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venerdì 10 luglio 2015

Federazione Romana del Nastro Azzurro. Tommaso Gramiccia e gli Incontri

Mercoledì del Nastro Azzurro:
 “Gabriele d'Annunzio soldato”

di
 Anastasia Latini


Il tema trattato nell'ultimo incontro dei “Mercoledì del Nastro Azzurro” è stato particolarmente importante non solo per gli appassionati di storia militare ma anche per gli appassionati di letteratura.
Nella sede di Piazza Galeno si è tenuta la conferenza su “Gabriele d'Annunzio soldato”, per porre sotto una nuova luce le gesta di un grande scrittore la cui esperienza militare, benché fondamentale per la sua formazione, viene spessa posta in secondo piano rispetto ai suoi meriti letterari.
Il prof. Edoardo Bosio, storico, ha presentato lo scrittore come un eroico combattente non solo nelle vesti di fante, ma anche sul mare e nella dimensione a lui più cara, il cielo, e ha evidenziato il suo contributo all'impegno bellico come propagandista.
E' proprio per ricoprire quel ruolo che venne fatto rientrare in patria dalla Francia, dopo che vi si era rifugiato per i suoi problemi economici dovuti al suo vivere dispendiosamente, situazione che lo porterà ad essere assediato dai creditori e dagli ufficiali giudiziari.
Tornato in Italia nel 1915 si schierò subito a favore degli interventisti appellandosi ai miti italiani del Risorgimento e della Patria che lo portarono a compiere spericolate azioni, soprattuto come aviatore, più importanti dal punto di vista simbolico che militare.
Rimangono negli annali gesti come il volo verso Trieste in cui lanciò manifesti propagandistici e la beffa di Buccari, la quale ebbe molta presa sul morale degli sfiduciati combattenti italiani, risollevandone il morale.


Queste imprese gli valsero molte onorificenze tra cui una Medaglia d'Oro al Valor Militare, tre Medaglie d'Argento e una Croce al Merito di Guerra, oltre ad un titolo nobiliare.
Il Vate fu un personaggio di estrema importanza, amato e odiato dai suoi contemporanei: circolano varie versioni di come la notizia della sua morte, il primo marzo 1938, venne accolta da Mussolini, il quale nonostante fosse in rotta con il poeta volle per lui i funerali di Stato.
La conferenza ha percorso queste e molte altre imprese, come quella di Fiume che fu il coronamento delle sue imprese militari, alla presenza della sua pronipote, sig.ra Margherita
d’Annunzio, il presidente Tommaso Gramiccia e gli aderenti della sezione romana.

(latini.anastasia@gmail.com)


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