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venerdì 22 febbraio 2013

Corso di Storia Militare. 15°, VIII della Serie

Napoleone ed i principi dell’Arte della Guerra[1]

Le conclusioni e lezioni apprese
Luigi Manfredi

 Napoleone fu indubbiamente un grande tattico ma soprattutto fu un grande stratega. Si celebrano le sue battaglie ma si trascura il fatto che a quelle battaglie vinte Napoleone giunse attraverso concezioni strategiche ad amplissimo respiro, soprattutto per allora ([2]). In entrambe le campagne d’Italia non furono solo importanti le singole battaglie ma grandioso e ardito disegno strategico che ne fu la premessa.

Le vicende della prima e della seconda campagna d’Italia ([3]) insegnano che tra i principi dell’arte della guerra sia da aggiungere “saper approfittare della fortuna” e non è un paradosso. Essa ha giocato un ruolo molto importante in queste due campagne e non solo in queste: a Marengo Desaix avverte il rombo del cannone e arriva in tempo mentre a Waterloo Grouschy, inviato da Napoleone fuori dell’area della battaglia, sente il rombo del cannone ma non rientra, ritenendo di dover eseguire il primitivo ordine dell’imperatore. Gli esiti furono ovviamente opposti.

Emblematica, sotto questo profilo, l’operazione Voltri nella prima campagna, voluta dal suo predecessore, da lui non condivisa ma utilizzata per distrarre forze nemiche dalla direttrice di gravitazione dello sforzo ([4]).
Adottò sempre rapidi mutamenti degli schieramenti e delle direzioni d’attacco in funzione dell’evolvere delle situazioni ([5]) ([6]).

Seppe con intelligenza suddividere i reparti sul territorio, mantenerli leggeri per muovere più agevolmente ([7]), per sopravvivere con approvvigionamenti e saccheggi e per confondere il nemico sulla direzione dello sforzo principale, e concentrarli nel momento decisivo per realizzare la massa facendo leva sulla velocità di spostamento delle truppe ([8]).

“L’Imperatore fa la guerra con le nostre gambe” dicevano i “grognard”([9]). I soldati francesi erano in prevalenza contadini di leva, che muovevano solo con l’armamento, il munizionamento e quei pochi viveri che venivano distribuiti, dormivano all’addiaccio al fuoco dei bivacchi quando non trovavano case coloniche dove rifugiarsi ([10]).
Ciò, al contrario degli austriaci, militari di carriera i quali, come scrisse Napoleone a Sant’Elena, non si capiva come facessero a combattere così appesantiti.

Aveva un rapporto privilegiato con i soldati che a Lodi lo soprannominarono “il piccolo caporale” e che chiamava i miei figli, anche se poi non esitava a sacrificarli a migliaia, anziché con i generali che teneva piuttosto a distanza, e visitava i reparti con frequenza (a differenza degli austriaci) ([11]).

Una sua costante preoccupazione fu la ricerca della sorpresa attraverso la scelta di linee d’operazione alternative  e dovunque mantenendo il segreto sulle proprie intenzioni ([12]).

Ebbe l’intuizione e sperimentò l’impiego delle artiglierie a massa anziché disperderle a supporto diretto dei singoli reparti ([13]). Privilegiò anche l’impiego a massa della cavalleria; nell’Armata di riserva la cavalleria era tutta al comando di Murat, mentre gli austriaci, pur avendo reparti di cavalleria ben più efficienti ed equipaggiati dei francesi, non seppero impiegarla a massa, cosa che avrebbe cambiato l’esito della battaglia ([14]).

Napoleone può essere considerato l’inventore delle unità complesse pluriarma (Divisioni e Corpi d’Armata) da utilizzare come pedine autonome, mentre gli austriaci consideravano il reggimento solo come unità organiche e non necessariamente operative, che in combattimento potevano essere scisse per ricostituire altri reparti “ad hoc”.

Per quanto riguarda l’organizzazione di Stato maggiore, è’ noto che Berthier fu il Capo di Stato maggiore per eccellenza di Napoleone, bravo a tavolino, meno quale Comandante. Occorre però precisare che Bonaparte utilizzò gli Stati maggiori quasi esclusivamente come organi per la redazione e la diffusione delle sue direttive verbali, piuttosto che come organo di consulenza in senso moderno.

La consapevolezza della sua superiorità oppure l’urgenza gli faceva spesso scavalcare lo Stato maggiore e colloquiare direttamente con i Comandanti in sottordine. Inoltre, sovrapponeva più canali per far giungere lo stesso ordine, a causa del rischio che i corrieri a cavallo potessero essere intercettati.

La logistica e l’organica non dovevano costituire un ostacolo al perseguimento dei movimenti e delle operazioni: l’armata di riserva che scavalcò le Alpi fu completata e approvvigionata marcia durante e ancora quando era giunta di a sud dei passi alpini.

In sintesi, Bonaparte applicava i principi fondamentali della guerra in modo intuitivo con audacia e grande flessibilità, contro avversari lenti e metodici, che operavano con concezioni mutuate dai loro predecessori ([15]) ([16]). Sostanzialmente nessun nuovo principio ma una determinata pragmatica e realistica applicazione degli stessi. Perseguiva i propri obiettivi con grande determinazione, senza mai darsi per vinto, costi quel che costi anche in vite umane.

Curiosamente ed inspiegabilmente, Napoleone non promosse l’innovazione nei mezzi e nei materiali: il fucile era quello del 1777 ad avancarica e laborioso da impiegare (Mod. Charleville), con una gittata utile di 100 metri, così come le artiglierie che risalivano alle realizzazioni di Gribeauval.

Voglio terminare con un’altra caratteristica di genialità di Bonaparte, la sua capacità di rappresentare gli eventi a proprio uso e consumo, con una maestria nell’arte della comunicazione che aveva già messo in luce nella prima campagna, modificando fatti, tempi e perdite, ad uso della fama delle sue truppe ma soprattutto sua ([17]).  Ciò che non gli riuscì sul campo gli riuscì nella propaganda.

Il resoconto francese della battaglia di Marengo (ma dovrei dire i resoconti perché ne esistono ben quattro, l’ultimo dei quali presentato a Napoleone Imperatore proprio a Marengo nell’anniversario della vittoria) fu via via addomesticato, stravolto e mistificato sin dal primo momento e negli anni successivi; furono redatte quattro relazioni successive francesi, nelle quali si volle dimostrare che l’esito della battaglia non fu dovuto al caso ma a una precisa decisione strategica del Primo Console. Lo scopo era evidente: si trattava di una provvidenziale vittoria che consentiva al Primo Console di consolidare il proprio potere in Francia, anche se non concludeva la guerra contro l’Austria.

Sotto il profilo della mitizzazione del Personaggio, è emblematica la rappresentazione del passaggio del Primo Console sul Gran San Bernardo: il famoso quadro di David con Napoleone su un cavallo bianco. La realtà è ben diversa: lo superò a dorso di mulo e rischiò pure di cadere in un burrone.

( Il Corso di Storia Militare all'ISSMI è iniziato in data odierna. Chi ne è interessato può visionare i materiali al blog www.coltrinarimassimo.blogspot.com) 





[1] Libera trascrizione da appunti dalla Lezione Tenuta dal  Sen. Gen. Luigi Manfredi al 10 Corso ISSMI, Corso di Dottrine Strategiche e Storia Militare
[2] La campagna d’Egitto aveva l’ambizioso obiettivo di colpire La Gran Bretagna nelle Indie.
[3] Gli austriaci le definiscono “campagna 1796-97 in Italia” e “campagna 1800 in Italia”.
[4] La guerre ne se compose que d’accidents. Bien que tenue de se plier à des principes généraux, un chef ne doit jamais perdre de vue tout ce qui pet le mettre à même de profiter de ces accidents. Le vulgaire appellerait cela bonheur, et ce ne serait pourtant que la propriété du génie.
[5] Un plan de campagne doit avoir prévue tout ce que l’ennemi peut faire et contenir en lui-même les moyens de la déjouer. Les plans de campagne se modifient à l’infini, selo les circonstances, le génie des chefs, la nature des troups et la topographie du théâtre de la guerre.
[6] L’on pourra m’accuser de témérité: jamais de lenteur.
[7] Il est cinq choses que ne doit jamais quitter le soldat: son fusil, ses cartouches, son sac, ses vivre pour quatre jours au moins, et son outil de pionnier.
[8] Le secret des grandes batailles consiste à savoir s’étendre et se concentrer à propos …… Ce n’est pas en disséminant le troupes et en les éparpillant q’on arrive à un résultat…. Ce ne sont pas le troupes qui vous manquent, c?est la manière de le réunir et d’agir avec viguer. La vitesse, à la guerre, est la moitié du succès.
[9] Nome gergale degli orgogliosi veterani delle guerre napoleoniche.
[10] Le mellieur soldat n’est pas tant celui qui se bat que celui qui marche…… Chaque soldat a troi paires de souliers: une aux pieds, deux dans le sac.
[11] Un homme qui n’a pas de considération pour les besoins du soldat de devrait jamais le commander.
[12] Il n’y a pas nécessité de dire ce que l’on a l’intention de faire dans le même moment où on le fait.
[13] Le canon, comme toute les autres armes, doit être réunie en masse si l’on veut obtenir un résultat important.
[14] La méthode de mêler  des pelotons d’infanterie avec la cavalerie est vicieuse, elle n’a que d’inconvénients; la cavalerie cesse d’ètre mobile. Elle est gênée dans tous ses mouvements, elle perd son impulsion, et l’infanterie est compromise; au premier mouvement de la cavalerie, elle est sans appuis.

[15] La perte du temps est irréparable à la guerre; les raisons que l’on allègue sont toujour mauvais, car le opérations ne manquent pas que par les retards.
[16] À la guerre, l’audace est le plus beau calcul du génie.
doit la diminuer de la moitié ou d’un tiers; à la guerre tout est moral.
 [17] Rien n’est plus contraire aux regles militaires que de faire connaître la force de son armée ….. lorsqu’on est conduit à parler de se forces, on doit les exagérer à les rendre redoubtable en doubland ou en triplant le nombre; et, au contraire, lorsq’on parle de la force de l’ennemie, on doit la diminuer de la moitié o d’un tiers: à la guerre, tout est moral.

martedì 19 febbraio 2013

Il Blog del Centocinquantesimo "Montello"

2012: tante luci, troppe ombre

Il quarto anno di vita del nostro Blog si è appena concluso.
Il 2012 è stato un anno ricco di eventi; sarebbe stato un anno da ricordare tra quelli più significativi, se l’ombra nera della scomparsa del nostro amato Comandante, Alessandro Duranti, non ne avesse offuscato, praticamente cancellato, la gioia.
Con Lui, è scomparso l’ultimo punto di riferimento di un periodo, entusiasmante, della nostra vita: l’ultimo cordone ombelicale con un passato irrepetibile che ha condizionato l’esistenza di tutti Noi.
In questo 2012, il 150° “Montello” è stato protagonista attivo di iniziative che non trovano eguali negli altri Corsi.
Si è incominciato con il doveroso saluto al nostro Capo Corso che lasciava il Servizio attivo; poi sono venute  le “Vacanze sarde”, splendidamente e perfettamente organizzate da Piero Franco; si è proseguito con la meritoria raccolta-fondi a favore  della “Junior Finale”, culminata e suggellatacon la cerimonietta in Accademia, sicuramente “semplice nella forma ma profonda nel significato”; si è concluso con “l’Addio alle Armi” che ci ha visti, commossi partecipanti, uniti al cospetto della Sacralità del Milite Ignoto.
E’ evidente che tutte queste iniziative non avrebbero potuto raccogliere l’adesione della totalità, per motivi vuoi finanziari, vuoi motivazionali, vuoi di età; motivi, certo, tutti legittimi, tutti “giustificabili” che, però, perdono molto del loro valore se rapportati alla finalità dell’iniziativa.
Prendiamo la nostra “Facciamo giocare i ragazzi” che avrebbe dovuto sconvolgere le coscienze di ognuno, inducendo una spinta partecipativa spontanea ed immediata, tale da far compilare bonifici a spron battuto,  senzase e senza ma; eppure la risposta è stata fiacca, stiracchiata, talvolta “spintanea” e comunque  tale che non ci avrebbe permesso di raggiungere una cifra decorosa senza le generose donazioni “esterne”. Diciamocelo, Ragazzi: non ci abbiamo fatto una bella figura, anche perché le “pensioni” che percepiamo ( e che sappiamo l’uno dell’altro)  ci avrebbero consentito di avere ben altro peso!
Ma, se questo (gretto) episodio può esser rapportato alla lunghezza del “braccino” di ciascuno, riesce difficile trovare “giustificazioni” alla scarsa partecipazione al Raduno ottobrino che era stato indetto per dare testimonianza, nel luogo più sacro alla Patria, di una vita vissuta  nel rispetto di quel Giuramento prestato quarantaquattro anni prima.
Si pensava, infatti, che uomini che, a prescindere dalla durata,  avevano avuto il privilegio di indossare l’Uniforme sentissero l’imperativo morale di “riconsegnare” simbolicamente quell’uniforme a Colui che li rappresenta tutti.
Purtroppo, non è stato così; purtroppo, a fronte dei pochi che “avrebbero voluto manon hanno potuto”, ci sono stati molti che “avrebbero potuto ma non hannovoluto”, senza avere nemmeno la dignità di rispondere all’invito, magari adducendo una delle tante scusanti che l’età ci mette a disposizione.
Sinceramente, si è portati ad un moto di pietosa comprensione nei loro confronti; una profonda pietà per l’occasione che hanno volutamente gettato al vento e che, ahiloro, non potranno più cogliere.
Questi preoccupanti e pericolosi scricchiolii nella tanto decantata “saldezza” del Corso hanno avuto, purtroppo, un brutto epilogo in occasione della scomparsa del Comandante.
Nonostante infatti, tuttifossero stati avvertiti, nonostante la triste notizia fosse stata pubblicata sul Blog, nonostante tutto questo, nemmeno il 10% è riuscito a trovare due minuti due da dedicare ad un Suo necrologio scritto che poi avrebbe costituito una raccolta da inviare a Figli, quale ultima testimonianza del nostro affetto e della nostra gratitudine nei Suoi confronti.
Vabbè che la posta elettronica non tutti la aprono, vabbè che il Blog pochissimi lo leggono, vabbè tutto quello che vi pare ma….possibile che in tutte e tre dicasi tre manifestazioni dove avrebbe dovuto essere straripante il trasporto, l’afflato morale, possibile che ci sia stato un siffatto menefreghismo? Possibile che la grande maggioranza abbia preferito chiamarsi fuori o meglio, rimanere nel suo baccello di egoismo? O, magari, si è trattato di un preoccupante ma significativo segnale che quel “meraviglioso” con cui amiamo autodefinire il Corso, forse, sarebbe meglio ridimensionarlo?
In questo, per certi versi sconsolante contesto, non si può dimenticare la scarsa –ma grandemente qualificata- partecipazione al Blog; questo strumento che ci eravamo regalati, demandandogli l’arduo compito di mantenere vivi e saldi antichi legami, rinnovati in occasione dei Quarantennali. Anche in questo settore, non è che le cose siano incoraggianti: coloro che intervengono sono sempre gli stessi e decisamente pochini,  anche se quanto da Loro esternato ha sempre costituito eccellente base di interessanti e proficue discussioni, nonché occasione di approfondimento culturale.
Ciò non significa che molleremo, anzi; anche se rimanesse solo uno ad intervenire, continueremmo lo stesso a tenerlo in vita, perché, forse, è l’unica fiammella che ci permette di ricordare il grande incendio che ci coinvolse tutti il 22 ottobre 1968.
In definitiva, il 2012 è stato un anno decisamente entusiasmante sul versante propositivo ma, onestamente, deprimente su quello partecipativo e non solo fisicamente.
In genere, difronte a simili conclusioni, si fanno auspiciper un miglioramento futuro; ce lo auguriamo di vero cuore ma…potremo reggere la concorrenza dell’anagrafe e dell’egoismo?!
Q.d.B.

martedì 5 febbraio 2013

Un invito non arrivato

Dopo oltre due mesi, è arrivata una email del Presidente ff che, per competenza, è stata inoltrata a chi di dovere. Comunico a tutti i Soci che questo evento è da sottolineare in quanto da metà novembre non si era avuto alcuna risposta. Le comunicazioni dovevano essere veramente in seria difficoltà in quanto nulla è giunto in merito alla Cerimonia di Montelungo. Nessuno si è fatto vivo. Eppure ai primi di ottobre era stata diramata una circolare da parte della Segretaria Generale, inviata a tutti i maggiore Comandi, da quello dei Carabinieri a tutti gli Stati Maggiori, con la quale si annunciava all'urbe ed al mondo che per l'8 Dicembre si sarebbe tenuto un "Rancio d'Onore" per i Combattenti della Guerra di Liberazione, presso una caserma di Cassino. Richiamo, come Presidente, tutti i soci a non commentare in modo non accettabile simili iniziative, ancorchè facendo i conti dell'Età dei Combattenti e la loro presenza a Montelungo in pieno inverno, più che un "Rancio d'Onore" si può parlare di incontro tra pochi.
Forse proprio per questo, non essendo noi excombattenti non siamo stati invitati. Aggiungere qualcuno di noi avrebbe potuto far lievitare e tutti sappiamo quanto ci si tiene a risparmiare, anche l'ultimo centesimo. Avremmo anche potuto far presente che la Sezione, sia quando era in vita, sia adesso che è "Costituenda" poteva far presente che a Chianciano ha presentato una mozione in cui tutti i costi delle manifestazioni devono essere sostenuti da chi vi partecipa, sia esso Presidente, Segretario, Vice Presidente, Consigliere o Socio Semplice. Una mozione che ha fatto inorridire ed abbiamo sentite le rampogne del Segretario generale in merito. In ogni caso noi insistiamo nel dire che per trasferte, alberghi, pranzi ed altro, ancorchè organizzati per cerimonie come quelle di Montelungo, l'Associazione non deve pagare al singolo nulla. Se la "spendw review" deve essere applicata, si deve iniziare da queste cose. 
In ogni caso l'invito non è giunto e noi come Sezione siamo rimasti a casa. Ma la cosa che più ci ha fatto dispiacere e leggere l'Elenco della Sezioni ANCFARGL, nel quale non compare la Sezione "LI Bersaglieri Montelungo", il cui Presidente Bedina in questo momento ammalato,  ha dato ogni suo contributo. Proprio L'Anno scorso il gen. Marzollo era con noi, e dopo la sua morte, un tratto di penna, ed è già dimenticato. Lui che a Montelungo si commuoveva sempre ricordando le gesta della 2 Compagnia, quella decimata sul 2° Peccia.
Forse è stato un bene che l'invito a Montelungo non sia arrivato. Troppi i bei ricordi degli anni passati. (Tofone che ci indica dove è partito per dare l'assalto al primo roccione) per poter poi mettersi in fila in una "messline" per consumare un "Rancio d'Onore" per i Combattenti della Guerra di Liberazione. 

giovedì 31 gennaio 2013

L'Aries e la Caserma Giulio Cesare a Rimini . Programma


(Associazione di promozione sociale iscritta al Registro delle Ass.ni della Provincia di Rimini con provv.to   n.156 del 11 dicembre 2008 )
Sede presso l’Istituto del Nastro Azzurro in Rimini, via Castelfidardo n.11

IL PRESIDENTE

 programma della prevista cerimonia , che rinnova quella tenutasi  lo scorso anno con favore e gradimento:

 Venerdì, 15 marzo 2013 :
Ore 10,00 :
Presso Caserma GIULIO CESARE
Deposizione di corona di alloro ai piedi della statua di Giulio Cesare
Allocuzioni ufficiali  delle AA.presenti
 A seguire: interventi di:
Dott. Andrea Santangelo
Cap. CRI Anna D’Araio

Ore 12,00:
 Piazza Tre Martiri, ai piedi del “suggestum”,
Cenni di saluto delle AA. presenti  che riterranno di dover dire qualche parola;
Deposizione di corona di alloro sul suggestum
Ricordo di Cesare, a cura dello storico Dott. Andrea Santangelo.
Saluto di chiusura a cura del Cap. CRI Anna D’Araio

Su invito del Comandante la Caserma Giulio Cesare, saranno presenti alcuni rievocatori appartenenti alla LEGIO XIII GEMINA, di Savignano sul Rubicone, in monture storiche.

Si auspica la presenza di una rappresentanza del Liceo Classico GIULIO CESARE, cui il presente programma viene inoltrato quale invito.
  Il Presidente di ARIES

Amm. ALEARDO MARIA CINGOLANI

Per riscontri: Segretario Coord. ARIES:  FAX 0541 439462:   e-mail :   rossiamadori@interfree.it

mercoledì 30 gennaio 2013

Un numero molto tormentato.




Un numero molto tormentato. Agli amici: “warning”. La “ perla” dei carabinieri svizzeri è significativa.
Nonostante le grandi proclamazioni, la Rivista ha sempre avuto una vita difficile all’interno della Associazione. Da ultimo sono saltati equilibri con la Tipografia per una iniziativa maldestra messa in atto dalla Segretaria Generale. Si era raggiunto con il Sig Iuppa una serie di “gentlemen’s agreement” frutto della decennale collaborazione e soprattutto dalla grande simpatia con cui Iuppa, padre e figlio, hanno sempre guardato alla nostra iniziativa. Questo  permetteva di realizzare cose che altrimenti sarebbero costate sia in termini finanziari che di tempo. Grazie a chi ha un nome e cognome anche questo è andato in frantumi. Questo numero è stato ristrutturato tre volte, in quel solco di chi pretende tanto, non ha  risorse e pretende prodotti “just in time”, ma soprattutto non rispetta il lavoro degli altri, parlando dopo e non prima. Ringraziamo tutti gli amici che collaborano con la Rivista della loro comprensione e della loro pazienza,oltre che dell’affetto dimostrato. L’ultima “perla” in ordine di temo. Ci si è strappati le vesti perché si è pubblicato un articolo su questa rivista riguardo i Carabinieri Svizzeri. I “vociantes” forse non sanno che hanno avuto un ruolo  questi Carabinieri in merito all’internamento italiano in Svizzera; il Savoia Cavalleria è stato internato in Svizzera il 12 settembre 1943 e poi, il 25 Aprile 1945 è rientrato a Milano è a tenuto, fronteggiando i Partigiani, Milano. Questa è Storia della Guerra di Liberazione o no? Ma le critiche distruttive arrivano a bordate, e a questo si deve essere preparati.“Warning” dunque, e tenere sempre presente quale “audience” abbiamo di fronte.
Accanto a questo, stanno emergendo atteggiamenti che alimentano progetti da mille e una notte, che necessitano di  decine di migliaia di euro; progetti editoriali di respiro nazionale ed internazionale,
manifestazioni, convegni, idee a largo raggio,  in una situazione finanziaria  che da tutte le fonti non fa altro che essere nera. E’ facile prevedere che i fondi per la Rivista verranno a mancare già dal prossimo 2013, nonostante che l’Associazione disponga ( maggio 2012 di oltre 140.000 euro), in un solco di negazione di fondi che è persistente dal 2006 ad oggi. Fino al 2012 è andata bene, ma quanto è successo in estate non lascia spazio ad illusioni. Pertanto a tutti gli amici di Secondo Risorgimento un “warning”: ogni numero potrebbe essere il penultimo; l’ultimo è già pronto. Che riporta gli Indici della Rivista, come “memoria”per le future generazioni. Quindi prima di inviare note e contributi tenere presente questo: potrebbero essere non pubblicati a stampa. Noi faremo il possibile per dare la massima chiarezza, ma nonostante ogni buona volontà, non possiamo rispondere delle azioni di altri. Con la sempre sincera amicizia  e chiarezza di sempre.                    La Direzione.

(La Sezione Studenti e Cultori, sempre con la sua dizione "costituenda" dopo i noti fatti del 23 maggio 2012, ha massicciamente contribuito alla edizione di questo numero. Un particolare ringraziamento va al dott. Federico De Rienzi per il suo articolo dedicato alla divisione turkmena in Italia nel 1943.1944 ed lla Dottoressa Eva Saeva per la sua nota sul Caucaso (riportata cnhe nella sua lingua madre, il bulgaro.)

lunedì 21 gennaio 2013

69° Anniversario dello sbarco di Anzio. Programma


Si riporta il programma relativo alle celebrazioni del 69° Anniversario dello Sbarco di Anzio del 22 Gennaio 1944. I componenti la Sezione sono particolarmente invitati per Sabato 26 Gennaio al Convegno a cui parteciperanno Soci della Sezione. Interessante anche il prohramma del Sabato pomeriggio con la rievocazione degli eventi attraverso figuranti

per ulteriori informazioni www.museo dello sbarco.it o scrive a info@museodello sbarco.it 



SABATO 19
ore 10,30 - Deposizione di omaggio floreale al campo della Memoria (Nettuno);

ore 12,00 - Aprilia: Monumento “ Il Graffio della vita “ dedicato alle vittime della 2^ G. M mondiale – Loc. Campo di Carne ( incrocio via Genio civile e via della Cogna);

LUNEDI’ 21

ore 15,00, Villa Corsini Sarsina: Inaugurazione mostra fotografica di immagini inedite della II Guerra Mondiale sullo sbarco e la battaglia di Anzio a cura di Patrizio Colantuono
La mostra sarà visitabile dal Lun al Ven fino al 1/02

ore 16,30, Villa Corsini Sarsina - Presentazione opere:
• Antologia “In the Hugs of Arms”  dedicata alle giovani vittime della guerra, realizzata dalla Sen. Mariela Baeva – Parlamento Europeo;
• Riedizione di "Un ragazzo chiamato Anzio" di Carla Guidi, sulle memorie di Alfredo Rinaldi, presentata dal giornalista Roberto Geminiani;
• Libro fotografico “Anzio 1944 foto di guerra” di Enrico Canini;
Saranno presenti gli autori.

MARTEDI' 22

CERIMONIE UFFICIALI
ANZIO
ore 8,30 - Deposizione corone al Beachhead Commonwealth Cemetery di Anzio, località Falasche
ore 9,30 - Deposizione corone al War Commonwealth Cemetery di S. Teresa;
NETTUNO
ore 10,30 - Monumento ai Caduti, P.zza C. Battisti: deposizione di una corona; momento di preghiera, discorsi;
ore 11,00 - Deposizione di una corona presso il Sicily – Rome American Cemetery
ANZIO
ore 12,30 - Monumento ai caduti, P.zza  Garibaldi: deposizione di una corona, momento di preghiera, discorsi, esibizione della Banda Musicale Città di Anzio;
ore 13,00 - Trasferimento in corteo al Molo Innocenziano e deposizione di una corona alla targa commemorativa del 50° Anniversario dello sbarco ed alla targa dedicata all’equipaggio dello Spartan;
ore 13,20 - Imbarco su motovedetta della Capitaneria di Porto per lancio di una corona in mare;
ore 16,00 - Deposizione di un omaggio floreale alla Reme Workshop plaque (Via Ardeatina, Lido delle Sirene) e al Monumento dedicato ai Gordon Higlanders (Lavinio Mare).  

ore 17,30 - Museo dello Sbarco di Anzio, Villa Adele: Inaugurazione Mostra “Aerosiluranti nella Battaglia di Anzio” con l’esposizione del motore Savoia Marchetti 79, ripescato nel mare di Anzio, e di uniformi, immagini, modellismo e oggettistica. Inteverrà il dott. Pietro Cappellari.
La mostra sarà visitabile fino al 27/01 con orario 10,30-12,30/16,00-18,00

MERCOLEDI' 23
ore 9,30 - Villa Corsini Sarsina: Proiezione film “Lo Sbarco di Anzio” (1968) e dibattito con veterani e reduci di guerra per gli studenti delle scuole del territorio

VENERDI  25

ore 10,00 - Riviera Zanardelli: Inizio allestimento del Campo storico – rievocativo sulla spiaggia “Tirrena”

ore 17,30 - Paradiso sul Mare, Riviera Zanardelli: Inaugurazione mostra uniformologica – documentaria e modellismo della II Guerra Mondiale
La mostra sarà visitabile fino al 27/01 con orario 10,00-13,00/15,00-18,00

SABATO 26

ore 10,30 - Villa Corsini Sarsina: Convegno storico sullo sbarco di Anzio. Interventi di:
Gen. Massimo Coltrinari: “Anzio e gli italiani”;
Gen. Luigi Marsibilio “I Cooperatori di artiglieria sulla testa di ponte di Anzio”;
Gen. Goffredo Mancinelli “L’OSS e il fronte clandestino di Roma salvano la Testa di Ponte di Anzio”

ore 15,30 - Riviera Zanardelli: “Rivivi la storia”, Rievocazione e simulazione dello sbarco sulla spiaggia del Tirrena, (“X Ray Beach”) con uso di mezzi anfibi e aerei della II Guerra Mondiale

DOMENICA 27
ore 8,30 - Raduno automezzi militari presso Museo dello sbarco di Anzio e sfilata per le vie del centro storico con sosta in Piazza Pia e Piazza Garibaldi. A seguire, visita guidata alla spiaggia di sbarco del comando britannico presso la R.N.R. Tor Caldara;
ore 13,00 - Esposizione dei mezzi militari presso il Campo storico – rievocativo, stabilimento “Tirrena” Riviera Zanardelli;

ore 15,30 - Riviera Zanardelli: “Rivivi la storia”, Rievocazione e simulazione dello sbarco sulla spiaggia del Tirrena, (“X Ray Beach”) con uso di mezzi anfibi e aerei della II Guerra Mondiale



domenica 20 gennaio 2013

Matteo Marconi presenta il suo nuovo libro


Riceviamo da Matteo Marconi e volentieri la pubblichiamo:

Cari Amici,

Vi scrivo perché Martedì 29 Gennaio presenterò il libro su Gerusalemme, che ho scritto insieme ad altre due colleghe islamiste e alla prof.ssa Scarcia Amoretti, che ha diretto i lavori e garantito con la sua fama internazionale il buon esito del tutto.
Vi ho partecipato con una lunga sezione dedicata alla geopolitica di Gerusalemme (circa 130 pagine), quindi nel contesto delconflitto israelo-palestinese ed anzi come architrave dello scontro. Presenteranno il testo un nutrito gruppo di esperti provenienti da Tor Vergata e dalla Bicocca.
 Spero che possiate intervenire perché ne nascerà uninteressante dibattito, oltre a partecipare alla personale soddisfazione per la prima monografia della mia ancora breve carriera. 

Vi aspetto allora il 29 Gennaio alle ore 17,00 (puntuali..)presso la sede della Società Geografica Italiana, ubicata nel parco di Villa Celimontana (zona Colosseo-Celio), a via della Navicella 12.
 Seguirà un brindisi di buon augurio,
 un abbraccio ad ognuno di voi,
 Matteo Marconi

mercoledì 16 gennaio 2013

Federico de Renzi. Nota


Dopo le “Primavere”: il nuovo quadro del Vicino Oriente
 CASD,
Palazzo Salviati, 10 dicembre 2012

La conferenza organizzata dall’ISTRID e dall’IsAG, in collaborazione con l’Associazione Seniores dello IASD e tenutasi presso il Centro Alti Studi della Difesa (CASD), ha visto la partecipazione di ricercatori ed esperti di vari settori, dall’Informazione alla Giurisprudenza, alle Relazioni Internazionali. Tra questi, dopo un breve panorama della situazione generale delle cosiddette “Primavere Arabe” fatto dal Professor Piercarlo Valtorta, Presidente dell’ISTRID, sono intervenuti Roberto Angiuoni (ISTRID Analysis), il Colonnello statunitense Daniel Gillespie (USAF), l’Avv. Cinzia Fuggetti (ISTRID) e i ricercatori Giacomo Guarini e Pietro Longo (IsAG).
Il Dottor Angiuoni ha presentato un quadro della situazione dei mezzi di comunicazione di massa nel Mondo Arabo e Islamico (Iran compreso), sia tradizionali (carta stampata, reti televisive) che “di nuova generazione” (social network), a partire dall’Arab Sat degli anni ’90 fino ai siti web d’informazione e ai social network (Twitter), passando per i canali televisivi “non allineati” quali al-Jazeera e al-‘Arabiyya o addirittura “militanti”, come è definita al-Manar (Hizbullah).
Il Colonnello Gillespie ha trattato quelle che sono le posizioni e le prospettive di coinvolgimento  della NATO nel Mondo Arabo-islamico sia Orientale (Mashreq, Egitto) che occidentale (Maghreb-Sahara e Sahel), prendendo in considerazione sia i paesi coinvolti nelle “Primavere arabe” che quelli ancora in fase di transizione.
Il dottor Guarini, direttore del Programma “Dialogo di civiltà” dell’IsAG, ha discusso di quelle che sono le potenzialità di un possibile dialogo interculturale tra le varie anime che compongono il sistema culturale “Mediterraneo”, insistendo sul ruolo dello scambio di idee ed esperienze politiche e sociali tra i vari attori delle “Primavere”, e della necessità di portare avanti un impegno più costruttivo da parte dell’Europa, non solo Mediterranea (Italia in primis).
Il dottor Longo ha da parte sua portato un ulteriore contributo sul ruolo epocale delle rivolte arabe, e delle implicazioni, anche strategiche, che queste possono avere a livello religioso, e in parte stanno avendo nell’Islam, in particolare quello “arabo”, potendo stravolgere gli equilibri tra le diverse correnti e interpretazioni dello stesso.
In questo contesto l’Avvocato Fuggetti ha sottolineato le radici del moderno sistema statuale, e dunque dei sistemi giuridici, dei diversi paesi “arabi”. Questa ha fatto particolare riferimento a quelli coinvolti delle “primavere”, perlopiù risultati, nella loro creazione, dal disfacimento politico e amministrativo dell’Impero Ottomano (Siria, Egitto e Libia) e dall’adozione dei modelli francese e britannico in giurisprudenza e nell’esecutivo a seguito della colonizzazione e dei “mandati”, ottenuti all’indomani della Prima Guerra Mondiale dalle potenze vincitrici. Ha poi tracciato quello che è oggi il peso della Legge Islamica (Shari‘a) nelle diverse realtà statuali dei paesi “arabi”.
A conclusione della conferenza il Dottor Tiberio Graziani, Presidente dell’IsAG, ha ribadito l’importanza delle “Primavere” e l’impatto che queste potranno avere nel contesto geopolitico e geoeconomico globale futuro, alla luce dell’emergere di nuovi assetti strategici, incarnati da assi strategici o economici, tanto continentali quanto transcontinentali, quali i Paesi BRICS o l’Unione eurasiatica.

Federico De Renzi

venerdì 11 gennaio 2013

Ricerche Archivio di Stato


Si comunica che

è stata pubblicata una nuova newsletter nel Portale SAN:
 
http://www.san.beniculturali.it/web/san/dettaglio-newsletter-san?tag=nwl_id_2013-1&p_p_id=56_INSTANCE_Q3zk&articleId=1090424&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&groupId=10704&viewMode=normal

Per iscriversi alla Newsletter seguire il link: http://www.san.beniculturali.it/web/san/iscrizione-alla-newsletter

Il SAN, aggregatore nazionale di risorse archivistiche, è aperto alla collaborazione delle Istituzioni interessate alla fruizione in rete del proprio patrimonio documentario.

Al fine di proporre agli utenti l’offerta più esaustiva possibile e nell’intento di far emergere l’attività di ciascuna istituzione aderente, si  invita a segnalare iniziative realizzate, in corso di realizzazione e/o quelle che si intendano realizzare; attività di gruppi di lavoro, comitati e commissioni; intese e convenzioni con soggetti pubblici e privati; progetti innovativi; percorsi tematici da rilanciare, valorizzare e rendere fruibili tramite il SAN.
 

martedì 8 gennaio 2013

Progetto Storia in Laboratorio. Aprilia.

5 giugno 2012. In vista della manifestazione del prosismo anno a gennaio, si riporta, per porre alla base delle schede uniformologiche, le indicazioni così come pervenute dall'Inventario

ITALIA
Giacca e pantaloni lana grigioverde per mitraglieri MVSN D7
Giacca e pantaloni Regio Esercito in lana grigio verde con mostrine 22 fanteria Cremona D98
Cappotto in lana grigio verde Regio Esercito  D105
zainetto da combattimento Regio Esercito in tela di canapa  D117
Cappotto e mantella Regia Aeronautica D173 (nel ripostiglio)
camicia caki con cravatta D108
camicia in lana pesante grigio verde D99
giacca e pantaloni grigioverde da ufficiale MVSN; bottoni con fascio, completo di cravatta D86
Divisa da colonnello e Ammiraglio D176  nel ripostiglio
Giacca a 4 tasche nera in lana del ventennio, smostreggiata, completa di cinghia e di pantaloni alla cavallerizza con2 spallini con bottoni con fascio D112
Giacca da ufficiale Capitano alpini D 79
Giacca da ufficiale in lana capitano di artiglieria
3 scarponi marroni e neri E157 E158 E159
Giaccone motociclista Regio Esercito(2) E271
gavettino alluminio Regio esercito E 344
stivali da ufficiale cuoio marrone chiaro E436
borraccia alluminio Regio esercito con cinghia  E 528
sahariana A.O. con pantalone caki D6 e D7 1936-1937
bandiere sabaude D31 - D32

USA
1.      completo pantalone donna verde spigatino D62- D63
2.      giacchino lana donna caki D81
3.      giacca e pantaloni lana divisa completa da truppa D66
4.      giacca e pantaloni verde spigatino divisa completa USMC (marines) D67
5.      giacca e pantaloni  in lana caki da sergente  medico con distintivo Sanità D90
6.      Giacca da ufficiale Marina tenente di vascello anno 1942 D82
7.      bandiera a 48 stelle E111
8.      bandiera grande a 48 stelle in lana D 37
9.      zaino M28  E104/7
10. bombola ossigeno emergenza completa Air_force (2) E208
11. scarponi alti cuoio corpo medico E240
12. gavetta mista completa 1942 E307
13. giacca e pantaloni mimetici Tiger-Strip D33

G. B.
1 tuta volo in cotone caki D175 nel ripostiglio
pantaloni mimetici D109
Tuta da volo in tela pesante con pelliccia ai polsi e al collo D55
Giubbino e pantaloni inglesi per truppe polacche con bustina modello 1940 D19
basco per divisa  sopra 1943 polacco 1943 D138
Camicia S/C lana D13
borraccia e custodia E124/5
zaino con spallaccio 1941 E122/03
maschera antigas con custodia tela E121/02
porta carte in tela caki 1944 E120/1
 2 binocoli   MK4    O1 ,   6 x 30 1940  MK O2


GERMANIA

giaccone mimetico D92
Giaccone motociclista pelle grigia
gavetta in alluminio verniciata E481
variatore di luce per telemetro E484
Paletta fissa E496
scatola metallica con due manometri 1939 E501
cassettina legno e ferro per apparecchiature elettriche E 519
Giaccone impermeabile colore nocciola parka  da montagna D110
giacca bianca da fatica marina D107


Avviso. Si continua.

Il 23 maggio 2012 in una riunione è stato detto che la Sezione Studenti e Cultori della Materia della ANC non esiste perchè non era giunto alla Segretaria Generale l'incartamento relativo e nulla risultava alla Segretaria. A nostro avviso appare quanto mai pretestuoso tale atteggiamento: bastava richiedere la documetazione e la si avrebbe avuta. Ma la realtà ormai è chiara. Si vuole eliminare in toto, come altre attività la Sezione. Per il periodo maggio 2012 dicembre 2012 il blog non è stato attivato in chiaro in quanto si era in attesa di comprendere come si sarebbe evolta la situazione.
Ora tutto si è chiarito. Si va avanti a prescindere da elementi che hanno tutta un'altra visione di come si tramanda e si vive i valori della Guerra di Liberazione. L'errore è stato quello di attardarsi su situazionie persone che occore lasciare al loro livello.
I osto riporteranno quindi una iniziale numerazione (data/numero) la quale indica il momento in cui è stato predisposto. La data di inserimento, quind non ha per questo semestre non ha valore.
La Segretaria.

mercoledì 20 giugno 2012

Maurilia Bove: la sua esperienza

L' 8 giugno scorso, con apertura dei lavori alle ore 10,30, si e tenuta, presso il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD – Palazzo Salviati Piazza della Rovere, 83), una Conferenza sul tema “Le Commissioni interritoriali er il riconoscimento della protezione internazionale"
  
Relatrice, il Vice Prefetto Dott.ssa Maurilia BOVE,
Ministero dell'Interno, Direttrice vicario della Direzione per i servizi civili, per l'asilo e l'immigrazione

L’incontro, destinato ad un selezionato e circoscritto numero di partecipanti, ha voluto approfondire le riflessioni su una tematica oggetto di un crescente interesse , he rappresenta uno dei temi più scottanti della nostra società civile