Si riporta l'indice e la premessa di un volume redatto all'indomani di un viaggio di Istruzione in Ucraina in un contesto diverso da quello attuale.
BLOG DI RIFERIMENTO DELLE ATTIVITA' DEL GRUPPO "STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA" CHE SI E'AGGREGATO PER STUDIARE LE TEMATICHE INERENTI I VARI PERCORSI DI FORMAZIONE PERSONALE. IL GRUPPO NASCE NEL 2009 E DOPO L'APRILE 2013 SI E' APERTA ANCHE ALLA RICERCA ED APPROFONDIMENTO UNIVERSITARIO E POST DOTTORALE.SUSSIDIO DIDATTICO AI MASTER ATTIVATI. Spazio esterno del CESVAM per le relazione esterne (Curatore. Massimo Coltrinari. Info:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
Traduzione
martedì 31 maggio 2022
giovedì 19 maggio 2022
lunedì 9 maggio 2022
Tema di Tesi. Il terrorismo anarchico cieco. Spagna
Master di Terrorismo ed Antiterrorismo internazionale:
L’azione anarchica in Spagna arriva ad un limite estremo: abbattere sogni individuo che sia partecipe o complice o simpatizzante o semplice collaboratore del sistema padronale: con queste caratteristiche è un nemico da abbattere. Con ciò si hanno gli attentati indiscriminati contro le folle. Si ha quindi il Terrorismo Cieco.
Analisi e considerazione nel quadro degli attentati terroristico attuati in Spagna dal 1870 alla prima metà del '900.
Attentati contro il re Alfonso XII a Madrid (1878) e al re Alfonso XIII (1905 e 1906)
Figure degli anarchici come Juan Oliva Moncasi, Matteo Morral, Paulino Pallas
In particolare l'anarchico Giuseppe Fanelli, italiano che introdusse le idee anarchici in Spagna
sabato 30 aprile 2022
Save the date 21 maggio 2021
COMUNICATO
Oggetto: Convegno di
Studi e Ricerca In occasione della Giornata
Tema: La Giornata del Decorato ed il Valore
Militare. Verso nuove forme di comunicazione e partecipazione
Come noto nel programma, illustrato al Convegno del 16
ottobre 2021, per la data anniversaria della fondazione dell’Istituto del
Nastro Azzurro fra combattenti decorati al Valore Militare, il CESVAM – Centro
Studi sul Valore Militare, ha dato l’avvio alla realizzazione di un programma
volto a contribuire alla realizzazione dei fini statutari e a contribuire a “costruire” memoria su basi accademico-scientifiche come
retaggio per le generazioni future.
Fra queste iniziative è annoverata, oltre alle altre già
realizzate, anche quella in oggetto, che si terrà a Roma, Sala Grande della Presidenza Nazionale il 21 maggio 2022
(ore 09,00 – 17,00). Il Convegno è
su invito della Direzione del CESVAM, sentita e con l’assenso della Presidenza
Nazionale
Nel programma del convegno, è prevista la illustrazione di
una serie di relazioni ed una tavola rotonda. Il tema della tavola rotonda,
presieduta dal Direttore del CESVAM vuole approfondisce l’argomento già avviato
dal precedente convegno del 26 marzo 2022 in tema di comunicazione. Si è
constatato che la stragrande maggioranza dei soci dell’Istituto è in parte refrattaria
in genere ad ogni forma di sollecitazione comunicativa (es. le circolari della
Presidenza Nazionale) per diverse ragioni. Da qui la scelta di andare oltre i
soci e cercare di arrivare a nuove platee di soggetti, attraverso forme
informatico-comunicative, già sperimentate da alcuni soci CESVAM che hanno
avuto successo. Tali forme saranno illustrate dal Dott. Giovanni Cecini nel
corso della tavola rotonda. Seguirà poi il dibattito e si trarranno le
conclusioni che si spera si tramuteranno
in lineamenti esecutivi
Il programma dettagliato è pubblicato su www.valoremilitare.blogspot.com, sul sito del Nastro Azzurro (www.istituodelnastroazzurro.org, e su www.cesvam.org in data 10
maggio 2022
Email di Contatto: ricerca.cesvam@istituonastroazzurro.org
Nel ringraziare per l’attenzione
prestataci, si prega voler gradire i più cordiali saluti.
La Direzione del CESVAM
venerdì 29 aprile 2022
domenica 17 aprile 2022
Rivista QUADERNI Anno, Supplemento XX, 2021, . 3, 20°della Rivista, CESVAM REPORT Settembre 2019 agosto 2021
SOMMARIO
Anno LXXXII, Supplemento XX, 2021, n. 3,
20° della Rivista “Quaderni”
www.istitutodelnastroazzurro.it
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
www.cesvam.org
CESVAM
REPORT. SETTEMBRE 2019 – AGOSTO 2021
1.
INTRODUZIONE
La necessità di un Report.
2.
STRUTTURA
DEL CESVAM
a.
Istituto
del Nastro Azzurro Ente Morale
Statuto;
Regolamento
b.
Lo
Statuto del CESVAM
c.
Il
Regolamento del CESVAM
d.
Il
Verbale costitutivo del CESVAM del
Consiglio Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro
3.
ATTIVITA’
DEL CESVAM
Editoria
a.
La
Emeroteca del CESVAM
b.
L’Archivio-Biblioteca
del CESVAM
c.
I
Progetti di Ricerca. La realizzazione e la finalizzazione
Ricerca
d.
Le
attività in essere.
e.
La
Rivista “Quaderni del Nastro Azzurro”
f.
I
“Quaderni On Line”
g.
I
Blog di carattere storico, estensione di ricerca
h.
I
Blog di carattere geografico, estensione di ricerca
i.
I
Blog di carattere associativo e divulgativo
j.
I
CESVAM Papers, collana “occasional” di pubblicazioni
k.
I
Libri della Collana del Nastro Azzurro”
Didattica
l.
L’Attività
didattica per Master di 1° e 2° Livello
m. L’Attività
didattica per Corsi di Formazione
Divulgazione
n.
Il
Sito dell’Istituto del Nastro Azzurro. Concorso alla Gestione
o.
La
Piattaforma del CESVAM. Lo strumento di divulgazione al passo con i tempi
p.
I
Convegni e le Conferenze
q.
Gli
“Incontri con l’Autore”
r. Collaborazione con
Enti, Istituti, Accademie, Università. Il Confronto
4.
CONCLUSIONE
.
Lineamenti per il futuro
5.
IL
PERIODICO “NOTIZIARIO DEL NASTRO AZZURRO
Nota redazionale:
Questo numero della Rivista
“QUADERNI” come si può notare, pur mantenendo la struttura base, non porta la
tradizionale suddivisione “Il mondo da cui veniamo: la memoria” e “Il mondo in
cui viviamo: la realtà d’oggi” e le relative rubriche. Questo per lasciare lo
spazio al Report del CESVAM, Questo Report, come ampiamente si è riportato nel
Report stesso, vuole essere una documentazione fattiva della risposta che la
Presidenza Nazionale ha voluto dare, con il Report pubblicato nel 2019 (N. 3°
della Rivista, Supplemento XIII, Luglio-agosto 2019) alla lenta crisi che aveva
attanagliato l’Istituto culminata, in chiave di retrospettiva storica, con
l’anno 2014, considerando il 2015 l’anno della svolta a cui tutti hanno dato un
ampio contributo. Questo numero della Rivista vuole essere la continuazione del
Report per il quinquennio settembre 2014 – agosto 2019, mantenendo la stessa
articolazione ed aggiornandone i contenuti per il periodo di riferimento. Si
vogliono fornire elementi di riflessione sulle scelte fatte, sui successi
ottenuti, sugli scostamenti da correggere, per proseguire, in vista degli anni
futuri, verso una affermazione dell’Istituto sempre più ferma e decisa.
Il Direttore della Rivista
(massimo
coltrinari)
I di Copertina: Lo stemma del CESVAM
Il presente
numero è stato chiuso in tipografia il 30 agosto 2021
sabato 9 aprile 2022
Tiberio Luci ed Ombre di un Principes III Parte
di Mirko Molteni
Testo Tratto da Civilta Romana. Conoscere la Storia Numero Speciale. info: www.conoscerelastoria.it
REPRESSIONE CRUDELE
La morte di Seiano aprì una altro capitolo di sangue: dopo di lui perirono i tre figli, strangolati in carcere, e l'ex moglie Apicata, che si uccise dopo aver rivelato colpevolezza di Livilla riguardo alla morte di Druso; infine la stessa Livilla, che si lasciò morire d'inedia. Completarono il triste elenco delle epurazioni degli amici e i collaboratori del defunto prefetto, condannati a morte o costretti al suicidio.
La scomparsa di Seiano riportò di stretta attualità la questione della successione, tanto più che nel 33 anche il maggiore dei figli di Germanico, Druso Cesare, morì al confino, accusato di cospirazione. Quando giunse il tempo di fare testamento, Tiberio si guardò intorno e si accorse di avere soltanto tre eredi, e che solo due di essi potevano effettivamente sedere sul trono: Tiberio Gemello, figlio di Druso Minore, e il nipote Gaio, figlio di Germanico, detto Caligola. Il fratello di Germanico, Claudio, malaticcio e con qualche problema mentale, non fu nemmeno preso in considerazione.
Tra i due la spuntò Caligola, che aveva l'età necessaria (25 anni, mentre l'altro ne aveva dieci di meno). Inoltre si sospettava che Gemello fosse il figlio nato dalla fedifraga relazione relazione intrecciata da Livilla con Seiano, cosa che gettava su di lui un'ombra funesta.
Ormai la vita di Tiberio era agli sgoccioli. Lasciata Capri nel 37, l'imperatore decise di tornare a Roma per trascorrervi gli ultimi giorni. Giunto in prossimità della meta, però, forse per paura del popolo, cambiò idea e tornò indietro. La decisione fu fatale al vecchio sovrano: complici le fatiche del viaggio, ebbe un malore e fu trasportata a Miseno, nella villa di Lucullo, ormai in fin di vita. La sua fine fu ingloriosa: poiché tardava a spegnersi, il prefetto Macrone lo fece soffocare con una coperta. Quando la notizie giunse a Roma, la folla giubilante si precipitò a distruggerne le statue. Mentre le ceneri del defunto imperatore calavano mestamente nel mausoleo di Augusto, i senatori acclamavano il giovane Caligola nuovo princeps. Non potevano sapere che sarebbero caduti dalla padella nella brace.
LUCI E OMBRE DI UN PRINCEPS
Gran parte della sinistra fama di Tiberio si deve agli storici romani di area senatoria, che ne raccontarono la vita infarcendola di particolari scabrosi. Svetonio e Tacito sostengono che nell'esilio volontario a Capri, circondato da poeti e astrologi, l'imperatore sfogasse i suoi vizi, soprattutto la gola e la libidine.
Difficile stabilire quanto ci sia di vero, ma vista la sua indole schiva è più probabile che Tiberio abbia mantenuto la consueta riservatezza evitando gli eccessi come aveva sempre fatto. Non è neppure appurato che, lontano da Roma, si disinteressasse dello Stato e lasciasse le redini del comando esclusivamente nelle mani dell'avido Seiano. L'imperatore era informato di tutto quel che avveniva nella capitale grazie a un servizio postale celere da lui stesso istituito: con speciali missive ai suoi uomini di fiducia, egli forniva pareri e impartiva ordini ogni volta che lo riteneva opportuno.
Lo stesso Svetonio ammette un certo buon senso del sovrano, annotando la sua sagace risposta, poi divenuta proverbiale, ai governatori che cercavano di convincerlo ad aumentare le tasse nelle province: il buon pastore avrebbe detto Tiberio, deve tosare le sue pecore non scorticarle.
LE VILLE DEL SOVRANO
A Capri Tiberio si fece costruire non una ma ben 12 dimore, per poi scegliere di vivere in quella che preferiva, Villa Jovis. Solo tre sono sopravvissute sino ai giorni nostri e sono ancora visitabili: oltre a Villa Jovis, che è la meglio conservata, restano Villa Damecuta e il cosiddetto Palazzo a Mare.
L'imperatore possedeva dimore anche in altre località, tra cui Sperlonga, nell'attuale provincia di Latina. La gigantesca villa, dotata di terrazze rivolte verso il mare, era completata da una grotta con isola artificiale, sala da pranzo estiva, piscina circolare, cascate e giochi d'acqua, dove l'imperatore e i suoi ospiti potevano nuotare attorniati da splendide sculture raffiguranti soggetti mitologici. Sia Tacito che Svetonio raccontano che nel 26, durante un banchetto nella grotta, alcune rocce si staccarono dalla parete e Seiano salvò la vita a Tiberio facendogli scudo con il proprio corpo. La frana invece uccise alcuni servi,
LUCIDO O FOLLE
Tra le dicerie diffuse da Svetonio sull'imperatore vi è quella secondo cui, con l'avanzare dell'età, divenne sempre più attratto dai fanciulli, che costringeva a esibirsi davanti a lui per eccitarsi sessualmente.
Questo e altri eccessi violenti furono attribuiti alla follia del sovrano, che per alcuni storici moderni sarebbe stato affetto da disturbi ossessivi, bipolarismo e paranoia. Secondo altri, invece, i suoi comportamenti erano dettati da una volontà lucida e perfettamente in grado di soppesare le azioni e le loro conseguenze.
giovedì 31 marzo 2022
Materiale di Tesi. Viaggio in Ucraina Giugno 2011
Si riporta l'indice e la premessa di un volume dedicato ai risultati di un viaggio di istruzione effettuato nel 2011 in Ucraina che riporta un contesto geopolitico diverso da quello di oggi.
Russia. Volume "Un Avventura non necessaria" Fonti.
Materiali per una tesi.
Le fonti documentali
Documento
1. Cronologia degli avvenimenti. 3 luglio – 31 dicembre 1941 secondo le fonti
tedesche
Documento
2. Principali tappe dell’avanzata tedesca in Russia nel 1941 secondo il discorso
di Hitler
dell’11 novembre 1941.
Documento
3. Battaglione Alpino sciatori per il C.S.I.R.
Documento
4. Decalogo di norme igieniche per i militari del C.S.I.R.
Documento
5. C.S.I.R. Relazione sugli avvenimenti del C.S.I.R. e del XXXV C.d.A. (C.S.I.R.)
del
generale di C.d.A.
Giovanni Messe (1 luglio 1941 – 30 settembre 1942).
Documento
6. Ordine del Giorno della I Armata corazzata. Compiacimento del gen. Giovanni
Messe
Documento
7. Impiego del Corpo di Spedizione italiano in Russia.
Documento
8. Monte Cervino. Relazione sul combattimento del 18 maggio 1942.
Documento
9. Direttive per le future operazioni della 17a Armata Germanica. 9 luglio 1942.
Documento
10. Direttive per le future operazioni nel caso di ripiegamento nemico. 10
luglio 1942.
Documento
11. 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”. Diario
Storico dal 1 al 31 luglio 1942.
Documento
12. 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”. Relazione
della carica del 24 agosto
1943
Documento
13. Discorso della Eccellenza il generale von Tippeòskirch in occasione della
consegna
delle Croci di Ferro ad Ufficiali e Soldati
del XXXV C.d.A – C.S.I.R
Documento
14 Scacchiere germanico sovietico. Schieramento delle Forze contrapposte e
notizie sul
potenziale bellico e
sulla Situazione generale sovietica secondo l’apprezzamento dello
SM germanico.
Documento
15. Ripercussioni dell’offensiva germanica verso il Volga e verso il Caucaso
sulla
produzione nei bacini della Trancaucasia.
Documento
16. S.U.A. Le basi aeree nella Siberia orientale
Documento
17. Russia. Presumibile consistenza della riserva generale sovietica alla
fronte
occidentale nell’inverno 1942 1943 secondo il
nostro S.I.M. (Servizio Informazioni
Militari.)
Documento
18. Relazione del generale Roberto Lerici Comandante della Divisione “Torino”
al
Maresciallo d’Italia Giovanni Messe.
Documento
19. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,. Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
tattica della terra
bruciata. III. Fronte del Don. Novembre 1942.
Documento
20. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R, Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
battaglia di Powlograd. IV. Fronte del Don.
Novembre 1942.
Documento
21. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,.Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
conquista di Stalino. V. Fronte del Don.
Novembre 1942.
Documento
22. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,. Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
battaglia del Cemento Armato VI. Fronte del
Don. Novembre 1942
Documento
23. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R, Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
battaglia del gelo. VIII. Fronte del Don. Novembre 1942.
sabato 19 marzo 2022
mercoledì 9 marzo 2022
Tiberio: Un inizio incerto II parte
Di Mirko MOlteni
Testo Tratto da Civilta Romana. Conoscere la Storia Numero Speciale. info: www.conoscerelastoria.it
UN INIZIO INCERTO
Dopo la cremazione del corpo di Augusto nel Campo Marzio, i senatori chiesero a Tiberio di assumere il ruolo e il titolo del padre. Non si sa se per modestia o per strategia, egli inizialmente rifiutò, ma poi cedette alle suppliche e il 17 settembre si accollò l'onere di guidare lo Stato romano. Il suo primo atto pubblico, oltre che confermare il cospicuo donativo lasciato dal padre ai soldati, fu quello di divinizzare il genitore: il divus Augustus andò a occupare, insieme a Giulio Cesare, un posto di rilievo nella devozione pubblica e divenne oggetto di culto.
Non tutti erano entusiasti dell'ascesa al trono di Tiberio. Egli aveva dimostrato, invero, buone capacità politiche e militari quando, appena ventenne, Augusto lo aveva inviato in Armenia per neutralizzare il re Artaxias II, che aveva preso a tramare con i Parti, Aveva poi confermato il suo valore nell'Illirico, in Pannonia, in Gallia e infine in Germania; qui aveva contenuto i danni della disastrosa sconfitta subita nel 9 d.C. dalle legioni guidate da Publio Quintilio Varo nella selva di Teutoburgo per opera dei Germani guidati da Arminio: una catastrofe che aveva suscitato immenso clamore e gettato Roma nel panico. Ma il suo antico maestro di retorica, il greco Teodoro di Gadara, che ben lo conosceva, lo disprezzava definendolo “fango intriso di sangue”, né migliore opinione nutrivano di lui quanti avevano cinicamente osservato la sua ascesa al potere, avvenuta solo perché tutti gli altri potenziali candidati erano provvidenzialmente “usciti di scena”.
Moltissimi erano poi sostenitori di suo nipote Germanico (che lo stesso Tiberio aveva adottato per ordine di Augusto), comandante dotato di enorme carisma. Inviato contro i barbari sul fronte settentrionale, il giovane era riuscito nell'eccezionale impresa di recuperare le insegne di due delle tre legioni massacrate a Teutoburgo, guadagnandosi l'adorazione delle truppe e del popolo. Seguendo la più classica strategia del promoveatur ut amoveatur, Tiberio pensò quindi di sbarazzarsi dell'ingombrante presenza di Germanico affidandogli un incarico speciale in Siria; qui sarebbe stato controllato a vista dal fido Gneo Calpurnio Pisone, eletto alla carica di governatore, così da scoraggiare ogni possibile ambizione del nipote. Ma non tutto andò come Tiberio avrebbe voluto. Pisone e Germanico finirono presto ai ferri corti e il governatore stizzito, decise di abbandonare la Siria per tornarsene a Roma. Non appena il funzionario partì, Germanico cadde ammalato ad Antiochia e, dopo atroci sofferenze, si spense il 10 ottobre del 19 a soli 34 anni, confessando alla moglie Agrippina Maggiore il sospetto di essere stato avvelenato.
Tale dubbio prese corpo quando la vedova, celebrate le esequie del consorte, potrò con sé le ceneri del marito a Roma, azione che mosse il popolo al compianto e allo sdegno. Corse voce che il mandante del presunto omicidio fosse lo stesso Tiberio, geloso della grandissima popolarità di Germanico. Il conseguente processo a Pisone non riuscì a provare l'avvelenamento, ma indusse ugualmente l'ex governatore a togliersi la vita. L'imperatore dal canto suo, non fece nulla per tacitare i maligni e non solo non presenziò alla tumulazione dei resti del figlioccio nel mausoleo di Augusto, ma evitò anche di pronunciarsi in difesa di Pisone.
L'impatto della vicenda sull'immagine di Tiberio fu disastroso e venne ulteriormente aggravato dalla tragica morte del suo unico figlio naturale, Druso Minore, di due anni più giovane di Germanico ma altrettanto carismatico e valoroso. Inviso all'ambizioso prefetto del pretorio, Lucio Elio Seiano, Druso morì avvelenato nel 23, forse per mano di un libero, forse assassinato dalla moglie Claudia Livilla, che nel frattempo era divenuta amante di Seiano. Ebbro di potere, quest'ultimo vide la concreta possibilità di manipolare Tiberio per ottenere la nomina a suo successore e si diede a eliminare spietatamente, o a neutralizzare per mezzo dell'esilio, tutti i concorrenti, dai giovani figli di Germanico (posti sotto la tutela del Senato) agli amici dello stesso condottiero defunto.
IL RITIRO A CAPRI
Seiano riuscì persino a convincere l'ormai ultra sessantenne Tiberio a ritirarsi prima in Campania e poi sull'isola di Capri, dove l'augusto accarezzò forse l'idea di abdicazione. Accerchiato dall'odio del popolo, l'imperatore era devastato da una malattia che gli sfigurava il volto: ormai stanco e amareggiato, non era che un burattino nelle mano del bramoso prefetto. Seiano approfittò del suo ascendente anche per convincere Tiberio a concentrare le truppe in città, all'interno dei Castra Pretoria: in tal modo, con l'esercito a sua completa disposizione, poteva controllare tutto e agire a proprio piacimento, escludendo il senato da ogni decisione.
Roma era oppressa da un clima di terrore. I delatori si nascondevano ovunque e chiunque fosse anche solo sospettato di opporsi ai disegni del prefetto veniva eliminato dalla scena politica. Tuttavia, la situazione restò più o meno stabile fino alla morte di Livia Drusilla, che con il suo carattere autoritario era riuscita in qualche modo a influenzare il governo. Uscita di scena la vecchissima madre di Tiberio, Seiano ebbe gioco facile nell'accanirsi contro la povera Agrippina e suo figlio Nerone Cesare, montando sul loro conto accuse false e infamanti: la prima fu deportata nell'isola Pandataria, dove morì nel 33; il secondo, tacciato di omosessualità e tentata sovversione, venne spedito al confino a Ponza, dove si spense, forse suicida.
La cieca ambizione di Seiano, tuttavia, lo portò a compiere vari passi falsi. Quando nel 31, la vedova di Druso Maggiore, Antonia, facendosi interprete dei sentimenti di moltissimi senatori ormai stanchi dei soprusi del prefetto, raccontò a Tiberio tutte le malefatte del suo braccio destro, l'imperatore aprì gli occhi e decise finalmente di destituirlo. Fingendo di conferire a Seiano l'ambita tribunicia potestas (che costituiva di fatto l'anticamera alla successione imperiale), Tiberio incaricò il prefetto dell'Urbe, Macrone, di convocare il Senato. Ma mentre l'ambizioso prefetto sedeva compiaciuto tra i banchi in attesa della nomina, fu tacciato di tradimento dall'imperatore stesso. La sua fine fu ingloriosa: arrestato e processato nel tempio della Concordia, fu condannato allo strangolamento e alla damnatio memoriae; il suo cadavere venne addirittura lasciato alla mercé del popolo, che ne fece scempio trascinandolo per le vie di Roma prima di gettarlo nel Tevere.
T esto Tratto da Civilta Romana. Conoscere la Storia Numero Speciale. info: www.conoscerelastoria.it
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