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mercoledì 13 luglio 2016

Federazione del Nastro Azzurro di Potenza

Azzurro che valore

Martina Palazzini


Azzurro che valore” è un’iniziativa promossa dalla Federazione provinciale di Potenza della Nastro Azzurro e creata allo scopo di memorare quegli atleti che combatterono nel primo conflitto mondiale, i quali per i loro atti di eroismo furono decorati al Valor Militare. I suoi compiti, svolti in collaborazione con l’Istituto Nazionale della Nastro Azzurro, noto più semplicemente con il nome abbreviato di Nastro Azzurro, riguardano la promozione dell’attività culturale sulla Grande Guerra. Tale promozione culturale vede anche la partecipazione di studiosi di storia sportiva e militare, federazioni sportive, enti militari, culturali e di ricerca scientifica locali e nazionali. Propone diverse attività annuali, quali manifestazioni culturali e sportive, pubblicazioni culturali di studi e di documentazione. Allo scopo di raggiungere gli obiettivi sopra citati, l’Associazione realizza attività di ricerca, di formazione, di consulenza ed informazione. Nello specifico:
  • Organizza convegni, conferenze, giornate di studio, dibattiti, seminari;
  • Organizza gruppi di studio e di ricerca;
  • Realizza ed edita studi, articoli e ricerche;
  • Istituisce borse di studio;
  • Organizza eventi in collaborazione con altre società sportive.

Lo sport, ed in particolare il calcio, si consolidano sempre più nelle società novecentesche, coinvolgendo larghi strati di popolazione. Tuttavia, alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale, i giovani vengono chiamati al fronte e sottratti alla vita civile, nonché molto spesso sportiva. Sebbene la guerra sia devastante, questi non dimenticano la pratica sportiva: sono molti coloro che partono pronti a combattere portando con sé un pallone. Il calcio, così come tutti gli ambiti della vita civile, muta conseguentemente al conflitto bellico. In Gran Bretagna prende sempre più piede il calcio femminile. Fra i prigionieri di guerra la passione per questo sport non si spegne, e persino al fronte vi sono episodi di campi adibiti per giocare.


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