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domenica 27 settembre 2015

Per la Storia del Movimento scautistico nelle Marche nella Grande Guerra .Origini 1907-1918

ACCADEMIA DI OPLOLOGIA E MILITARIA
ANCONA
Via Cialdini 26

Ciclo di Conferenze per
“Ancona nella Grande Guerra”

Oggetto. Conferenza dedicata al Fronte Interno; alle organizzazioni ed associazioni di soccorso. Aprile 2016. Ricerca sul movimento scautistico nelle Marche. Le origini.

Le origini del Movimento scout*

Le origini

Il primo esperimento italiano di scautismo fu fatto nella primavera del 1910 per opera di sir Francis Vane, baronetto di Hutton. Si tenne a Bagni di Lucca. Il 12 luglio 1910, con l'aiuto di un maestro locale, Remo Molinari, il baronetto fondò ufficialmente un primo reparto di scout col nome di «Ragazzi Esploratori» (noti su molta carta stampata come Boy Knight, Ragazzi Patrioti, Piccoli Esploratori della Pace, Giovani Esploratori, Piccoli Cavalieri del Mondo), da cui presero origine i «Ragazzi Esploratori Italiani» (REI), sezione italiana degli inglesi British Boy Scouts. Il 6 novembre 1910 il reparto fu presentato a re Vittorio Emanuele III, che villeggiava nella vicina tenuta di San Rossore.
Vane, convinto pacifista, era uscito qualche tempo prima per dissidi dall'associazione scout di Robert Baden-Powell (la Boy Scout Association), che considerava all'epoca troppo legata all'ambiente militare, e nel dicembre 1909 aveva accettato la carica onoraria di presidente dei British Boy Scouts e delle British Girl Scouts; nel febbraio 1910 aveva creato una solida alleanza con la Boys Life Brigade, sotto il nome di National Peace Scouts. Fu a questo punto che il Vane venne in Italia, aprendo appunto il primo reparto di cui si è detto. Le due organizzazioni dissidenti vissero un paio di anni di forte crescita, per poi essere nuovamente eclissate dall'associazione di Baden-Powell.
A Genova un giovane maestro, Mario Mazza, aveva in precedenza (nel 1905) fondato una piccola associazione giovanile chiamata «Juventus juvat», composta da altri quattro giovani universitari che si dedicavano all'educazione di un gruppo di ragazzi denominato «Gioiosa». Alla notizia delle iniziative scout di Vane, Mazza gli scrisse una lettera di adesione. Quegli gli rispose di prendere contatto con il suo connazionale, il dottor James Richardson Spensley.
Spensley, medico di varie società inglesi di navigazione e popolare sportivo, fu uno dei principali promotori del gioco del calcio in Italia, entrando nel 1896 nel Genoa Cricket and Athletic Club. Nell'estate del 1910, in Inghilterra, aveva conosciuto Baden-Powell, che gli aveva donato una copia autografata del libro Scouting for Boys. Tornato a Genova, Spensley aveva iniziato a pensare al modo di introdurre lo scautismo in Italia e, venuto a conoscenza della prima iniziativa di sir Francis Vane, con cui era in contatto, lo invitò a Genova per tenere una conferenza sullo scautismo.
Il 13 novembre 1910 Vane tenne la conferenza sullo scautismo nella città ligure. Dopo la conferenza di Vane, si costituì, per iniziativa di Spensley un comitato per fondare una sezione dei REI. Il consiglio direttivo della sezione di Genova sarà composto, oltre che da Spensley in qualità di commissario, dal colonnello Ottavio Reghini come presidente e da Mario Mazza come segretario.
Il 18 e 19 dicembre dello stesso anno Vane organizzò a Firenze un convegno delle sezioni REI operative nel centro-nord Italia, durante il quale fu ufficialmente fondato il comitato regionale toscano e la struttura operativa dei Ragazzi Esploratori Italiani, che da quel momento assunsero in forma ufficiale questa denominazione; furono inoltre nominati i componenti del «comitato centrale». In quella occasione sir Francis Vane fu confermato «ispettore generale» della REI (figura equivalente a quella di capo scout d'Italia usata oggi); inoltre, l'associazione fu posta sotto l'alto patronato del Re.
La REI, che si diffuse ed ebbe ramificazioni in diverse località e regioni italiane, è pertanto la prima associazione scout italiana. Nel 1911 i REI contavano sezioni in Albinia, Brescia, Bardi, Bagni di Lucca, Firenze, Genova, Gallura, Giarre,Lucca, Messina, Milano, Modena, Molinella, Napoli, Perugia, Pisa, Pavia, Palermo, Pontedera, Roma, Venezia, Viareggio.
Tra il 1911 e il 1912 Mazza lasciò l'associazione per contrasti ideologici sorti con il presidente della sezione genovese, Ottavio Reghini, e riguardanti l'aspetto confessionale.
Mario Mazza ricostituì le sue Gioiose Liguri, questa volta in chiave scout, e successivamente, nel 1915, le denominò RECI(Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani). Nonostante il nome, quest'associazione non andò mai oltre i confini della Liguria. Alla piccola RECI, che confluirà in seguito nell'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI), è da attribuire la primogenitura dello scautismo cattolico italiano.
I REI liguri confluirono, in seguito, in buona parte nel CNGEI. Il colonnello Reghini diventò presidente della sezione del CNGEI di Genova. Spensley, in qualità di commissario delegato ligure dei REI, continuò a occuparsi della costituzione delle sezioni di Genova e Savona e inoltre, in più occasioni, collaborò col CNGEI fino allo scoppio della prima guerra mondiale.
Nel febbraio del 1913, Baden-Powell, ritornando dal viaggio di nozze insieme alla giovane moglie Olave, fece scalo a Napoli, per una visita alla città, agli scavi di Pompei e alla Reale Scuola Superiore di Agricoltura di Portici. Alla stazione diPortici ebbe la sorpresa di incontrare gli esploratori nautici della sezione locale dei REI collegata a quella di Napoli, i quali lo condussero a visitare la loro sede nel porto.
Nel luglio del 1913, una pattuglia formata da sette esploratori della REI (o, secondo altri, del CNGEI), condotta da Spensley, partecipò al primo grande raduno scout internazionale che si tenne nel Regno Unito, a Birmingham.
Altra iniziativa, intesa ad attuare e diffondere il movimento scout in Italia, si tenne a Milano nel 1910 a opera di un insegnante, Ugo Perucci. L'organizzazione assunse nel 1915 - dopo varie denominazioni - il nome di ARPI (Associazione dei Ragazzi Pionieri Italiani).
La prima associazione scout in Italia a diffusione nazionale e riconosciuta nacque nel 1912 per opera del dottor Carlo Colombo. Nel gennaio del 1912, Colombo terminò di scrivere lo statuto del suo movimento, diviso in due sezioni, maschile e femminile, che chiamò rispettivamente «Corpo dei giovani esploratori» e «Unione delle giovinette esploratrici», con lo scopo d'essere strumento educativo per tutti i ragazzi e le ragazze italiane. Con un gruppo di giovani della Società Sportiva «Podistica Lazio», Colombo compì un esperimento, avviato il 12 ottobre 1912, ai prati della Farnesina a Roma: fu un gran successo e da quell'iniziativa ebbe origine, all'interno della società, la quarta sezione, dedicata «all'istruzione premilitare, al tiro a segno e agli allievi esploratori». Quando si sentì pronto, Colombo si staccò dalla società sportiva dando vita al «Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori d'Italia» (GEDI), ufficialmente fondato a Roma il 30 giugno 1913. Nel Corpo Nazionale confluirono gran parte delle sezioni dei Ragazzi Esploratori Italiani (REI). I giovani esploratori, in omaggio ai primi gruppi scout, usarono il giglio dei REI della sezione ligure, a cui fu aggiunto il cartiglio col motto «Sii preparato».
Nel novembre del 1914 risulta già costituita, a Roma, sempre per cura di Colombo, la sezione femminile che accolse le girl scouts, anche se i primi esperimenti di scautismo femminile furono condotti fin dal 1913. La presidenza della sezione di Roma fu assunta dalla baronessa Ferrero, con al suo fianco Mary Rossi (già collaboratrice in Inghilterra di Lady Baden-Powell) in qualità di capo reparto e commissaria. Nella primavera del 1915 la sezione romana delle esploratici fu sciolta è prontamente ricostituita il 29 giugno 1915, quando si svolse l'assemblea costituente della «nuova» sezione di Roma dellegiovinette esploratrici, che segnò la data ufficiale della nascita dell'Unione Nazionale delle Giovinette Esploratrici Italiane(UNGEI). Assunse la presidenza la principessa Anna Maria Borghese de Ferrari, mentre Mary Rossi fu rieletta commissaria.
Dal 5 maggio 1915 il CNGEI fu posto sotto l'alto patronato del re. Il 21 dicembre 1916, il capo dello Stato, su proposta del ministro della Pubblica Istruzione Pasquale Ruffini, eresse il CNGEI in ente morale con decreto luogotenenziale, a riconoscimento della sua funzione educativa nei confronti della gioventù.
All'inizio gli ambienti e la stampa cattolica di stretta osservanza assunsero toni virulenti contro lo scautismo, avanzando argomenti di natura dottrinale, e in particolare contro lo scautismo femminile che fu definito una «sconvenienza» e una «incredibile audacia»; inoltre molte polemiche furono sollevate dai cattolici circa il legame tra lo scautismo, ed in particolare dal CNGEI, e la massoneria.
Nonostante ciò, dall'entusiasmo di pochi convinti estimatori che riuscirono a smorzare e superare le diffidenze e i toni delle gerarchie cattoliche si pensò di costituire, come si è accennato, un'associazione scout specificatamente cattolica e maggiormente legata alla gerarchia ecclesiastica, essendo le prime organizzazioni scout non confessionali. Quindi dopo il fallimento, nell'aprile 1915, degli accordi raggiunti tra la presidenza del Corpo Nazionale e le organizzazioni cattoliche della «Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane» (FASCI) e della «Società della Gioventù Cattolica Italiana» (SGCI), che diedero vita alla nascita di alcune sezioni e sottosezioni del CNGEI, come a Fermo, Milano, Roma, Siena eSpoleto, formati esclusivamente da giovani cattolici e che, di fatto, furono le prime unità della nascente associazione scout cattolica, il 16 gennaio del 1916, nasceva l'ASCI (Associazione Scautistica Cattolica Italiana - Esploratori d'Italia) che ebbe ben presto l'approvazione pontificia. Il primo commissario centrale fu il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del papa. Uno dei punti fondamentali della nuova associazione scout cattolica fu la catechesi.
Qualche mese più tardi, il 28 maggio 1916, nel Palazzo dei principi Doria a Fassolo (Genova), alla presenza del commissario centrale il conte Mario di Carpegna, avviene la festa del rinnovo della promessa scout delle Gioiose Liguri dei RECI di Mazza che di fatto si unirono all'ASCI, avendo il diritto di mantenere la denominazione di Gioiose.
Alcuni giornali cattolici continueranno a battersi contro lo scautismo indistintamente, con immutato ardore, anche dopo la fondazione dell'ASCI, fino al momento in cui non interverranno i primi documenti pontifici.
Alla fondazione, l'ASCI adottò una bandiera bianca con giglio verde per distinguersi dal CNGEI che aveva bandiera verde con giglio giallo o bianco. Al verde, considerato indizio di influenze massoniche (ma era verde anche la bandiera dello scautismo inglese), l'ASCI volle contrapporre il bianco, colore del papa. Inoltre, l'ASCI adottò il giglio del REI, e quindi del Corpo Nazionale con la sola differenza della scritta, «Estote Parati», nel cartiglio. La sede centrale del CNGEI, dopo sterili polemiche, nell'ottobre del 1917 decise di modificare il proprio giglio.
Nel 1916, nel CNGEI fu costituita la classe speciale degli esploratori marini, fluviali e lacuali, sviluppando le attività già avviate dal 1915, formando dei reparti autonomi e separati da quelli degli esploratori comuni. Il primo convegno a carattere nazionale degli esploratori marini, fluviali e lacuali del CNGEI si svolse nel 1917. Campi marini nazionali si svolsero nel 1918, nel 1919, nel 1920 e nel 1922 a cui seguirono altri incontri nazionali. Importanti furono anche le imprese dei reparti fluviali e lacuali. Tra le specialità degli esploratori marini e fluviali è da ricordare gli «idro-ski», cioè speciali scivolatori sull'acqua, che destarono l'interesse di Baden-Powell. Nell'UNGEI non era previsto la classe marini, infatti le attività marine non erano una caratteristica del reparto ma un'attività.
Nel 1918, il vicepresidente e commissario generale delegato del CNGEI, professor Vittorio Fiorini, nella sua relazione al Convegno nazionale tenutosi a Roma, propose l'istituzione della classe «Seniori», vale a dire gli adulti scout. La proposta di Fiorini, approvata dagli Organi Statutari, ebbe pratica attuazione nel 1919 con l'istituzione degli Esploratori Seniori.
Nel 1920 si tiene il primo Jamboree mondiale, ospitato nell'area espositiva di Olympia, a Londra: presenti anche le delegazioni scout italiane dell'ASCI, composta da diciotto scout guidati da Mario Mazza e da Mario di Carpegna, e del CNGEI, formata da Carlo Ratti e Bruno Cavalieri Ducati. In contemporanea al Jamboree si tenne la prima conferenza internazionale per discutere sulla costituzione di un comitato internazionale permanente. L'ASCI e il CNGEI furono, in seguito alla loro partecipazione, dichiarate e registrate come soci fondatori della conferenza internazionale scout.
Nel luglio 1920, nel St. Hugh's college di Oxford, in Inghilterra, si tenne il primo convegno delle associazioni scout femminili esistenti. Il convegno, che fu considerato la prima Conferenza internazionale dello scautismo femminile, vide la partecipazione dell'Italia con l'UNGEI.
Nel febbraio 1923, in seguito alla Conferenza internazionale scout di Parigi del 1922 che diversificò il movimento maschile e quello femminile, l'UNGEI con l’approvazione del nuovo statuto modifica il proprio nome in UNGVI (Unione Nazionale Giovinette Volontarie Italiane) con una fisionomia propria ed autonoma.
In questi anni si ebbe la prima idea di costituire in Italia una «Federazione» dello scautismo grazie alla piccola associazione dell'ARPI che proporrà al CNGEI ed all'ASCI di gettare le basi per una intesa federativa, ottenendo in cambio un deciso rifiuto.
Probabilmente i tempi non erano ancora maturi, anche perché nuvole minacciose si delineavano all'orizzonte, e tra il 1927e il 1928 il regime fascista sciolse le associazioni scout italiane per far confluire tutti i ragazzi nei Balilla.
Il 14 gennaio 1927, in seguito all'entrata in vigore della «Legge Balilla», il commissariato centrale dell'ASCI informa i dirigenti locali di sciogliere i reparti nei centri inferiori a ventimila abitanti non capoluoghi di provincia, inoltre comunica di applicare sulle bandiere e le fiamme dei reparti rimasti il simbolo del fascio littorio con la scritta ONB (Opera Nazionale Balilla) e di esporre nelle sedi un ritratto di Mussolini. Per di più l'Associazione sarà costretta a cambiare il proprio nome in Giovani Esploratori Cattolici Italiani, mantenendo la sigla ASCI nella sottodenominazione di «Associazione Scolte Cattoliche Italiane».
Il 10 febbraio del 1927 per ordine del segretario generale del Partito Nazionale Fascista, Augusto Turati, l'Unione Nazionale Giovinette Volontarie Italiane fu sciolta. Il 31 marzo del 1927, dopo le prime pressioni della polizia su alcune sezioni, la presidenza generale del Corpo Nazionale, prevenne l'azione del Governo, disponendo la sospensione delle attività di tutte le sezioni e reparti del CNGEI.
Il 4 novembre 1927 anche la sede centrale dell'ARPI è costretta a sciogliere i propri aderenti da ogni vincolo associativo. Il 22 aprile 1928 il commissariato centrale dei Giovani Esploratori Cattolici Italiani emana la circolare di scioglimento di tutti i reparti dell'ASCI in Italia.
Nonostante ciò, alcuni gruppi scout, in varie località d'Italia continuarono a praticare clandestinamente lo scautismo, dando vita alla cosiddetta Giungla silente (il nome dato dal CNGEI e dall'ASCI allora e dall'AGESCI ora al periodo clandestino). Alcuni di questi scout clandestini presero parte alla Resistenza. Il più famoso di questi gruppi fu quello delle Aquile randagie, a Milano. Inoltre, alcuni scout sia dell'ASCI che del CNGEI parteciparono ai tre jamboree del periodo fra lo scioglimento e lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]
Alla caduta del regime fascista nel 1943, grazie all'incoraggiamento del Governo provvisorio alleato, le associazioni scout italiane (per prima l’ASCI e il CNGEI, e poi l’UNGEI, ricostituita con la denominazione originaria, tuttavia sostituendo «giovinette» con «giovani») poterono iniziare a riorganizzarsi e riprendere le loro attività, nel 1944 nel Meridione liberato e nel 1945 in tutta Italia. Il 28 dicembre del 1943, nelle Catacombe di Priscilla in Roma, in gran clandestinità, vengono pronunciate le prime promesse delle guide italiane che porteranno alla fondazione del guidismo cattolico: l'AGI(Associazione Guide Italiane).
Il commissariato centrale dell'AGI venne ufficialmente fondato il 13 agosto del 1944. L'8 dicembre 1944 l'AGI fu riconosciuta dalla Santa Sede. Vi fu in quel periodo un ulteriore fallito tentativo di dare vita ad una sola associazione scout italiana; poi finalmente dopo laboriose trattative il 21 novembre 1944 a Roma venne firmato tra le due associazioni, ASCI e CNGEI, l'atto costitutivo della Federazione Esploratori Italiani seguito più tardi il 27 luglio 1945 dal ramo femminile, AGI ed UNGEI, che diedero vita alla Federazione Italiana Guide ed Esploratrici. Le due federazioni furono ufficialmente riconosciute dai movimenti mondiali scout e guide. Nel 1945 nel CNGEI oltre alle tre classi giovanili (lupetti, esploratori e scolte dal 1948 pionieri, corrispondenti all’attuale branca rover) sono previsti i seniori. Anche l'UNGEI nel 1946 prevede, alle tre classi giovanili (primule, esploratrici e scolte), le seniores (o fiamme). Nel 1949 il CNGEI inquadrava i seniores nella quarta classe dell'organizzazione scout. Nel 1951, a Firenze nasce il Gran Clan Nazionale Seniores. Dal 1954 il Gran Clan diviene Clan Nazionale Seniores Scout Italiani.
Nel 1949 nel CNGEI iniziano le attività degli scouts dell'aria a cui seguì l'organizzazione di un primo corso di cultura aeronautica scout, organizzato presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze-Cascine. Alla fine degli anni Sessanta, evidenti difficoltà materiali e logistiche hanno bloccato lo sviluppo e le attività degli scouts dell'aria all'interno del Corpo.
Nell'ottobre del 1952 era ridata vita a Torino all'ARPI, col nome, «più consono ai tempi», di ABSI (Associazione Boy Scout d'Italia), d'ispirazione pluriconfessionale. Verso il 1958 e il 1959, l'associazione cessò le sue attività. Nel 1953, a Lucerna, viene fondato l'Amicizia internazionale degli Adulti Scout e Guide (l'attuale Organizzazione internazionale ISGF) e il Gran Clan Nazionale Seniores del CNGEI fu uno dei membri fondatori.
Nel giugno del 1954 le «Compagnie dei Cavalieri di san Giorgio», quarta branca dell'ASCI nata nel 1944, diventarono autonome fondando il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani). Il MASCI si federò con il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani nella FIAS (Federazione Italiana Adulti Scout) riconosciuta dall'Amicizia Internazionale Adulti Scout e Guide. Tra la metà degli anni Sessanta e Settanta, lo scautismo italiano visse una profonda crisi, relativa all'applicazione del metodo, conoscendo sconvolgimenti e scissioni, portando, parallelamente allo scautismo ufficiale, al moltiplicarsi di nuove realtà associative. Il 22 giugno del 1965, l'ing. Aldo Marzot, già capo scout del CNGEI e poi fuoriuscitone, fondò a Roma l'Assoraider (Associazione Italiana di Scautismo Raider), d'ispirazione «aperta» (pluriconfessionale), non riconosciuta a livello internazionale.
All'interno all'ASCI come pure nell'AGI si aprì un dibattito teso al rinnovamento. Il dibattito portò a numerose novità nell'ASCI (nuovo sentiero, smitizzazione del capo, istituzione delle comunità capi, passaggio all'uniforme grigia in quanto meno militaristica). Questa evoluzione dell'ASCI non fu indolore. Quello che la maggior parte dell'associazione ritenne un utile progresso causò comunque forti controversie, e molti capi uscirono dall'ASCI. L'AGI, addirittura, arrivò quasi sul punto di abolire l'uniforme. Il 4 maggio 1974 per decisione dei Consigli generali dell'ASCI e dell'AGI, nasceva l'AGESCI(Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), che tenendo conto delle evoluzioni educative e pedagogiche del tempo, introduceva la coeducazione, la possibilità cioè di educare insieme i ragazzi e le ragazze prevedendo anche attività in comune. Alcuni capi educatori romani dell'ASCI e dell'AGI, contrari all'unificazione dei due rami maschile e femminile, fondarono il 14 aprile del 1976 una seconda associazione scout dichiaratamente cattolica, l'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici appartenente alla Federazione dello Scoutismo Europeo, conosciuti più comunemente come FSE o «Scouts d'Europa». Questa organizzazione, come si evince dal nome, aderì alla UIGSE-FSE (Unione Internazionale delle Guide e Scouts d'Europa - Federazione dello Scoutismo Europeo), struttura internazionale non riconosciuta dai movimenti mondiali scout e guide. La FSE è caratterizzata da un metodo educativo fondato sull'intereducazione. La Conferenza Episcopale Italiana riconobbe quasi immediatamente (1976) l'AGESCI come associazione ecclesiale; la FSE ottenne il medesimo riconoscimento da parte della CEI con decreto del 15 ottobre 1998. Il 26 agosto 2003, inoltre, il Pontificio Consiglio per i Laici concesse il riconoscimento alla UIGSE-FSE, riconoscendo per la prima volta nel mondo un movimento scout cattolico oltre a CICS e CICG.
Con l'approvazione del nuovo statuto, il 26 maggio del 1976, con Decreto del presidente della Repubblica, avviene l'unificazione totale del CNGEI e dell'UNGEI nel «Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani». Il CNGEI si orientò ad una sempre maggior qualificazione in senso laico e pluralista, ed inoltre applicò le seguenti scelte: democrazia partecipativa, coeducazione, scelta adulta e impegno civile. Inoltre, nello stesso anno, per motivi di politica associativa il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani confluì nel CNGEI e diede origine alla «Quarta Branca». Nel 1986 si eliminò la dicitura Quarta Branca sostituendola con quella di «Branca Senior». Dal 1992 non esiste più la Branca Senior ma solo i «Senior». Con le riforme statutarie le rispettive associazioni riformarono lo statuto federale nel 1978 alla nuova realtà italiana.
Nel 1986, con lo scioglimento delle strutture federali maschili FEI (Federazione Esploratori Italiani) e femminili FIGE(Federazione Italiana Guide Esploratrici), si diede vita all'attuale FIS (Federazione Italiana dello Scautismo), riconosciuta in Italia come unico membro dell'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (OMMS) e dell'Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (AMGE).
La FSE non fu la sola associazione nata da una scissione. Nello scautismo italiano a partire dalla fine degli anni Settanta continuarono a formarsi ulteriori realtà associative, spesso a carattere locale. Queste derivano in parte da frammentazioni dalle associazioni maggiori, in parte da situazioni contingenti delle realtà locali. Nel 1986 quattro di queste piccole associazioni scout italiane si riunirono su base federativa dando vita alla FederScout, originariamente denominataFederazione Scautistica Italiana e successivamente ribattezzata Federazione del Movimento Scout Italiano; che aderisce alla WFIS World Federation of Independent Scouts, un'organizzazione scout internazionale non riconosciuta dai Movimenti Mondiali dello scautismo e del guidismo. Poiché negli anni settanta la maggior parte delle associazioni scout italiane, con varie modalità, si sono aperte anche alle ragazze, l'espressione boy scout non ha più senso, ed infatti oggi viene usata quasi esclusivamente dalle persone esterne al movimento, spesso in tono ironico. A proposito delle ironie di cui sono «vittime» gli scout, è da ricordare la seguente affermazione attribuita erroneamente a George Bernard Shaw:
« Gli scout sono bambini vestiti da cretini guidati da cretini vestiti da bambini. »
È però un errore solo italiano; infatti la frase originale in lingua inglese è universalmente attribuita a Jack Benny, comico statunitense, e mai accostata al premio Nobel irlandese:
« A scout troop consists of twelve little kids dressed like schmucks following a big schmuck dressed like a kid. »

* DA VIkpedia_ note di carattere generale) 

mercoledì 16 settembre 2015

Conferenza di Carlo Vicentini 7 ottobre 2015 ore 18.00


Proseguendo sulla  scia del  successo ottenuto dal  ciclo di
Conferenze 'Inviti Ai Mercoledì del Nastro Azzurro'- Responsabile -
socio ord.-  MdL Tommaso Gramiccia -   il 7 ottobre (mercoledì) 2015
si terrà la Conferenza/Incontro con il Dr. Carlo Vicentini 'Un Ragazzo
del '17', Alpino, Combattente, Prigioniero, Reduce, Scrittore -
Campagna di Russia (1942-1943) -
 h. 17,30-19.00 - 

Sa Conferenze
Circolo Ufficiali delle Forze Armate d'Italia
001100 Roma.

info: tommaso.gramiccia@gmail.com

martedì 15 settembre 2015

Per la Storia del Movimento scautistico nella Marche nella Grande Guerra. Lineamenti di ricerca

A1 - 6.9.2015
ACCADEMIA DI OPLOLOGIA E MILITARIA
ANCONA
Via Cialdini 26

Ciclo di Conferenze per
“Ancona nella Grande Guerra”

Oggetto. Conferenza dedicata al Fronte Interno; alle organizzazioni ed associazioni di soccorso. Aprile 2016. Ricerca sul movimento scautistico nelle Marche. Le origini.

Lineamenti di Ricerca

Idea Centrale
In Occasione del ciclo di conferenze che l’Accademia di Oplologia e Militaria organizza pe ril I semestre 2016 nell’ambito del programma “Ancona nella Grande Guerra” una conferenza sarà dedicata al Fronte Interno. 2016 presumibilmente nel mese di aprile. In questo ambito si vuole promuovere una ricerca riguardante l’Associazione Scautistica al fine di completare questa conferenza.

Situazione.
Il ciclo di conferenze dedicato alla Grande Guerra promosso dal Comune di Ancona (rif. Sergio.sparapani@libero.it) prevede la realizzazione di sei conferenze da gennaio a maggio 2016. La quarta sarà dedicata al Fronte Interno, in particolare alle organizzazioni di soccorso, comitati e le associazioni di volontariato nelle Marche, nel quadro della organizzazione logistica dell’Esercito di campagna. Uno spazio sarà dedicato nella conferenza alla Associazione scautistica nelle Marche, per il period 1915-1918. Al riguardo una ricerca è promosso, “erga omnes”, su questa associazione

Partecipanti
La ricerca in essere avrà come partecipanti tutti gli ex scaut che, volontariamente, aderiscono alla ricerca stessa e portano il loro contributo al tema della ricerca stessa, in collegamento tra loro. La partecipazione è a carattere gratuito e partecipativo ed in sottordine, è un modo pe r riprendere vecchie amicizie e situazioni particolari.
Ognuno, di sua iniziativa, o anche in coordinamento con altri, intraprende ricerche e trova materiale secondo il programma di ricerca e le mette a disposizione , in modo che saranno elaborate.
Durante la conferenza di aprile, se vorrà, potrà esporre il risultato delle sue ricerche direttamente al pubblico. Si richiede la disponibilità di pubblicare la propria  email sul blog di riferimento,

Referente e coordinazione della ricerca
Il referente della ricerca è Massimo Coltrinari (massimo.coltrinari@libero.it) che sarà il Conferenziere, e coordinatore della ricerca. Sarà anche il “promoter” della ricerca, e provvederà ad elaborare e articolare le notizie raccolte, mettendole a disposizione di tutti, tenendo in evidenza le esigenze di chi ha prodotto le notizie e le sue peculiarità

Tempi
La ricerca sullo scautismo e le sue origini è sempre aperta. Iniziata il 13 giugno 2013, durante una delle conferenze del programma del I semestre 2015, si svolge secondo step e l’articolazione che viene data attraverso questi lineamenti. Ogni mesi un punto di situazione sarà elaborato dal coordinatore ed inviato a tutti i partecipanti. Un calendario di incontro sarà elaborato e comunicato a tutti i partecipati. In lena di massima le date degli incontri coincideranno con conferenze previste dal programma la Grande Guerra. Prossimo incontro informale Domenica 27 settembre ore 18 in occasione della conferenza alla Polveriera

Modalità di ricerca
La ricerca, per le sue linee evolutive, dovrà essere improntata ai canoni del metodo storico. Indicazioni saranno date dal Coordinatore e si farà riferimento a quanto già in essere per il progetto “Storia In laboratorio” (www.storiainlaboratorio.blogspot.com). Elementi di sintesi circa la tecnica procedurale saranno messi a disposizione.
E’ previsto l’invio, dopo aver acquisto la e mail, ai vari gruppi delle Marche, di richiesta notizie della origine del proprio gruppo, nei termini degli aspetti temporali della ricerca. (riferimento: www.agescimarche.it)

Mezzi
Utilizzazione dei mezzi informatici, ogni partecipante sarà tenuto a giorno delle sviluppo della ricerca. Si utilizzerà:
  1. La email di ogni partecipante
  2. Il Blog www.ancona.lastoria.blogspot.com in cui verranno pubblicati tutti i documenti prodotti. Cliccando sulle foto relative alla ricerca sul movimento scout del blog www.ancona.lastoria.blogspot.com si viene rinviati ai blog che concorrono alla ricerca: www.storiainlaboratorio.blogspot.com, e www.studentiecultori.blogspot.com.
  3. Ogni post pubblicato in merito alla ricerca sarà inviato a tutti i partecipanti o interessati
  4. Massimo Coltrinari ha i seguenti recapiti cell. 3345856938  Casa 06 6591409 indirizzo Via A. Magliani 18 00148 Roma
  5. E’ preferibile non usare i social network per via di eventuali dispersioni fuorvianti
  6. Il Blog www.storiainlaboratorio.blogspot.com riporterà tutte le ricerche affini alla ricerca e di carattere generale. La e mail per l’inoltro dei post è quella in uso per le ricerche: studentiecultori2009@libero.it
  7. Ogni indicazione per comunicazioni, lineamenti ed elementi di ricerca, il calendario ed altre informazioni utili verranno pubblicate su www.studentiecultori.blogspot.com


Progetto di Ricerca
Un progetto di ricerca, essenziale, sarà elaborato quanto prima ed inviato a tutti i partecipanti. Il tema del progetto è “Lo scautismo nelle Marche nella Prima Guerra Mondiale”; un ulteriore espansione per accogliere notizie e documento prevede il periodo 1919-1931 e, a suo tempo sarà elaborato un progetto di ricerca relativo al periodo 1915 -1931

Azioni.
Compito, Scopo, Obiettivo
Compito: Ogni partecipante  ha il compito di trovare e rielaborare e mettere a disposizione documenti note e informazioni per la ricerca.
Scopo: trovare ogni notizia sulla origine del movimento scautistico nelle marche in primo tempo durante la Grande Guerra, in secondo tempo, dal 1919 al 1931
Obiettivo. Realizzare la conferenza nel programma di Ancona nella Grande Guerra aprile 2016; ulteriore obiettivo come prospettiva

Prospettive
Se le ricerche daranno esito soddisfacente esiste la possibilità di una pubblicazione collettanea, in cui, sotto il nome di ogni partecipante, si pubblicheranno le notizie ed informazioni  trovate. Il volume dovrà essere un contributo alla conoscenza dello scautismo nelle Marche nella prima metà del novecento.

Precedenti
13 giugno 2015. Nasce l’idea della ricerca
27 giugno 2015. Esposizione della idea centrale della ricerca ad alcuni componenti che hanno mostrato interessamento.
23 agosto 2015. Grotta di Mauro Vecchietti. Pranzo estivo. Esposizione teorica della idea centrale ai presenti ex scout ed approvazione
6 settembre 2015. Produzione ed invio a tutti gli interessati dei Lineamenti della Ricerca

Ancona-Roma 6 settembre 2015

 

giovedì 13 agosto 2015

Progetto di Ricerca Italia Azerbajan. Lineamenti

UNIVERSITA’ LA SAPIENZA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE
CATTEDRA DI GEOGRAFIA POLITICA ED ECONOMICA





PROGETTO DI RICERCA

“LA COSTRUZIONE DELLA IDENTITà NAZIONALE IN ITALIA E IN AZERBAJAN”

Dalla seconda meta dell’800 ai giorni nostri



Idea centrale
L’Idea centrale del progetto può essere  sintetizzata nel seguente modo: studiare e sviluppare il concetto della formazione della Identità Nazionalein Italia e in Azerbijan attraverso i momenti salienti della loro storia, dalla seconda metà dell’800 ad oggi. Attraverso i vari segmenti di storia, opportunamente individuati e scelti in parallelo, approfondire i maggiori eventi che hano caratterizzato con un commento biunivoco.
 Lo scopo è quello di tracciare un parallelismo tra Italia ed Azerbaijan al fine di evidenziare le uguaglianze e le simmetrie così come le differenze e le asimmetrie, al fine di meglio conosce sia L’Italia che L’Azerbajan che entrami.

Modalità
Il progeto si articola attraverso uno schema  di ricerca come da allegato “A” i cui punti salienti daranno vita a sche di ricerca, la cui compilazione in forma sintetica e divulgativa saranno la premessa alla stesura di uno o più volumi, che rappresentano il prodotto finale del progetto.

Partecipanti.
 I Partecipanti sono tutti presentati dalla Cattedra di Geografia Politica ed Ecomominca del Dipartimento di Scienze Politiche della Università La Sapienza di Roma. Essi Sono:
Massimo Coltrinari, (coordinatore) Federico Salviati, (direttore di progetto) Giorgia Licitra, Anastasia Latini.

Luogo e Tempi di attuazione
Il progetto nella sua prima parte viene sviluppato a Roma, In Italia alla Università. Anche per agevolare le attività collaterali ad esso collegate. Giunti alla pubblicazione dei volumi in Italiano, la seconda parte si intende svilupparla in Azerbaijan con modlità e tempi da definirsi
La durata, al momento della decisione è prevista in dodici mesi lavorativi. La data di inziio potrebbe essere l’ottobre 2015 o mesi successivi.

Attività collaterali.
Al fone di sviluppare al meglio le schede di ricerca, è prevista la possibilità di organizzare seminari/convegni/incontri attraverso Enti ed Associazioni colegate con la Cattedra di Geografia Politica ed Economica. Al riguardo hanno in linea di massima aderito al progetto, con modalità da stabilirsi di volta in volta l’Associazione Seniore delli IASD (Centro Alti Studi Difesa); L’Istituto del Nastro Azzuro – Centro Studi, Roma; L’IsaG –Roma, l’Accademia di Oplologia e Militari – Ancona. Ognuno di questi è orientato ad organizzare un incontro/convegno/seminario su un tema del progetto prescelto.

Risorse Finanziare ed Economiche
Da stabilirsi al momento della approvazione ed acquisizione del progetto, con lo spartiacque che i Partecpanti al progetto sono orientati a mettere a disposizione le risorse di tempo, studio e lavoro, mentre la controparte quelle relative agli aspetti economici e finaziari. I partecipanti sono disponibili anche a recarsi in Azerbaijan nelle modalità da definirsi per periodi di studio secono le normali accezioni delle borse di studio o di “visiting professor”.

Riferimenti
Per ogni contato: Federico Salvati ( dirttore di progetto) che  terrà i contatti con il Coordinatore presso la Cattedra e con i ricercatori e le altre parti.

Roma 16 giugno 2015.






lunedì 3 agosto 2015

Progetto di Ricerca Italia Azerbajan. Identità Nazionale

“Allegato A”
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE
CATTEDRA DI GEOGRAFIA POLITICA ED ECONOMICA


PROGETTO DI RICERCA

“LA COSTRUZIONE DELLA IDENTITà NAZIONALE IN ITALIA E IN AZERBAJAN”

Dalla seconda meta dell’800 ai giorni nostri



Il Progetto si sviluppa attraverso le seguenti schede di ricerca.

Scheda 1.
ITALIA              1848 -1870
AZERBAIJAN  1848 -1870

Scheda 2.
ITALIA              1871 -1914
AZERBAIJAN  1871 -1914

Scheda 3.
ITALIA              1914 -1918
AZERBAIJAN  1914 -1918

Scheda 4.
ITALIA              1919 -1939
AZERBAIJAN  1919 -1939

Scheda 5.
ITALIA              1940 -1945
AZERBAIJAN  1940 -1945

Scheda 6.
ITALIA              1946 -1989
AZERBAIJAN  1946 -1989

Scheda 7.
ITALIA              1989 -2014
AZERBAIJAN  1989 -2014

Scheda 8.
ITALIA              2015 – ad oggi
AZERBAIJAN  2015 – ad oggi


Partecipanti.
I Partecipanti. Come detto sono tutti presentati dalla Cattedra di Geografia Politica ed Economica del Dipartimento di Scienze Politiche della Università La Sapienza di Roma.
Essi Sono:
Massimo Coltrinari, (coordinatore) con il compito di coordinare le attività del gruppo di lavoro e di controllo del lavoro scientifico e di ricerca, revisione delle schede di ricerca, stesura delle schede di ricerca
Federico Salvati, (direttore di progetto)  con il compito di assegnazione dei compiti di ricerca, stimolo e sviluppo e compilazione delle schede di ricerca
Giorgia Licitra, ricercatrice,con il compito di stesura delle schede di ricerca
Anastasia Latini., ricercatrice. con il di stesura delle schede di ricerca

 Modalità di compilazione
Ogni scheda avrà al suo interno i necessari paragrafi di riferimento e la medesima si trasformerà in capitoli, opportunamente variati nella fase di editng e d adattati, al momento della pubblicazione dei volumi a stampa.
Le schede di Ricerca saranno costruire e compilate sulla base delle indicazioni riportate al  Capitolo 2 Paragrafo II  “Tecnica Procedurale” del volume Coltrinari M., Coltrinari L., LA ricostruzione e lo studio di un avvenimento militare”, Roma, Università La Sapienza, Società Editrice Nuova Cultura, 2009.

Roma 16 giugno 2015.






giovedì 30 luglio 2015

Esiti di una permanenza di studi in Russia.

Alcune riflessioni sulla Russia  e la sua cultura

 Federico Salvati

la Russia è un grande paese. Parlarne in maniera unitaria è sempre molto pericoloso. Si rischia di generalizzare e di cadere nei luoghi comuni (soprattutto quando la si guarda con gli occhi delle cultura occidentale).
Ci sono però dei trend, che possono essere individuati nella sua cultura, i quali dovrebbero essere tenuti presenti quando si parla di questo paese e senza i cui si rischia di proporre al pubblico analisi fallaci parziali.

La globalizzazione e la cultura russa

Il paese dispone sicuramente di una cultura forte e profonda. L'identità russa è vissuta giorno dopo giorno dai cittadini di questo paese con consapevolezza (con le dovute eccezioni: ES. vedi Caucaso). Nonostante ciò la cultura russa è dotata di una capacità recettiva al livello culturale che impressiona anche i più scettici. La cultura occidentale è sempre stata monolitica e caratterizzata da un forte legame tra i significati sociali e i soggetti. L'era post-moderna, tuttavia, ha allentato questo legame creando una situazione di confusione tra la popolazione occidentale che a causa di ciò affronta una profonda crisi a vari livelli. La Russia invece ha sempre avuto una cultura più fluida, meno impregnata di significati profondi. Il carattere mutevole della cultura russa ha permesso a questo paese di entrare con successo nella globalizzazione ricevendo attivamente gli in-put provenienti dall'occidente in conseguenza alla caduta delle URSS. Oggi potrebbe essere strano per qualcuno vedere Mars e Coca cola sugli scaffali dei supermercati di Mosca e San Pietroburgo ma la realtà è che la Russia è un paese che è riuscito a entrare con successo nella globalizzazione, riempiendo il GAP culturale con i propri partner che invece, paesi come Giappone e Cina, faticano ancora a riempire.

Delusione e rabbia

alla caduta dell'Unione Sovietica molti erano gli entusiasti in merito agli avvenimenti in corso. Coloro i quali erano stati delusi dall'utopia comunista vedevano nella democrazia occidentale e nel libero mercato la speranza per uno sviluppo più umano e un benessere più diffuso. Tali speranze sono state deluse pesantemente. C'era un detto tra le persone durante l'inizio degli anni 90: “tutto quello che ci avevano deto sul omunismo era falso ma tutto quello che ci avevano detto sul capitalismo era vera”.
L'occidente (e soprattutto Washinton) negli ultimi 20 anni ha trattato Mosca più come un Jonior partner che come un alleato. Invece di cooptare la nazione in un framework comune si è cercato di dominare e controllare la nazione.
Oggi quando si parla delle relazioni occidentali in Russi, speso si fa riferimento a Shakashvili e a come la sua fiducia nell'occidente lo abbia portato alla rovina. L'Europa e gli stati uniti sono visti come inaffidabili ed egoisti;. dei rivali pronti a i
diffidenza e isolamento. È molto diffusa nell'opinione pubblica russa l'idea che il paese “basti per se stesso” e che l'alleanza con i propri vicini (soprattutto l'Europa) sia un sintomo di debolezza. Le promesse fatte dagli altri appaiono al cittadino russo come bugie e inganni di cui bisogno diffidare. Il vero fallimento dell'occidente in un certo senso non è la debolezza nella risposta alla crisi moderna ma l'incapacità di attirare la russai verso un progetto e un obiettivo comune.

Il comunismo

Il comunismo spesso è affiancato a quella che è l'esperienza nel nazzifascismo in Europa. Per quanto però i due ragimi hanno commesso atrocità indicibili essi hanno scatenato una reazione diversa al livello culturale all'interno delle rispettive popolazione. L'Europa ha condotto nei confronti delle sue esperienze totalitarie una vera e propria damnatio memoriae. Ogni riferimento o accenno che si fa in merito, provoca sconforto al livello emotivo nella gente e i temi devono essere trattati con somma attenzione. Il comunismo in Russia invece ha lasciato un segno più evidente all'interno della cultura nazionale. Il popolo vede i 70 anni di regime bolscevico come parte della propria storia e non come un cancro da rigettare. Invece di un errore, il russo medio pensa il comunismo come una fase di transizione, uno stadio che è stato percorso dalla società nel XX secolo come lo sono stati il terrore francese o la rivoluzione inglese per l'Europa in tempi anteriori. Il mausoleo di Lenin e le stelle rosse de Cremlino non sono quindi da guardare come l'indefessa resistenza dell'ideologia comunista al capitalismo. Al contrario essi sono simboli della storia della Russia e il patrimonio culturale della nazione e del suo popolo.

La Volontà di Potenza

La Russia è e sempre sarà Uno dei punti centrali della geopolitica e della storia mondiale. La nazione è geograficamente troppo estesa e troppo ben collocata nello scacchiere internazionale per avere un significato secondario nella politica internazionale.
Ogni politica di forza nei confronti della Russia sarà sempre destinata a fallire. Più pressioni si metteranno contro Mosca e più questa reagirà in modo imprevedibile e violento. La Russia vuole giocare secondo le proprie regole e difficilmente ciò cambierà in futuro.
La maniera più efficiente per relazionarsi con questo paese non è il dominio ma la reciprocità nei rapporti.
È mia personale opinione che non ci potrà mai essere un progetto di Europa comune che venga portato avanti con successo senza la Russia a farne parte. Con ciò non voglio affermare che la Russia sia parte del continente europeo ma piuttosto che il il continente europeo non può fare  ameno della Russia. 

martedì 14 luglio 2015

Storia in Laboratorio: Un progetto che ha sfiorato il successo



PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - INIZIATIVE PER IL 70° ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA E DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

Ammesse al contributo dello Stato solo 32 su 155 domande presentate.

GRADUATORIA DEFINITIVA

http://www.centenario1914-1918.it/sites/default/files/articolo/allegati/2987/graduatoria_definitiva_avviso_70_anniversario_resistenza_e_guerra_di_liberazione.pdf

3 Luglio 2015. Bandi e Gare 
Graduatoria definitiva delle iniziative per il 70° della Resistenza

Si pubblica la graduatoria definitiva delle Iniziative per il 70° Anniversario della resistenza e della guerra di Liberazione.

Al riguardo si comunica che risultano cofinanziabili le iniziative classificate dalla 1° alla 32 ° per un importo totale pari a € 1.821.580,00, preso atto che le somme rese disponibili alla data di pubblicazione della presente graduatoria risultano pari a € 1.825.000,00 come previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 Giugno 2015.

1
Associazione nazionale partigiani d’Italia ANPI Comitato Nazionale
I gruppi di difesa della donna
93,59 punti

2
Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea
Banca dati Partigiani meridionali nella Resistenza piemontese
89,83

3
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI (A.N.P.C.)
Resistenza 70°
87,85

4
Fondazione Archivio Diaristico Nazionale onlus
Liberazione i diari raccontano
87,30

5
Federazione Italiana Associazioni Partigiane (F.I.A.P.)- Milano
Europeismo e antifascismo - I fatti e i protagonisti
87,06

6
Fondazione Brigata Maiella - Abruzzo
Orme oltre la neve - Fino a scalfire le pietre - ecc.
86,63

7
Associazione Museo storico della Resistenza Fosdinovo (MS)
Paesaggi della Memoria - Strumenti multimediali per una rete dei musei della Resistenza
86,05

8
Associazione nazionale partigiani d’Italia ANPI Comitato Nazionale
Guerra alla violenza - Per un atlante della violenza nazifascista ai danni dei partigiani
85,77

9
Associazione nazionale vittime civili di guerra ONLUS
Testimoni
85,58

10
Istituto ALCIDE CERVI
Memorieincammino.it - Una piattaforma digitale per la storia delle donne nella seconda guerra mondiale
85,28

11
Istituto Regionale Storia del movimento della liberazione
La difficile Resisistenza sul fronte orientale italiano - Storie e vicende di donne e uomini nella lotta di Liberazione
84,94

12
Istituto Gramsci Siciliano
Il ruolo della Sicilia nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione
84,94

13
Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia
Progetto ResistenzApp. La resistenza e le nuove tecnologie
84,59

14
Fondazione Antonio Gramsci onlus - Roma
Archivi della Resistenza. Progetto di digitalizzazione dei documenti conservati presso la Fondazione lstituto Gramsci - lstituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'ltalia contemporanea - Fondazione Gramsci di Puglia
84,29

15
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA COMITATO CENTRALE
Individuazione e riordinamento del materiale archivistico e bibliografico posseduto dall’ANMIG, con particolare riguardo per la documentazione inerente la storia della Resistenza e della Guerra di Liberazione finalizzato all’organizzazione di un centro di documentazione
84,05

16
Federazione Italiana Associazioni Partigiane (F.I.A.P.)- Milano
Digitalizzazione e pubblicazione On-Line de “I Quaderni della F.I.A.P.”
83,44

17
Associazione nazionale combattenti della guerra di liberazione- Inquadrati nei reparti regolari delle forze armate
Il Gruppo di Combattimento “Folgore”
83,09

18
Associazione partigiani OSOPPO FRIULI
L'eccidio di Porzus. Storia e memoria a settanta'anni dall'eccidio 1915-1945
83,09

19
Federazione Italiana Associazioni Partigiane (F.I.A.P.)- Milano
Ordinamento e valorizzazione dell’Archivio storico della Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane F.I.A.P. Storia della F.I.A.P.
82,82

20
Associazione Nazionale reduci dalla prigionia dall’internamento dalla guerra di liberazione e loro familiari
LeBI - Lessico biografico degli IMI - Internati Militari Italiani
82,08

21
Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea onlus
“Se non agissi così, rinnegherei me stesso”. Gli ebrei italiani nella Resistenza per la lotta di Liberazione nazionale (1943---1945). Progetto per la Pubblicazione Linked Open Data (LOD) dei nomi, delle storie e dei documenti sugli ebrei Partigiani
81,67

22
Associazione Nazionale ex Deportati nei campi Nazisti - A.N.E.D
1945! Io avevo 13 anni. La guerra di noi ragazzi
81,32

23
Associazione Raggruppamento Divisione Patrioti Alfredo Di Dio – Busto Arsizio (VA)
Digital library per un museo aperto
81,22

24
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA COMITATO CENTRALE

Progetto “Pietre della Memoria” - concorso per gli studenti delle scuole “Esploratori della Memoria”
81,14

25
Associazione Nazionale Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna
Oggi in Spagna domani in Italia. La Resistenza antifascista attraverso le biografie dei volontari antifascisti italiani nella guerra civile spagnola. Nuove fonti digitali
80,97

26
Comune di Stazzema (LU)
Sant'Anna di Stazzema. Nuovi strumenti di conoscenza per il Parco Nazionale della Pace: verso una Fabbrica dei Diritti
80,36

27
Regione Umbria Istituto per la storia dell’Umbria Contemporanea (PG)
Memorie cantate. Guerra, rastrellamenti, stragi nella cultura orale dell'Appennino Umbro-marchigiano
78,69

28
Associazione nazionale partigiani d’Italia – Comitato Provinciale Firenze
L'antifascismo nelle fabbriche fiorentine
73,54

29
Centro Studi Piero Gobetti - Torino
Uomini e donne della Resistenza
64,00

30
Istituto Gramsci Siciliano
Celebriamo il 70° anniversario della Liberazione
63,74

31
Associazione Nazionale Divisione Acqui (AR)
L'eccidio di Cefalonia e Corfù: memoria e testimonianza di soldati trentini_Le donne di Cefalonia_La scelta della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù nel settembre 1943…..ecc
62,38

32
Comune di Marzabotto (BO)
"25 aprile a Monte Sole" - commemorazione Eccidio di Marzabotto
61,78

                 PRIME DELLE DOMANDE ESCLUSE


33
Università degli Studi di Roma Tor Vergata - Dipartimento di Scienze storiche, filosofico-sociali
Per un atlante storico-geografico dell'altra Resistenza. Il Mezzogiorno d'Italia tra l'estate del 1943 e quella del 1944.
57,92

34
MIBAC Archivio Centrale dello Stato - Roma
Banca dati dello schedario "RICOMPART"
57,58

35
Istituto Storico della resistenza in Toscana ONLUS
Per un archivio digitale dei luoghi della Resistenza in Toscana
53,83

36
Istituto Nastro Azzurro – Sede centrale
Storia in laboratorio
53,74

venerdì 10 luglio 2015

Federazione Romana del Nastro Azzurro. Tommaso Gramiccia e gli Incontri

Mercoledì del Nastro Azzurro:
 “Gabriele d'Annunzio soldato”

di
 Anastasia Latini


Il tema trattato nell'ultimo incontro dei “Mercoledì del Nastro Azzurro” è stato particolarmente importante non solo per gli appassionati di storia militare ma anche per gli appassionati di letteratura.
Nella sede di Piazza Galeno si è tenuta la conferenza su “Gabriele d'Annunzio soldato”, per porre sotto una nuova luce le gesta di un grande scrittore la cui esperienza militare, benché fondamentale per la sua formazione, viene spessa posta in secondo piano rispetto ai suoi meriti letterari.
Il prof. Edoardo Bosio, storico, ha presentato lo scrittore come un eroico combattente non solo nelle vesti di fante, ma anche sul mare e nella dimensione a lui più cara, il cielo, e ha evidenziato il suo contributo all'impegno bellico come propagandista.
E' proprio per ricoprire quel ruolo che venne fatto rientrare in patria dalla Francia, dopo che vi si era rifugiato per i suoi problemi economici dovuti al suo vivere dispendiosamente, situazione che lo porterà ad essere assediato dai creditori e dagli ufficiali giudiziari.
Tornato in Italia nel 1915 si schierò subito a favore degli interventisti appellandosi ai miti italiani del Risorgimento e della Patria che lo portarono a compiere spericolate azioni, soprattuto come aviatore, più importanti dal punto di vista simbolico che militare.
Rimangono negli annali gesti come il volo verso Trieste in cui lanciò manifesti propagandistici e la beffa di Buccari, la quale ebbe molta presa sul morale degli sfiduciati combattenti italiani, risollevandone il morale.


Queste imprese gli valsero molte onorificenze tra cui una Medaglia d'Oro al Valor Militare, tre Medaglie d'Argento e una Croce al Merito di Guerra, oltre ad un titolo nobiliare.
Il Vate fu un personaggio di estrema importanza, amato e odiato dai suoi contemporanei: circolano varie versioni di come la notizia della sua morte, il primo marzo 1938, venne accolta da Mussolini, il quale nonostante fosse in rotta con il poeta volle per lui i funerali di Stato.
La conferenza ha percorso queste e molte altre imprese, come quella di Fiume che fu il coronamento delle sue imprese militari, alla presenza della sua pronipote, sig.ra Margherita
d’Annunzio, il presidente Tommaso Gramiccia e gli aderenti della sezione romana.

(latini.anastasia@gmail.com)