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martedì 19 marzo 2013

Un debito di riconoscenza per Andrèe Morois ed il suoi "Silenzi"

Come ormai molti di voi hanno sottolineato, si è giunti ad un bivio: continuare a costruire di giorno e poi vedere disfatto tutto il giorno dopo, oppure riservare le energie ad altri più proficui impegni?. La risposta è sotto gli occhi di tutti. Nella riunione di sabato scorso è emerso che non è più possibile attivare alcune forma di collaborazione, mentre la documentazione pervenuta non può meritare risposta in quanto in palese contrasto con la realtà. Siamo alla quarta versione di uno stesso episodio.

Il dato che emerge, però, non è solo quello della incapacità di collaborare; potrebbe essere con molti sforzi superato se si adottassero tecniche di comunicazione basate sulla pazienza e sulla persuasione. Il dato essenziale è la pericolosità di entrare in pantani in cui non si esce fuori che a fatica. Ed il nostro Gruppo non può permettersi di incrinare o rovinare amicizie creatasi tra noi per colpa di chi è ormai molto lontano da noi.

 Con molto ritardo si è compreso quello che c'era dietro le quinte. Un anno intero è stato speso per giungere a questo punto. Ma il mosaico, pezzo a pezzo, si è formato ed ora il quadro è chiaro. 
Tutti i passaggi li abbiamo analizzati momento per momento. Ed abbiamo visto cadere le maschere non per chissà quali azioni, o chissà quali ragionamenti, ma semplicemente sottolineando e rimembrando i silenzi, quei silenzi dirompenti che oggi, visti in sistema, sono quanto mai chiarificatori.

André Morois scrisse un bellissimo libro, proprio sui "Silenzi", letto e riletto mille volte, ove la figura di Aurelle è quanto mai interessante. Siamo grati al Grande Poeta Francese, anche per questo. Per averci fatto capire e dato la chiave di lettura di una situazione chissà perchè sempre in armonia per oltre dieci anni e poi, improvvisamente, entrata in vorticosa turbolenza in meno di pochi mesi.

Non è una bella pagina di chiusura. Non per noi, che abbiamo sempre seguito una linea chiara e retta, e che seguiremo, ma per persone che potevano risparmiarsi tanta fatica  con un parlare chiaro e conciso, anzichè rimanere "silenti".  Il silenzio è d'oro, e mai lo è come in questo caso.

Si continua, come deciso, nelle strade scelte e sicuramente il bel lavoro fatto continuerà a dare i suoi frutti.


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