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mercoledì 29 febbraio 2012

Montenegro oggi

 Montenegro oggi


        Secondo Tommas Hobbes, i membri di una comunità stipulano il contratto sociale per rendere la vita migliore  e garantirsi una sicura uscita dalla situazione del tipo " homo homini lupus est".
Forse la comunità montenegrina aveva una simile intenzione quando , il  21 maggio 2006, con il proprio voto ha posto in essere un Montenegro indipendente. Tuttavia, il problema si è creato nel momento in cui i montegrini hanno dovuto scegliere il proprio "Leviatano", un Leviatano capace di portarli  fuori dall' incubo degli anni '90. Purtroppo, non posso sostenere con sicurezza che i Montenegrini abbiano fatto la scelta giusta;
 il vero problema sta nel fatto che non mi sembra che siano in grado di riconoscere il proprio errore, oppure, non lo vogliono vedere.
        Il problema è in primo luogo  legato al modo in cui i montenegrini percepiscono il "potere " che hanno nelle loro mani e con il quale potrebbero cambiare la condizione in cui si trova il Montenegro oggi - il voto. Abituati al governo di una persona - il famoso "principe", ed ad un sistema autoritario di governo, negli  ultimi 100 anni, da quando è stato introdotto il sistema parlamentare, non hanno cambiato il noto ruolo degli osservatori passivi.
 La prova più chiara di questo stato mentale  è il fatto che neanche una volta al governo del Paese si è realizzata un' alternanza democratica, ossia non si è  mai verificata una vittoria  elettorale dell' opposizione.
Tale prassi non è  cambiata neanche dopo il 2006 ( l'anno in cui il Montenegro ha riconquistato lo status di stato indipendente ). Più precisamente, subito dopo le prime elezioni parlamentari si è potuto notare come la società montenegrina non sia maturata - è stato scelto il partito che governava già da 20 anni.Un cittadino straniero, che crede nelle istituzioni della democrazia, penserebbe che questa scelta sia il risultato di un modo molto efficace di svolgere le proprie funzioni da parte dei membri del partito di maggioranza. Però, penso che sia arrivato il momento di chiederci se sia davvero così.
          Prima di giungere alle conclusioni, dovrei esporre alcune considerazioni. Una di queste è che non si può dire che in Montenegro la libertà di esprimere il proprio pensiero sia pienamente realizzata ( ricorderei che si tratta di una delle libertà previste dalla Dichiarazione dei diritti dell' uomo e del cittadino del 1789, e oggi siamo nel 2010!). Per notare ciò, basta prestare attenzione alla modalità di funzionamento dei servizi pubblici di informazione. Anche se, oltre alla televisione statale, esistono quelle private, non c'e' un'effettiva differenza tra di esse, e tutte le infomazioni che hanno per destinatario il cittadino "medio" sono attentamente controllate. Ci sono solamente un paio di giornali che tendono a rappresentare la reale situazione in cui il Montenegro si trova. Tra l'altro, coloro che dovrebbero rappresentare la forza e la fonte di energia di uno stato giovane , gli studenti, da anni sono solamente osservatori passivi di tutto ciò che sta accadendo intorno a loro. Purtroppo, le condizioni generali della società sono tali per cui, anche se i giovani ricevono tutte le informazioni necessarie, una volta laureati,  non sono in grado di applicarle nella realtà oppure, pur avendo l'intenzione di utilizzarle per realizzare fini diversi da quelli del partito di governo, spesso non è loro possibile farlo. Inutile poi speculare sul fenomeno dell' apertura delle università private, della cui qualità in alcuni casi si potrebbe dubitare ( tra di esse c'è anche quella fondata dal Primo ministro e leader del partito maggioritario), per cui  oggi  sempre meno persone si iscrivono all'università pubblica. È da anni che dura il processo di "addormentamento" della comunità montenegrina, sicchè non mi sembra strano il fatto che il governo si riferisca ad essa definendola "noiosa". Evidentemente, nell'accezione usata dal governo , il termine corrisponde alla stabilità positiva della società, ma la mia opinione è che si tratti di una stabilità molto pericolosa.
        Proprio quella società noiosa subisce oggi le conseguenze del
processo di privatizzazione che sta cambiando profondamente l'economia del Montenegro. Anche se non ci sono informazioni precise al riguardo, fino al 2009 , si è realizzata la privatizzazione dell' 85% delle imprese pubbliche. A favore di chi sono state condotte le privatizzazioni  - se nell'interesse degli individui che governano oppure nell' interesse dell' intera comunità, solo il tempo lo dirà , però anche adesso si possono notare alcuni problemi, come quello della disoccupazione crescente. Questa società noiosa  non è stata in grado di partecipare attivamente al processo , e questo soprattutto perchè coloro che erano interessati non hanno avuto accesso alle informazioni cruciali. Anche se nel 2005 è stata approvata la legge sull' accesso libero all' informazione, le istituzioni statali si sono rivelate più che creative quando si è trattato di inventare nuovi modi per rendere inaccessibili i principali contratti di privatizzazione, i programmi sugli investimenti , sulla protezione dell'ambiente, etc. Come si può notare, i cittadini non hanno potuto partecipare direttamente al processo, ma in condizioni normali , grazie al parlamento e ai deputati, avrebbe potuto facilmente realizzarsi almeno una partecipazione indiretta . Nel 2007, infatti, è stata istituita la Commissione parlamentare per il controllo del  processo di privatizzazione , ma ci sono voluti 3 mesi per la sola elezione dei suoi membri (direi che basta questo a rendere superflue analisi più dettagliate sulla sua efficienza). L' intero processo di privatizzazione è stato seguito dal Consiglio per la privatizzazione , anch' esso un organo del parlamento montenegrino , che ha anche il compito dell' elaborazione di un progetto per l'impiego delle risorse ottenute con la vendita delle imprese statali. Nel 2006 le organizzazioni non governative hanno richiesto la pubblicazione del progetto , ma anche in questo campo non è ancora stato fatto nessun progresso.
      A parte i problemi che il Monetenegro ha sul piano interno, si potrebbe dire che sono stati fatti dei passi in avanti significativi nell'ambito dell' instaurazione delle relazioni con altri stati. Spero che presto il Montenegro diventi  stato membro dell ' Unione europea perchè ritengo che questo sia un passo fondamentale per un ulteriore sviluppo del Paese ( il 15 dicembre del 2008  è stata presentata la domanda di adesione) . Anche se in questo campo c'è bisogno di attuare tutta una serie di riforme, credo che tutte le instituzioni siano incluse  e  partecipino attivamente al raggiungimento  di questo fine. Il Montenegro è 192°  stato membro delle Nazioni Unite , è parte del Consiglio d'Europa etc. D'altra parte però,  i rapporti con i vicini non sono dei migliori. In primo luogo, mi riferisco alle relazioni  "zoppicanti" con Belgrado dopo il riconoscimento del Kosovo. Spero che la classe politica  montengrina capisca presto quali sono le vere priorità del Montenegro, e che comprendano anche che finchè i rapporti con i vicini rimangono instabili ed irrisolti , l'immagine del Montenegro come un   membro serio della communità internazionale, in grado di trattare tutti i problemi come uno stato sovrano, non si consoliderà.
       La soluzione di tutti i problemi che il Montenegro sta affrontando in questo momento è facile da individuare. La chiave che apre tutte le porte è il lavoro . Il potenziale non manca (dalle bellezze naturali uniche al mondo alle risorse idriche) , c'è bisogno solamente delle conoscenze necessarie ad usarlo bene, e per questa ragione lo dobbiamo concentrare nelle mani di individui più capaci e preparati. La mia opinione è siano i giovani, ricchi delle conoscenze e delle capacità necessarie, a poter portare il Montenegro fuori dal circolo vizioso. Si potrebbe dare un' interpretazione della nostra storia così come lo fa Adams, cioè dire  che i nostri genitori si sono occupati della politica e  della guerra per darci la possibilità di occuparci della matematica, filosofia, economia ecc. Forse è giunto il momento per loro di lasciare le posizioni che occupano in modo che anche noi possiamo fare la nostra parte di lavoro e creare la possibilità per le generazioni future di godere del Montenegro che meritano.
                             
                                                                Milanović Katarina
di seguito la versione in lingua originale

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