiti, i concorrenti diretti nel controllo del bacino.
Il rafforzamento della nostra Marina ricopre un ruolo centrale nel potenziamento dell'influenza italiana, a fronte degli investimenti di stati come il Marocco o l'Algeria che puntano ad una posizione di hub portuali sul Mediterraneo.
Questo aspetto è stato ribadito anche da Luca Sisto (Confitarma) che ha fatto notare come il nostro paese sia “amarittimo”, come non si sia dotato nel corso del tempo degli strumenti necessari allo sviluppo del settore: in Italia manca un ministero della Marina Mercantile, fatto inconcepibile per un paese che vanta una flotta di 1500 navi, la maggior parte delle quali privata.
Argomento ripreso da Alberto Maestrini, direttore costruzione navi militari di Fincantieri, che ha spiegato i punti di forza di questa industria, che produce un introito di 4 miliardi l'anno e che mantiene le competenze e il know how in Italia, un aspetto oggi tutt'altro che secondario.
Il professor Paolo Sellari ha spiegato come ci sia un problema di competitività del paese che contribuisce a  produrre il gap logistico di cui soffre il Mediterraneo: la “nuova” (riconducibile agli anni Ottanta) forma dei traffici marittimi basata sul sistema degli hub spoke, basata a sua volta sulle rotte “giramondo”, ha rivoluzionato i commerci su scala mondiale, insieme alla verticalizzazione dei porti che sono oggi centri borsistici di prim’ordine e non si fondano più su un’economia labour intensive ma capital intensive.
Il dottor Daniele Scalea ha concluso la dissertazione mettendo in evidenza come tra le due crisi che oggi maggiormente interessano l'Europa, ucraina e medio orientale, sia stata la prima a catturare in modo più marcato l'attenzione dell'Occidente.
L'estremismo salafita, benché militarmente non sia una minaccia per l'Europa, rimane una minaccia per il Mediterraneo, e lo Stato Islamico, sua derivazione, nasce da quella pianta difficile da sradicare che ha dato vita anche ad al Qaeda e alle sue mille ramificazioni, principale ostacolo ad una convergenza di interessi dei paesi mediterranei.
Tornare a parlare di Mediterraneo è oggi indispensabile allo sviluppo dell'Unione Europea e al suo processo di integrazione politica che deve svilupparsi a prescindere dall'autorità sempre più lontana degli Stati Uniti, anche per via del crescente divario tra le due sponde dell'Atlantico.

Occuparsi del Mediterraneo, rimetterlo al centro di un dibattito e di un ragionamento di lungo periodo è la necessità primaria emersa in questa giornata che ne a marcato l'importanza per il nostro percorso futuro.

ISAG: 2 aprile 2015: Conferenza alla Camera dei Deputati ore 15.


l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'invitarvi alla conferenza
Regionalismo e integrazione: le sfide dell'ASEAN Community 2015, 
che si svolgerà 
giovedì 2 aprile 2015, dalle ore 15, 
presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, in Via del Seminario 76, Roma.


Per la locandina col programma completo si prega di cliccare qui. 
Sono previsti gli interventi, tra gli altri, di:
 S.E. Nguyen HOANG LONG 
(Ambasciatore della Repubblica Socialista del Vietnam), 
S.E. Surapit KIRTIPUTRA 
(Ambasciatore del Regno di Thailandia), 
S.E. August PARENGKUAN 
(Ambasciatore della Repubblica di Indonesia, Ambasciatore in Italia) 
e On. Marco FEDI
 (Membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati).


Il convegno è organizzato da IsAG col patrocinio del Ministero dello Sviluppo degli Esteri.
 Per partecipare è richiesta iscrizione tramite apposito formulario (clicca qui).
 In alternativa è possibile iscriversi via posta elettronica rispondendo a questa lettera o 
scrivendo a eventi@istitutoisag.it,
 indicando in entrambi i casi per ciascun partecipante nome e cognome,
 indirizzo di posta elettronica ed eventuale ente di afferenza.

Distinti saluti,
Tiberio Graziani, Presidente
Daniele Scalea, Direttore Generale



Prossimi eventi / Save the Date: 

Gio., 02/04/2015 - ore 13.00-19.00
Realismo e integrazione: le sfide dell'ASEAN Community 2015
Roma, Camera dei Deputati

Ven., 17/04/2015 - ore 9.00-13.00
Presentazione de "Il conflitto russo-ucraino" di Eugenio Di Rienzo
Roma, Università Sapienza
 
Ven., 08/05/2015 - ore 9.00-13.00
Tunisia: dalla dittatura alla democraziaIncontri con la Diplomazia

Roma, Università Sapienza

 Ven., 15/05/2015 - ore 14.00-18.00
Vent'anni dopo Dayton: i Balcani Occidentali nell'Europa UnitaIncontri con la Diplomazia
Roma, Università Sapienza
 
Lun., 25/05/2015
Ruolo e prospettive del "Nuovo Giappone" nell'Asia-Pacifico
Roma, Istituto Giapponese di Cultura
 
Ven., 12/06/2015 - ore 10.00-13.00
ISIS, Al Qaida e le "Primavere" che non fioriscono: le sfide della sicurezza mediterranea per l'Italia
Roma, Camera dei Deputati
 
Mer., 17/06/2015 - ore 9.00-13.00
Le sfide per la politica estera italiana nel 2015Incontri con la Diplomazia

Roma, Università Sapienza

 Mer., 24/06/2015 - ore 13.00-19.00
Sviluppo economico e infrastrutturale in Centroamerica e Caraibi: aspetti geoeconomici e opportunità per l'Italia
Dialogo Italo-Latino Americano
Roma, Camera dei Deputati

venerdì 13 marzo 2015

Sapienza: Conferenza di Franco Faticati



 lunedì 16 marzo 2015 alle ore 16 
presso la sede sociale (Geografia, Sapienza Università di Roma) 

FRANCO FATIGATI 
terrà la conferenza dal titolo
 L’avvio della seconda modernità: l’attuale globalizzazione. 

L'incontro s'inquadra nel corso 
"I SISTEMI DEL MONDO GLOBALIZZATO: SPAZI DELL’ECONOMIA E DELLE CULTURE". 

L’attuale quadro mondiale evidenzia la complessità di diversi sistemi-mondo tra loro interagenti, in particolare i sistemi dell’economia, della politica e delle culture. 

Cordiali saluti

Gino De Vecchis

(info:studentiecultori2009@libero.it)

lunedì 2 marzo 2015

Società Tarquinense di Arte e Storia

Sabato 21 marzo 2015 alle ore 7,00 in prima convocazione e DOMENICA 22 MARZO 2015 alle ore 10.00 in seconda convocazione
 nella Sala Sacchetti, Palazzo dei Priori, Via dell’Archetto n. 4, 
avrà luogo
 la ASSEMBLEA GENERALE 
ordinaria dei Soci per discutere sul seguente ordine del giorno:
 1) Relazione Morale del Presidente;
 2) Relazione Finanziaria; 
3) Relazione dei Revisori dei Conti;
 4) Approvazione del Bilancio Consuntivo anno 2014; 
5) Bilancio Preventivo 2015 –
 Coffee Break 6) Proposta nomina Soci Onorari; 
7) Varie ed eventuali. 
I documenti contabili relativi alle relazioni in esame sono a disposizione dei Soci nella Sede Sociale di via delle Torri 33, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30; il sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00. I
 SOCI sono vivamente pregati di prendere parte all’ASSEMBLEA. 
Cordiali saluti. 
 Il Presidente Dott.ssa Alessandra Sileoni 
Tarquinia, lì 23/02/2015 

Ad Ancona il Congresso Nazionale del Movimento Federalista Europeo

VERSO IL CONGRESSO NAZIONALE DEL M.F.E.
ANCONA  
20/22 MARZO 2015  -
 Nuovo Hotel -


Ancona ospiterà i delegati, provenienti da tutta Italia,  presenti al Congresso Nazionale del Movimento Federalista Europeo (MFE) che si svolgerà alla fine dell’inverno, 20-21-22 Marzo negli accoglienti ambienti del Nuovo Hotel, Via Rupi di via 29 Settembre,14.  L’auspicio che  accompagna il Congresso vuole che  l’inizio della primavera segni non solo quella del calendario antoniano ma anche la fine della gelida e troppo lunga stagione della recessione economica, dell’impoverimento di molti strati della popolazione e della disoccupazione con chiusura di fabbriche e opifici. I congressisti, consci di tali difficoltà, dovranno discutere, argomentare con sapienza sulle tante problematiche che si incontrano nell’azione di avanzamento dell’unità degli Stati  della vecchia Europa facendo nel contempo proprie le preoccupazioni di cittadini che guardano con trepidazione l’avvenire. I delegati si impegneranno nel rendere di facile comprensione il loro pensiero, sostenendo altresì giunto il momento di andare oltre l’Euro per dare forma a una comune Europa fiscale e un governo federale  tra gli Stati nazionali.  Lo proporanno con convinzione quale risultato di un dibattito interiore che vuole migliorare la solidarietà  e la difesa della dignità di tutti gli uomini.
Da questo congresso Anconetano, dovrà uscire anche la riscoperta di una passione per l’impegno sociale che, soltanto praticato tutti assieme,  può determinare quel cambiamento da più parti invocato per riscoprire i lati positivi dell’impegno civile. Occorre infatti recuperare i valori della vita sociale ad ampia partecipazione nel confronto e nel dibattito democratico.  In altre parole vogliamo ribadire che l’esercizio della democrazia impone di esserci.  Di rimando va biasimata  la contrarietà e la fuga di tanti cittadini dal  vivere all’interno di organizzazioni politiche con finalità democratica e di libertà.
Ancona, città marinara, porto importante per i  collegamenti  lungo le coste dell’Adriatico e del Mediterraneo,  spinge i suoi traffici fino al medio oriente. Con un passato di città ribelle, insofferente alle occupazioni del territorio, con spiccata vocazione a lottare contro le ingiustizie sociali e le prepotenze dei regimi autoritari, è stata città protagonista durante la rivoluzione mazziniana della Repubblica Romana del 1849. Nelle sue strade sono scoppiati i tumulti popolari contro l’oppressione sabauda e militarista del giugno del 1914 che prese il nome di Settimana Rossa e si estese in altre regioni del centro-settentrionale dell’Italia. Molti suoi concittadini sono divenuti simbolo di eroismo popolare, martiri e capi popolo. Una spiccata predilezione, nel periodo risorgimentale, con le gesta garibaldine ha trovato ad Ancona e nelle Marche numerosissimi seguaci. 
La città percepisce a pieno l’importanza dello svolgimento del 27° congresso Nazionale del Movimento Federalista Europeo ed è ben lieta di far sentire ai congressisti italiani e alle delegazioni di altri Paesi europei l’affetto, la solidarietà e la simpatia per un impegno sociale che si svolge nel proprio territorio e che segnerà certamente una svolta significativa per la costruzione degli Stati Uniti d’Europa.   
                                                                    Segretario di Sezione  Manlio Bovino


lunedì 23 febbraio 2015

Associazione: un ricordo per la pace. Un progetto che si è erenato

PROGETTO ESPOSIZIONE STORICA BONACINI :
 “UN RICORDO PER LA PACE”


LA PROPOSTA DI NUOVE DONAZIONI PROTOCOLLATA PIÙ VOLTE AL COMUNE DI APRILIA SENZA NESSUNA RISPOSTA

L'ULTIMATUM DELLA FAMIGLIA BONACINI : 
A MARZO IL RIMANENTE MATERIALE STORICO SE NON SARA' ESPOSTO AL ROSSELLI VERRA' OFFERTO AD ALTRE STRUTTURE MUSEALI


Scade a marzo l'ultimatum della famiglia Bonacini all'Amministrazione apriliana per la piena realizzazione del progetto culturale a favore della collettività di Aprilia, che si trascina da più di 15 anni.
Il materiale storico più volte offerto gratuitamente a completamento dell'esposizione “Aprilia in guerra : la battaglia di Aprilia” attualmente presso l'Istituto “Carlo e Nello Rosselli” di Aprilia potrebbe trovare presto altra destinazione nei musei nazionali o esteri disposti ad accoglierlo e valorizzarlo dignitosamente.
Una grande opportunità persa per la Città di Aprilia ed una prova tangibile della scarsa attenzione per la cultura e per la storia.
Il progetto espositivo nacque nel maggio 1999, quando dopo la scomparsa di Ostilio Bonacini la  famiglia, residente ad Aprilia, decise di affidare gratuitamente al Comune di Aprilia la sua importante raccolta di reperti della seconda guerra mondiale.
Solo tre anni più tardi nel 2002 fu possibile esporne  solo alcuni pezzi in una piccola mostra permanente presso l'Istituto Comprensivo Pascoli di Aprilia, ma l'esperienza fu fallimentare anche sotto il profilo della sicurezza; nel 2008 venne dismessa per subentrate esigenze scolastiche ed il materiale Bonacini trasferito nell'auditorium del Rosselli. Dopo anni di “stallo” qualcosa si mosse nel luglio 2012 quando con una delibera di giunta il Comune di Aprilia accettò l'affidamento a titolo perenne e gratuito di circa 300 reperti e successivamente  patrocinò  la realizzazione dell'esposizione  con circa 20.000 euro per nuove teche e manichini. La mostra, il cui allestimento venne curato dall'Associazione “un ricordo per la pace”, venne inaugurata il 23 aprile 2013.
“E' bene ricordare- afferma Elisa Bonacini, erede dell'importante raccolta storica- che l'esposizione al “Rosselli” nulla altro è costata ai cittadini di Aprilia. Nulla è costato all'Amministrazione il lungo ed accurato lavoro di inventariato del materiale con esperti del settore, iniziato da mio papà Ernesto Bonacini, e poi proseguito da mia mamma Franca Saccani, che tanto aveva a cuore “le cose” di mio fratello, figlio prediletto. Nulla è costato il lavoro della mia Associazione “Un ricordo per la pace” curatrice della mostra che ha offerto finora il proprio impegno con tanta passione e 0 finanziamenti, riuscendo ad avvalersi nel tempo di prestigiose partecipazioni di persone che generosamente sostengono l'Associazione condividendone finalità e valori. Nessun riconoscimento morale neanche per la divulgazione della storia e delle persone di Aprilia, che con tanta passione porto avanti da anni. Ma quello che mi rammarica maggiormente è addirittura l' “oscuramento” della stessa esposizione storica che dovrebbe invece costituire un punto di orgoglio per la Città di Aprilia e per i suoi abitanti. Ho dovuto infatti constatare già da molti mesi persino la rimozione del mio blog di riferimento dell'esposizione museale sul sito del Comune di Aprilia. Quindi l'esposizione museale al Rosselli “UN RICORDO PER LA PACE” sul tema “APRILIA IN GUERRA : LA BATTAGLIA DI APRILIA” seppure patrocinata nella sua realizzazione dal Comune di Aprilia pubblicamente non esiste e non viene mai menzionata neppure nell'origine particolare dell'iniziativa . Sulla base di queste amarezze ho preso questa decisione che ho sottoposto tramite l'ultimo protocollo il 12 settembre scorso al Comune di Aprilia, ad oggi ancora senza risposta”.
 Ne riproponiamo una sintesi:
“...Ripropongo all'Amministrazione di Aprilia questa richiesta che deve tenere conto degli ultimi avvenimenti nel 2014 quali l'inaugurazione presso l'Istituto Carlo e Nello Rosselli del monumento ad Eric Fletcher Waters ed ai caduti dispersi della battaglia di Aprilia, iniziativa di cui sono stata promotore insieme al veterano inglese Harry Shindler (deliberazione n°8 del 14.01.2014).
La collocazione del monumento nel piazzale dell'Istituto Rosselli, dove è ubicata l'esposizione bellica Bonacini non è casuale ed ha ottenuto il consenso di Roger Waters che nel suo impegno pacifista è in piena sintonia con l'attività ed i valori portati avanti dall'Associazione “Un ricordo per la pace”.
..Ritengo che sulla base di queste motivazioni la location ideale per la collocazione di tutti i miei reperti debba essere l'Istituto“Rosselli”, per il messaggio di pace che è necessario trasmettere alle giovani generazioni, e che passa anche attraverso la conoscenza e lo studio dei reperti della collezione Bonacini, autentici documenti di memoria.
...Voglio quindi riconfermare la volontà di affidare a titolo gratuito alla Città di Aprilia altro materiale della collezione storica Bonacini, nelle finalità di completamento presso il “Rosselli” del progetto espositivo “UN RICORDO PER LA PACE” dal tema “APRILIA IN GUERRA : LA BATTAGLIA DI APRILIA” .
...Si richiede quindi all'Amministrazione Comunale di Aprilia di accogliere questa opportunità a favore della collettività, offrendo il supporto finanziario per la realizzazione di NUOVE TECHE ESPOSITIVE con almeno 20 TRA MANICHINI E BUSTI .
Si richiede anche il patrocinio per la realizzazione di un PROGETTO DI STRUTTURA INFORMATIVA MULTIMEDIALE (plurilingue) in continuità dell'esposizione, con la descrizione dei reperti esposti, le documentazioni, i video tematici e le ricerche condotte anche dalla mia Associazione sulla storia di Aprilia nel periodo di guerra. Si richiede pure il patrocinio per la REALIZZAZIONE DI UN SITO INTERNET in collegamento con il Comune di Aprilia, quale museo virtuale fruibile da visitatori di tutto il mondo, in un'ottica di promozione internazionale delle peculiarità e delle eccellenze della Città di Aprilia”.



venerdì 20 febbraio 2015

The Caucasus Research Resource Centers. International Fellowschip

The Caucasus Research Resource Centers (CRRC) are a network of research, resource and training centers established in 2003 in the capital cities of Armenia, Azerbaijan and Georgia with the goal of strengthening social science research and public policy analysis in the South Caucasus.
CRRC was established in 2003 by the Eurasia Partnership Foundation (EPF) with financial support from the Carnegie Corporation of New York. In summer 2013 CRRC Armenia and CRRC Georgia were registered as independent non-commercial legal entities, but continue to maintain the same goals, objectives and commitment to regional cooperation.

CRRC has 10 years of experience providing researchers, governments, donors, NGOs and the private sector with data and analysis of critical trends and expectations in Georgia and across the region. CRRC provides research, analysis and training using tested methodologies which allow accurate comparisons between sectors, populations and countries.

International Fellowship


Type: Internship/Fellowship Program
Compensation: Small stipend that may contribute to housing or food; we encourage candidates to seek outside funding; help finding housing provided
Start: Rolling
Application Deadline: Rolling
Openings: 2-4
Location(s): Tbilisi, Georgia; Yerevan, Armenia
Duration/Hours: at least 10 weeks, 4 days, 32 hours/ week

Qualifications
Eligibility: Applicants must have a strong interest and background in the social sciences (policy-related or think tank experience is a benefit); have completed two years of college course work by the time the internship begins (graduate students are highly encouraged to apply); be familiar with Microsoft programs (knowledge of statistical programs such as SPSS or Stata is desirable); have well-developed communication, teamwork and organizational skills; take initiative and work independently with little supervision; and be able to work in a complex environment in developing countries. Knowledge of Russian or a local language (Armenian and Georgian) and experience in the NIS region is a plus. Candidates who have their own research agenda will be given priority. Applicants must be willing to commit to the internship for a minimum of 10 weeks. 

Description
In addition to its core activities, CRRC has a burgeoning number of research projects in which interns in the past have played a pivotal role. Duties may include but are not limited to conducting research (including interviewing local officials and community members and helping manage the questionnaire design process) and helping local researchers publish their findings; organizing social science trainings; updating CRRC's English language materials; preparing outreach materials; updating and managing databases; and organizing special events and conferences. There is also the opportunity to establish long-term cooperation with local researchers and policymakers, as well as learn Russian and/or a local language and conduct research during the course of the internship.

How to Apply
Your application should include a scanned copy of your transcript, a resume including three references, a short writing sample in English and a cover letter explaining why this position is of interest.

Contact Information
 CRRC Armenia: Anna Sarkisyan, Email: anna@crrc.am
 CRRC Georgia: Tamar Khoshtaria, Email: tamuna@crrccenters.org


T

Norme Redazionali. Un riferimento

Riportiamole Norme redazionali del Bollettino della Società Geografica Italia al fine di avere un orietnamento su come predisporre eventuali lavori ricerche tesi o simili


NORME REDAZIONALI DEL
«BOLLETTINO DELLA SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA»
REGOLE GENERALI

Ogni articolo proposto in pubblicazione PERVERRÀ ALL’UFFICIO DI REDAZIONE SU CARTA, completo in tutte le sue parti; e IN VERSIONE ELETTRONICA (anche via e-mail), in formato .rtf per quanto riguarda le parti di testo e in formato .tif per quanto riguarda le immagini, parimenti completo. Le note saranno raccolte in un file diverso da quello del testo oppure in calce al file di testo – ma non disposte a piè di pagina. La versione su carta e quella elettronica si corrisponderanno esattamente;
La scelta di corpi, caratteri, partizioni e così via è esclusiva competenza dell’Ufficio di Redazione. In ogni caso, non sono in uso il grassetto (o neretto) né il sottolineato; il carattere di stampa adottato è il «Garamond».
illustrazioni e tabelle DOVRANNO PERVENIRE «PRONTE PER LA STAMPA» per quanto riguarda il disegno, eccetto la cornice e le dimensioni finali, che saranno adattate in sede redazionale;
. anche per le scritte all’interno delle illustrazioni il carattere di stampa adottato è il «Garamond», e gli autori sono invitati a predisporre queste scritte nello stesso carattere;
. per le tabelle, è preferibile che gli autori approntino delle tabelle scheletriche, in nessun caso troppo estese e sovrabbondanti di dati, senza apporre «fili» e altre partizioni grafiche tra righe e colonne della tabella;
. per ciascuna illustrazione o tabella va indicato un titolo (o didascalia) esatto e completo;
. per ciascuna illustrazione o tabella, inoltre, deve essere indicata con precisione – o nel testo corrente o nell’intestazione della figura/tabella o in calce a questa – la fonte o le fonti d’origine dei dati in base ai quali è stata approntata la figura/tabella.

Il «Bollettino»
ADOTTA PROPRI CRITERI DI CITAZIONE BIBLIOGRAFICA, PIÙ AVANTI CHIARITI ED ESEMPLIFICATI.

REGOLE SPECIFICHE

PAROLE STRANIERE
le parole straniere (comprese quelle latine) vanno scritte in corsivo:
􀃖 Esempi:
film, gneiss, humus, ictus, sport ecc. sono considerate parole assimilate nell’italiano: vanno quindi in
tondo (e rimangono invariate); computer, gap, garage, habitat, hardware, holding, input, management, manager, mass media, output, pack, pipeline, software, terminal sono considerate parole straniere: vanno quindi in corsivo (e concordate secondo le regole della lingua straniera). I sostantivi tedeschi vanno riportati sempre con
l’iniziale maiuscola: Umland, Hinterland.
2
MAIUSCOLE
. massima parsimonia di lettere maiuscole nel testo corrente, salvo necessità stringenti e specifiche;
Vanno «alte» (maiuscole), per regola, le iniziali dei nomi propri di persona, ente, luogo. In particolare, vanno alte tutte le iniziali dei toponimi in tutte le loro componenti significative, in base alle regole della lingua di origine:
􀃖 Esempi:
«San Fruttuoso», «la basilica dei Santi Apostoli», «Porta Romana», «Via XX Settembre» (e non «via 20
settembre»), «Gardone Val Trompia», «Trezzano sul Naviglio», «Scheggia e Pascelupo», «Sankt Joseph am See», «Sankt Martin in Passeier», «Pont-Saint-Martin», «Aix-en-Provence», «Saint-Jean-Pied-de-Port», «Richmond-upon-Thames», «Bury Saint Edmunds», «Saint Albans [St. Albans]» ecc.
Ovviamente, i toponimi stranieri andranno in tondo, come ogni altro nome proprio (ma i toponimi e in generale i geonimi per i quali esista una forma italiana accreditata e in uso andranno resi in italiano senz’altro);
. vanno alte anche quelle denominazioni entrate nell’uso come coronimi, benché non perfettamente
circoscrivibili, come «America Latina», «Levante», «Medio Oriente», «Estremo Oriente», «Sud-est asiatico»,
«Terzo Mondo»;
. vanno alte le iniziali relative alle «parti del mondo», comprese «America Settentrionale» e America Meridionale»,
intese come parti distinte; ma «Europa meridionale», «Asia orientale» ecc.
. nelle denominazioni di enti e istituzioni (e di giornali e riviste): vanno maiuscole tutte le lettere iniziali di parole significative (generalmente, i sostantivi e gli aggettivi) o, nel caso si adottino le denominazioni sintetiche
(abbreviazioni, sigle, acronimi), tutte le lettere che compongono la denominazione stessa:
􀃖 Esempi:
«Atti e Memorie della Società Romana di Storia Patria»; «Bollettino della Società Geografica Italiana»
(«BSGI»); «Dipartimento di Studi Economici e Statistici»; «Ente Nazionale per l’Energia Elettrica»
(«ENEL»); «Ministero degli Affari Esteri» («MAE», «gli Affari Esteri»); «Ministero per le Attività e i Beni Culturali» («i Beni Culturali»); «Università degli Studi di Firenze» («Università di Firenze»); «Unione Europea» («UE»).
. analogamente, vanno maiuscole le parole significative che compongono le denominazioni o intitolazioni di convegni e simili, università e centri di studio, ditte e aziende, organi governativi, gruppi di lavoro e così via:
􀃖 Esempi:
«Riunione annuale dell’Ordine degli Architetti»; «V Meeting dei Popoli»; «Incontro di studio sul Dissesto
Idrogeologico in Val di Fassa»; «Centro Italiano per gli Studi Storico-geografici»; «Dipartimento di
Filosofia e Scienze Umane»; «Università degli Studi di Bologna»; «Istituto della Enciclopedia Italiana»;
«Ministero della Pubblica Istruzione».
. per consuetudine e chiarezza, vanno inoltre maiuscole quelle poche parole per le quali sia possibile una confusione:
. «Chiesa» nel senso di istituzione (e non solo quella cattolica);
. «Stato» e «Stati» (ma «paese» e «nazione» vanno minuscoli) nel senso di organizzazione politica;
. «Regione», «Provincia», «Comune» nel senso dell’ente di governo (e mai nel senso di ambito territoriale: «le Regioni hanno certe attribuzioni», ma «i comuni della provincia di Sondrio sono 78»), sia individualmente sia collettivamente («la Regione Molise ha stabilito…»; «le Regioni possono stabilire…»; «le dimensioni medie delle regioni italiane»);
. i nomi dei punti cardinali, tecnici («Nord»; «Sud»…) e letterari («Levante»; «Oriente»…), quando indicano una regione, un’area, più o meno determinata, e hanno quindi un valore di coronimo, di nome proprio («il Sud del mondo»; «le città del Nord»; «i paesi del Levante»; «il Nord-est italiano»), ma non quando indicano direzione o posizione («verso nord si incontra»; «a sud-ovest di Milano»; «spostamenti da sud a nord»);

3
. le denominazioni antonomastiche di particolari periodi storici (il «Rinascimento», il «Risorgimento», la «Restaurazione») e i nomi «figurati» di alcuni eventi storici («Grande Guerra», «Grande Trek», «Guerra dei Trent’Anni», «Guerra Fredda», ma «battaglia di Waterloo», «prima guerra mondiale»);
. in generale, quei nomi che vengono impiegati per antonomasia nello specifico contesto («la Rivoluzione» per «la rivoluzione francese», «l’Unità» per «l’unità d’Italia», «l’Università» per «l’Università degli Studi di ...» in un contesto inequivocabile);
. per le denominazioni ufficiali di Stato (regno, repubblica) si usa la minuscola; ma la maiuscola se se ne fa uso per antonomasia («per quanto riguarda il governo di Venezia, la Repubblica aveva...»);
. non vanno maiuscole le partizioni storiche canoniche e inequivocabili («preistoria», «medioevo», «età antica»),
ma vanno maiuscole le denominazioni di ere, periodi e relative partizioni di ambito geologico, paleontologico e
paletnologico e simili («Cambriano», «Devoniano», «Eneolitico», «Età del Ferro», «Paleolitico», «Piccola Età
Glaciale», «Optimum Climatico»);
. nei necrologi e articoli biografici e/o commemorativi non si usa la maiuscola di rispetto («Egli», «Suo», «il
Nostro»), che va evitata in ogni altro caso; ad esempio: «sant’Agostino» e non «Sant’Agostino» (ma ovviamente
maiuscolo nel caso ci si riferisca a un toponimo: località, edificio religioso: «la chiesa di Sant’Agostino») e poi:
«cavaliere», «conte», «don», «papa», «re», «dottore», «generale», «padre», «patria», «professore», «università»…
. per gli organi individuali non va impiegata la maiuscola («il presidente della Repubblica», «il presidente del
Consiglio dei Ministri», «il segretario generale della Camera dei Deputati», «il papa», «il sommo pontefice»), ma
neanche per le designazioni ordinarie o generiche di organi collettivi («conclave», «giunta comunale», «governo»,
«parlamento»); ma: «il presidente del Consiglio Comunale di Orvieto», perché si riferisce a uno specifico organo,
ben precisato e nella sua formulazione ufficiale;
. vanno minuscoli i nomi di popoli e culture, con la sola possibile eccezione (articolo per articolo e solo
nell’eventualità di confusione) dei nomi di popolazioni antiche (Greci, Romani ecc.: nomi che avrebbero senso
anche se riferiti a popolazioni odierne); ovviamente, se si adotta la maiuscola per i casi dubbi, nell’ambito dello
stesso articolo per omogeneità andrà adottata anche per quelli che non possono generare dubbi (Egizi, Etruschi,
Galli, Ittiti), ma sempre e soltanto per le popolazioni antiche;
. le popolazioni e culture «esotiche», citate in forme linguistiche parimenti «esotiche», vanno in minuscolo e
corsivo (guaraní, tupinambá, thaï, peuls, fulbe, tuareg, parsi, nenec). Ovviamente, se i nomi hanno forma italiana
andranno in italiano e in tondo («berbero/i», «chirghiso/i», «usbeco/hi», «curdo/i», «dancalo/i»);
. vanno minuscoli i nomi collettivi di appartenenti a ordini religiosi e simili («i cavalieri del Santo Sepolcro», «i
francescani», «i gesuiti», «i lama tibetani»);
. nei titoli di opere in lingua inglese, nei riferimenti bibliografici e dovunque altrove (anche qualora non
figurasse così nell’originale) vanno per convenzione tipografica alte le iniziali di sostantivi, aggettivi, pronomi e
participi sostantivati e/o aggettivati: vale a dire qualsiasi parte del titolo abbia funzione di nome o di aggettivo.
Inoltre, in presenza di sottotitoli, pure se introdotti da due punti ( : ), e quindi non solo nel caso di punto
fermo, l’iniziale della parola che segue i due punti, quale che essa sia (articolo, avverbio ecc.), va alta. Il criterio va
adottato sempre, anche se non si trattasse di titoli di pubblicazioni in senso stretto (ma, ad esempio, di convegni,
di relazioni, di opere d’arte ecc.): purché siano titoli (tali da essere resi in corsivo).
ABBREVIAZIONI, ACRONIMI, SIGLE
. in generale, l’invito è ad impiegare il minimo di abbreviazioni nel testo;
. i simboli delle unità di misura e tutti gli altri simboli scientifici internazionali non richiedono punto (m, km, ha,
km², t e così via); all’occorrenza, possono essere adottati di volta in volta simboli e sigle non internazionali, se
utili; ad es.: «mn» = miglio nautico; «mln» = milione; «mld» = miliardo. La prima occorrenza, in questi casi, andrà
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esplicitamente chiarita. Vanno senza punto, ovviamente, anche i simboli dei punti cardinali: «N», «E», «S», «O»
(da impiegare sempre all’italiana: non «W») e composti (senza trattino: NO, SE);
. nel corpo del testo, «figura» e «tabella», anche se seguite dal numero, non si abbreviano («in figura 3 si nota»;
«dalla tabella 7 si evince»); si abbreviano invece sempre se sono sotto forma di rimando secco, fra parentesi: «i
dati analizzati mostrano (fig. 5, tab. 2) che il fenomeno»; ovviamente, l’iniziale sarà sempre minuscola;
. gli acronimi opportuni o necessari andranno sempre in sigla, in maiuscole e senza punti (es.: «CENSIS»,
«CNR», «ESI», «MIUR», «SGI», «UTET»), dopo aver riportato – nei casi non ovvi – le corrispondenti forme
estese, così da ottenere la massima chiarezza dell’enunciazione;
. nel caso di titoli (cavaliere, professore ecc.) assolutamente non si abbrevia mai; così anche «santo», che non va
mai puntato, né nel caso di riferimento a persona («san Tommaso» e non «S./s. Tommaso») né tanto meno in
riferimento a toponimi («basilica dei Santi Apostoli», e non «dei Ss. Apostoli» o simili);
. le abbreviazioni puntate ordinariamente ammesse (dove necessarie e possibilmente solo fra parentesi o in
nota) sono (l’elenco è suscettibile di aggiornamenti):
􀃖 Esempi:
«abitante/i» = «ab.»; «altitudine» = «alt.»; «busta/e» [archivistico] = «b./bb.»; «capitolo/i» = «cap./
capp.»; «carta/e» [archivistico] = «c./cc.»; «confronta» = «cfr.» [da evitare strettamente]; «citato» = «cit.»
[da evitare quanto possibile]; «fascicolo» [archivistico] = «fasc.»; «figura/e» = «fig./figg.»; «foglio/i» =
«f./ff.»; «Fondo» [archivistico] = «F.»; «latitudine» = «lat.»; «legge» = «l.»; «longitudine» = «long.»;
«numero/i» = «n./nn.» (da evitare comunque) [attenzione: per evitare confusione, la parola «nota» non
va mai abbreviata!]; «opera citata» = «op. cit.» [non in corsivo! e da evitare quanto possibile]; «pagina/e»
= «p./pp.»; «secolo/i» = «sec./secc.»; «seguente/i» =«seg./segg.»; «senza data» = «s.d.»; «senza editore» =
«s.ed.»; «senza luogo di edizione» = «s.l.e.»; «senza note tipografiche» = «s.n.t.»; «sul livello del mare» =
«s.l.m.»; «tabella/e» = «tab./tabb.»; «tavola/e» = «tav./tavv.»; «tomo/i» = «t./tt.»; «volume/i» =
«vol./voll.».
CIFRE E DATE
. si sostituisce quanto più largamente possibile le lettere ai numeri (in ogni caso, le cifre fino a dieci e tutte le
decine saranno rese in lettere); salvo, ovviamente, un contesto in cui si ripetano valori numerici (ad esempio dati
statistici), dove la chiarezza imporrà sempre l’uso dei numeri in luogo delle forme letterali. Inoltre:
. anni Novanta, Ottanta: e non ’90, ’80;
. 1984-1989: e non 1984-89;
. pp. 347-348, e non 347-8;
. Settecento, Ottocento: e non ’700, ’800 («tra Otto- e Novecento», con il trattino);
. tutte le cifre relative a migliaia portano il punto (anche sotto il 10.000, anche nel testo: 3.476, 1.290): e sempre
secondo la convenzione europea continentale (cioè mai con la virgola);
. tutti i numeri frazionari avranno sempre la virgola e non il punto («il valore di π è 3,14»);
. queste indicazioni valgono ovviamente anche per le cifre nelle tabelle;
. le indicazioni orarie vanno invece puntate, e non con la virgola («alle 10.34»; «il treno delle 12.49»);
SEGNI DI INTERPUNZIONE
. si impiega ordinariamente un solo tipo di virgolette (i cosiddetti « caporali »), in primo luogo per racchiudere
parole, frasi, brani citati testualmente da altra opera; i caporali possono essere utilizzati anche, eccezionalmente,
per enfatizzare qualche parola o locuzione dell’autore dello scritto. Si impiegano anche gli apici doppi (“ e ”), ma
solo nel caso in cui è necessario, all’interno di un brano fra caporali, aprire nuovamente delle virgolette. Gli apici
semplici (‘ e ’) non sono impiegati;
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. all’interno dei caporali non si impiega il corsivo, neanche nel caso di parole o locuzioni straniere (salvo il caso di
citazioni che prevedano, nell’originale, il corsivo o il sottolineato);
. prima di «eccetera» non va la virgola;
. le lineette o trattini utilizzati come segni di separazione (dopo i titoli di paragrafo, per gli incisi ecc.) sono
sempre «lunghi» ( – ), con uno spazio prima e uno dopo; quelli usati come segni di congiunzione sono sempre
brevi ( - ) e senza spaziatura.
NOTE E RINVII BIBLIOGRAFICI
. È vivamente consigliata la soluzione dei rinvii bibliografici dal testo («all’americana») e di una bibliografia
finale unica. Solo nel caso in cui i rinvii bibliografici siano pochissimi, potranno essere risolti con note a piè di
pagina, a contenuto bibliografico, nelle quali si riporteranno per esteso i dati bibliografici relativi (N.
COGNOME, Titolo eccetera); in questo caso non si appronterà una bibliografia finale;
. in altri termini, si suggerisce che le note a piè di pagina abbiano esclusivamente o prevalentemente una
funzione di commento, approfondimento, chiarimento, rispetto al testo corrente; come è ovvio, da una nota
siffatta – come dal testo corrente – sarà sempre possibile effettuare anche rinvii bibliografici «all’americana»;
. il rinvio dal testo verrà operato indicando, fra parentesi, il solo cognome dell’autore cui si rinvia, con la sola
iniziale maiuscola, la data di pubblicazione dell’opera cui si rinvia, e l’eventuale numero di pagina o di pagine:
«...in un recente lavoro (Montanari, 1999, p. 34) »;
. nel caso in cui di un medesimo autore si citino più opere edite nel medesimo anno, queste saranno differenziate
tra loro (sia in sede di rinvio, sia in bibliografia finale) da una lettera («a» per l’opera che verrà indicata per prima,
in base all’ordine alfabetico, nella bibliografia finale, «b» per la seconda e così via) posta dopo l’anno di edizione
riportato: i rinvii dal testo saranno, in questo caso, nella forma «(1999b)»; le indicazioni in bibliografia finale nella
forma «1999 (b)»;
. saranno impostati alla stessa maniera («all’americana») anche i rinvii interni alla bibliografia stessa (si veda oltre);
. nel caso di rinvio immediatamente successivo a un autore appena citato, ma ad opera differente, il nome
dell’autore andrà ripetuto;
. nel caso di rinvio immediatamente successivo a un’opera appena citata, si userà la indicazione «ibidem», per
esteso, minuscolo, in corsivo;
. i siti web e le altre locazioni Internet, sia nel testo sia in bibliografia finale, saranno citati nella forma completa e
corretta originaria e in corsivo.
BIBLIOGRAFIE FINALI
. regola base è che la citazione bibliografica riporti tutte le informazioni indispensabili all’esatta individuazione
dell’opera citata:
. l’ordinamento delle opere citate in bibliografia è alfabetico, per nome di autore (del primo autore); le citazioni
di uno stesso autore saranno ordinate per anno di pubblicazione dell’opera citata; le citazioni di opere coeve di
un medesimo autore, come detto, saranno elencate secondo l’ordine alfabetico per titolo e tra loro differenziate
da una lettera;
. NEL CASO DI VOLUMI O OPERE AUTONOME LE INDICAZIONI ESSENZIALI SONO:
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. cognome e nome dell’autore o curatore: in tutte maiuscole, prima il cognome e poi l’iniziale del nome;
. nel caso di più autori o curatori per la medesima opera: se gli autori sono due o tre, vengono tutti
nominativamente ricordati; se sono più di tre, viene citato solo il primo, con l’aggiunta dell’indicazione letterale
«e altri»;
. per gli autori, successivi al primo, che vengano nominativamente ricordati, l’iniziale/i del nome precederà il
cognome;
. quale che sia la lingua originaria, la funzione di curatore, coordinatore, redattore, editor e simili viene sempre
risolta con l’indicazione «(a cura di)».
􀃖 Esempi:
ANDREOTTI G., Alle origini del paesaggio culturale
BARBIERI G. e L. GAMBI, La casa rurale in Italia
FRANCOU B. e altri, Symptoms of Degradation in a Tropical Rock Glacier ...
KING R., P. DE MAS e J. MANSVELT BECK (a cura di), Geography, Environment and Development ...
. nel caso di opera anonima o collettiva senza indicazione di responsabilità personale, in nessun caso si utilizza la
formula «anonimo» oppure «AA. VV.» o equivalenti: l’opera va indicata direttamente sotto il titolo;
. titolo esatto e completo dell’opera: in corsivo; la forma del titolo va rispettata alla lettera;
. per i titoli in lingue straniere, vanno riportati anche tutti i segni diacritici necessari secondo l’ortografia
originaria; nel caso dei titoli in lingua inglese, quale che sia la forma originaria, vige la già ricordata convenzione
relativa alle maiuscole (si veda al paragrafo Maiuscole di queste Norme);
. luogo di pubblicazione: si intende la/le città nella quale ha sede legale l’editore che detiene il copyright dell’opera
o che provvede alla distribuzione dell’opera; può verificarsi il caso di sedi plurime (Roma-Bari per Laterza;
Dordrecht-Boston-Londra per Kluwer Academic Publishers; New York-Cincinnati-Toronto-Londra-Melbourne
per Van Nostrand Reinhold Company), che verranno indicate conformemente nei casi in cui i luoghi siano non
più di tre, oppure facendo riferimento solo al primo dei luoghi di edizione – negli altri casi;
. nel caso in cui non figuri un luogo di stampa, si indicherà «s.l.» (= «senza luogo»), ma se fosse possibile ricavare,
dal colophon o altrove, l’indicazione, la si riporterà comunque tra parentesi quadre: ad esempio «s.l. [ma Venezia]»;
. nel caso di luoghi di edizione stranieri, il nome della città viene riportato nella forma in lingua originale solo se
ne manca una forma italiana («Londra» e non «London», «Barcellona» e non «Barcelona», «L’Aia» e non «Den
Haag» o «s’Gravenhage»);
. denominazione dell’editore: va riportata nella forma indicata sul frontespizio del volume o nel colophon o nel
copyright, salve le semplificazioni possibili senza perdita di chiarezza: ad esempio, «Gius. Laterza & Figli» è la
dizione ufficiale, che sarà però sostituita da «Laterza»; se una indicazione di editore non risulta in alcun modo, si
ometterà o si riporterà l’indicazione «s.e.» (=«senza editore»);
. anno di pubblicazione: si riporta quello indicato nel frontespizio o nel copyright; se assente, si indicherà «s.d.»
(=«senza data»); per le opere recenti è tuttavia quasi sempre possibile ricavare, dall’indicazione della tipografia nel
colophon, l’anno di stampa; in questi casi, all’indicazione «s. d.» si farà seguire, ad esempio, «[ma 1999]»;
. volume cui si riferisce la citazione: per opere in più volumi, può darsi il caso che si intenda citare un singolo
volume, che va quindi specificato, nella forma «I», «IV», senza indicare «vol./volume»;
. se occorre indicare l’eventuale titolo proprio del volume richiamato, allora il numero di volume andrà dopo il
titolo complessivo dell’opera, in tondo, e prima del titolo proprio del volume citato (in corsivo);
􀃖 esempi:
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, I, Planisferi, carte nautiche ed affini dal secolo XIV al XVII
esistenti nella Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944.
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana,
1944-1955.
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana,
1944-1955, 4 voll.
7
. NEL CASO DI ARTICOLI CONTENUTI IN PERIODICI LE INDICAZIONI ESSENZIALI SONO:
. cognome e nome (iniziale/i) dell’autore/i, in tutte maiuscole (valgono le indicazioni già fornite);
. titolo preciso e completo dell’articolo, in corsivo (valgono le indicazioni già fornite); dopo il titolo e prima
dell’indicazione della testata va «in» (in tondo);
. denominazione esatta e completa della testata del periodico; la testata va riportata in tondo e fra caporali, senza
abbreviazioni o semplificazioni; è tuttavia possibile – se la testata è citata più volte nel corso della stessa
bibliografia – adottare un acronimo, indicandolo fra parentesi quadre dopo la prima citazione per esteso della
testata (ad esempio: “«Journal of the British Association for the Advancement of the Science» [«JBAAS»]” per la
prima volta, e successivamente sempre «JBAAS»; “«Atti e Memorie della Società Romana di Storia Patria»
[«AMSRSP»]”);
. luogo di edizione del periodico: la città luogo di edizione va indicata sempre; si intende che si tratti della città
in cui ha sede la direzione responsabile e la redazione ufficiale del periodico o, quando questa sia dispersa, incerta
o mutevole, la città in cui ha sede l’editore che cura la pubblicazione del periodico; poiché molti periodici hanno
ormai una struttura redazionale dispersa e, spesso, mancano di una vera e propria sede editoriale (tipico il caso
delle riviste elettroniche), si farà riferimento alla città sede del comitato editoriale o redazionale o del direttore e
simili;
. anno di pubblicazione: in linea generale, per i periodici recenti e/o correnti, sarà sufficiente indicare il solo
anno solare di edizione del numero del periodico dal quale si cita; mentre sarà possibile trascurare l’indicazione
dell’annata progressiva (generalmente riportata, in Italia, con ordinali romani: «XXIV», «VII» e,
internazionalmente, con cifre arabe), come anche si può trascurare l’indicazione della serie, spesso presente nelle
riviste di più antica fondazione
. poiché si dà il caso di periodici con uscite irregolari, o con più serie parallele, o ripartiti in più volumi annui,
l’indicazione di un numero progressivo (di annata, di volume, di fascicolo) può talvolta rivelarsi utile, e può
essere riportata: in ogni caso, vige il principio dell’informazione minima necessaria – che generalmente sarà il
solo anno solare di edizione
. numero del fascicolo o dell’uscita del periodico: strettamente necessario se e solo se la paginazione riprende
da 1 a ogni singola uscita del periodico (caso tipico i quotidiani, settimanali e quindicinali); nel caso dei periodici a
periodicità frequente (ad esempio, quotidiani e settimanali), in luogo del numero si indicherà più utilmente la data
di uscita (ad esempio: «Il Messaggero», Roma, 8 aprile 2001);
. pagine, iniziale e finale, dell’articolo citato: indicazione richiesta tassativamente, può essere omessa solo nel
caso di fascicoli interamente occupati dal testo citato (circostanza di cui si darà chiara indicazione) o nel caso di
articoli tratti da quotidiani.
􀃖 Esempi:
CHUA T.-E., Essential Elements of Integrated Coastal Management, in «Ocean & Coastal Management»,
Londra, 1993, 3, pp. 81-108.
NATELLA P., Fuorni. Saggio di storia microterritoriale, in Ricerche su Salerno (secc. XVI-XIX), I, in «Bollettino
Storico di Salerno e Principato Citra», Salerno, 1994, pp. 7-44 (fascicolo monografico).
OREFICE G., Le case «colone» della fattoria di Montecchio: esempi di edilizia rurale progettata, in «Atti e Memorie
dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze», Arezzo, 1979-1980, 43, pp. 397-416.
VARALDO R. e M. LAZZERONI, La Toscana sviluppa i distretti integrati, in «Il Sole 24Ore», Milano, 14
agosto 1996.
. NEL CASO DI CONTRIBUTI IN VOLUMI COLLETTIVI O MISCELLANEI, O DI INTERVENTI IN CONVEGNI,
RACCOLTE DI ATTI E SIMILI, LE INDICAZIONI ESSENZIALI SONO:
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. cognome e nome dell’autore, titolo esatto e completo del testo citato, «in» (tutto questo, secondo le
indicazioni già fornite);
. indicazione del titolo dell’opera collettiva o degli atti di convegno o simili, in cui è pubblicato il testo che si
cita;
. se si tratta di opera priva di indicazioni di responsabilità personale (curatore e simili), se ne darà semplicemente
il titolo;
. se è presente un’indicazione esplicita di responsabilità, si indicherà dapprima iniziale del nome e cognome del
curatore, seguiti dall’indicazione «(a cura di),», quindi il titolo, in corsivo, dell’opera e le altre indicazioni
bibliografiche già ricordate;
􀃖 Esempi:
MANZI E., Global Change and Sustainable Landscape. The Mediterranean Scapediversity, in S. CONTI e altri (a
cura di), Geographies of Diversity. Italian Perspectives, Roma, SGI-CNR, 2000, pp. 277-287 (collana «Geo-
Italy», 4).
VÁZQUEZ BARQUERO A., Desarrollo local y dinámica regional, las enseñanzas de las experiencias españolas, in
J.M. MELLA (a cura di), Economía y política regional en España ante la Europa del siglo XXI, Madrid,
Edicciones Akal, 1998, pp. 60-72.
VILÁ VALENTÍ J., El concepto de región, in La región y la Geografía Española., Valladolid, Asociación de
Geógrafos Españoles, 1980, pp. 13-51.
. se l’opera collettiva è già citata di per sé nell’ambito della stessa bibliografia, varrà il sistema del rinvio
«all’americana», e non si ripeteranno, per i singoli contributi citati, le indicazioni bibliografiche.
􀃖 Esempio:
CUTLER M.R., U.S. Interests and Cooperative Security, in TUTUNCU (1998), pp. 136-148.
...........[ma solo se nel seguito della bibliografia compare l’indicazione dell’opera completa:]
TUTUNCU M. (a cura di), Caucasus, Harlem, SOTA, 1998.
. nel caso specifico di «atti» di convegni e simili, la citazione del titolo degli «atti» sarà convenzionale, secondo
distinte eventualità:
. se non hanno un titolo proprio: Atti del LVIII Convegno di studi (Roma, 1993);
. se hanno un titolo proprio: «Titolo del convegno». Atti del LVIII Convegno di studi (Roma, 1993); oppure, in caso
inverso: Atti del LVIII Convegno di studi «Titolo del convegno» (Roma, 1993);
. seguiranno, dovunque possibile, indicazione di luogo di stampa, editore, anno di stampa, indicazione delle
pagine estreme;
. il medesimo criterio si applica anche ai convegni geografici periodici, nazionali e internazionali, in quest’ultimo
caso con i necessari adattamenti linguistici.
􀃖 Esempi:
Actes des XIVèmes Journées nationales d’étude «Le paysage littoral», La Grande Motte, Association nationale des
élus du littoral, 1993.
BONNEVILLE M. (a cura di), L’avenir des villes, in Actes du Colloque «Mutations économiques et urbanisation»
du Plan Urbain (Lione, 18-20 settembre 1993), Lione, Programme Rhône-Alpes, Recherches en Sciences
Sociales, 1993, pp. 123-167. [dunque, italianizzando luogo e data, sempre per convenzione]
MANZI E., Stereotipi del paesaggio e del territorio: l’Italia del luogo comune geografico, in A. DI BLASI (a cura di),
«L’Italia che cambia. Il contributo della geografia». Atti del XXV Congresso geografico italiano (Taormina, 1989),
Catania, 1989, II, pp.35-44.
PESENTI E. e altri, Metodologia di studio per la prevenzione del rischio geologico in aree urbanizzate. Il caso di
Genova, in Atti del VII Congresso nazionale dell’Ordine dei Geologi, Roma, 1990, pp. 75-86.
TERRANOVA R., La Baia del Mandraccio per l’Esposizione Colombiana 1992: la più grande trasformazione
morfologica ed ambientale per il recupero del porto antico di Genova nel XX secolo, in C. CERRETI (a cura di),
9
«Genova, Colombo, il mare e l’emigrazione italiana nelle Americhe». Atti del XXVI Congresso geografico italiano
(Genova, 1992), Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1996, I, pp. 540-552.
. vanno pure riportati eventuale volume in cui è contenuto il contributo citato, e pagine estreme del contributo
(secondo le indicazioni già fornite);
. nel caso in cui si intenda indicare specifici testi reperibili in Internet, ci si comporterà come per qualsiasi altra
opera citata, salvo che in luogo delle ordinarie indicazioni bibliografiche se ne darà l’indirizzo Internet, nella
forma necessaria a raggiungere il testo citato (sito web, pagina http eccetera);
􀃖 ESEMPI ULTERIORI DI CITAZIONE BIBLIOGRAFICA
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944-1955, 4
voll.
ALMAGIÀ R., Monumenta Cartographica Vaticana, I, Planisferi, carte nautiche ed affini dal secolo XIV al XVII esistenti
nella Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944.
ANDREOTTI G., Alle origini del paesaggio culturale, Milano, UNICOPLI, 1998.
BARBIERI G. e L. GAMBI, La casa rurale in Italia, Firenze, Olschki, 1970 (collana «Ricerche sulle dimore rurali
in Italia», 29).
CLAIR J. (a cura di), Cosmos. Da Goya a de Chirico, da Friedrich a Kiefer. L'arte alla riscoperta dell'infinito, Milano,
Bompiani, 2000 (a).
CLAIR J., Da Humboldt a Hubble, in CLAIR (2000a), (b), pp. 200-212.
DARDEL E., L'Homme et la Terre. Nature della réalité géographique, Parigi, PUF, 1952 (edizione italiana a cura di C.
Copeta, Milano, UNICOPLI, 1986).
EUROPEAN COMMISSION, Towards a European Integrated Coastal Zone Management (ICZM) Strategy: General
Principles and Policy Options. A Reflection Paper, European Commission, 21 maggio 1999 (on line su Internet:
http://europa.eu.int/comm/dg11/iczm/discdoc.htm).
FRANCOU B. e altri, Symptoms of Degradation in a Tropical Rock Glacier (Andes of Bolivia, 21° S), in «Permafrost and
Periglacial Processes», Chichester, 1999, 10, pp. 91-100.
DE GRATET DE DOLOMIEU D.-S.-G.-T., Mémoire sur les isles Ponce et catalogue raisonné des produits de l'Etna, suivis
de la description de l'éruption de l'Etna du mois de juillet 1787, Parigi, s.e., 1788.
VON HUMBOLDT A., La geografia. I viaggi, edizione italiana a cura di M. Milanesi e A. Visconti Viansson,
Milano, F. Angeli, 1975.
KING R., P. DE MAS e J. MANSWELT BECK (a cura di), Geography, Environment and Development in the
Mediterranean, Brighton, Sussex Academic Press, 2001.
MANZI E., Stereotipi del paesaggio e del territorio: l’Italia del luogo comune geografico, in A. DI BLASI (a cura di), «L’Italia
che cambia. Il contributo della geografia». Atti del XXV Congresso geografico italiano (Taormina, 1989), Catania, 1989, II,
pp.35-44.
MANZI E, Global Change and Sustainable Landscape. The Mediterranean Scapediversity, in S. CONTI e altri (a cura di),
Geographies of Diversity. Italian Perspectives, Roma, SGI-CNR, 2000, pp. 277-287 (collana «Geo-Italy», 4).
NATELLA P., Fuorni. Saggio di storia microterritoriale, in Ricerche su Salerno (secc. XVI-XIX), I, in «Bollettino Storico
di Salerno e Principato Citra», Salerno, 1994, pp. 7-44 (fascicolo monografico).
10
OREFICE G., Le case «colone» della fattoria di Montecchio: esempi di edilizia rurale progettata, in «Atti e Memorie
dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze», Arezzo, 1979-1980, 43, pp. 397-416.
PESENTI E. e altri, Metodologia di studio per la prevenzione del rischio geologico in aree urbanizzate. Il caso di Genova, in Atti
del VII Congresso nazionale dell’Ordine dei Geologi, Roma, 1990, pp. 75-86.
La scoperta della Liguria, Milano, Touring Club Italiano, 1991.
STORPER M., Le economie locali come beni relazionali, in «Sviluppo locale», Torino, 1997 (a), 5, pp. 5-42.
STORPER M., The Regional World. Territorial Development in a Global Economy, New York, The Guilford Press, 1997
(b).
TERRANOVA R., La Baia del Mandraccio per l'Esposizione Colombiana 1992: la più grande trasformazione morfologica ed
ambientale per il recupero del porto antico di Genova nel XX secolo, in C. CERRETI (a cura di), «Genova, Colombo, il mare e
l’emigrazione italiana nelle Americhe». Atti del XXVI Congresso geografico italiano (Genova, 1992), Roma, Istituto della
Enciclopedia Italiana, 1996, I, pp. 540-552.
Il territorio di Albenga da Andora alla Caprazoppa. Quattro secoli di cartografia, Bordighera, Istituto Internazionale di
Studi Liguri, 1990.
VAN DEN BREMEN W.J., Spatial Patterns of Trade as Indicators of Regional Unity in the Mediterranean Basin, in
KING, DE MAS e MANSWELT BECK (2001), pp. 61-82.
VARALDO R. e M. LAZZERONI, La Toscana sviluppa i distretti integrati, in «Il Sole 24Ore», Milano, 14 agosto
1996.
VECCHIO B., Risorse storico-culturali e valorizzazione per vie interne. Un esempio toscano

lunedì 9 febbraio 2015

Anzio: chiudere i cerchi e raccogliere qualche frutto. Ipotesi di iniziativa

GRUPPO STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA


PROGETTO GENERALE

VOLUME

LO SBARCO DI ANZIO E NETTUNO
(titolo provvisorio)


1.   Premessa
La partecipazione dal 1996 alle manifestazioni organizzate per ricordare lo sbarco di Anzio e Nettuno hanno permesso di raccogliere sufficiente materiale per poter sostenere il presente progetto. Questo materiale permette di poter ricostruire gli avvenimenti secondo criteri non solo divulgativi ma seguendo i dettami della Storia Militare.

2.   Idea centrale
Adottando il metodo storico, ricostruire gli avvenimenti che si sono svolti nella testa di ponte dal 22 gennaio al 28 maggio, dal punto di vista strettamente militare, anche prevedendo peraltro la citazione di testimoniante e ricordi.

3.   Architettura del volume
Il volume è basato sui cinque punti del metodo storico ed avrà come riferimento di base la pubblicazione dell’Ufficio Storico USA del 1948, ed, per la parte tedesca, il Diario della 14° Armata. Su questa intelaiatura saranno immessi gli elementi ricostruttivi degli avvenimenti tratte dalle altre fonti, sia edite che archivistiche. Dal puto di vista iconografico saranno adottate le carte annesse alla pubblicazione
Il volume sarà corredato, al momento come edizione indipendente, da un Diario Minimo strutturato in cinque parti, in cui saranno esplicati i principali lemmi riferiti agli avvenimenti

4.   Tempi
Considerando il lavoro di gruppo in essere, l’obiettivo  quello di preparare il volume per il gennaio 1917, mentre per il Volume dedicato al Dizionario Minimo per il Gennaio 2016 da presentare all’annuale convegno. Ogni tre mesi a partire da Marzo sarà fatto un punto di situazione con dettagliata la situazione aggiunta a quel momento e le proiezioni abrve termine

5.   Risorse. A. Umane  B. Materiali  C. Finanziarie
a.      Umane
Responsabile del Progetto è il proponente, Massimo Coltrinari che sarà il punto focale di ogni attività ed iniziativa.
Il gruppo che si è aggregato in relazione ai Convegni a cui si è dato vita fornisce le altre persone che daranno il loro contributo. Sulla base del Convegno per il 71° Anniversario, sono Gen. Luigi Marsibilio e Prof. Ing. Giancarlo Ramaccia. Vi sono altre persone con cui si è in contatto che hanno dato la loro disponibilità di massima e si è in attesa di definire modi e modalità di partecipazione.
Riferimenti per il progetto il Vice Sindaco di Anzio, Giorgio Zucchini e Patrizio Colantuono, Direttore del Museo dello Sbarco,
b.     Materiali
La documentazione per la stesura del Volume è quasi tutta disponibile. Sarà tenuto presente anche il materiale al Museo dello Sbarco. Altre fonti saranno esplorare e utilizzate di volta in volta.
c.      Finanziarie
Non è al momento ipotizzabile il totale delle risorse disponibili. Al momento sono disponibili le risorse finanziare per la produzione delle “PreBozza” dei due volumi, che permetterà di individuare i costi, che naturalmente sono in  relazione a quanto si vorrà realizzare.
La Società Editrice Nuova Cultura della Sapienza di Roma ha dato la sua disponibilità a sostenere il progetto. Se non vi sono altre soluzioni o indicazioni i Volumi saranno inseriti nella attuale “Collana Storia in Laboratorio” gestita dal Gruppo Studenti e Cultori:

6.   Obiettivo.

Definito il piano, definiti i mezzi, nel concludere si definisce l’obiettivo finale: produrre un volume “a tutto tondo” di riferimento, su questo avvenimento, nella considerazione che non esiste una ricostruzione minuta dal punto di vista storico, con corollario un Dizionario Minimo volto a far conoscere i principali aspetti dell’avvenimento nei suoi particolari per l’anniversario del 1916, mentre il volume generale per l’anniversario del 2017.


Roma, 1 Febbraio 2015
Il Presidente
Massimo Coltrinari

 (massimo.coltrinari@libero.it)

lunedì 19 gennaio 2015

Sabato 7 Febbraio:2015. Un incontro da non perdere

Organizzato dalla Rivista " La Civiltà Cattolica


CONVERSAZIONI SULL’EURASIA (E OLTRE)
sabato 7 febbraio 2015 ore 18.00 sala Curci

KURDISTAN



introducono
FEDERICO DE RENZI
NIMA BAHELI

intervengono
FLORIANA BULFON
YILMAZ ORKAN

modera
LUCIANO LARIVERA S.I.

La Civiltà Cattolica, via di Porta Pinciana 1, Roma (info: larivera.l@gesuiti.it)

mercoledì 14 gennaio 2015

ISAG: 19 gennaio 2015 Conferenza

'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) è lieto d'invitarvi alla conferenza L'Italia "potenza morbida". Gli strumenti culturali della politica estera italiana, che si svolgerà lunedì 19 gennaio 2015, dalle ore 15 alle ore 18.30, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, Via del Seminario 76, Roma.

La locandina col programma completo è disponibile cliccando qui.
  
Il convegno è organizzato dall'IsAG con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e Società Geografica Italiana (SGI).


Interverranno come relatori: On. Laura Garavini (Camera dei Deputati, Commissione Esteri), Prof. Giorgio Alleva (ISTAT, Presidente), Prof.ssa Monica Barni (Università per Stranieri di Siena, Rettrice), Prof. Roberto Battiston (Agenzia Spaziale Italiana, Presidente), Prof. Antonello Folco Biagini (Università Sapienza di Roma, Prorettore), Dott. Enrico Brugnoli (CNR, Direttore Scienze della Terra e Tecnologie Ambientali), Prof. Alfonso Giordano (Società Geografica Italiana, Responsabile rapporti col MAECI), Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente), Prof. Giovanni Paciullo (Università per Stranieri di Perugia, Rettore).

venerdì 9 gennaio 2015

Articolo 24 comma 3 D.L.201/2011 convertito in legge 214/2011

3. Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011  i  requisiti
di eta'  e  di  anzianita'  contributiva,  previsti  dalla  normativa
vigente, prima della data di entrata in vigore del presente  decreto,
ai fini del diritto all'accesso e  alla  decorrenza  del  trattamento
pensionistico di vecchiaia o di anzianita', consegue il diritto  alla
prestazione pensionistica secondo  tale  normativa  e  puo'  chiedere
all'ente  di  appartenenza  la  certificazione  di  tale  diritto.  A
decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che,  nei
regimi misto e contributivo, maturano i  requisiti  a  partire  dalla
medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di
anzianita' sono sostituite, dalle seguenti prestazioni: a)  «pensione
di vecchiaia », conseguita esclusivamente sulla base dei requisiti di
cui  ai  commi  6  e  7;   b)   «pensione   anticipata»,   conseguita
esclusivamente sulla base dei requisiti di cui  ai  comma  10  e  11,
salvo quanto stabilito ai commi 14, 17 e 18.

Per comunicazione 

Università 5 Castelli. cambio di data

SI COMUNICA 
CHE LA LEZIONE PROSSIMA E' STATA SPOSTATA 

DA GIOVEDI 15 GENNAIO 2015 ORE 17 
A VENERDI 16 GENNAIO STESSA ORA

Master in Geopolitica e Sicurezza Globale. Anno 2015

Sono aperte le iscrizioni all'edizione 2015 del Master in Geopolitica e Sicurezza Globale dell'Università Sapienza di Roma, organizzato in collaborazione con l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG).

Il Master di secondo livello si rivolge a laureati magistrali, vecchio ordinamento o con titoli equipollenti che vogliano acquisire un'alta qualificazione professionale in campo geopolitico, utile ad accedere ai concorsi pubblici, ai centri di ricerca internazionalistici e alle aziende di settore. In particolare, il corso è indicato per neolaureati in scienze politiche, giuridiche, umane o economiche, per professionisti di tutti i settori interessati dalle questioni internazionali, per i dipendenti della pubblica amministrazione, per i componenti delle forze armate e dell'ordine, per i membri delle rappresentanze diplomatiche e consolari in Italia.

Il corso ha durata annuale. La didattica si svolgerà presso Palazzo Marina, in Piazza della Marina 4 a Roma, dal 3 febbraio al 19 novembre 2015, con lezioni il martedì e il giovedì dalle ore 17 alle ore 18.30. Oltre alle lezioni frontali, gli iscritti avranno la possibilità di svolgere uno stage presso enti convenzionati, tra cui IsAG. Il titolo di Master universitario, legalmente riconosciuto, sarà acquisito dopo la discussione di una tesina scritta avendo presenziato ad almeno il 75% delle lezioni. La retta è pari a € 2.500 e pagabile in due rate.

Coloro che desiderino iscriversi, dopo aver verificato il possesso dei requisiti richiesti nel Bando, debbono:
- se non già in possesso di una matricola dell'Ateneo, registrarsi al sistema informatico dell'Università Sapienza;
- pagare la tassa d'accesso, pari a € 61,00, utilizzando il modulo scaricabile dal sistema Infostud;
- entro e non oltre il 29 gennaio 2015, presentare la domanda di ammissione, utilizzando il modulo allegato al Bando, assieme a fotocopie di documento d'identità, codice fiscale, ricevuta di pagamento della tassa d'accesso, autocertificazione del titolo universitario, curriculum vitae, dichiarazione di consenso per il trattamento dei dati personali; il tutto inviato con raccomandata A/R o consegnato a mano a: Direttore del Master Prof. Paolo Sellari presso Università di Roma "La Sapienza", Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Dipartimento di Scienze Politiche, P. Aldo Moro 5, 00185 Roma.


Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione, i contenuti del Master e il calendario delle lezioni, si rimanda a:
- Direzione del Master presso Università di Roma Sapienza, Dipartimento di Scienze Politiche, Piano 3, Stanza 6, Tel. (+39) 06 49910536, E-mail info@mastergeopoliticaesicurezza.it.

ulteriori informazioni scrivendo a studentiecultori2009@libero.it